Pediatra, Sandro Paparone, Milazzo

Pediatra, Sandro Paparone, Milazzo DOTT.SANDRO PAPARONE, SPECIALISTA IN PEDIATRIA

14/05/2026

IL PISELLINO DEI BAMBINI NON SI FORZA. MAI. (bibliografia)

Nei neonati e nei bambini piccoli il prepuzio è spesso naturalmente aderente al glande.
Questa è una condizione fisiologica, non una malattia.

Non bisogna “aprirlo”.
Non bisogna “scollarlo”.
Non bisogna retrarlo con forza “per pulire meglio”.

La retrazione forzata del prepuzio può provocare microlesioni, sanguinamento, dolore, infiammazione e cicatrici.
E proprio le cicatrici possono trasformare una situazione normale in una vera fimosi patologica cicatriziale.

In altre parole:
forzare oggi può creare il problema di domani.

L’igiene corretta è semplice:
lavare esternamente con acqua e detergente delicato, senza manovre traumatiche.
Quando il prepuzio diventerà retrattile spontaneamente e senza dolore, il bambino potrà imparare a lavare anche sotto, con delicatezza.

Va contattato il pediatra se compaiono:
dolore durante la p**ì, getto urinario difficoltoso, arrossamento persistente, gonfiore, secrezioni o infezioni ricorrenti.

La fisiologia non si forza. Si rispetta.
Il prepuzio dei bambini non va manipolato: va protetto.

Essendo ormai la norma l'ascolto della comare o del fantasista di turno si allega un pò di bibliografia scientifica, perchè la medicina non si basa sulle credenze ma sui fatti:
Bibliografia essenziale
European Association of Urology / European Society for Paediatric Urology. EAU Guidelines on Paediatric Urology – Phimosis and abnormalities of pe**le skin. 2025.
Fonte principale europea. Contiene: sviluppo fisiologico del prepuzio, distinzione tra fimosi fisiologica e patologica, danno da retrazione forzata, terapia steroidea, indicazioni chirurgiche.
Royal Children’s Hospital Melbourne. Clinical Practice Guideline: The p***s and fo****in.
Molto utile per messaggio pratico ai genitori: “un prepuzio non retraibile è una variante normale”, “non va mai retratto forzatamente per pulizia”, “gli interventi chirurgici acuti sono raramente necessari”. Riporta anche che la retrazione completa è possibile nel 10% a 1 anno, 50% a 10 anni, 99% a 17 anni.
American Academy of Pediatrics / HealthyChildren.org. Care for an Uncircumcised P***s: What Parents Need to Know. Updated 2024.
Fonte divulgativa autorevole per genitori: alla nascita il prepuzio è aderente al glande; la separazione avviene in mesi o anni; la retrazione non deve mai essere forzata perché può causare dolore, sanguinamento e lacerazioni.
Choosing Wisely Italy. “The fo****in should not be forcibly retracted if physiologic phimosis is present.” 2023.
Raccomandazione sintetica: non forzare il prepuzio nella fimosi fisiologica. Riporta la risoluzione spontanea nel tempo: circa 90% entro 3 anni, 92% entro 6 anni, 99% entro 16 anni.
Canadian Urological Association. Guideline on the care of the normal fo****in and neonatal circumcision in Canadian infants. Canadian Urological Association Journal, 2018.
Raccomanda l’esame periodico del prepuzio senza retrazione forzata, distinguendo il normale sviluppo dalla fimosi patologica.

08/05/2026

Il cortisone nei bambini: farmaco prezioso o “acqua santa” per far scendere la febbre?
(Non pensiamo alla nostra ansia ma alla salute dei bimbi)

C’è una domanda che molti genitori fanno, spesso con imbarazzo:

“Dottore, ma se il cortisone serve solo in certe malattie… perché a mio figlio lo danno quasi sempre?”

Domanda legittima.

Perché nella percezione comune il cortisone è diventato una specie di farmaco magico: lo dai, il bambino sembra stare meglio, la febbre scende, la tosse magari si attenua, i genitori si tranquillizzano.

E chi lo ha consigliato fa anche una bella figura.

Il problema è che far scendere la febbre non significa curare la malattia.
A volte significa solo spegnere temporaneamente il segnale d’allarme.

Quando il cortisone serve davvero

Il cortisone non è il demonio. Anzi: in alcune situazioni pediatriche è un farmaco importantissimo.

Può essere utile, per esempio, in caso di:

laringite/croup, difficoltà inspiratoria o stridore; le linee guida riconoscono l’utilità dei corticosteroidi in questi quadri.

crisi asmatica moderata o grave, quando il bambino ha broncospasmo importante e non basta il broncodilatatore; le linee guida GINA indicano i corticosteroidi sistemici nelle riacutizzazioni più significative.

reazioni allergiche importanti, alcune malattie infiammatorie, autoimmuni, nefrologiche, reumatologiche o dermatologiche selezionate.

Quindi sì: il cortisone salva, aiuta, risolve — quando c’è l’indicazione giusta.

Ma nella febbre comune?

Qui arriva il punto.

Nel bambino con febbre da infezione virale delle alte vie respiratorie, raffreddore, gola arrossata, tosse iniziale, malessere influenzale, il cortisone non dovrebbe essere usato come antipiretico mascherato.

Choosing Wisely Italy raccomanda esplicitamente di non utilizzare cortisonici sistemici per trattare la febbre nei bambini con comuni infezioni delle vie respiratorie, perché il loro uso va riservato a condizioni in cui l’infiammazione mette realmente a rischio la salute del bambino.

Per la febbre, le raccomandazioni internazionali parlano di paracetamolo o ibuprofene solo se il bambino è sofferente, non con il solo obiettivo di normalizzare il numero sul termometro.

Allora perché “funziona”?

Perché il cortisone ha un potente effetto antinfiammatorio.

Può ridurre la febbre.

Può far apparire il bambino più vivace.

Può dare l’impressione che “la cura sia stata forte”.

Ma attenzione: forte non significa giusta.

È un po’ come spegnere la spia rossa dell’auto senza controllare il motore.

Per qualche ora tutto sembra più tranquillo.

Ma il problema vero è ancora lì.

È innocuo come l’acqua?

No.

Il cortisone non è acqua fresca.

Non va demonizzato, ma nemmeno banalizzato.

Usato senza necessità può:

alterare temporaneamente la risposta immunitaria;

mascherare l’evoluzione clinica di una malattia;

rendere più difficile capire se il bambino sta davvero migliorando;

favorire effetti collaterali, soprattutto se ripetuto o usato in modo disinvolto;

creare nei genitori l’idea sbagliata che ogni febbre “importante” abbia bisogno del cortisone.

Il punto non è avere paura del farmaco.

Il punto è rispettarlo.

La vera domanda non è: “Gli do qualcosa di forte?”

La vera domanda dovrebbe essere:

“Di cosa ha bisogno davvero questo bambino?”

Ha una laringite?
Ha una crisi asmatica?
Ha una reazione allergica importante?
Ha una malattia infiammatoria che richiede cortisone?

Oppure ha una comune infezione virale che ha bisogno di osservazione, idratazione, controllo dei sintomi e tempo?

Perché in pediatria la bravura non sta nel dare sempre qualcosa.

Sta nel dare la cosa giusta, al momento giusto, al bambino giusto.

Conclusione

Il cortisone è un farmaco prezioso.

Proprio per questo non dovrebbe diventare il “jolly” da usare ogni volta che un bambino ha febbre, tosse o raffreddore.

Far scendere la febbre può far fare bella figura.

Ma proteggere la salute del bambino richiede qualcosa di più difficile:

diagnosi, prudenza, competenza e il coraggio di non prescrivere quando non serve.

04/05/2026

TOSSE NEI BAMBINI
Quando preoccuparsi?
La tosse nei bambini spaventa.
Soprattutto di notte, quando sembra non finire mai, quando il bambino si sveglia, quando il respiro sembra “rumoroso” e il genitore si sente impotente.
Ma è importante ricordare una cosa:
la tosse non è sempre un nemico.
La tosse è un meccanismo di difesa.
È lo “spazzino” delle vie aeree: aiuta a liberare gola, trachea e bronchi da muco, secrezioni, virus, polvere e sostanze irritanti.
In molti casi, soprattutto durante raffreddori e infezioni virali, la tosse è fastidiosa, insistente, a volte snervante, ma svolge una funzione utile.
Il compito del genitore non è eliminare la tosse a ogni costo.
Il compito è osservare il bambino e capire quando la tosse può essere gestita con calma e quando invece serve una valutazione medica.
Quando stare più tranquilli
Se il bambino respira bene, gioca, beve, dorme a tratti, non è abbattuto e non peggiora, spesso la tosse può essere osservata con serenità, soprattutto se compare insieme a raffreddore, naso chiuso o mal di gola.
In questi casi può aiutare:
idratare bene il bambino, lavare il naso se ostruito, mantenere l’ambiente non troppo secco, evitare fumo, profumi intensi e irritanti.
Quando contattare il pediatra
È bene sentire il pediatra se:

il bambino respira male o fa fatica a respirare(non dal naso);

si vedono rientramenti tra le costole o al giugulo;

compare fischio respiratorio;

la tosse è accompagnata da febbre persistente da giorni;

il bambino è molto abbattuto, sonnolento o poco reattivo;

beve poco o urina molto meno;

la tosse dura oltre 3 settimane;

il bambino ha meno di 3 mesi;

la tosse è molto “abbaiante”, con voce rauca o rumore quando inspira;

compaiono labbra bluastre, pause respiratorie o difficoltà importante ad alimentarsi o parlare.

In questi casi non bisogna spaventarsi, ma nemmeno rimandare: il bambino va valutato.
Cosa evitare
Evitiamo antibiotici “per la tosse”.
La tosse, da sola, non significa infezione batterica, anzi nella maggior parte dei casi è di natura virale.
Evitiamo anche cortisone, aerosol e sciroppi usati “per tentare qualcosa”, senza una reale indicazione.
Ogni terapia deve avere un motivo.
Il messaggio per i genitori:
La tosse può essere lunga.
Può essere rumorosa.
Può disturbare il sonno.
Può far ve**re ansia.
Ma non sempre è pericolosa.
Guardiamo il bambino, non solo la tosse.
Guardiamo il respiro, l’energia, l’idratazione, il comportamento.
La tosse è spesso lo spazzino delle vie aeree.
Non va sempre zittita.
Va capita.

01/05/2026

NON USATE UNA CREMA SOLARE QUALSIASI SUI BAMBINI.

Nei bambini, soprattutto nei più piccoli, la protezione solare va scelta con attenzione.

La prima protezione non è la crema: è l’ombra, il cappellino, gli occhiali, gli indumenti leggeri e coprenti e l’evitare l’esposizione nelle ore più calde.

Quando serve una crema solare, nei bambini piccoli è necessario scegliere prodotti con filtri minerali/fisici, cioè a base di:

ossido di zinco
biossido di titanio

Questi filtri restano prevalentemente sulla superficie della pelle e sono in genere più adatti alle pelli sensibili dei bambini.

Al contrario, molte creme solari “comuni” contengono filtri chimici, come oxybenzone, octocrylene, octinoxate, homosalate, avobenzone e altri. Questi filtri non sono automaticamente “veleni”, ma nei bambini piccoli è prudente evitarli quando possibile, perché la loro pelle è più sottile, più delicata e più permeabile rispetto a quella dell’adulto.

I possibili problemi dei filtri chimici sono:

maggiore rischio di irritazione cutanea, bruciore, arrossamento o dermatiti nei bambini predisposti;

maggiore assorbimento attraverso la pelle, soprattutto con applicazioni ripetute, estese e frequenti;

possibili dubbi sugli effetti endocrini per alcune molecole, in particolare oxybenzone e homosalate: non significa che sia dimostrato un danno certo nei bambini, ma significa che esistono motivi di prudenza;

maggiore rischio di fastidio agli occhi, soprattutto se il bambino suda, si strofina il viso o la crema cola;

uso improprio degli spray, che possono essere inalati e sono meno controllabili nell’applicazione.

La FDA statunitense ha chiarito che zinco ossido e biossido di titanio sono considerati filtri sicuri ed efficaci, mentre per diversi filtri chimici sono stati richiesti ulteriori dati di sicurezza; questo non equivale a dire che siano proibiti, ma rafforza il principio di prudenza nei bambini piccoli. L’American Academy of Pediatrics consiglia, in caso di irritazione o nei bambini con pelle sensibile, di orientarsi verso prodotti con titanium dioxide o zinc oxide.

Indicazione pratica per i genitori:
sotto i 3 anni scegliete una crema SPF 50 o 50+, UVA/UVB, senza profumo, meglio se minerale, con ossido di zinco e/o biossido di titanio.

E ricordate: la crema solare non serve a lasciare il bambino al sole più a lungo. Serve solo come protezione aggiuntiva sulle zone che non si riescono a coprire.

Nel dubbio, non scegliete a caso: chiedete consiglio al pediatra.

28/04/2026

EMOCROMO NEI BAMBINI: PERCHÉ PUÒ ESSERE UTILE

L’emocromo è un esame semplice, rapido e poco invasivo, ma può dare informazioni importanti sullo stato generale del bambino.

Non è un esame “miracoloso”, non sostituisce la visita pediatrica e non deve essere usato per fare diagnosi automatiche.
Ma, se richiesto e interpretato correttamente dal pediatra, può diventare uno strumento molto utile di prevenzione e controllo ragionato.

Molti bambini vengono visitati quando hanno febbre, tosse, mal di gola, vomito o diarrea.
Molto più raramente, invece, si pensa a controllare alcuni parametri di base quando il bambino sta bene.
Cosa ci dice un emocromo

Ci informa prima di tutto su globuli rossi ed emoglobina.
Questi valori permettono di individuare anemia o possibili carenze di ferro. A volte un bambino appare solo più stanco, pallido, svogliato, con scarso appetito o minore rendimento scolastico: dietro questi segnali può esserci una carenza che merita attenzione.

Ci dà poi informazioni sui globuli bianchi, cioè su una parte importante delle difese dell’organismo.
La formula leucocitaria può orientare nella valutazione di infezioni, infiammazioni, neutropenie post-virali o altre condizioni che, se ignorate, possono passare inosservate.

Infine valuta le piastrine, che possono modificarsi dopo infezioni, in corso di infiammazione, nella carenza di ferro o in altre situazioni che vanno sempre interpretate nel contesto clinico.

Cosa non dobbiamo pretendere dall’emocromo

L’emocromo non dice da solo se serve un antibiotico.
Non stabilisce automaticamente se un’infezione è virale o batterica.
Non misura in modo assoluto se il bambino ha “difese forti” o “difese deboli”.

Uno degli errori più frequenti è pensare:
“globuli bianchi alti = antibiotico”.

Non è così.

Un bambino può avere globuli bianchi elevati anche per infezioni virali, febbre alta, stress, disidratazione o dopo alcuni farmaci. La decisione di usare un antibiotico dipende dalla diagnosi clinica, non da un numero isolato.

Perché può essere utile farlo anche quando il bambino sta bene

Fare un emocromo almeno una volta l’anno non significa medicalizzare l’infanzia.
Significa avere un controllo semplice, veloce e ragionato.

Può aiutare a individuare precocemente anemia, carenze, alterazioni dei globuli bianchi, neutropenie, piastrine troppo alte o troppo basse, oppure modificazioni che meritano un controllo successivo.

Il valore dell’esame non sta solo nel numero stampato sul referto.
Sta nella capacità del pediatra di leggere quel numero insieme alla crescita, all’alimentazione, alla storia clinica, alle infezioni avute, ai sintomi e alla visita.

Messaggio ai genitori

Controllare un bambino non significa riempirlo di esami.
Significa usare gli strumenti giusti, al momento giusto, con buon senso.

L’emocromo è uno di questi strumenti: semplice, utile, sicuro, spesso eseguibile anche con una piccola puntura al dito.

Un emocromo annuale può essere una piccola attenzione preventiva.

27/04/2026

VOMITO E DIARREA: CHE FARE?
Guida pratica per i genitori

Nella maggior parte dei casi di gastroenterite virale, il problema vero non è “fermare subito diarrea o vomito”, ma evitare la disidratazione. La misura più importante è la soluzione reidratante orale (SRO/ORS), data spesso e in piccole quantità.

Se il bambino vomita, non arrendetevi.
La soluzione reidratante si può quasi sempre dare, ma serve attenzione, pazienza e costanza:

piccolissimi sorsi
un cucchiaino o una siringa orale
ogni 5–10 minuti
se vomita, aspettate 5–10 minuti e riprovate più lentamente.
Questo approccio a piccole quantità frequenti è quello raccomandato nelle forme non gravi.

Cosa fare concretamente

Offrite soluzione reidratante orale, non bevande casuali “a sentimento”.
Continuate allattamento al seno o latte abituale se il bambino li tollera.
Dopo la reidratazione, riprendete gradualmente l’alimentazione normale.
Evitate succhi di frutta e bibite gassate, che possono peggiorare la diarrea.

I segni di disidratazione da non sottovalutare

poca p**ì
bocca asciutta
assenza di lacrime
occhi infossati
sonnolenza o marcata debolezza
sete intensa.

Quando serve valutazione urgente

il bambino non riesce a trattenere nulla
compare vomito biliare verde
compare sangue nelle feci
il bambino è molto abbattuto, sonnolento o poco reattivo
ci sono chiari segni di disidratazione importante.

Messaggio chiave:
La soluzione reidratante non va offerta “tutta insieme”.
Va data con calma, a piccole dosi, con pazienza.
Spesso è proprio questa la differenza tra un bambino che si reidrata bene a casa e uno che peggiora.

Non serve panico. Serve metodo.
Bere poco per volta, osservare, rivalutare.

STUDI PEDIATRICI DOTT.PAPARONEGli studi pediatrici di Milazzo e Rocca di Capri Leone nascono con un’idea precisa: offrir...
26/04/2026

STUDI PEDIATRICI DOTT.PAPARONE

Gli studi pediatrici di Milazzo e Rocca di Capri Leone nascono con un’idea precisa: offrire al bambino e alla famiglia una pediatria moderna, organizzata, rapida e fondata su dati clinici concreti.

Non sono semplicemente luoghi dove “si visita il bambino”.
Sono studi pediatrici evoluti, pensati per ridurre l’incertezza, evitare cure inutili e dare risposte più precise già durante la visita.

La differenza principale: non solo visita, ma valutazione clinica avanzata

In molti casi, davanti a febbre, tosse, mal di gola, sintomi respiratori, stanchezza o quadri poco chiari, la sola visita può non bastare per distinguere con sicurezza un’infezione virale da una batterica.

Per questo negli studi di Milazzo e Rocca di Capri Leone è possibile integrare la valutazione pediatrica con esami rapidi di primo livello, eseguiti direttamente in ambulatorio, quando clinicamente indicati.

Questo permette di prendere decisioni più ragionate, riducendo il ricorso automatico ad antibiotici, cortisonici o accessi impropri al pronto soccorso.

Diagnostica rapida disponibile in studio

Negli studi sono disponibili prestazioni diagnostiche utili nella pratica pediatrica quotidiana, tra cui:

Emocromo da goccia di sangue, utile per orientare la valutazione in caso di febbre, infezioni, pallore, stanchezza o sospetti quadri infiammatori.

PCR/CRP rapida, importante per valutare il grado di infiammazione e aiutare a distinguere, insieme alla visita, situazioni verosimilmente virali da quadri che meritano maggiore attenzione.

Ferritina, utile in specifici contesti clinici, soprattutto quando si valuta possibile carenza di ferro o stanchezza persistente.

Esame urine, fondamentale nei bambini con febbre senza causa evidente, bruciore urinario, dolore addominale o sospetta infezione urinaria.

Tampone rapido per streptococco, per evitare antibiotici inutili quando il mal di gola non è streptococcico.

Tamponi rapidi respiratori/multivirus, utili in corso di epidemie per identificare virus come influenza, adenovirus, RSV/VRS, metapneumovirus, parainfluenza e altri agenti respiratori, quando la diagnosi può modificare gestione, isolamento, rassicurazione o terapia.

Videotoscopia, per osservare meglio il condotto uditivo e il timpano, migliorando la valutazione di otiti e disturbi auricolari.

Test allergologici per inalanti

Valutazioni posturali di primo livello, come podoscopia e scoliometro, utili per individuare precocemente alterazioni dell’appoggio, asimmetrie o sospetti atteggiamenti scoliotici.

Perché questo cambia davvero la visita pediatrica

La differenza non è avere “macchine” in studio.
La differenza è usarle con criterio clinico.

Un esame rapido non sostituisce il pediatra.
Lo aiuta a decidere meglio.

Significa poter dire a una famiglia:
“Non serve antibiotico.”
“È molto probabilmente un’infezione virale.”
“Questo quadro va controllato meglio.”
“Qui dobbiamo interve**re.”
“Qui possiamo attendere con sicurezza.”

Questa è medicina pediatrica moderna: meno automatismi, più ragionamento.

Una pediatria contro l’abuso di antibiotici e cortisonici

Uno degli obiettivi principali degli studi di Milazzo e Rocca di Capri Leone è contrastare l’uso improprio di farmaci.

Troppi bambini ricevono antibiotici per infezioni virali.
Troppi bambini ricevono cortisone per tosse, raffreddore, febbre, bronchiti virali o quadri che non lo richiedono.

Negli studi Paparone la terapia non viene scelta per paura, abitudine o pressione.
Viene scelta dopo visita, ragionamento clinico e, quando necessario, supporto diagnostico rapido.

Organizzazione e accesso controllato

Gli studi sono pensati anche per migliorare l’organizzazione delle visite, ridurre attese inutili e garantire un flusso più ordinato.

La gestione degli appuntamenti, l’accoglienza e l’arrivo del paziente seguono regole precise, perché uno studio pediatrico efficiente non è solo un luogo ben attrezzato: è anche un luogo dove il tempo del bambino, della famiglia e del medico viene rispettato.

La missione

Gli studi pediatrici di Milazzo e Rocca di Capri Leone offrono una pediatria più vicina alle esigenze reali delle famiglie:

una pediatria che visita, ascolta, misura, controlla, spiega;
una pediatria che non si limita a prescrivere;
una pediatria che cerca di evitare sia l’abbandono diagnostico sia l’eccesso terapeutico.

La differenza non è fare più esami.
La differenza è fare gli esami giusti, al momento giusto, per curare meglio e prescrivere meno inutilmente.

A Milazzo e Rocca di Capri Leone lo studio pediatrico non è solo un ambulatorio:
è un presidio di pediatria moderna, diagnostica rapida e medicina responsabile.

03/04/2026
🚨 PLACCHE ALLA GOLA ≠ ANTIBIOTICO (BASTA CON QUESTA FAKE NEWS)⚠️ Dire “ci sono le placche → serve antibiotico” è MEDICIN...
03/02/2026

🚨 PLACCHE ALLA GOLA ≠ ANTIBIOTICO (BASTA CON QUESTA FAKE NEWS)
⚠️ Dire “ci sono le placche → serve antibiotico” è MEDICINA SBAGLIATA.
E nel 2026 non è più accettabile.
❗ VERITÀ SCIENTIFICA
Le placche possono comparire in:
🦠 Virus (frequentissimi nei bambini)
🦠 Streptococco (solo in alcuni casi)
🦠 Mononucleosi
👉 Solo lo streptococco confermato richiede antibiotico.
❌ ANTIBIOTICO SENZA DIAGNOSI SIGNIFICA
• Terapia inutile
• Effetti collaterali evitabili
• Antibiotico-resistenza (problema sanitario reale e crescente)
🧪 COME SI FA MEDICINA SERIA
✔️ Visita pediatrica
✔️ Valutazione clinica vera
✔️ Se serve → tampone rapido
Non:
❌ Autodiagnosi
❌ Antibiotico “perché dura da giorni”
❌ Antibiotico “perché ci sono le placche”
Differenze grossolane tra tonsillite da adenovirus e da streptococco e mononucleosi. La prima è da adenovirus, la seconda e terza da streptococco, l'ultima mononucleosi. Nelle seconde due rilevante la presenza di un arrossamento più importante e la presenza di piccole macchie rosse. Nel dubbio è sempre possibile fare un tampone rapido. Per l'adenovirus e la mononucleosi, non utile l'antibiotico, per lo streptococco utile. Però è sempre il medico che deve far diagnosi, magari con un tampone mai il paziente.

20/12/2025

CURE APPROPRIATE NEL PERIODO INVERNALE, CURARE IL BAMBINO.NO A CURE FINALIZZATE A SEDARE LE ANSIE GENITORIALI.

Indirizzo

Via Nazionale Olivarella 23
Milazzo
98057

Orario di apertura

Mercoledì 16:00 - 19:00
Venerdì 17:00 - 18:30

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