28/10/2025
Perciò eccomi dallo strizza-cervella. Mi posa i palmi sulla capoccia, massaggia lentamente affondando le dita nelle tempie (fossero DAS), quindi presto incalza, e schiaccia e storta e spreme, ora si ferma, stende il tutto per ripiegarlo nuovamente, quindi avvita e piega e pesta, infine, se ancora qualcosa restasse torchia rulla e voilà! M'ha scervellato via degli umori i più perniciosi, i più malinconici. Sordo lo sono ancora (m'ha fatto intendere che su questo c'è poco da fare - e di che m'ero illuso!), ma di mettersi l'anima in pace, d'abituarsi a farlo. Ci sono dei fatti inaggirabili, che stan li - non c'è da fare - martellaci la cocuzza quanto vuoi che manco ci farai il callo. Ma sii una persona ragionevole, per Dio! - su questo mi ha illuminato - che ti incaponisci a fare! piuttosto capisciti, indagati, e accettati tutto per intiero! Nel bene e nel male, sordo o meno, qualcosa t'ha reso così, meglio capirlo e farci i conti. Inutile legarsi le cose al dito. (…)
Quindi fatti un favore e stai sereno, ché è andata com'è andata. Quel che t'è capitato t'ha reso la persona che sei e bla e bla e bla.
Si ringrazia Jozef Taiana per il testo e Anna Merlotti per l'immagine
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