12/06/2026
Chi come me? ✋
Quando ho concluso la mia tesi e l'ho riletta tutta insieme, mi è tornato in mente un gioco che utilizzo spesso nella pratica clinica: "Chi come me?".
È un semplice gioco di gruppo: ci si dispone in cerchio e si alza la mano ogni volta che ci si riconosce in un’esperienza condivisa.
Nella sua semplicità, però, accade qualcosa di profondo. Diventa visibile ciò che spesso teniamo nascosto: la fragilità condivisa, il bisogno di appartenenza, la scoperta che non siamo soli nelle nostre paure.
Rileggendo il lavoro svolto, mi sono accorta che questa domanda attraversava in filigrana tutta la tesi.
Le storie incontrate nel progetto, quelle dei miei pazienti, dei miei compagni di percorso e, in parte, anche la mia, raccontano la stessa possibilità: riconoscersi nell'altro.
Durante questi anni di scuola di psicoterapia, la paura di non essere abbastanza è tornata molte volte. Ma proprio nell'incontro con compagni, docenti e supervisori ho trovato una risposta a quel "Chi come me?".
Oggi, con gratitudine, concludo questo percorso e divento psicoterapeuta.
Perché, a volte, è proprio nell'intreccio dei riconoscimenti reciproci che la difficoltà diventa possibilità e assume il sapore della cura.