Dott.ssa Carmen Rinaldi - Studio Psicologico Tertulliano

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Dott.ssa Carmen Rinaldi - Studio Psicologico Tertulliano Psicoterapia sistemico-relazionale. Terapia EMDR
Consulenza sessuologica

09/10/2026

In occasione del Mese della Psicologia, dedicato quest'anno all'influenza delle nuove tecnologie e dell'Intelligenza Artificiale sulla salute mentale, desidero condividere una riflessione sul cuore della mia professione.
Oggi gli algoritmi e gli strumenti digitali ci offrono risposte rapide e informazioni immediate. Per quanto la tecnologia possa supportarci nel quotidiano, la cura psicologica e il benessere emotivo passano attraverso un'esperienza che nessun codice può replicare: la presenza e la relazione umana.
Ogni giorno osservo come il cambiamento profondo e la comprensione di sé non nascano da semplici risposte teoriche, ma dall'essere ascoltati, visti e accolti nella propria complessità. È all'interno di uno spazio di ascolto autentico — fatto di sguardi, empatia e condivisione — che possiamo comprendere le nostre dinamiche e ritrovare un equilibrio.
L'intelligenza artificiale può essere un utile strumento di consultazione, ma la responsabilità clinica, l'empatia e la relazione terapeutica rimangono insostituibili.

​Dott.ssa Carmen Rinaldi
Psicologa | Psicoterapeuta
Milano
📍 Via Tertulliano 35, Milano
📞 Tel: +39 347 013 98 18

Dal punto di vista sistemico, le relazioni non si nutrono della quantità di tempo che trascorriamo insieme, ma della qua...
26/09/2026

Dal punto di vista sistemico, le relazioni non si nutrono della quantità di tempo che trascorriamo insieme, ma della qualità della nostra presenza. Essere disponibili all'ascolto anche solo per 10 minuti di "presenza pura" vale molto di più di un'intera serata passata a fare le comparse l'uno accanto all'altro.
​Stasera proviamo a regalare a chi ci sta vicino dieci minuti di attenzione esclusiva o di presenza autentica.
Buon sabato a ciascuno di voi!

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande stesse."— Rainer Maria RilkeSpess...
07/08/2026

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande stesse."
— Rainer Maria Rilke

Spesso pensiamo che stare bene significhi avere tutto sotto controllo e risposte chiare per ogni dubbio. In realtà, il momento in cui sorge una nuova domanda — per quanto possa mettere in difficoltà o generare incertezze — è un momento estremamente prezioso.
​Il semplice fatto che un interrogativo affiori alla mente — che ci si chieda "Perché?", "Cosa voglio davvero?" o "Esiste un altro modo?" — significa che qualcosa dentro di noi ha smesso di accontentarsi dei vecchi automatismi. Una domanda non è un vuoto da riempire subito: è una porta che si apre su una nuova prospettiva.

Imparare a convivere con le proprie domande senza la fretta di doverle risolvere subito è uno dei passi più profondi nel percorso di cura di sé.

Alle porte di questa pausa estiva, vorrei lasciarvi con un pensiero da portare in valigia.​Spesso immaginiamo le vacanze...
29/07/2026

Alle porte di questa pausa estiva, vorrei lasciarvi con un pensiero da portare in valigia.
​Spesso immaginiamo le vacanze come un momento in cui "accumulare" esperienze, ricordi, foto, luoghi da visitare. Eppure, dal punto di vista emotivo e psicologico, il riposo ha a che fare con l'operazione opposta: fare spazio.
​Rallentare significa anche imparare a dire qualche "no" in più all'esterno per dire un "sì" più autentico a noi stessi. Significa sfilarsi di dosso le aspettative altrui, i ruoli che ricopriamo ogni giorno e il dovere di essere sempre performanti o reperibili.
​Il mio augurio per questa estate è che possiate legittimarvi, senza sensi di colpa o pressioni, a disconnetervi da ciò che vi affatica, dai ritmi imposti, dal rumore di fondo, per ritrovare quel vostro spazio in cui riascoltare ciò che in quel momento conta davvero.
​Leggerezza e presenza, questo il mio augurio.
​Buona estate! 🌿

1. Cosa fare se la terapia non sembra funzionare?Parlane prima di tutto in seduta. Spesso il confronto su una difficoltà...
26/07/2026

1. Cosa fare se la terapia non sembra funzionare?
Parlane prima di tutto in seduta. Spesso il confronto su una difficoltà diventa un’importante occasione di svolta. Se tuttavia senti che l'alleanza non funziona, puoi liberamente interrompere il percorso o cambiare professionista. Il fine è sempre il tuo benessere.

​2. Perché il terapeuta non dà consigli diretti?
Perché non è un amico o un "saggio" che dà opinioni personali, ma un professionista con oltre 10 anni di formazione clinica e scientifica. Il suo compito non è dirti cosa fare, ma svelare schemi disfunzionali e darti strumenti per sviluppare la tua autonomia decisionale.

​3. Come si capisce quando è il momento di terminare?
La fine del percorso si concorda insieme. Te ne accorgi quando senti di aver acquisito strumenti interni efficaci, hai raggiunto gli obiettivi iniziali, vivi una maggiore stabilità e le sedute non ti sembrano più un'esigenza "urgente".

​4. Che differenza c’è tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra?
• ​Psicologo: Laureato in psicologia. Si occupa di supporto, diagnosi e prevenzione (non fa psicoterapia, non prescrive farmaci). Può sviluppare competenze verticali in ambiti circoscritti.
• ​Psicoterapeuta: Psicologo o Medico con specializzazione quadriennale. È lo specialista della cura profonda attraverso la parola, la relazione e metodologie cliniche specifiche. Può anch'esso iperspecializzarsi in settori e problematiche particolari.
• ​Psichiatra: Medico specializzato. Focalizzato sugli aspetti neurobiologici, può prescrivere farmaci e svolgere anche psicoterapia.

La psicoterapia non è un percorso rigido, ma uno spazio di ascolto e cura: l'unico vero obiettivo è aiutarti a stare meglio.



Spesso, prima di fare il primo passo e contattare uno psicoterapeuta, ci si ritrova con molte domande, anche pratiche, a...
04/07/2026

Spesso, prima di fare il primo passo e contattare uno psicoterapeuta, ci si ritrova con molte domande, anche pratiche, a cui risulta difficile dare una risposta da soli. I dubbi possono creare una sorta di resistenza interna, un blocco che finisce per far rimandare la chiamata e allontanare il momento in cui prendersi cura di sé.
Ho voluto perciò raccogliere qui le risposte alle domande più frequenti che ricevo con l'obiettivo di sciogliere questi dubbi e aiutarvi a fare il primo passo con maggiore serenità.

✓ La terapia Sistemico-Relazionale serve solo per le coppie o per le famiglie?
Questo è un falso mito. L'approccio è efficace anche per i percorsi individuali. Guardare la persona attraverso la lente "sistemica" significa non isolarla, ma comprendere come il suo malessere sia legato alle sue relazioni (famiglia, partner, lavoro).
Lavorando su se stessi, cambia il modo di relazionarsi e solitamente migliora anche ciò che ci circonda.

✓ Quanto dura una terapia?
Ogni storia è unica, ma l'approccio sistemico punta all'efficacia nel presente. Insieme si definiscono obiettivi chiari e concreti. Non si prolunga il percorso più del dovuto.

✓Con che frequenza ci si vede?
Di norma, la frequenza iniziale è di un incontro a settimana. Questo ritmo permette di creare una buona alleanza terapeutica e dare continuità al lavoro. Con il tempo e il raggiungimento dei primi traguardi, le sedute si diradano fino alla conclusione del percorso.

✓ Devo chiamare solo se ho un problema grave o una diagnosi?
No, non serve "stare male" per iniziare. La psicoterapia è uno spazio prezioso anche quando ci si sente semplicemente bloccati in un momento della vita, nelle relazioni, nel lavoro, o quando si vuole fare chiarezza dentro di sé.

✓ Che cosa succede durante il primo colloquio?
È un incontro di conoscenza reciproca. Serve a voi per capire se vi sentite a vostro agio con me, e a me per ascoltare la vostra richiesta. Insieme decideremo se e come proseguire, senza alcun vincolo.

⏳ Una nota importante sulla tempistica:
Nel caso di una sintomatologia ansiosa e/o depressiva, attendere troppo tempo nella speranza che le cose si risolvano da sole rischia spesso di generare una cristallizzazione dei sintomi o una cronicizzazione delle dinamiche relazionali disfunzionali. Intervenire precocemente, invece, permette di attivare le risorse personali necessarie al cambiamento.

Qualunque sia la vostra strada, l'augurio è quello di trovare sempre lo spazio e il tempo per ascoltarvi.

17/06/2026
Oggi vorrei parlare di depressione.​Parliamo di una patologia che, dati epidemiologici alla mano, rappresenta un'emergen...
03/06/2026

Oggi vorrei parlare di depressione.

​Parliamo di una patologia che, dati epidemiologici alla mano, rappresenta un'emergenza silenziosa e un tema di enorme impatto a livello sociale: l'OMS stima che ne soffrano oltre 280 milioni di persone nel mondo, con ripercussioni profonde sulla vita quotidiana, lavorativa e relazionale di chi ne è colpito.

È una condizione complessa, multifattoriale, che tocca la biologia, la chimica cerebrale e la storia personale.
​Di tutto questo, però – dei sintomi, dei criteri diagnostici e dei dati – trovate ormai informazioni ovunque sul web.

​Quello che vorrei fare oggi è andare oltre il sintomo e invitarvi a guardare questa sofferenza da una prospettiva differente.

​A volte, infatti, è necessario fare un passo di lato: da un punto di vista clinico è fondamentale analizzare ciò che accade dentro la persona, ma è altrettanto importante guardare nello spazio che unisce la persona ai suoi legami.

​Quando iniziamo a osservare il dolore con questi occhiali, ci accorgiamo che la depressione può prendere forma proprio all' interno della rete dei nostri legami. Da questo punto di vista, il blocco depressivo è spesso legato a dinamiche molto precise:

▶️​L'esaurimento del "pilastro": Il sintomo colpisce frequentemente chi, in famiglia o nella coppia, ha ricoperto per anni il ruolo di quello forte, caricandosi dei bisogni e delle fatiche di tutti fino a esaurire completamente le proprie risorse emotive.

➡️​Un blocco evolutivo della famiglia: La depressione spesso può esordire durante un momento di grande cambiamento (un lutto, i figli che crescono e si rendono autonomi, una crisi di coppia) che il nucleo fa fatica a superare. La sofferenza del singolo diventa così il riflesso di una difficoltà di movimento di tutto il sistema.

▶️​Un messaggio relazionale involontario: L'apatia e il ritiro, pur nella loro drammaticità, possono rappresentare l'unico modo (spesso inconscio) per imporre un confine protettivo e segnalare agli altri che gli equilibri attuali non sono più sostenibili.

💠​Guardare la depressione in quest'ottica non significa sminuire il dato biologico o il dolore individuale. Significa restituire un senso umano a quel dolore e aiutare la persona a comprendere il messaggio sottostante. Partendo da questa consapevolezza (passaggio per me indispensabile), sarà possibile trovare modalità più funzionali e protettive per iniziare finalmente a prendersi cura di sé e delle sue relazioni.

Alcune persone, quando pensano alla psicoterapia, immaginano una figura un po' "distaccata", quasi impassibile, che pren...
11/04/2026

Alcune persone, quando pensano alla psicoterapia, immaginano una figura un po' "distaccata", quasi impassibile, che prende appunti in silenzio. Un "esperto" che applica tecniche su un "paziente".
​Ma la terapia non è solo tecnica: è relazione e ascolto autentico.
​Vi dirò di più: a volte, anche durante una seduta faticosa, ci può scappare un sorriso, perfino una risata, perché la vita entra in studio e noi ne siamo parte. Questi momenti non sono distrazioni. Sono istanti di profonda condivisione umana, che possono allentare la tensione, normalizzare un momento difficile o semplicemente ricordarci che siamo persone, prima di essere terapeuta e paziente.
​Credo profondamente che l'autenticità sia uno strumento clinico potente. Mostrarsi umani, con empatia e calore, non toglie professionalità; al contrario, crea lo spazio di sicurezza necessario affinché il paziente possa re-imparare a narrare la propria storia, non più da solo, ma all'interno di una relazione curativa ed empatica.
​È un viaggio che si fa insieme...

Indirizzo

Via Tertulliano, 35
Milan
20137

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393470139818

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