17/09/2026
LO "SGARRO" ALIMENTARE NON ESISTE
Nel linguaggio comune si parla spesso di "sgarro" per indicare un’eccezione alla dieta.
Ma in ambito clinico, questo concetto non ha alcuna base scientifica.
Il termine è vago, moralizzante e può risultare controproducente: la ricerca mostra che la restrizione rigida e il pensiero dicotomico ("cibi buoni/cattivi") aumentano il rischio di abbuffate, senso di fallimento e un rapporto disfunzionale con il cibo (Tylka et al., 2015; Herman & Polivy, 2023).
Parlare di "sgarro" come momento di compensazione rischia di rinforzare colpa e ansia, ostacolando la possibilità di vivere l’alimentazione in modo sereno (Dohle et al., 2020).
Al contrario, gli studi dimostrano che un approccio più flessibile e consapevole riduce gli eccessi, migliora l’autoregolazione e favorisce il benessere psicologico (Hagan et al., 2020).
👉 Questo significa che concedersi una pizza di qualità, fatta con ingredienti freschi e materie prime selezionate, non è “uno sgarro” ma una scelta consapevole, che può rientrare in uno stile alimentare equilibrato.
Un alimento scelto con cura, gustato senza colpa, diventa parte di un percorso di benessere e non una deviazione da esso.
Il cibo non è solo nutrizione: è anche relazione, identità, regolazione affettiva. E imparare a viverlo con consapevolezza significa costruire un rapporto più sano con se stessi.
📍 In Studio ProSalute® accompagniamo le persone in percorsi individuali che integrano mente e corpo, per ritrovare equilibrio e benessere.
Per info & consulenze:
📍 Via Marcona 45, Milano
🌐 www.studioprosalute.it