Dott. Pierluigi Gigliofiorito

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13/10/2026

Perché la stessa protesi non dà lo stesso risultato su due pazienti

Questo è il mio approccio all’aumento di volume del seno.

GIÀ IN VISITA, PRIMA DELL’INTERVENTO
Insieme alla paziente provo a immaginare la protesi che utilizzeremo.

Ma soprattutto come quella protesi può inserirsi in un contesto preciso: la mammella, la gabbia toracica e la fisicità della persona, che per forza di cose cambia da paziente a paziente.

COSA VALUTO

Le asimmetrie, per provare a migliorarle.

E poi la forma del seno, la gabbia toracica, il muscolo. Perché la protesi deve essere ben bilanciata tra tutte queste strutture.

L’obiettivo è un risultato esteticamente apprezzabile, con un aumento di volume, ma soprattutto in armonia con il resto del corpo.

IN QUESTO CASO

Abbiamo utilizzato due protesi diverse ed eseguito anche una mastopessi, rimuovendo la pelle in eccesso, per migliorare le asimmetrie presenti sia nel volume sia nella posizione dei capezzoli.

08/10/2026

Rinoplastica estetica e funzionale: non era solo questione di estetica

Questo ragazzo è venuto da me in visita perché non era contento del suo naso. Non gli piaceva la gobba, non gli piaceva la punta, ma voleva un risultato che restasse in armonia con il resto del viso.

POI MI HA DETTO UN’ALTRA COSA

Respirava male. Abbiamo quindi eseguito degli esami strumentali per indagare anche su questo aspetto e abbiamo diagnosticato una deviazione del setto nasale.

Così l’intervento ha avuto una componente estetica e una funzionale.

LA TECNICA

Su di lui ho scelto una rinoplastica ultrasonica, una tecnica che permette di lavorare in modo molto preciso sulle strutture ossee e di ottenere un recupero post-operatorio molto veloce.

IL RISULTATO CHE VEDETE È PRECOCE

Siamo solo a tre mesi dall’intervento. Come notate, il naso si sta ancora sgonfiando e il risultato si sta avvicinando a quello che sarà quello definitivo.

Oggi ha un naso in armonia con il suo viso. È contento e, soprattutto, respira meglio.

08/10/2026
05/10/2026

Dopo un forte dimagrimento la pelle resta in eccesso: cosa si può fare

I farmaci per il dimagrimento sono entrati nella quotidianità del nostro lessico e se ne sente parlare spesso. Tutti abbiamo amici o parenti che li hanno già utilizzati, a volte per trattare problematiche di salute, molto spesso per ottenere un dimagrimento.

PRIMA DI TUTTO: IL PERCORSO VA GESTITO

Un dimagrimento deve essere sempre seguito da un bravo dietologo, da un bravo endocrinologo, da un bravo medico, che permetta di ridurre la perdita di massa magra a favore di quella grassa.

È un percorso che va sempre associato a una corretta alimentazione e a una corretta attività sportiva.

COSA SUCCEDE AI TESSUTI DOPO

Dopo questi dimagrimenti i tessuti molto spesso perdono elasticità.

Si creano così le dermatocalasi, ovvero gli eccessi cutanei.

QUANDO ENTRA LA CHIRURGIA PLASTICA

Questi eccessi, con una corretta chirurgia plastica, possono essere corretti. Mi riferisco a interventi come la mastopessi per risollevare il seno, l’addominoplastica per togliere gli eccessi cutanei dalla pancia, o i lifting di braccia e cosce.

Sono tutte procedure che, con la giusta indicazione, possono aiutare a recuperare la forma corporea desiderata.

29/09/2026

Seno cadente dopo la gravidanza: perché una protesi grande non basta

“Dottore, vorrei solo recuperare il volume che ho perso dopo due gravidanze.”

È una delle richieste più comuni in visita. Ma siamo davvero sicuri che il problema sia soltanto il volume?

COSA SUCCEDE AL SENO DOPO GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Il seno non va incontro solo a uno svuotamento della ghiandola: i tessuti si rilassano e compare un eccesso di pelle evidente.

PERCHÉ UNA PROTESI PIÙ GRANDE NON RISOLVE

Pensare di riempire uno spazio cutaneo allargato inserendo semplicemente una protesi molto grande è una scelta errata.

Accompagnando i tessuti verso l’alto e togliendo idealmente la cute in eccesso, si nota subito come la forma della mammella cambi in modo radicale.

In quadri clinici come questo la paziente non ha bisogno solo di “più seno”: ha bisogno di recuperare forma, corretta posizione e, insieme a queste, anche il giusto volume.

QUAL È LA SOLUZIONE

La reale soluzione chirurgica è la mastopessi con protesi, cioè il rimodellamento anatomico della mammella associato all’inserimento di un impianto protesico calibrato.

“QUANTI CC MI SERVONO?”

Quando in consulenza mi fanno questa domanda, rispondo sempre che prima di guardare la misura della protesi dobbiamo capire cosa è successo all’anatomia del seno.

Una protesi aggiunge volume. Ma da solo il volume non potrà mai correggere la forma.

25/09/2026

Il volume della protesi non è il volume finale del seno

Il volume della protesi è solo uno degli elementi in gioco. Il risultato finale nasce da una somma: il volume della protesi, l’anatomia della paziente e la tecnica utilizzata.

IL PUNTO CHE VOGLIO CHIARIRE

Il volume finale è la somma tra protesi e ghiandola mammaria. In che senso? La protesi viene inserita in una struttura che ha già un suo volume. Il risultato che otteniamo alla fine, sia come forma sia come dimensione, nasce per forza di cose dall’interazione tra la protesi e la mammella.

PER QUESTO IN VISITA NON CHIEDO “CHE PROTESI VUOI”

La prima domanda che faccio è un’altra: che volume vorresti ottenere?

È il ragionamento che faccio sempre in consulto, per arrivare al risultato più vicino possibile alle aspettative della paziente.

22/09/2026

Ripristinare i volumi del seno dopo un cambiamento del corpo

Quando il corpo affronta variazioni di peso importanti, il seno è spesso la parte che ne risente di più: perde forma e compattezza.

Il mio intervento di mastopessi con protesi nasce proprio per questo. Non per creare un volume artificiale, ma per restituire alla paziente ciò che il tempo o il dimagrimento le hanno sottratto.

LA MIA DECISIONE CLINICA IN QUESTO CASO
Una protesi può essere posizionata in punti diversi, e la scelta cambia da paziente a paziente. Qui ho valutato che il tessuto della paziente fosse sufficiente per coprire la protesi in modo sicuro. Ho quindi scelto di alloggiarla dietro la ghiandola mammaria e davanti al muscolo.

Ogni seno ha una storia diversa: è in visita che si decide la tecnica giusta.

18/09/2026

Mastopessi a T invertita con protesi: come si risolleva un seno dopo gravidanze e allattamenti

Dopo una o più gravidanze e l’allattamento, il seno può rilassarsi e scendere. In termini medici si parla di ptosi mammaria: è una condizione molto frequente e si corregge con una mastopessi.

La mastopessi a T invertita prevede tre cicatrici: una intorno all’areola, una verticale e una nel solco mammario.

È la domanda che mi fanno tutte: e le cicatrici? Nella mia esperienza, già dopo pochi mesi iniziano a integrarsi bene con la pelle, e il rossore tende a ridursi progressivamente fino a scomparire nel corso del primo anno. I tempi però variano da persona a persona, perché dipendono dal tipo di pelle e dalla capacità di cicatrizzazione di ciascuna.

In questo caso ho associato alla mastopessi una protesi rotonda inserita in dual plane. L’obiettivo era dare più pienezza al polo superiore e avvicinare le mammelle lungo la linea centrale, per un décolleté più armonioso.

Nel postoperatorio ho indicato alla paziente il reggiseno chirurgico giorno e notte per due mesi: serve a sostenere e far guarire correttamente i tessuti.

Ogni seno ha una storia diversa, quindi la tecnica giusta si decide in visita, valutando tessuti, volume e posizione dell’areola.

16/09/2026

La mastoplastica additiva secondaria è l’intervento mirato alla sostituzione delle protesi mammarie.

Di norma viene eseguita a distanza di 10-15 anni dal primo intervento, ma può essere programmata anche prima quando si desidera modificare la forma, il volume o la proporzione del seno già operato.

In questo caso la paziente presentava già una buona base naturale, ma desiderava aumentare il volume e ridurre lo spazio centrale tra i seni.

Abbiamo quindi optato per una protesi rotonda con una buona proiezione e soprattutto con una base di impianto più larga: una scelta anatomica fondamentale che consente di riempire la parte interna del décolleté e avvicinare le mammelle lungo la linea mediana.

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