Dott.ssa Federica Sciatà

Dott.ssa Federica Sciatà Medico di medicina generale

27/08/2026

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐭𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐨?

Riporto un commento del Prof. Roberto Burioni, Medico al suo ultimo post nel quale spiega magistralmente, ma in maniera comprensibile a tutti (novax compresi?), come stanno le cose.

“La bambina è morta di difterite perché è stata curata male? Bastava somministrarle degli antibiotici per salvarla? Neanche per idea.
Nessun antibiotico, nessuna terapia intensiva, nessuna macchina: la difterite decide la sorte del paziente molto presto, prima dell’arrivo in ospedale, quando il conto a rovescia della bomba a orologeria innescata da questo batterio inizia a scorrere inesorabile.
La difterite non uccide con il batterio. Uccide con la tossina che il batterio produce nella gola e che il sangue distribuisce agli organi. La tossina entra dentro le cellule Le uccide: come l’abbiamo già spiegato e non ci torneremo.
Questo cambia tutto, soprattutto una cosa che quasi nessuno si aspetta.
Nella testa di chiunque, batterio significa antibiotico che lo cura. È così per la polmonite, per la meningite batterica, per la faringite da streptococco: si individua il germe, si sceglie il farmaco, si uccide il germe, il malato guarisce.
Nella difterite gli antibiotici funzionano. Il batterio è sensibile all’eritromicina, e in genere entro una settimana dall’inizio della terapia non lo si ritrova più. Il trattamento va avanti due settimane, e alla fine si eseguono due colture a distanza di almeno un giorno l’una dall’altra per verificare che il germe sia sparito davvero.
Funzionano contro il batterio, ma sul decorso della malattia non hanno alcun effetto apprezzabile.
Avete capito bene. Si uccide il batterio, e il malato prosegue per la sua strada verso il suo destino.
Il motivo è che, quando l’antibiotico arriva la tossina è stata prodotta, è stata assorbita, viaggia nel sangue ed è entrata nelle cellule del cuore e dei nervi, dove continua a lavorare per conto proprio. Non ha più bisogno del batterio che l’ha fabbricata, e ammazzare quel batterio non la richiama indietro. Abbattere un bombardiere non fa rientrare le bombe che sono state già sganciate e che stanno precipitando verso i loro bersagli al suolo.
Gli antibiotici, nella difterite, servono a impedire che venga prodotta altra tossina e a impedire che il malato contagi qualcun altro. Sono indispensabili, ma soprattutto per evitare il contagio. Per il malato non fanno molta differenza.
Resta una sola arma che agisca sul veleno, ed è l’antitossina. È un siero di anticorpi che neutralizzano la tossina, e viene da dove veniva alla fine dell’Ottocento: dai cavalli. Si immunizzano cavalli con la tossina difterica, si preleva il loro sangue, si concentrano gli anticorpi e si iniettano al malato. Questo è un siero, non il vaccino a mRNA.
Il sistema immunitario umano riconosce le proteine equine come estranee, ed è capace di reagire contro di esse in modo violento. Insomma, a differenza del vaccino che è sicurissimo, questa è una terapia che è gravata di pericolosi effetti collaterali, e non si può somministrare a cuor leggero, anche perché non guarisce il malato. Si limita a impedirgli di peggiorare, dunque ci si trova in un conto alla rovescia nel quale ogni giorno toglie efficacia al siero.
Però il conto alla rovescia non comincia quando il bambino entra in ospedale, ma molti giorni prima, perché la difterite all’inizio è quasi impossibile da diagnosticare. L’esordio è insidioso, i primi disturbi sono lievi e non dicono niente, e nella fase iniziale della malattia la membrana in gola può non esserci. Mentre la malattia sembra ancora poca cosa, la tossina è già al lavoro, e più il battero si replica più ne viene assorbita. Per questo, anche in contesti estremamente sviluppati e con diagnosi tempestiva, la difterite ha una mortalità molto alta.
La ragione è tutta nell’orologio, e nel confronto tra due iniezioni.
Da una parte c’è un pericoloso siero di cavallo che si somministra a un bambino già avvelenato, un farmaco che comunque non potrà recuperare il veleno già entrato nelle cellule. Dall’altro c’è un vaccino sicurissimo, efficace, che lascia nel sangue anticorpi che aspettano. Quando la tossina compare gli anticorpi la neutralizzano prima che riesca a entrare in una sola cellula.
La differenza tra prevenire e curare, in questa malattia, non è una differenza di potenza. È una differenza di orario, è disinnescare una pericolosissima bomba a orologeria che se scoppia, ammazza il paziente.
La difterite non è stata sconfitta perché abbiamo imparato a curarla. È stata sconfitta impedendole di cominciare grazie a un vaccino efficace e sicuro che usiamo da oltre 100 anni.
Chi sostiene che una bambina non vaccinata sia morta perché non l’hanno curata bene sta chiedendo a un antibiotico di andare a riprendere un veleno in un posto dove nessuna molecola può arrivare
Quando un bambino con la difterite arriva un ospedale, la partita si è già giocata e molto spesso è già persa.
Perché il momento decisivo era anni prima, quando bisognava fare il vaccino che non si è fatto.”

Dott. Giorgio Cuffaro

Foto: www.valorinormali .com/malattie/difterite/

06/08/2026

LA PREVENZIONE NON VA IN VACANZA: OPEN DAY MAMMOGRAFICI E PUNTI INFORMATIVI NEI LIDI

Anche d'estate l'ASP di Catania resta accanto ai cittadini per la prevenzione oncologica. In programma diverse aperture straordinarie degli ambulatori per lo screening mammografico e nuovi punti informativi che raggiungeranno le persone direttamente nei lidi del territorio.

Gli Open Day per lo screening mammografico, aperti senza prenotazione dalle 8.00 alle 12.30, sono in calendario al PTA San Luigi di Catania (30 luglio, 12 e 13 agosto), all'Ospedale di Caltagirone (7 e 11 agosto), al PTA di Giarre (7 agosto) e al Poliambulatorio di Pedara (6 agosto). Lo screening è rivolto alle donne tra 50 e 69 anni, è gratuito e non serve la ricetta del medico di famiglia.

Da fine luglio la prevenzione arriverà anche nei lidi. Il personale dell'ASP sarà presente per prenotare mammografie e pap test/HPV, consegnare i kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci e fornire informazioni sui programmi di screening. Si comincia il 31 luglio al Lido La Risacca, poi Le Palme (1 agosto), America e Aquarius (6 agosto) e Polifemo (7 agosto).

«Una sanità moderna - dichiara il direttore generale dell'ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio - è una sanità che raggiunge i cittadini, non aspetta che siano i cittadini a raggiungere i servizi. Con queste iniziative rafforziamo un modello di prevenzione di prossimità, capace di coniugare qualità dell'offerta e facilità di accesso».

Per informazioni e prenotazioni, il numero verde gratuito 800 894 007 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e il lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.30.

Leggi il comunicato completo con tutto il calendario: https://www.aspct.it/comunicazione/news/default.aspx?news=28679

06/08/2026

ASPCONTE AMPLIA I SERVIZI: SCREENING ONCOLOGICI ANCHE ONLINE

Con la nuova sezione "AspConTe-Screening" i cittadini possono consultare e scaricare direttamente dal sito aspct.it i referti degli esami di screening oncologico con esito negativo. Basta autenticarsi con lo SPID e accedere alla piattaforma tramite screeningapp.aspct.it.

Le donne che rientrano nei programmi di screening potranno inoltre prenotare online mammografia e HPV/Pap test, scegliendo autonomamente ambulatorio e data.

Quando il referto è pronto, arriverà un SMS di notifica. Da quel momento sarà possibile consultare il documento e scaricarlo in formato digitale, senza dover passare dagli sportelli. Chi preferisce ricevere il cartaceo può recarsi ai Consultori familiari o agli ambulatori di mammografia, mentre per il test del sangue occulto nelle feci il referto arriva direttamente per posta a casa.

Nel caso di esiti positivi, invece, non sarà pubblicato nulla online. Il cittadino verrà contattato telefonicamente per l'appuntamento di approfondimento e per ricevere tutte le informazioni sul percorso da seguire.

Se dopo l'SMS il referto non risulta ancora visibile sul portale, è attivo il numero verde 800 894 007.

Leggi il comunicato completo: https://www.aspct.it/comunicazione/news/aspconte-amplia-i-servizi-arriva-la-piattaforma-online-per-gli-screening-oncologici.aspx

06/08/2026

🚨 APPELLO URGENTE 🚨

Il Policlinico ci comunica la 𝐆𝐑𝐀𝐕𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐀 𝐂𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 di 𝐒𝐀𝐍𝐆𝐔𝐄 gruppo 0 POSITIVO e 0 NEGATIVO

🩸 Se puoi donare, questo è il momento di farlo! Ti aspettiamo già stamattina presso le nostre sedi:

📍 Via Ofelia, 35
🗓️ Dal lunedì al sabato (escluso il 15 agosto)
🕢 7:30 – 11:30

📍 Policlinico – Padiglione 7
🗓️ Tutti i giorni, domenica compresa (esclusi il 15 e 16 agosto)
🕢 7:30 – 12:00

☎️ Per info e prenotazioni: 095 7316265

💻 Oppure prenota online accedendo alla tua area personale: https://emoweb.donatori-sanmarco.it/login

📢 Aiutaci a diffondere questo messaggio. Condividi il post e invita amici e familiari che possono donare. Insieme possiamo fare la differenza!

Grazie per il vostro supporto ❤

06/06/2026

Urgentissimo ‼️ Continua la 𝐆𝐑𝐀𝐕𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐀 𝐂𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐆𝐔𝐄 0+ ‼️

Se sei disponibile alla donazione puoi recarti già stamattina presso le nostre sedi:
📍 Via Ofelia n. 35 (dal lunedì al sabato 7:30 - 11:30)
📍 Policlinico Padiglione 7 (tutti i giorni compreso la domenica 7:30 - 12:00)

☎️ Per info e prenotazione 0957316265
oppure accedi alla tua area personale 👉 https://emoweb.donatori-sanmarco.it/login

🗣️ Confidiamo in una massima condivisione, invitate amici e familiari a fare lo stesso!! 💪💪

Abbiamo bisogno di VOI e del vostro generoso supporto🩸

29/05/2026

Urgente ‼️ Il Policlinico ci comunica 𝐂𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐒𝐒𝐎𝐋𝐔𝐓𝐀 di 𝐒𝐀𝐍𝐆𝐔𝐄 0 POSTIVO ‼️

Vi aspettiamo già stamattina presso le nostre sedi:
📍 Via Ofelia n. 35 (dal lunedì al sabato 7:30 - 11:30)
📍 Policlinico Padiglione 7 (tutti i giorni compreso la domenica 7:30 - 12:00)

Ricordiamo inoltre che la sede del Policlinico resterà operativa anche martedì 2 giugno dalle 7:30 entro le 12!

☎️ Per info e prenotazione 0957316265
oppure accedi alla tua area personale 👉 https://emoweb.donatori-sanmarco.it/login

🩸 Abbiamo bisogno del vostro supporto! 𝐕𝐄𝐍𝐈𝐓𝐄 𝐀 𝐃𝐎𝐍𝐀𝐑𝐄! 🩸

🗣️ Confidiamo in una massima condivisione, invitate amici e familiari a fare lo stesso!!

29/05/2026
Si sta verificando la morte dell’assistenza primaria!!
13/05/2026

Si sta verificando la morte dell’assistenza primaria!!

Quando la terza bozza riesce ad essere persino peggiore delle precedenti, significa che non siamo davanti a semplici correzioni tecniche ma all’emersione di un disastro annunciato.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, la bozza prevederebbe che, “in attesa della nuova scuola di specializzazione”, potranno accedere al ruolo di medico di medicina generale dipendente specialisti in: medicina di comunità e cure primarie, medicina interna, geriatria, pneumologia, medicina metabolica e diabetologia, cardiologia, medicina di emergenza urgenza, nefrologia, reumatologia, endocrinologia e malattie del ricambio, malattie dell’apparato cardiovascolare e oncologia.

Il messaggio implicito è devastante: la Medicina Generale non viene considerata una disciplina autonoma con competenze proprie, ma un ruolo intercambiabile, riempibile con qualunque specializzazione clinica purché ci sia una laurea in medicina e un camice.

Anni di evidenze internazionali, organizzazione sanitaria moderna, studi sul valore del primary care, continuità assistenziale, presa in carico e filtro territoriale sembrano semplicemente cancellati.

Non stiamo parlando di mancanza di rispetto verso gli specialisti coinvolti. Internisti, geriatri, cardiologi, oncologi, pneumologi e gli altri colleghi citati hanno competenze fondamentali nei loro ambiti. Ma proprio perché le specialità hanno identità precise, dovrebbe essere evidente che la Medicina Generale non è la versione semplificata di nessuna di esse.

Un medico di medicina generale non gestisce “solo” malattie. Gestisce persone non selezionate, sintomi iniziali, incertezza diagnostica, multimorbilità, fragilità sociali, prevenzione, rischio clinico e continuità nel tempo. È una competenza orizzontale costruita appositamente per il territorio, non un sottoprodotto delle discipline ospedaliere.

La sensazione è che si stia tentando di riempire rapidamente le Case della Comunità sacrificando completamente l’identità della Medicina Generale. Come se il problema fosse semplicemente “mettere medici dentro edifici”, ignorando che il vero valore del territorio non è il muro della struttura ma il modello professionale che ci lavora dentro.

E il paradosso è enorme: mentre in tutta Europa si parla di rafforzare il primary care come asse portante dei sistemi sanitari, in Italia si rischia di andare nella direzione opposta, svuotando la Medicina Generale della sua specificità fino a renderla indistinguibile da un generico ambulatorio polispecialistico.

In questo scenario, la controproposta che al momento appare più strutturata sembra essere quella del Sindacato Medici Italiani, che sta articolando una linea alternativa riconoscibile sul futuro della medicina territoriale. Più difficile invece comprendere quale sia oggi la reale controproposta della FIMMG, sindacato maggioritario, in attesa di comunicati esplicativi.

https://www.ilsole24ore.com/art/governo-e-regioni-avanti-la-riforma-medici-famiglia-ecco-ultime-novita-AIpjSX2C?utm_term=Autofeed&utm_medium=FBSole24Ore&utm_source=Facebook&fbclid=IwdGRleARwgpdleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeWmSbIICTgqwnposHel6t73ZIhEIlCsfDj0-jLarXn7ztuQMiNR5e2Bhs8CY_aem_J2U5kmlX_w_1YMNWvz0FhA =1778612262

09/05/2026

Problemi tecnici ai gestionali di medicina generale legati a un datacenter europeo: in molti studi medici non sta funzionando correttamente l’invio delle mail con i pdf delle ricette.

Le prescrizioni vengono generate, ma le email ai pazienti restano bloccate o non partono affatto, con inevitabili rallentamenti nell’attività quotidiana degli studi e aumento delle richieste telefoniche da parte dei pazienti.

Ancora una volta emerge quanto la medicina territoriale sia ormai profondamente dipendente da infrastrutture digitali centralizzate. Anche un problema tecnico apparentemente distante dallo studio medico può avere effetti immediati sull’operatività di migliaia di professionisti e sull’accesso pratico alle prescrizioni da parte dei cittadini.

13/04/2026

𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚?

Ho appena visitato un bambino di 2 anni e 9 mesi (33 mesi, per i “genitori stagionatori”) per febbre fino a 40°C da 5 giorni pieni, associata a inappetenza e qualche colpo di tosse.

Alla visita riscontro di membrana timpanica destra un po’ più opacata dell’altra, senza aver mai lamentato otalgia (l’otite media acuta fa MALE), e niente altro.

Disponiamo di una tecnologia che, come l’ecografo portatile, entrerà necessariamente e prima o dopo a far parte del corredo di base di tutti i medici del territorio, appena le istituzioni avranno capito che solo così si può contrastare attivamente la prescrizione inappropriata di antibiotici e l’antibiotico-resistenza, trovando il modo di abbattere i significativi costi che non tutti i medici del territorio sono disposti a sostenere.

Nel 2026 non si può più fare diagnosi di polmonite col solo fonendoscopio, tantomeno stabilirne la natura batterica o virale, e nemmeno stabilire se una febbre richieda antibiotico in base alla sua durata: l’influenza, che è virale, può dare febbre anche per 8-10 giorni e l’antibiotico non fa nulla.

𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚?

Ho prelevato qualche goccia di sangue da un dito e dosato con questo POCT la PCR: proteina C reattiva.

Valore: 35,7 mg/L.

Che mi consente di attendere serenamente qualche altro giorno prima di rivalutare il bambino e decidere se avviare o meno qualche terapia.

Per ora ho consigliato solo antidolorifici al bisogno, di offrire spesso da bere e sacrosanta vigile attesa.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Indirizzo

Via Dei Lilla 4
Misterbianco
95045

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 11:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 11:00
Venerdì 09:00 - 12:00

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