Psicologa Milano Patrizia Tummolo

Psicologa Milano Patrizia Tummolo Scrivimi. Offro servizi di consulenza psicologica sia in Studio che Online.

🌟"Tutti hanno diritto alla felicità"
🧠 Libera la mente, guarisci il cuore, trasforma la tua vita
💡 Psicologa esperta in ansia, depressione e relazioni difficili
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📍 Milano + Online 🌍 | 📩 Pronto/a a cambiare? Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità nel 2006, regolarmente iscritta presso l'Albo degli Psicologi dal 2009, attualmente specializzanda in Psicoterapia Siste

mico Familiare e Relazionale. Ho avuto esperienze sia in ambito privato che nei servizi pubblici quali Ser.t., Centri di Salute Mentale e Neuropsichiatria Infantile.

RIFLESSO UMANODa giorni centinaia di persone dormono fuori dallo Spin Time di Roma.Tende.Brandine.Valigie.E una frase pr...
07/08/2026

RIFLESSO UMANO

Da giorni centinaia di persone dormono fuori dallo Spin Time di Roma.

Tende.
Brandine.
Valigie.
E una frase pronunciata da alcuni residenti continua a risuonarmi dentro:
"Le nostre vite sono là dentro."

Mi sono chiesta come possa esserci un'intera vita dentro quattro mura.

Poi ho pensato alla tana.
Per molti animali è il luogo in cui smettere di fuggire.
Dormire.
Riprendersi dalle ferite.
Mettere al mondo e far crescere i propri cuccioli.
Il luogo in cui la vita può continuare.

Anche noi esseri umani, in fondo, abbiamo bisogno di una tana.
La chiamiamo casa.
Non soltanto perché ci ripara dalla pioggia.
Ma perché è il luogo in cui il corpo impara, ogni giorno, che può abbassare la guardia.

È lì che, giorno dopo giorno, depositiamo qualcosa di molto più prezioso degli oggetti.
Ricordi.
Abitudini.
Odori.
Feste.
Litigi.
Abbracci.
I primi passi di un figlio.
Le persone che abbiamo amato.
E la certezza di poter ritrovare tutto questo, ogni volta che torniamo a casa.

Ma cosa accade quando è proprio quella tana a bruciare?

Quando il luogo che avrebbe dovuto proteggerci smette di essere un luogo sicuro?

Forse è per questo che perdere una casa è così destabilizzante.

Non perdiamo soltanto un tetto.

Si frantuma una delle convinzioni più profonde a cui ci siamo affidati per tutta la vita:

la casa dovrebbe essere il luogo più sicuro.

Ed è lì che nasce una forma di disperazione difficile da spiegare.

Per un tempo, non esiste più un luogo sicuro.
E il bisogno di sicurezza non scompare.
Anzi, si acutizza...
Senza sapere più dove trovarla.

Forse è anche per questo che non basta trovare un'altra casa.
Una casa restituisce dei muri.
Ma non restituisce, da sola, ciò che avevamo costruito tra quelle mura.

Quello richiede tempo.
Nuove esperienze.
Nuove relazioni.
Nuovi ricordi.

Un nuovo luogo nel quale, giorno dopo giorno, poter tornare a fidarsi.

Perché, forse, una casa non è soltanto il posto in cui viviamo.

È il luogo in cui, lentamente, depositiamo e custodiamo il nostro senso di sicurezza.

RIFLESSO UMANOOgni volta che un ragazzo fatica a staccarsi dai social, la domanda è quasi sempre la stessa.Che cosa non ...
04/08/2026

RIFLESSO UMANO
Ogni volta che un ragazzo fatica a staccarsi dai social, la domanda è quasi sempre la stessa.

Che cosa non va in lui?

Mi chiedo se la domanda giusta non sia un'altra.

Immaginiamo un pesce d'acqua salata.
Lo immergiamo in acqua dolce.
Dopo poco entra in sofferenza.
Diremmo che è malato?

O penseremmo che sta semplicemente vivendo nell'acqua sbagliata?

Forse con gli esseri umani accade qualcosa di simile.

Siamo abituati a cercare la causa della sofferenza dentro le persone.

Molto meno dentro gli ambienti.

Eppure ogni ambiente ci cambia.
Una famiglia.
Una scuola.
Un gruppo di amici.

Perché un ambiente digitale dovrebbe fare eccezione?

Un algoritmo non educa con le parole.
Educa con ciò che rende normale.

Con ciò che premia.

Con ciò che ci invita a ripetere.

Forse il problema non è che i ragazzi siano diventati più fragili.

Forse stanno semplicemente crescendo dentro ambienti costruiti per uno scopo diverso dal loro benessere.

E allora mi resta una domanda.

Quanto tempo dedichiamo a cambiare i ragazzi...

e quanto tempo a chiederci se l'acqua in cui li stiamo facendo nuotare sia quella giusta?

RIFLESSO UMANODue ragazzi piangono.Chiedono che finisca.Qualcuno continua a colpirli.Qualcuno guarda.Qualcuno riprende.E...
29/07/2026

RIFLESSO UMANO

Due ragazzi piangono.

Chiedono che finisca.

Qualcuno continua a colpirli.

Qualcuno guarda.

Qualcuno riprende.

E quel dolore, a un certo punto, diventa qualcosa da condividere.

La domanda più facile è:

come si può essere così crudeli?

Quella più difficile è:

quanto li stiamo addestrando noi a guardare senza sentire?

Ogni giorno consegniamo ai ragazzi un filtro: uno schermo nel quale scorrono rapidamente guerre, pestaggi, umiliazioni, corpi feriti, persone disperate.

Un video dopo l’altro.

Una tragedia dopo l’altra.

E subito dopo una pubblicità.

Un balletto.

Un meme.

Non possiamo sentire e reggere tutto.

La mente, per proteggerci, impara a prendere distanza dal dolore.

Ma cosa succede quando quella distanza, quel senso di estraneità, diventa abitudine?

Quando un pianto diventa solo suono.

Quando un corpo diventa solo involucro.

Quando un essere umano diventa solo un corpo.

Forse, prima di domandarci come abbiano fatto dei ragazzi a restare lì a guardare, dovremmo avere il coraggio di chiederci:

a quanta sofferenza li abbiamo esposti?

E quanto li abbiamo abituati a restarle davanti senza fare nulla?

Forse stanno imparando qualcosa dal mondo che abbiamo costruito per loro:

che il dolore degli altri si può guardare.

E poi scorrere oltre.

Proprio come facciamo ogni giorno.

E come, tra qualche secondo, probabilmente faremo anche con questa storia.

RIFLESSO UMANODue ragazzi scalano l’Empire State Building.Appendono una bandiera.Poi lui le chiede di sposarlo.Il gesto ...
05/07/2026

RIFLESSO UMANO

Due ragazzi scalano l’Empire State Building.

Appendono una bandiera.

Poi lui le chiede di sposarlo.

Il gesto è estremo, discutibile, forse persino irresponsabile.

Ma il messaggio che hanno scelto di portare in alto merita di essere guardato:

“When the power of love beats the love of power, the world knows peace.”
"Quando il potere dell’amore supera l’amore per il potere, il mondo conosce la pace."

Forse è una frase semplice.

Forse proprio per questo arriva così in profondità.

Perché racchiude una verità che continuiamo a dimenticare.

Molte guerre.

Molte relazioni spezzate.

Molte ferite.

Non nascono semplicemente dall’assenza di amore.

Nascono quando il bisogno di dominare diventa più forte del desiderio di incontrare.

Quando vogliamo avere ragione più di quanto vogliamo comprendere.

Quando preferiamo ferire invece che restare umani.

Forse la domanda non è soltanto:

Quanto è stato f***e quel gesto?

Forse è anche un’altra:

quante volte, nella nostra vita quotidiana, scegliamo l’amore per il potere invece del potere dell’amore?

Nelle coppie.

Nelle famiglie.

Nel lavoro.

Nei conflitti.

Nelle guerre silenziose che combattiamo ogni giorno.

Perché forse la pace non comincia quando tutti la pensano allo stesso modo.

Comincia quando smettiamo di usare il potere per difenderci dall’incontro con ciò che non abbiamo ancora compreso.

03/06/2026

Continuare a studiare, ricercare nuovi strumenti e mettersi in discussione è un dovere professionale.

Per me è anche un piacere.

Per questo sono grata di far parte del Network Terapia Progettuale di Paolo Baiocchi, una realtà che continua a offrirmi occasioni di crescita, confronto e approfondimento.

Condivido questo breve video per chi desidera conoscere qualcosa di più di questo approccio e del lavoro che portiamo avanti ogni giorno.

La Pasqua ci ricorda che è sempre possibile tornare alla vita.Non è l’unico momento in cui possiamo scegliere di farlo.È...
05/04/2026

La Pasqua ci ricorda che è sempre possibile tornare alla vita.

Non è l’unico momento in cui possiamo scegliere di farlo.

È qualcosa che può accadere, un po’ ogni giorno.

Lasciarsi andare, fermarsi, smettere di lottare…
a volte è necessario.

Ma poi arriva un tempo diverso.

Un tempo in cui rialzarsi diventa necessario,
anche quando la voglia non c’è.

Attraversare il dolore, invece di evitarlo.

Prendersi la responsabilità della propria vita.
Questo richiede una scelta.
Un atto di volontà.

Anche quando dentro risuona una domanda antica:
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

Eppure, anche lì, qualcosa continua a spingere verso la vita.

Che questa Pasqua possa essere un richiamo,
non solo un simbolo lontano,
di ritorno alla vita.

08/03/2026

Oggi non auguro solo una buona Festa della Donna.Auguro a ogni donna di fiorire.Ogni volta che la vita lo permette.Ogni ...
08/03/2026

Oggi non auguro solo una buona Festa della Donna.
Auguro a ogni donna di fiorire.
Ogni volta che la vita lo permette.
Ogni volta che si apre anche solo una piccola crepa.
Fiorire con sfacciataggine.
Con bellezza.
Con audacia.
Con quell’opportunismo intelligente che la natura usa da sempre.
Perché la natura non chiede permesso.
Trova lo spazio.
E sboccia.
E a chi oggi non può farlo,
a chi vive in condizioni che non permettono ancora di fiorire:
non arrenderti.
Resisti.
Custodisci la tua stagione.
Arriverà il tempo in cui potrai sbocciare
più forte,
più libera,
più intensa che mai. 🌸

A volte il lavoro più importante è proprio questo: creare le condizioni perché tu possa tornare a fiorire.

La pace è una quiete densa.Tace. E produce eco.Questo cammino lo raccontasenza dire una parola.
02/02/2026

La pace è una quiete densa.
Tace. E produce eco.

Questo cammino lo racconta
senza dire una parola.

Definiresti questa quercia meno querciaper le sue dimensioni?
31/01/2026

Definiresti questa quercia meno quercia
per le sue dimensioni?

Indirizzo

Via Frua 21/6
Milan
20146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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