Valentina Rita Andolfi Psicologa

Valentina Rita Andolfi Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Valentina Rita Andolfi Psicologa, Psicoterapeuta, Milan.

La solitudine d'estate ha due volti.C'è quella scelta, cercata, che sa di libertà: una passeggiata all'alba, un libro le...
30/07/2026

La solitudine d'estate ha due volti.

C'è quella scelta, cercata, che sa di libertà: una passeggiata all'alba, un libro letto senza fretta, il piacere di non dover rispondere a nessuno.

E c'è quella che arriva senza invito. Quando gli altri sembrano tutti altrove, in viaggio, in compagnia, dentro fotografie luminose che scorrono sullo schermo. E noi restiamo con una sensazione di essere rimasti indietro, fuori dalla festa.

Sono due esperienze diverse che spesso confondiamo. La prima ci nutre. La seconda pesa. Riconoscere quale delle due stiamo vivendo è già un modo per prendersene cura.

La solitudine che pesa non chiede di essere riempita a tutti i costi. Chiede, prima, di essere guardata. Di capire cosa ci sta raccontando di noi e delle nostre relazioni.

Se questo agosto la solitudine ti sta parlando più del solito, c'è uno spazio in cui poterla guardare insieme, senza doverla spiegare tutta subito.

Le amicizie hanno qualcosa di speciale 🌿Alcune nascono quando siamo bambini e attraversano con noi intere stagioni della...
30/07/2026

Le amicizie hanno qualcosa di speciale 🌿
Alcune nascono quando siamo bambini e attraversano con noi intere stagioni della vita. Altre durano il tempo necessario a condividere un pezzo di strada. Altre ancora arrivano quando meno ce lo aspettiamo: al lavoro, durante gli studi, in un momento difficile o in una fase di cambiamento.

Le amicizie cambiano insieme a noi. A volte ci accompagnano nelle nostre trasformazioni. A volte ci mostrano parti di noi che non avevamo ancora visto. A volte ci aiutano a capire chi stiamo diventando.

E qualche volta accade anche il contrario: che un'amicizia si allontani perché la vita ci porta altrove, o perché continuiamo a crescere in direzioni diverse.

Forse è proprio questo che rende l'amicizia così preziosa. Non il trovare qualcuno uguale a noi, ma qualcuno con cui poter essere noi stessi. Qualcuno che ci ricordi chi siamo stati, che riconosca chi siamo oggi e che lasci spazio a ciò che stiamo ancora diventando.

Ma non per tutti l'amicizia è un'esperienza semplice. Ci sono persone che hanno faticato a trovare il proprio posto tra gli altri. Persone che si sono sentite escluse, diverse o sole. Persone che ancora oggi desiderano legami più profondi e autentici.

E forse anche questo fa parte dell'amicizia: non solo ciò che abbiamo vissuto, ma ciò che continuiamo a cercare. Perché la possibilità di incontrare qualcuno con cui costruire un legame significativo non appartiene soltanto al passato. Può accompagnarci per tutta la vita.

✨ C'è un'amicizia che ti ha aiutato a diventare la persona che sei? O un'amicizia che senti ancora di stare cercando?

Domani è il 30 luglio: giornata nazionale dell’amicizia. Le amicizie hanno qualcosa di speciale 🌿Alcune nascono quando s...
29/07/2026

Domani è il 30 luglio: giornata nazionale dell’amicizia.

Le amicizie hanno qualcosa di speciale 🌿

Alcune nascono quando siamo bambini e attraversano con noi intere stagioni della vita.

Altre durano il tempo necessario a condividere un pezzo di strada.

Altre ancora arrivano quando meno ce lo aspettiamo: al lavoro, durante gli studi, in un momento difficile o in una fase di cambiamento.

Le amicizie cambiano insieme a noi.

A volte ci accompagnano nelle nostre trasformazioni. A volte ci mostrano parti di noi che non avevamo ancora visto. A volte ci aiutano a capire chi stiamo diventando.

E qualche volta accade anche il contrario: che un'amicizia si allontani perché la vita ci porta altrove, o perché continuiamo a crescere in direzioni diverse.

Forse è proprio questo che rende l'amicizia così preziosa.

Non il trovare qualcuno uguale a noi, ma qualcuno con cui poter essere noi stessi.

Qualcuno che ci ricordi chi siamo stati, che riconosca chi siamo oggi e che lasci spazio a ciò che stiamo ancora diventando.

Ma non per tutti l'amicizia è un'esperienza semplice.

Ci sono persone che hanno faticato a trovare il proprio posto tra gli altri. Persone che si sono sentite escluse, diverse o sole. Persone che ancora oggi desiderano legami più profondi e autentici.

E forse anche questo fa parte dell'amicizia: non solo ciò che abbiamo vissuto, ma ciò che continuiamo a cercare.

Perché la possibilità di incontrare qualcuno con cui costruire un legame significativo non appartiene soltanto al passato. Può essere una possibilità che ci accompagna per tutta la vita.

✨ C'è un'amicizia che ti ha aiutato a diventare la persona che sei? O un'amicizia che senti ancora di stare cercando?

Ci sono estati che scorrono leggere e altre che, senza un motivo evidente, pesano.Succede più spesso di quanto immaginia...
23/07/2026

Ci sono estati che scorrono leggere e altre che, senza un motivo evidente, pesano.

Succede più spesso di quanto immaginiamo. Il caldo, le giornate lunghe, il confronto con chi sembra vivere vacanze perfette, il ritmo che cambia all'improvviso: tutto questo può lasciare addosso una malinconia difficile da spiegare, proprio nel periodo in cui "dovremmo" sentirci meglio.

E arriva anche il senso di colpa: perché sto male ora che tutti si divertono? Perché non riesco a godermi il riposo che aspettavo tutto l'anno?

Non esiste una stagione in cui è giusto stare bene per forza. Le emozioni non seguono il calendario delle ferie. E riconoscere che l'estate può essere anche una stagione faticosa è già un modo per non sentirsi sbagliati.

Se stai attraversando un momento pesante e senti che non vuoi restare solo in quello che stai vivendo, uno spazio di ascolto c'è.

Se stai vivendo pensieri che ti spaventano, non restare solo: puoi chiamare il 112, il tuo medico di base, o Telefono Amico al 02 2327 2327.

Ricevo a Milano e online.

Il tempo lento dell'estate mette tutti alla prova.Siamo talmente abituati a misurare le giornate in cose fatte che quand...
17/07/2026

Il tempo lento dell'estate mette tutti alla prova.

Siamo talmente abituati a misurare le giornate in cose fatte che quando arrivano le giornate vuote non sappiamo più leggerle. Un pomeriggio senza impegni può sembrare un dono o una minaccia, a seconda di quanto siamo abituati a stare fermi.

Ho osservato che molte persone, appena si fermano, sentono il bisogno immediato di riempire: un altro impegno, un altro schermo, un'altra corsa. Come se la quiete andasse coperta il prima possibile.

Eppure è proprio nel tempo che non produce niente che spesso torniamo a sentire come stiamo davvero. Cosa ci manca, cosa ci pesa, cosa desideriamo. Non sono pensieri comodi, ma sono i nostri.

L'estate, in questo, somiglia a una casa in cui torniamo dopo tanto tempo: ci sono stanze che avevamo dimenticato di avere.

Se questo tempo più lento sta portando a galla qualcosa che è difficile guardare da soli, si può guardare insieme.

Ricevo a Milano e online.

Ci sono momenti in cui la morte sembra entrare più profondamente nelle nostre vite: nelle storie che ascoltiamo, nelle p...
10/07/2026

Ci sono momenti in cui la morte sembra entrare più profondamente nelle nostre vite: nelle storie che ascoltiamo, nelle perdite che attraversiamo, nelle domande che emergono davanti alla fragilità dell’esistenza.

Forse è proprio in questi momenti che possiamo guardare a come, nei secoli, i popoli hanno cercato di convivere con questo mistero.

Nelle tradizioni sudamericane, come il Día de los Mu***os, i defunti non vengono dimenticati: vengono accolti con fiori, colori e ricordi. Anche in molte culture del Sud Italia il legame con chi non c’è più continua attraverso i racconti, i nomi tramandati, le fotografie e i rituali.

Gli antichi Egizi immaginavano la morte come un viaggio; i Greci come un passaggio verso un’altra dimensione dell’esistenza.

Nelle tradizioni buddhiste e in molte filosofie orientali, la morte non è tanto l’opposto della vita, quanto parte del suo continuo divenire. Tutto ciò che nasce è destinato a trasformarsi: contemplare l’impermanenza non serve a vivere con più paura, ma con maggiore presenza, gratitudine e consapevolezza del valore di ogni istante.

Forse, come avrebbe suggerito Jung, la morte è uno degli archetipi più profondi dell’esperienza umana. Quando cerchiamo di escluderla dalla coscienza, spesso ritorna sotto forma di angoscia. Quando invece troviamo un modo per darle un posto nella nostra storia, può diventare una maestra di significato.

Non per amare la morte.

Ma per imparare ad amare più profondamente la vita.

Ieri, grazie ai miei figli, ho finalmente visto KPop Demon Hunters su Netflix.Ne avevo sentito parlare tantissimo. È uno...
08/07/2026

Ieri, grazie ai miei figli, ho finalmente visto KPop Demon Hunters su Netflix.

Ne avevo sentito parlare tantissimo. È uno dei film d'animazione più apprezzati dell'ultimo periodo e, dopo averlo visto, ho capito il perché.

A prima vista sembra un film fatto di musica, colori, azione e combattimenti.

In realtà racconta qualcosa di molto più profondo.

Parla di identità.
Di vergogna.
Di paura.
Di quelle parti di noi che facciamo di tutto per nascondere perché crediamo che, se gli altri le vedessero, smetterebbero di amarci.

Quello che mi ha colpita di più è il modo in cui viene raccontato il "male".

Non è solo qualcosa che arriva da fuori.

Si insinua nelle nostre ferite.
Nella paura di non essere abbastanza.
Nel senso di colpa.
Nell'insicurezza.

Ci convince che, per essere accettati, dobbiamo diventare qualcun altro.

Ed è qui che il film cambia prospettiva.

Rumi, la protagonista, custodisce un segreto: è per metà umana e per metà demone. Vive quella parte di sé come qualcosa da nascondere, qualcosa di incompatibile con l'immagine che gli altri hanno di lei.

Quante volte facciamo la stessa cosa?

Quante volte nascondiamo una parte di noi perché la giudichiamo troppo fragile, troppo ingombrante, troppo "sbagliata"?

C'è poi un altro momento che mi ha colpita profondamente.

L'incontro con un uomo che ha venduto la propria anima al male dopo essere stato schiacciato dalla povertà e dalla sofferenza.

Il film non lo racconta come un mostro.

Lo racconta come una persona.

E questa, secondo me, è una delle intuizioni più potenti della storia.

Perché ci ricorda che dietro molti comportamenti distruttivi esiste quasi sempre una ferita.

Poi arriva "Free".

Non è solo una canzone.

È il momento in cui riaffiora la possibilità di scegliere, anche quando sembra che tutto sia perduto.

Poi arriva "Golden".

Ed è lì che Rumi smette di lottare contro la propria natura.

Capisce che la sua forza non nascerà cancellando la sua metà demone.

Nascerà accettandola.

Perché non è l'eliminazione delle nostre ombre a renderci liberi.

È il modo in cui impariamo a conviverci, senza lasciare che ci definiscano.

E infine "What It Sounds Like".

Una canzone che parla di armonia, non di perfezione.

Di persone diverse che trovano forza non perché diventano uguali, ma perché scelgono di restare autentiche.

Forse è questo il motivo per cui questo film ha colpito così tante persone.

Perché non racconta davvero una battaglia tra esseri umani e demoni.

Racconta la battaglia che combattiamo quando crediamo che una parte di noi sia troppo sbagliata per essere amata.

E allora la domanda che mi porto a casa è questa:

Quale parte di me sto ancora cercando di nascondere, quando forse è proprio quella che aspetta solo di essere accolta?

"Se lo senti, lo sai" è una delle canzoni di Jovanotti che porto più nel cuore. Una precisazione, però, per mia inclinaz...
04/07/2026

"Se lo senti, lo sai" è una delle canzoni di Jovanotti che porto più nel cuore. Una precisazione, però, per mia inclinazione personale: non sono una fan devota di nessuno, né una seguace. Semplicemente, Jovanotti è uno degli artisti la cui evoluzione personale sento più vicina alla mia.

C'è un passaggio di questa canzone che ogni tanto mi torna in mente. Mi capita spesso di incontrare giovani donne e ragazzi che mi dicono: "Sì, ho capito tutto. So perché mi succede questo, so da dove viene." Eppure aggiungono: "Non riesco a fare diversamente."

E allora mi viene da dire che, ogni tanto, il perché non ci aiuta davvero. È un'esigenza della mente quella di chiudere il cerchio, di trovare una spiegazione, di darsi delle ragioni. Ma questo rischio è quello di intellettualizzare l'esperienza, di trasformare in qualcosa di puramente cognitivo ciò che invece chiede di essere vissuto.

Per questo, in terapia, distinguiamo la conoscenza dalla comprensione. Un conto è sapere le cose, un altro è averle sentite. Comprenderle profondamente significa fare esperienza di qualcosa che, a un certo punto, detto nel modo giusto, ci raggiunge. Ci prende tutti insieme. Ci tocca nelle viscere. Ci risistema da dentro.

È una sorta di riorganizzazione psicofisica, potrei dire persino olistica. Non saprei definirla meglio. Sicuramente qualche filosofo o pensatore l'ha fatto con parole più precise. Ma, per me, è come quando trovi il filo giusto che, tirato con delicatezza, improvvisamente scioglie un nodo che sembrava impossibile da sbrogliare.

Questa mattina vi dedico questa canzone: Se lo senti, lo sai.

Puoi ascoltare ‘Se lo senti lo sai’ anche qui: https://capitol.lnk....

C'è una differenza profonda tra sentirsi soli e scegliere di stare da soli.La solitudine subìta può fare molto male. È q...
26/06/2026

C'è una differenza profonda tra sentirsi soli e scegliere di stare da soli.

La solitudine subìta può fare molto male. È quella sensazione di essere disconnessi anche in mezzo alla gente.

Ma esiste anche una solitudine cercata, scelta. Un tempo prezioso con noi stessi.

Nell'estate spesso emerge questa distinzione. I ritmi rallentano, c'è più spazio per ascoltarsi.

Alcuni scoprono di aver paura del silenzio. Altri invece ritrovano una dimensione di sé che avevano dimenticato.

🌙 Le notti prima degli esami non sono fatte solo di libri aperti, ripassi dell’ultimo minuto e sonno che non arriva.Sono...
24/06/2026

🌙 Le notti prima degli esami non sono fatte solo di libri aperti, ripassi dell’ultimo minuto e sonno che non arriva.

Sono fatte di domande.

Chi diventerò? Dove andrò? Sarò all’altezza?

In questi giorni il pensiero va a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che stanno affrontando l’esame di maturità. Un rito di passaggio che da generazioni segna il confine tra ciò che si è stati e ciò che si sta per diventare.

Ma oggi, forse, la sfida è diversa.

Non spaventa soltanto l’esame. Spaventano le infinite possibilità che vengono dopo. 🎓🧭

Scegliere un’università o un lavoro. Restare o partire. Costruire un progetto di vita in un mondo che cambia rapidamente e che spesso sembra chiedere certezze proprio quando si hanno ancora molte domande.

Eppure è proprio qui che si nasconde una straordinaria opportunità.

Non dovete avere tutte le risposte.

Dovete custodire il vostro entusiasmo, la vostra vitalità, la vostra curiosità. ✨

Perché il futuro non appartiene a chi non ha dubbi, ma a chi continua a camminare anche nell’incertezza.

A noi adulti spetta un compito importante: accompagnarvi senza sostituirci a voi. Aiutarvi a reggere il peso delle aspettative, delle paure e dei cambiamenti, offrendo presenza, ascolto e fiducia. 🤝

Oggi l’ingresso nell’età adulta è più lungo e complesso. I confini sono meno netti, l’indipendenza economica arriva spesso più tardi, i percorsi sono meno lineari. Alcuni studiosi parlano di “adultescenza” per descrivere questa lunga transizione.

E un pensiero speciale va ai tanti ragazzi e alle tante ragazze arrivati in Italia da altri Paesi 🌍: giovani che affrontano queste sfide con ostacoli aggiuntivi, ma anche con straordinarie risorse, energie e capacità di costruire ponti tra culture diverse.

A tutti voi auguro di portare con voi, oltre al diploma:

💡 la consapevolezza dei vostri limiti;
💪 l’orgoglio delle vostre risorse;
🌱 la fiducia di saperle mettere a frutto;
🌈 la speranza di poter costruire il vostro futuro.

Perché maturare non significa diventare perfetti.

Significa imparare a credere nelle proprie possibilità.

Buona maturità a tutte e a tutti. ❤️

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