12/10/2026
La risposta arriva prima che la domanda sia finita. Gli appuntamenti si susseguono senza una pausa. Un lavoro viene concluso rapidamente, poi riaperto per correggere qualcosa sfuggito.
La spinta “Sbrigati”, individuata da Taibi Kahler nell’ambito dell’Analisi Transazionale, può manifestarsi nella pressione a fare in fretta, anche quando il tempo disponibile consentirebbe un ritmo diverso.
La condizione implicita è: «Vado bene se sono veloce». Aspettare può diventare faticoso; rallentare può dare la sensazione di perdere tempo. Talvolta si rimanda l’inizio di un’attività fino a ritrovare l’urgenza che rende familiare mettersi in movimento.
La rapidità è una risorsa. Quando diventa una risposta automatica, può lasciare poco spazio alla preparazione, alla cura dei dettagli e all’ascolto delle persone.
Per allentare questa pressione può essere utile verificare la scadenza reale, scegliere una priorità e dedicarle attenzione prima di passare alla successiva. Prevedere un margine tra gli impegni permette di affrontare gli imprevisti; durante una conversazione, aspettare che l’altra persona finisca aiuta ad ascoltare anche ciò che rischia di sfuggire.
Concedersi il tempo necessario permette di scegliere un ritmo adeguato a ciò che si sta facendo.
Il percorso sulle cinque spinte prosegue nel prossimo post con “Compiaci”.