spaziopsicoterapia

spaziopsicoterapia conoscere, sperimentare, sentire, vivere Siamo Stefania Colombo e Dominique Cappa. Da diversi anni svolgiamo la professione di psicologa e psicoterapeuta.

Il nostro lavoro consiste nel condurre le persone attraverso un percorso, un viaggio perché ritrovino sé stesse e possano scegliere oggi il loro modo di vivere e di far risplendere la propria luce. Spaziopsicoterapia è un luogo dove iniziare questo viaggio, uno spazio dove sentirsi sostenuti appoggiati in un momento di difficoltà o anche incoraggiati nella ricerca di qualcosa di diverso per sé ste

ssi. Un luogo dove si diffonde una cultura del benessere, non solo legata al fare, ma anche all'essere, nella relazione con sé stessi e con l’altro. Un laboratorio dove rieducare sé stessi per ritrovare la naturale istintività.

08/04/2026

Il trauma complesso non è legato a un singolo evento, ma a un’esposizione prolungata e ripetuta a condizioni di stress relazionale, spesso in età evolutiva.
In questi contesti, il sistema nervoso si sviluppa all’interno di un ambiente percepito come instabile o non sicuro. Ne deriva un’organizzazione neurobiologica orientata alla sopravvivenza: iperattivazione (allerta costante, tensione muscolare, insonnia) oppure ipoattivazione (distacco, anestesia emotiva, difficoltà a sentire).
Queste risposte non sono casuali, ma sono adattamenti coerenti con l'ambiente. Il corpo apprende precocemente che restare vigili, trattenere il respiro o inibire l’espressione emotiva può ridurre il rischio di essere feriti.
Nel trauma complesso, le conseguenze si estendono oltre i sintomi somatici:
– difficoltà nella regolazione emotiva
– immagine di sé fragile o negativa
– problemi nella fiducia e nelle relazioni intime
– paura della vulnerabilità, spesso vissuta come pericolosa

A livello clinico, si parla di una riduzione della “finestra di tolleranza” (Siegel): gli stati interni diventano rapidamente troppo intensi (iperarousal) o troppo spenti (ipoarousal), rendendo difficile mantenere una sensazione di stabilità.

Il lavoro psicoterapeutico, in questi casi, non si limita alla rielaborazione narrativa, ma coinvolge in modo centrale il corpo e la regolazione del sistema nervoso. L’obiettivo è favorire esperienze ripetute di sicurezza, che permettano una progressiva riorganizzazione delle risposte automatiche.
Questo processo richiede tempo, gradualità e una relazione terapeutica sufficientemente sicura da poter essere interiorizzata.
G.V.

04/03/2026

Il passato e il futuro fanno rumore.
Il presente si sistema nei dettagli.

🌻Cerchi uno spazio dove accogliere i tuoi pazienti? Il LUNEDÌ te lo offro io!Sei un professionista del benessere? Psicol...
02/02/2026

🌻Cerchi uno spazio dove accogliere i tuoi pazienti? Il LUNEDÌ te lo offro io!

Sei un professionista del benessere? Psicologo, psicoterapeuta, nutrizionista, fisioterapista, osteopata, omeopata… insomma, se ti occupi di cura della persona, sei il benvenuto/a!

Affitto una stanza del mio studio di psicoterapia ogni lunedì

📍 Dove?

In una zona tranquilla e ben servita di Milano, in via Stendhal (metro blu California, verde Sant’Agostino, bus 14).

🌿 Come?

L’ambiente è curato, riservato e accogliente — ideale per lavorare con serenità.

La stanza è arredata con gusto e pensata per mettere a proprio agio sia i professionisti che i pazienti.

☀️ Se ti interessa condividere uno spazio con armonia, professionalità e buona energia, scrivimi in privato al 33884355557
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29/01/2026

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❤️‍🩹
“Papà, sto bruciando. Vieni.”

Sono le 1:31 di Capodanno quando sul telefono mi arriva questo messaggio. È di Antonio. Ha sedici anni.

Lo leggo una volta sola e sento il sangue fermarsi.
Non penso. Non ragiono. Esco di casa e corro.
Corro verso quel locale con un solo pensiero: raggiungerlo.

Davanti all’ingresso trovo l’inferno. Fumo ovunque, urla, ragazzi che scappano, gente in lacrime, sirene che si avvicinano.
In mezzo a tutto questo cerco solo lui. Il suo viso.

Antonio stava cercando di fuggire quando le fiamme lo hanno travolto. È caduto.
Un buttafuori lo ha afferrato e lo ha spinto su per le scale, salvandolo per un soffio.
Qualcuno lo aveva già portato fuori.

Quando lo vedo, mi manca l’aria. Il volto annerito, le mani bruciate, una scarpa persa, la pelle che comincia a cedere.
In quel momento vorrei solo una cosa: prendere io il suo dolore.
Ma non si può.

Dentro, però, c’è anche un suo amico. Per noi è come un nipote. E allora rientro.

Scendo nel locale invaso dal fumo.
Non si vede quasi nulla. Gli occhi bruciano. La gola chiude.
Nel caos riesco a trascinare fuori tre, forse quattro ragazzi.
Li afferro, li spingo verso l’uscita. Non so nemmeno come faccio.

Poi arrivano i vigili del fuoco e mi fermano. L’amico di Antonio era già stato portato fuori.

Da lì inizia un’altra corsa. Non più verso il locale, ma verso un ospedale. Verso una speranza.

Antonio viene intubato, collegato alle macchine. Io resto lì, a guardarlo, cercando di restare in piedi. Capisci in quei momenti che non esiste paura più grande di perdere un figlio.

Poi l’elicottero. Lo vedo coperto di bende e so che la parte più dura deve ancora iniziare.

In ospedale comincia il vero percorso:
interventi, innesti di pelle, terapie lunghe, precise. Una battaglia che non riguarda solo il corpo, ma anche la testa, i ricordi, il coraggio di tornare a vivere.

Oggi Antonio combatte ogni giorno per riprendersi la sua vita. E io penso sempre alla stessa cosa: poteva non farcela.
Potevo arrivare tardi.

Ma non posso accettare che tutto venga chiamato “fatalità”. Perché tragedie così non nascono dal nulla. Ci sono responsabilità.
Ci sono domande che meritano risposte.

Mio figlio è vivo per miracolo. E porta dentro una consapevolezza che nessun sedicenne dovrebbe avere: che tutto può cambiare in un attimo.

Ma porta anche un’altra cosa. Una seconda possibilità.

Una possibilità enorme. Da trasformare in futuro.

Io, da padre, posso solo restargli accanto. Sostenerlo mentre ricostruisce il corpo. Mentre affronta la paura. Mentre prova a tornare alla normalità.

Perché dopo una notte così, non guariscono solo le ferite visibili. Guariscono, lentamente, anche quelle che restano dentro.”

Tommaso Lucia
🙏♥️

Indirizzo

Via Stendhal 51, Milano
Milan
20144

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