Dr. Luca Covotta

Dr. Luca Covotta Responsabile dell'Unità Di Chirurgia Laparoscopica e Servizio di Fisiopatologia Digestiva della Casa di Cura Villa Maria di Mirabella Eclano ( Avellino)

Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endosopia Digestiva conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza (10/11/1999). Gli anni di formazione al Policlinico sono stati quelli dove ho potuto imparare soprattutto l’Endoscopia Digestiva sia diagnostica che operativa permettendomi di poter seguire un paziente nel suo intero percorso clinico, ad iniziare dalla fase diagno

stica. Fondamentale nella crescita chirurgica è stata la mia esperienza all’estero, in Scozia presso il “Royal Infirmary” di Edinburgo, dove ha lavorato per due anni (1999-2001) sia nel campo coloproctologico che epato-bilio-pancreatico . Vincitore del bando di concorso presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “ La Sapienza” per Assegno di Ricerca dal titolo: Tecnologie chirurgiche e loro applicazioni cliniche 2001-2003
Ho avuto diverse esperienze ospedaliere come Dirigente Medico di I Livello presso:
la U.O.C. di Chirurgia Generale Ospedale di Tarquinia (Vt) aprile 2005 - giugno 2006
la U.O.C. di Chirurgia Generale Ospedale di Marcianise (Ca) .giugno settembre 2006
la U.O.C. di Chirurgia Generale Ospedale S. Eugenio di Roma dal 2006 al 2014
Dal 2014 Responsabile della U.O. di Chirurgia Laparoscopica e Servizio di Fisiopatologia Digestiva della Casa di Cura Villa Maria di Mirabella Eclano (Av)
Ho inoltre conseguito:
- Certificate of Training in Minimal Access Surgery IRCADS -EITS Louis Paster University. Strasbourgh (Francia),
- Diploma S.I.C. (Società Italiana di Chirurgia) di Chirurgia Laparoscopica Avanzata . Membro delle seguenti Società Scientifiche
Società Italiana di Chirurgia Endoscopica - SICE
European Association Endoscopic Surgery - EAES
Società Italiana Chirurgia Colorettale - SICRR
Società Italiana di Neuro-Gastro-Enterologia e Motilità - SINGEM
European Society of Neurogastroenterology and Motility - ESNM

Grazie a tutti .
03/06/2026

Grazie a tutti .

Il reflusso gastro esofageo è una patologia molto diffusa ma troppo spesso non vengono sufficientemente capite le varie ...
21/05/2026

Il reflusso gastro esofageo è una patologia molto diffusa ma troppo spesso non vengono sufficientemente capite le varie condizioni che lo sostengono .
Sono anni che mi dedico alla gestione di questa patologia svolgendo in prima persona sia tutti gli accertamenti strumentali per una accurata diagnosi che l'esecuzione , ove necessario, dell' intervento chirurgico di plastica antireflusso.
In questo sito ho cercato di evidenziare tutte le conoscenze necessarie per una corretta informazione su questa complessa patologia.
www.ilreflusso.it

LA PANCIA GONFIA NON DIPENDE SOLO DALL’ARIA NELL’INTESTINOL'intestino è racchiuso in una "gabbia a pareti mobili " in qu...
14/05/2026

LA PANCIA GONFIA NON DIPENDE SOLO DALL’ARIA NELL’INTESTINO
L'intestino è racchiuso in una "gabbia a pareti mobili " in quanto è delimitata da muscoli che possono variare lo spazio a disposizione in relazione alla loro contrazione o rilassamento.
I muscoli che formano questa camera sono tre, e ognuno ha un ruolo preciso.
• Il diaframma: ha la forma di grande cupola che separa torace e addome. Possiamo considerarlo il tetto della gabbia. Ad ogni atto inspiratorio il diaframma scende e comprime gli organi addominali dall'alto, poi risale e li rilascia. Questo accade circa 20.000 volte al giorno: è una p***a naturale che partecipa a far avanzare il contenuto intestinale ed a gestire il gas. Il diaframma è un muscolo molto sensibile allo stress che potrebbe irrigidire o accentuare la sua contrazione con una eccessiva spinta verso il basso e quindi una compressione degli organi intestinali
• Il secondo muscolo è lo psoas, un grande muscolo che collega le vertebre lombari alla coscia. Lo possiamo considerare la parete posteriore. La posizione seduta e la sedentarietà lo accorcia riducendo lo spazio intestinale.
• Il terzo muscolo è il trasverso dell'addome, la parete anteriore che avvolge e contiene gli organi addominali. Quando il trasverso è tonico e funzionante, fa da "contenimento" naturale: anche quando il volume intestinale aumenta. Quando il trasverso è debole la pancia "esplode" in fuori.
In pratica se le “pareti della gabbia” sono in sintonia tra loro, l'intestino gestisce il gas che produce durante il giorno senza problemi: lo sposta, lo muove, lo espelle. Se la” gabbia“ è rigida sopra e dietro e troppo rilassata davanti allora il gas si accumula e la pancia si gonfia in modo sproporzionato.
Questa mancata sintonia si definisce Dissinergia Addomino Frenica che è anche la responsabile dei tanti problemi della colonna lombare.
La cosa importante è quindi evitare la sedentarietà, gestire lo stress e fare esercizi di allungamento dello psoas e rinforzo dei muscoli addominali.

I gastroprotettori ( omeprazolo, pantoprazolo ecc.) sono tra i farmaci più prescritti in Italia.In Campania si assumono ...
14/04/2026

I gastroprotettori ( omeprazolo, pantoprazolo ecc.) sono tra i farmaci più prescritti in Italia.
In Campania si assumono 122,4 dosi giornaliere di gastroprotettori ogni 1.000 abitanti. In Umbria sono 50,7. A Bolzano 51,2.
Il problema segnalato da AIFA nel rapporto OsMed : non esiste nessuna evidenza epidemiologica che in Campania le patologie gastrointestinali siano più diffuse. Le ulcere non sono più frequenti. Il reflusso non è endemico. La geografia delle malattie non giustifica la geografia delle prescrizioni.
La spiegazione che emerge dal rapporto è più scomoda, si prescrivono:
 Per abitudine
 Per "coprire" lo stomaco da altri medicinali, senza necessità
 Per rassicurare il paziente
 Per inerzia clinica
Questo si traduce in numeri. La spesa farmaceutica pro capite in Campania è di 199,9 euro. A Bolzano è 113,4.
Cosa ancora più grave è che un farmaco inutile non è neutro: espone a effetti collaterali reali come carenze di magnesio, rischio di fratture, alterazioni del microbiota intestinale .

Finalmente la UE  con il Regolamento (UE) 2024/3190 ha vietato il bisfenolo A nel rivestimento nelle lattine per le bibi...
25/03/2026

Finalmente la UE con il Regolamento (UE) 2024/3190 ha vietato il bisfenolo A nel rivestimento nelle lattine per le bibite, le conserve di pomodoro, di piselli e anche nelle scatolette di tonno.
Una decisione storica che punta a eliminare dai nostri piatti una sostanza chimica che ha una potente azione come interferente endocrino, capace di mimare gli estrogeni: l’esposizione costante è correlata ad alterazioni della fertilità, pubertà precoce, aumento del rischio di obesità, diabete e possibili correlazioni con tumori ormono-dipendenti. Il contenuto di BPA è tale che un adolescente di 60 kg, consumando una singola lattina da 250 ml, supererebbe il 100% della dose giornaliera tollerabile fissata dall’EFSA (0,2 nanogrammi per chilo di peso corporeo).
Purtroppo la scomparsa definitiva del BPA non è immediata . Entro il 20 luglio 2026 scade il termine di 18 mesi per l’immissione sul mercato della maggior parte dei contenitori monouso, come le lattine per bibite ed energy drink. Oltre questa data, i produttori non potranno più rifornire i supermercati con lotti contenenti BPA. Il termine è esteso a 36 mesi (al 20 gennaio 2028) per prodotti più complessi, come le lattine per conserve di pomodoro, frutta, verdura, tonno e prodotti ittici, in cui la sostituzione del rivestimento interno richiede test di tenuta più lunghi a causa dell’acidità o della grassezza dei cibi.
Molte aziende che si sono già adeguate riportano volontariamente la sigla BPA-NI (Bisphenol A Non-Intentional), a indicare che il bisfenolo A non è stato aggiunto intenzionalmente nella produzione delle lacche. Alcuni produttori bio o di fascia alta, poi, inseriscono icone con la scritta “BPA Free” o “Senza Bisfenolo A”.

In autogrill mi sono imbattuto in questo "bellissimo" messaggio promozionale sul "mangia bene " credo che sia emblematic...
21/03/2026

In autogrill mi sono imbattuto in questo "bellissimo" messaggio promozionale sul "mangia bene " credo che sia emblematico della tragedia nutrizionale che stiamo attraversando.

Il salmone rappresenta oggi uno dei massimi esponenti della differenza tra il cibo come “ideale platonico” e la triste r...
03/03/2026

Il salmone rappresenta oggi uno dei massimi esponenti della differenza tra il cibo come “ideale platonico” e la triste realtà della trasformazione industriale.
Il mito del salmone si fonda sul suo alto contenuto di Omega-3 grassi preziosi che combattono l’infiammazione e proteggono il cuore. Questo il salmone selvatico, quello che si nutre di krill e plancton.
Quello venduto al banco frigo dei supermercati non è neanche un lontano parente.
E’ un prodotto trasformato dall’industria che potrebbe danneggiare la nostra salute invece di proteggerla.
Studi scientifici, come quelli pubblicati su Environmental Research e Journal of Nutrition, hanno dimostrato che il contenuto dei grassi è invertito povero di Omega-3 e ricco di Omega-6. ( pro-infiammatori).
Oltre il 90% del salmone affumicato venduto in Italia proviene da allevamenti intensivi, dove i pesci non mangiano mangimi industriali economici a base di soia, colza e farine di cereali.
Anche l’affumicatura è una grande bugia.
Quella vera è un’arte lenta con legni pregiati. Oggi invece è una affumicatura rapida con ad altissime temperature che distruggono il sapore, costringendo ad aggiungere aromi ; e successiva aggiunta di “fumo liquido”: un condensato chimico iniettato o spruzzato sul pesce.
Questa affumicatura industriale può generare idrocarburi policiclici aromatici (IPA), sostanze classificate come potenzialmente cancerogene.
L’industria impone anche canoni estetici. Quel colore arancione vivido e uniforme è ottenuto aggiungendo coloranti sintetici (come l’astaxantina chimica) ai mangimi. Il vero salomone ha un colore meno uniforme, una texture più tenace e fette magari irregolari.
Quindi per non rinunciare al salmone bisogna imparare a leggere bene le etichetta:
 Deve dire esplicitamente “Salmone Selvaggio” (o Wild Salmon), specificando la zona di pesca (es. Alaska, Pacifico).
 Deve esplicitare “Affumicato con legno di faggio”, “Affumicatura tradizionale lenta” o “Lavorazione artigianale”.

L’IMPORTANZA DEL GRASSO BRUNOIl grasso non è tutto uguale, gli adipociti possono essere differenziati in bianchi (White...
18/02/2026

L’IMPORTANZA DEL GRASSO BRUNO
Il grasso non è tutto uguale, gli adipociti possono essere differenziati in
 bianchi (White adipose tissue, WAT) con funzione di stoccaggio dell’energia in forma di trigliceridi . si localizza nel sottocutaneo ed intorno ai visceri.
 bruni (Brown adipose tissue, BAT); sono molto ricchi di mitocondri ( le centrali elettriche delle cellule) con capacità di metabolizzare il glucosio e gli acidi grassi e promuove la produzione di calore e il dispendio energetico .Purtroppo questo importante organo si sta progressivamente estinguendo.
La continua ricerca di vivere in case troppo calde (temperatura media è oramai di circa 21) e sigillate (infissi isolanti) e la nostra tendenza a coprirsi troppo ha ridotto notevolmente lo stimolo a far crescere e ben funzionare il nostro “termosifone interno”.
Aver perso la possibilità di bruciare le nostre riserve energetiche per produrre calore si può considerare una delle cause della pandemia di obesità che sta affliggendo la società moderna
Ecco 3 strategie per l’attivazione del grasso bruno:
 1 Stare all’aria aperta anche d’inverno L’esposizione al freddo è il modo per costruire grasso bruno, perché il tuo corpo ha bisogno di riscaldarsi in risposta al freddo e, se possibile, assumerà altri grassi disponibili. Anche abbassare il termostato in casa è utile a stimolare il gresso bruno, come fare docce fredde.
 2 Mangiare alcuni cibi in particolare peperoncini e nei peperoni ; la capsaicina è un potente stimolare del tessuto adiposo bruno e promuovono la combustione di calorie per la produzione di calore. Altri alimenti sono: il tè verde, ricco di catechine, e lo zenzero. La buccia della mela contiene acido ursolico, un composto naturale che ha dimostrato di aumentare il grasso marrone. Il vecchio detto dovrebbe essere modificato in “una mela al giorno toglie i chili di troppo”.
 3 L’esercizio fisico attiva il grasso bruno L’attività muscolare stimola la produzione di un enzima chiamato irisina ed è stato dimostrato che è in grado di convertire il grasso bianco in grasso bruno. Importante non allenarsi al caldo.

Dal 28 gennaio 2026, l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco )  ha pubblicato la nuova Nota 1 che sostituisce le precedent...
10/02/2026

Dal 28 gennaio 2026, l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco ) ha pubblicato la nuova Nota 1 che sostituisce le precedenti note, ridefinendo le condizioni per la prescrizione di Inibitori della P***a Protonica IPP (omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo), da molti ancora definiti “gastroprotettori”.
In questa nota si definiscono le condizioni di uso appropriato, includendo anche elementi rilevanti sulle limitazioni della prescrizione cronica.
Finalmente si stabilisce che l’uso prolungato di questi farmaci è pericoloso ed il termine “protezione” o “ copertura” è una assoluta falsità.
La produzione dell’acido da parte dello stomaco è necessaria e fondamentale per una buona salute in quanto la sua assenza determina:
 ALTERAZIONE DEL PROCESSO DIGESTIVO per la mancata scomposizione del cibo.
 ESPOSIZIONE A GRAVI CARENZE NUTRIZIONALI la possibilità di assorbire i nutrienti dagli alimenti in particolare: Magnesio, Ferro, Vitamina B12, Calcio.
 TOGLIE LA PROTEZIONE Permette la sterilizzazione del cibo e l’abbattimento dei batteri orali che tramite la saliva arrivano nello stomaco e lì devono essere eliminati.
E’ pertanto sconsigliato un loro uso prolungato e nei rari casi in cui questo sia necessario è importante
conoscere delle regole per evitare eccessivi danni dal loro utilizzo cronico :
 Lavare bene frutta e verdura
 Masticare molto e fare pasti piccoli.
 Cuocere a vapore: aumenta la digeribilità dei cibi e permette di conservare i nutrienti.
 Fare cicli ripetuti con probiotici e integratori di vitamine e minerali

La Supercrema Ferrero nacque nel 1951 come evoluzione spalmabile del "Giandujot" del 1946, diventando il primo antenato ...
05/02/2026

La Supercrema Ferrero nacque nel 1951 come evoluzione spalmabile del "Giandujot" del 1946, diventando il primo antenato della Nutella.
Come recita la pubblicità di quegli anni era un prodotto ad altissimo contenuto calorico ( 5100 cal) .
Erano però tempi in cui si usciva dalla fame della guerra e quindi poter disporre di questa risorsa energetica era appunto per le "massaie intelligenti".
La formula della Nutella è cambiata di poco , oggi conta 539 kcal per 100g. Ma i tempi sono completamenti diversi.
Dovremmo combattere la pandemia di Diabete e Obesità, invece celebriamo oggi la giornata mondiale di questo prodotto, la cui composizione , alla luce delle conoscenze attuale, è un mix perfetto di tossicità alimentare.

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