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LA MOSCA E ALTRE METAFORE21 agosto 2026Nel luogo dove mi trovo, mentre sto scrivendo,  la pioggia abbondante e la nebbia...
21/08/2026

LA MOSCA E ALTRE METAFORE

21 agosto 2026

Nel luogo dove mi trovo, mentre sto scrivendo, la pioggia abbondante e la nebbia avvolgono le montagne che scompaiono e riappaiono; come un mantello le rivestono, e per me questo è un invito a riprendere il filo conduttore sulla “mosca”.

C'entra sempre la mosca, ma ora si aggiungono altre metafore ed immagini alle precedenti.
Sono all'opera temi come la libertà, la giustizia, la ragione che tace per far scendere in campo la comprensione.

Rimando il lettore a questo libro breve e illuminante, a mio avviso: “IL DUBBIO E IL DIALOGO” di Gustavo Zagrebelsky – Einaudi Editore

Ne estraggo forse un capitolo o poche righe che evidenziano delle idee “rivelatrici” che colgono, cioè, il punto principale da cui dipendono i discorsi che ruotano attorno a quel punto.

Breve parentesi aperta: nella teoria e pratica dello yoga, le idee “rivelatrici” hanno una forza in più; sono salvifiche, sono illuminate da una consapevolezza pura o presenza mentale, senza dubbi, senza incertezze.

Dal capitolo UMANA CONDICIO (Umana Condizione)

Tre immagini per descrivere la condizione umana.

Le prospettive della vita individuale e dell'umanità per mezzo di tre immagini elevate a modelli che si applicano altrettanto bene al problema del senso della vita, del destino del singolo individuo e dell'umanità.

Sono traduzioni in immagini di sentimenti amari nutriti di realismo.

Le immagini sono la bottiglia nella quale la mosca vola a casaccio, la rete in cui si dibatte il pesce, il labirinto dentro il quale ci si aggira cercando la via per uscirne.

Al di là del comune malessere, la mosca nella bottiglia, il pesce nella rete, e l'errabondo nel labirinto sono in condizioni molto diverse.
La mosca uscirà dalla bottiglia (sempre che sia senza tappo) solo per un colpo di fortuna.
La sorte del pesce è invece segnata e il suo dibattersi non farà che impigliarlo sempre di più, mentre chi è perso nel labirinto può tentare di uscirne facendo uso del proprio ingegno.

La sorte, l'affanno e l'ingegno sono le forze che muovono le tre situazioni.
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LA MOSCALa “mosca” occupa i miei pensieri da un po' di tempo; si nota anche dalla data dell'immagine pubblicata (post pr...
19/08/2026

LA MOSCA

La “mosca” occupa i miei pensieri da un po' di tempo; si nota anche dalla data dell'immagine pubblicata (post precedente del 2024 - "LA MOSCA VERDOLINA")

PRIMA PARTE
Comincio dalla fine delle riflessioni di oggi sulla mosca servendomi di un discorso a pera, come direbbero i toscani, cioè condotto non con logica tradizionale, riassunto così: “La condizione e il condizionamento di chi sta all'interno di una situazione di “non libertà” sono molto difficili da districare, non tutti ci riescono”.

Ecco il discorso a pera dove effettivamente si parla di pere, della pera Williams, in questo caso, quella della grappa.

Come si fa a mettere la pera nella bottiglia?

Questa pera nella bottiglia ha poco a che fare con le altre pere che pendono dal ramo e maturano a stretto contatto con la luce e l'aria perché si sviluppa in condizioni diverse e del tutto artificiali.

Appena spunta sull'albero, il ramo sul quale è nata viene infilato nel collo di una bottiglia e lì dentro, dentro nella bottiglia, la pera diventa grande e matura, per finire poi sotto spirito con l'etichetta della grappa dello stesso nome.
Aria, luce e calore arrivano indirettamente e ogni rapporto col mondo esterno avviene attraverso la capsula trasparente del vetro che la racchiude.

Più la pera maturando si sviluppa, più diventa impensabile tirarla fuori da lì senza “rompere il vetro”.
Eppure gli ingenui che ignorano lo stratagemma con cui è stata imbottigliata, uno stratagemma antico quanto il mondo, ancora si meravigliano ad alta voce e si chiedono come mai sia accaduta una cosa così innaturale, così inspiegabile e paradossale!

Si domandano come ha fatto la pera ad entrare nella bottiglia!

Il caso della pera che viene fuori da questo piccolo racconto è naturalmente un caso disperato che non si può risolvere senza rompere la bottiglia, perché riguarda chi è consegnato sin dalla nascita al proprio destino, non ne ha consapevolezza e nemmeno ha la capacità intellettuale di ribellarsi.

Ma mettiamo che dentro la bottiglia ci sia una “mosca” che, certo è più irrequieta di una pera e meno contenta del suo stato.

Ecco il discorso a pera iniziale: “condizione e condizionamenti di chi sta all'interno di una situazione di NON LIBERTA' ci tengono imbottigliati, imbrigliati sempre più nell'oppressione.

Ma quali sono i condizionamenti che di solito ci tengono imbottigliati in una situazione di non libertà?

° Il primo di tutti, la prima bottiglia, è il luogo in cui siamo nati e la mentalità che lo contraddistingue.
° La seconda bottiglia che ci condiziona è quella del linguaggio.
° La terza bottiglia è quella ideologica.

… se ti piace continua a leggere la simbologia di ciascuna bottiglia, su
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LEGGERE E' UN PIACERE"LA MOSCA VERDOLINA" - di GIORGIO PARISI  (pubblicato il 16 agosto 2024)Retro di copertina:  «Io vo...
19/08/2026

LEGGERE E' UN PIACERE

"LA MOSCA VERDOLINA" - di GIORGIO PARISI
(pubblicato il 16 agosto 2024)

Retro di copertina:
«Io volevo dire che ho visto una mosca fotografata da vicinissimo.
Aveva occhi enormi e un corpo verdolino.»
«Le fotografie al microscopio degli insetti sono bellissime» dice il nonno.
«Ma adesso dormite.» «Uffa!» «Uffa!» «Uffa!» «Potete uffare finché vi pare, ma adesso si dorme» ripete il nonno spegnendo la luce. «Però prima ci racconti una fiaba…» dice il nipotino più grande. «Ma non una fiaba qualsiasi…» dice il mezzano. «Una fiaba con una mosca!» grida il più piccolo.

Età di lettura: da 6 anni.

LE EMOZIONI Riflessioni sciolte in un duetto tra la visione occidentale e buddhista.PRIMA PARTELe persone reagiscono a u...
13/08/2026

LE EMOZIONI
Riflessioni sciolte in un duetto tra la visione occidentale e buddhista.

PRIMA PARTE

Le persone reagiscono a uno stesso evento in modi diversi.
Alcuni individui tendono alle emozioni negative o addirittura distruttive mentre altri sono meno vulnerabili.
Ma per molti che reagiscono non importa quanto sia stato soddisfacente il risultato o quanto bene siano riusciti a risolvere l'impasse e a tirarsi fuori dall'oscurità.

Definizione del termine “emozione”
Deriva dalla radice latina “emovere” di cui “ex” significa fuori e “movere” significa mettere in movimento. Quindi nel termine c'è l'idea di qualcosa che mette in movimento la mente sia con le azioni, sia con le intenzioni e con i sentimenti.
Questi fattori in azione insieme o a turno producono tendenze positive o dannose o illusorie.

Le emozioni sono vettori di quello che conta. Assolvono a un compito positivo poiché ci aiutano a sopravvivere, ma sono anche fuorvianti.
Si tratta di distinguere i casi in cui le emozioni sono al nostro servizio in modo costruttivo da quelle che generano stati mentali distruttivi.

Nel contesto del buddhismo, si chiama “emozione” qualcosa che condiziona la mente facendole adottare un certo punto di vista.
A differenza del parametro usato in occidente per identificare un'emozione come “dannosa”, nella psicologia buddhista essa è tale se distorce la percezione della realtà.
In questo tipo di emozione c'è sempre una “frattura”, una “separazione” fra APPARENZA ed ESSENZA delle cose.

In breve le emozioni che affliggono limitano la libertà di una persona concatenando i suoi pensieri in modo da costringerla a pensare, parlare e agire in base a dei condizionamenti.
Le emozioni costruttive, invece, sono fondate su un uso sano della ragione.

Gli insegnamenti del buddhismo sono indirizzati alle persone che non hanno tempo da perdere perché hanno smesso di dire “in seguito farò”.
Mi riferisco alla pratica della presenza mentale.
Questa pratica necessita di addestramento, disciplina e costanza.

La presenza mentale è la facoltà della memoria.
Essa è migliore del funzionamento delle moderne fotocamere e registratori.
Quando la presenza mentale è attivata, tutto viene registrato, nulla sfugge; la registrazione viene poi inviata al cervello che cataloga.

La realtà dei mutamenti della nostra specie non è dovuta a un'evoluzione geneticamente determinata del cervello ma dall'evoluzione mentale del modo in cui ci trasmettiamo collettivamente energia e informazioni nel corso delle generazioni.

… se ti va, continua a leggere la SECONDA PARTE su

Gli incontri di "Meditazione guidata e posizione seduta" hanno il fine di sperimentare alcune tecniche per coltivare la PRESENZA MENTALE. L'obiettivo è quello di diventare più svegli a ciò che accade durante la pratica, di imparare a conoscere la natura delle emozioni, delle sensazioni e dei pens...

"Cenerentola nel Paese delle Nevi"Fiaba tibetana a cura di Carla GianottiUTET 2003Prefazione al libroÈ difficile trovare...
02/08/2026

"Cenerentola nel Paese delle Nevi"
Fiaba tibetana
a cura di Carla Gianotti
UTET 2003

Prefazione al libro

È difficile trovare una storia che sia altrettanto popolare come quella di Cenerentola.
Dall'Occidente all'Oriente, all'Africa le centinaia e centinaia di versioni della fiaba fioriscono e si moltiplicano in una grande varietà di temi e motivi.

Il nucleo fondamentale della fiaba non sembra, a tutta prima, così straordinario: una ragazza di misera condizione viene aiutata con mezzi soprannaturali e conclude un buon matrimonio.

Perché allora tanta fortuna?
Forse perché l'immagine della ragazza che, maltrattata e disprezzata porta in sé il segreto di un destino regale, è venuta a riassumere un motivo che tutti incontrano, una volta o l'altra nella vita, quello di non essere apprezzati dagli altri quanto si vorrebbe.

Il carattere fondamentale di una CENERENTOLA è quello di credere, a dispetto di tutta la schiacciante forza del mondo esterno, di essere destinata a "qualcosa di assolutamente prodigioso"

Il testo proposto è un'antica versione orientale della fiaba di CENERENTOLA, tradotta dal tibetano e finora pressoché sconosciuta anche agli specialisti del folclore.

Per la ricchezza di riferimenti al mondo buddhista in cui è nata, si presta a interessanti indagini di carattere culturale e storico-religioso.

"L'INTRODUZIONE" di Carla Gianotti percorre entrambe queste strade. Ma quello di CENERENTOLA è, prima di tutto, un racconto di meraviglie, e come tale, nonostante la distanza geografica e temporale che lo separa da noi, ha la capacità di affascinare il lettore pur nella sua elementare semplicità.

La UTET - 2003

Carla GIANOTTI, docente di buddhismo indo-tibetano , tibetologa e saggista.

16/07/2026

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Con soddisfazione vi presento la nuova sede dove si terranno i corsi di hatha yoga e di meditazione del 2026/27, con inizio MERCOLEDI' 9 settembre:
- Fondazione LA COMUNE - via Trivulzio 22 - Milano

E per ben celebrare l'inizio nella nuova sede, ai nuovi iscritti è riservata un'offerta sul primo mese di abbonamento: sconto 50%

La messa in pratica dello hatha yoga, ovvero quello che viene chiamato il "METODO" di insegnamento si articola in modo graduale e progressivo con lezioni di un'ora e mezzo oppure di due ore. (frequenza monosettimanale); ciascun praticante sceglierà la formula che preferisce a seconda delle proprie disponibilità di tempo o livello di esperienza.

Restano invariati gli orari/giorni delle lezioni online, durante la settimana; possono essere un valido strumento per recuperare le lezioni p***e in presenza.

VEDI il prospetto lezioni settimanali.

Un "benvenuto" a tutti nella nuova sede, a chi è esordiente e a chi è già ben introdotto nello yoga e con pazienza e impegno continua a perfezionare qualcosa.

Con gratitudine
Silvia Caleffi

Per info dettagliate:
Silvia - 338 388 4617
[email protected]
[email protected]

Ciclo di MEDITAZIONE guidata VIPASSANA di GIUGNO 2026TRE INCONTRI alla DOMENICA online oppure al VENERDI' in presenza.  ...
19/05/2026

Ciclo di MEDITAZIONE guidata VIPASSANA di GIUGNO 2026

TRE INCONTRI alla DOMENICA online oppure al VENERDI' in presenza.

Vorrei offrire agli studenti differenti date e orari.
TRE INCONTRI alla DOMENICA: 14/21/28 giugno dalle 9.30 alle 11.00 - online, oppure al VENERDI' : 12/19/26 giugno dalle 17.30 alle 19.00 in presenza.

In totale sono disponibili sei date per ben organizzare i TRE incontri di GIUGNO.

E' possibile cambiare liberamente orario/giorno, senza avvisare quando si modifica la frequenza.
... La pratica meditativa si riduce a sole tre parole:
"LASCIAR ANDARE LA PRESA"
Provare a fare solo questo.
Provare ad entrare nella dimora del silenzio.
Il silenzio è timido, appare quando vuole e va soltanto da coloro che lo amano.
Non risponde al calcolo, all'attaccamento.
Non risponde se abbiamo progetti su di esso.
Non è possibile comandare il silenzio.
Ci sono pratiche di concentrazione, di rilassamento che creano condizioni di calma mentale, ma quel silenzio è provvisorio, grossolano, fragile.
Anche se la strada che conduce al silenzio è piena di ostacoli, vale la pena provarci...

Grazie, Silvia
Per info : 338 3884 617
[email protected]

28/03/2026

Nel ciclo di meditazione di MAGGIO la pratica sarà serale.

Niente di speciale; speciale è il gesto di sedersi sul cuscino per preparare la mente al sonno notturno.

👉👉 TRE INCONTRI di meditazione guidata VIPASSANA al MERCOLEDI' dalle 20.00 alle 21.30 on-line.
13/20/27 MAGGIO

🌿 Cercare di essere naturali è un'affettazione.
🌿 Non puoi ottenerlo pensandoci sopra.
🌿 Non puoi ottenerlo non pensandoci sopra.

👉 Per approfondire il "sentire", ci concediamo uno spazio "erotico" e "sensualizzato".
Il ritmo del respiro diventa preponderante e talmente intimo da arrossire se lo volessimo raccontare ad un amico.

👉 Non penserete di sognare solo di notte?!?!

⚠️ Per approfondimento continua a leggere:
https://www.centroyogamaya.it/meditazione-corsi

Info e costi di partecipazione, in privato

🌿 grazie, Silvia

SEMINARIO YOGA Domenica 17 MAGGIO in modalità doppia -  presenza e online - dalle ore 9.30 alle 12.30TEMA"L'evocazione d...
24/03/2026

SEMINARIO YOGA

Domenica 17 MAGGIO in modalità doppia - presenza e online - dalle ore 9.30 alle 12.30

TEMA
"L'evocazione del CERCHIO, del ROTONDO e dell'ARROTONDARE"
Teoria sulla simbologia del CERCHIO e pratica delle posture di apertura e del respiro circolare, ovale e quadrato.

Il seminario è aperto ai praticanti di ogni livello... continua a leggere su
www.centroyogamaya.it

Conduce il seminario Silvia Caleffi

Per info e prenotazione:
338 388 4617
[email protected]
[email protected]

seguici su F.B:
facebook.com/centroyogamaya.it/

06/03/2026

Non è facile intendere come il mondo possa migliorare standosene seduti immobili e in silenzio.

Eppure dovrebbe essere evidente che l'azione senza saggezza, senza chiara consapevolezza del mondo quale è in realtà, non migliora nulla.

Sedersi, fermi, immobili non è sedere con una mente neutra che escluda tutte le impressioni interne ed esterne e i sentimenti.

Non è nemmeno "concentrazione" nel senso di limitare l'attenzione ad un singolo soggetto/oggetto.

È una consapevolezza senza commenti personali verso qualunque cosa si verifichi.

Naturalmente questa sensazione di "non differenza fra sé e il mondo", fra "la mente e il suo contenuto" non sorge dallo sforzo di provarla.

Viene quando si è seduti e si medita senza uno scopo nella mente, perfino senza lo scopo di liberarsi dallo scopo.

grazie, Silvia

esperienza di meditazione guidata VIPASSANA: 15/22/29 Marzo - on-line

Indirizzo

Via Trivulzio 22
Milan
20146

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