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Dott. Erica Volpi Spazio Bianco Psicologia Ctu Milano e Como Spazio Bianco è un posto dove tornare a stare bene con se stessi, nella propria coppia e in famiglia

"Torniamo diversi da come siamo partiti"Il rientro dalle vacanze porta sempre qualcosa di più delle valigie da disfare.P...
28/08/2026

"Torniamo diversi da come siamo partiti"

Il rientro dalle vacanze porta sempre qualcosa di più delle valigie da disfare.

Porta anche quello che abbiamo visto di noi, in coppia, in quei giorni senza orari e senza scuse. Magari un litigio che si è ripetuto troppe volte. Un silenzio che è pesato più del solito.
O semplicemente la sensazione, mai detta ad alta voce, che qualcosa tra voi due non scorra più come prima.
Non è un fallimento.
È un'informazione preziosa, se la si sa ascoltare.
Spesso si pensa alla terapia di coppia come all'ultima spiaggia, il passo che si fa solo quando è "già troppo tardi". Ma nel mio lavoro vedo l'esatto contrario: le coppie che stanno meglio, spesso, sono quelle che chiedono aiuto prima, non dopo. Non per "riparare un guasto", ma per capire insieme come funziona il proprio sistema — cosa lo fa stare bene, cosa lo mette in tensione, quali copioni si ripetono senza che ce ne accorgiamo.

Settembre è spesso il mese in cui si ricomincia tutto: la scuola, il lavoro, i ritmi. Può essere anche il mese in cui si ricomincia a prendersi cura della coppia, non solo di tutto il resto.
Se in questi giorni avete sentito che qualcosa, tra voi due, merita uno sguardo diverso, sappiate che non dovete aspettare che diventi un problema grande per parlarne con qualcuno. 💛

"Il silenzio in auto durante un viaggio lungo"Quattro ore di autostrada. Il navigatore che parla ogni tanto, la radio ba...
18/08/2026

"Il silenzio in auto durante un viaggio lungo"

Quattro ore di autostrada. Il navigatore che parla ogni tanto, la radio bassa, e poi il silenzio.
C'è chi in quel silenzio si rilassa. E c'è chi, seduto accanto, comincia a chiedersi: "Cosa sta pensando? Ho fatto qualcosa? Perché non parla?"
Non tutti i silenzi sono uguali, anche se da fuori sembrano identici.
C'è il silenzio che riposa: due persone che stanno bene anche senza riempire lo spazio, che non sentono il bisogno di rassicurarsi a parole perché si sentono già sicure. Ed è un silenzio pieno, non vuoto.
E poi c'è il silenzio che pesa: quello che nasconde qualcosa di non detto, un fastidio che non ha trovato le parole, una distanza emotiva che si allarga e nessuno dei due nomina. Quel silenzio, se ci si fa caso, ha un peso diverso nel corpo: si sente nelle spalle, nel modo in cui si guarda fuori dal finestrino evitando gli occhi dell'altro.
Il punto non è riempire ogni silenzio con delle parole. Il punto è imparare a riconoscere, nella propria coppia, quando il silenzio nutre e quando invece isola. E magari, invece di chiedere "a cosa pensi?", provare a chiedersi prima: io in questo silenzio come sto?
Voi lo sapete distinguere, nella vostra coppia, il silenzio che riposa da quello che allontana? 💛

"Quando in vacanza arrivano anche i suoceri"C'è un momento, in molte vacanze estive, in cui il "noi due" diventa "noi e ...
27/07/2026

"Quando in vacanza arrivano anche i suoceri"

C'è un momento, in molte vacanze estive, in cui il "noi due" diventa "noi e le famiglie". Un pranzo da suoceri, qualche giorno tutti insieme in una casa al mare, i nonni che si aggiungono per stare con i nipoti.
E all'improvviso, equilibri che sembravano stabili tutto l'anno si muovono.
Non è un caso. Ogni coppia fa parte di un sistema più grande, fatto di famiglie d'origine, ed è normale che quando quel sistema si allarga fisicamente — si torna tutti sotto lo stesso tetto, anche solo per qualche giorno — si riattivino dinamiche antiche: alleanze mai sciolte del tutto, un genitore che "sa sempre meglio" come si fa una cosa, un partner che torna un po' figlio o figlia davanti alla propria madre.
Chi si irrigidisce spesso lo fa per proteggere la coppia da un confine che sente minacciato. Chi invece si sente in colpa a "difendere" il partner davanti alla propria famiglia, in realtà sta cercando di stare in due posti insieme senza scontentare nessuno.
Non c'è una soluzione valida per tutti. Ma c'è una domanda che aiuta sempre: in questi giorni allargati, io e il mio partner siamo ancora una squadra, o ci siamo lasciati dividere senza accorgercene?
A voi capita, quando le famiglie si uniscono in vacanza, di sentire la coppia più solida o più in bilico? 💛

Questa estate, i miei post, saranno dedicati prevalentemente alla coppia. Iniziamo? "La coppia in vacanza: quando 'stare...
23/07/2026

Questa estate, i miei post, saranno dedicati prevalentemente alla coppia.

Iniziamo?

"La coppia in vacanza: quando 'stare insieme di più' diventa una prova"

Ogni anno la stessa storia. Aspettiamo le vacanze tutto l'anno pensando "finalmente staremo più tempo insieme", e poi, dopo tre giorni, ci ritroviamo a litigare per un asciugamano lasciato sul letto o per un tono di voce che non ci piace.
Non è un controsenso. È fisiologico.
Nella vita di tutti i giorni la coppia funziona con un ritmo fatto di distanze automatiche: il lavoro, gli impegni, i tempi diversi che senza accorgercene regolano quanto stiamo vicini e quanto stiamo lontani. In vacanza quel ritmo salta. Si sta insieme h24, senza le pause che normalmente ci proteggono, e il sistema-coppia deve reinventare da zero le sue distanze giuste.
Chi si irrita non è "insopportabile". Sta segnalando che ha bisogno di un po' di spazio che prima aveva senza doverlo chiedere. E chi si sente respinto non sta "esagerando". Sta notando un cambiamento reale nella vicinanza a cui era abituato.
La domanda utile, in questi giorni, non è "perché litighiamo di più adesso che dovremmo essere felici", ma: che ritmo di vicinanza-distanza ci serve, qui, in questa vacanza, in questa fase della nostra coppia?
E voi, ve la ricordate l'ultima volta che il "troppo tempo insieme" vi ha fatto litigare per qualcosa di piccolissimo? 💛

Nelle ultime settimane ho ricevuto richieste di aiuto da giovani poco più che maggiorenni che stanno molto male. Uno di ...
25/06/2026

Nelle ultime settimane ho ricevuto richieste di aiuto da giovani poco più che maggiorenni che stanno molto male.
Uno di loro ha tentato il suicidio assumendo una quantità assurda di farmaci.

Non scrivo questo per fare allarmismo. Lo scrivo perché quello che vedo ogni giorno non può restare solo dentro le quattro mura degli studi privati.

C'è un'emergenza silenziosa che riguarda i nostri giovani. Non è nuova ( anni fa Miguel Benasayag e Gérard Schmit la chiamarono l'epoca delle passioni tristi - libro bellissimo che consiglio di leggere) ma oggi sembra essersi fatta più acuta, più disperata.

Cosa vedo?
Ragazzi a cui è stato tolto il futuro come orizzonte. Giovani cresciuti in un mondo che dice loro che non c'è spazio, non c'è lavoro, non c'è speranza.

E quando togli la speranza, togli il sogno. E quando togli il sogno, togli la vita, nel senso più pieno della parola.
Senza sogno non si vive. Si sopravvive appena.

Questi ragazzi si sono precedentemente rivolti ai servizi pubblici con scarsi risultati.
Non per colpa degli operatori, che spesso sono esausti e in numero insufficiente, ma perché il sistema non regge. Perché curare un giovane in crisi profonda richiederebbe un'equipe integrata: psicoterapeuta e psichiatra che lavorino insieme, in sintonia, con continuità.
Invece ci si scontra con la triste realtà: liste d'attesa, appuntamenti radi, risposte frammentate.
E così arrivano da noi, nel privato. E solo naturalmente per chi può permetterselo.

E gli altri?

Resto con questa domanda aperta, e con una convinzione: dobbiamo ricominciare a creare spazio per il sogno.

Nelle famiglie, nelle scuole, nella politica, nella cultura. Non è retorica. È una questione di salute pubblica.

Se conosci un giovane che sta male, avvicinati. Chiedi. Non aver paura di nominare il disagio — nominarlo non lo amplifica, lo riconosce.
E se sei un genitore che non sa come fare: puoi chiedere aiuto anche tu. Per lui. Per lei. Per voi.

Condividi se pensi che questa voce debba essere ascoltata.

Quando qualcuno arriva in terapia, spesso si presenta con un'etichetta."Sono ansioso.""Sono bloccato.""Non riesco ad and...
15/06/2026

Quando qualcuno arriva in terapia, spesso si presenta con un'etichetta.
"Sono ansioso."
"Sono bloccato."
"Non riesco ad andare avanti."
Come se il problema fosse dentro di loro, solo loro, da sempre.
Una delle prime cose che faccio è allargare la cornice. Perché nessuno vive nel vuoto. Ogni persona porta con sé una storia, una famiglia, una rete di relazioni che l'ha formata — e che continua a influenzarla ogni giorno, spesso senza che se ne accorga.
Lavorare in modo sistemico significa esattamente questo: non guardare solo il sintomo, ma il contesto in cui è nato. E quasi sempre, in quel contesto, si trova anche la strada per uscirne.
📍 Studio a Milano, Bande Nere (MM1) o ONLINE

Ci sono incarichi che pesano come macigni, ti rimangono appiccicati al cuore e all'anima. Come quello di stilare una rel...
20/01/2026

Ci sono incarichi che pesano come macigni, ti rimangono appiccicati al cuore e all'anima. Come quello di stilare una relazione riguardo a un bimbo che a causa del parto è rimasto tetraplegico.

Ci sono storie che chiedono di essere ascoltate nonostante il fatto non si possono riparare.

Cerca in questi casi di dare solo un piccolo respiro, mentre si svolge il proprio lavoro, cercando di far sentire la stessa indignazione che hanno provato i genitori di S. vittime di una violenza ostetrica senza senso che ha condannato il loro bambino sulla sedia a rotelle per sempre.

Sono quelle storie che interrogano sullo svolgere questo lavoro.

Per me il senso è quello di " spalmare" un po' di balsamo su ferite che sanguinano ancora.

E di cercare di dare un senso a quello che apparentemente proprio non ce l'ha.




Continuo ad incontrare donne straordinarie. Capaci, competenti, attente, umane. Una di queste si chiama Angela Drago che...
15/01/2026

Continuo ad incontrare donne straordinarie.
Capaci, competenti, attente, umane.

Una di queste si chiama Angela Drago che si occupa di consulenza manageriale e formazione imprenditoriale soprattutto rivolta ad altre donne e libere professioniste.

Se avete intenzione di aprire una partita IVA o l'avete già e volete migliorare il vostro business, contattatela.

Angela, nella sua concretezza, fa davvero la differenza a costi accessibili.

Il suo sito è www.angeladrago.it

Come lo trovo vero...
03/11/2025

Come lo trovo vero...

"Bisogna imparare a convivere anche con le cose che non si superano.
Perché è inutile stare ad ascoltare i bei discorsi sul tempo che guarisce le ferite, sulle cose belle che verranno, sulla vita che ti sorprende quando meno te lo aspetti.
Ci sono segni che non si cancellano, lividi che non passano, vuoti che non si possono riempire.
Cose rotte che resteranno rotte per sempre, non c’è nulla da fare.
E nemmeno da dire.
Bisogna solo far propria l’idea che niente sarà come prima, mai più.
Che la vita che verrà è nuova, anche se non come l’avevamo immaginata.
Forse ci saranno diverse felicità, nuove occasioni, nuovi spunti.
Ma non c’è alcuna cosa al mondo che possa farci tornare chi eravamo prima che accadesse quello che non possiamo più cambiare e che ci ha cambiati per sempre.
È l’unica certezza. Per sempre.
Bisogna imparare a convivere con tutto quello che non avevamo nemmeno mai immaginato, nascendo di nuovo, in un modo innaturale, perché ce lo impone il turbinio dell’esistenza, la forza che nemmeno sapevamo di avere.
Spezzati. Ma vivi”.

La terra delle streghe Laura Imai Messina

Una serata con Giuseppe Delmonte e la sua storia. La storia di un orfano di femminicidio. Una storia potente che non può...
28/10/2025

Una serata con Giuseppe Delmonte e la sua storia. La storia di un orfano di femminicidio. Una storia potente che non può rimanere inascoltata. Che da' anche un messaggio pieno di speranza si quello che possiamo fare perché le voci di tanti bambini dimenticati , vengano ascoltate. Iscriviti a questo link:

https://bit.ly/orfanispecialiap




Indirizzo

Via Sofonisba Anguissola 50
Milan
20146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

3470191720

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