21/10/2026
A volte lo senti e basta.
Trentaquattro anni fa ho tagliato il mio primo pezzo di tessuto per realizzare un progetto di patchwork.
Era un tessuto da camicia e lo schema era ricavato dalle fotocopie di un libro, donate da una signora il cui figlio lo aveva portato dagli Stati Uniti.
Non ho iniziato da autodidatta: amo fare le cose per bene. Ho iniziato con un corso di English Paper Piecing. Conservo ancora quella stella. Ovviamente non sono partita da un four-patch. 🤦🏼♀️🤷🏼♀️
Avevo realizzato il cartamodello con la carta da pacco o con quella di giornale. All’epoca, in Italia, non c’era ancora nulla che potesse agevolare il lavoro. Eravamo proprio delle pioniere.
Solo tre anni dopo ho tagliato il mio primo tessuto americano con la rotella e il righello Olfa. Ho fermato i tessuti con gli spilli a fiore gialli della Collins, che oggi definirei grandi come pali della luce, ma che all’epoca vedevo sottili come capelli. Ho cucito i miei pezzi con la macchina per cucire che mi aveva regalato mio nonno, “appena” quattordici anni prima.
Anche in quel caso ho avuto un’insegnante. Una brava insegnante.
Non sapevo nulla: né da dove partire né come fare un punto. Ma la voglia di fare e di imparare era più forte di qualsiasi ostacolo: della mancanza di strumenti, del poco tempo e delle risorse economiche limitate. I corsi e le insegnanti, però, hanno fatto la differenza.
E sono arrivata fin qui.
Se sei agli inizi, goditi il processo. Continua a imparare, a provare cose nuove e ad avere fiducia nel percorso.
Non serve sapere già tutto per cominciare: basta il coraggio di fare il primo taglio, il primo punto, il primo passo. Il resto si costruisce strada facendo, un pezzetto alla volta.
E un giorno ti volterai indietro e scoprirai che, proprio come me, sei arrivata molto più lontano di quanto avresti immaginato.
A volte lo senti e basta.