Paolo Trande

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Paolo Trande Medico Chirurgo specializzato in Gastroenterologia e Medicina Interna.

Dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, attualmente consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra-Coalizioni Civiche e Possibile in Emilia-Romagna

Sino a domattina non riuscirò a rispondere ai vostri messaggi whatsapp. Portate pazienzaGli oligarchi della rete fanno q...
13/10/2026

Sino a domattina non riuscirò a rispondere ai vostri messaggi whatsapp. Portate pazienza

Gli oligarchi della rete fanno quello che vogliono. Il mitico Zuckemberg ha colpito ancora.
Prima ti offrono un servizio. Poi fanno in modo che un servizio diventi essenziale nella vita di ognuno di noi. Poi, ancora, decidono unilateralmente quando sospenderti, nuovamente, isolandoti.
Prima o poi bisognerà rompere questa dipendenza, uscirne e tornare alle vecchie ed umane telefonate dirette. O meglio ancora ad un sereno caffè seduti intorno al tavolo

Sabato 24 ottobre, alle 17.30, a Piacenza, Camera del Lavoro di via 24 maggio 18, parleremo di "fine vita", di dignità, ...
13/10/2026

Sabato 24 ottobre, alle 17.30, a Piacenza, Camera del Lavoro di via 24 maggio 18, parleremo di "fine vita", di dignità, libertà e autodeterminazione, della legge regionale, del ricorso del governo e della ignavia del Parlamento.
Se siete in giro......

Esistono tre idee: la mia, la tua e quella giusta.PlatoneC'è un popolo che attende. E' fatto dai militanti dei partiti d...
11/10/2026

Esistono tre idee: la mia, la tua e quella giusta.
Platone

C'è un popolo che attende. E' fatto dai militanti dei partiti del centro-sinistra, dai votanti e dai simpatizzanti. Poi c'è un altro popolo, da tempo ai "margini", in crisi economica, sociale e di fiducia, che in genere non va a votare perché pensa, e non sempre a torto, che da tempo la sinistra non si occupi più dei suoi problemi. I problemi quotidiani legati al lavoro/salari, alla salute, al carovita, alla casa, alla scuola, ai trasporti, alla non-autosufficienza, ai diritti civili e che aspetta una proposta alternativa, "radicale di governo", che parli di loro. Un progetto, inclusivo di partiti, movimenti, associazioni, liste locali etc, alternativo alle destre al governo, liberiste, autoritarie e regressive che stanno portando il Paese al disastro.
Bene, basta, il tempo è scaduto, mettetevi intorno ad un tavolo e scrivete il programma, il progetto per il cambiamento.
Il metodo non è complicato. Dove siamo d'accordo, su moltissimo, andiamo, scriviamo e firmiamo.
Dove non siamo d'accordo, utilizziamo il metodo suggerito da Platone: "esistono tre idee, la mia, la tua e quella giusta". Scriviamo e firmiamo quella giusta, che c'è.
Questi diversi popoli, diversi ma accomunati dalla disapprovazione di questo governo, minoritario nelle urne nel 2022 e minoritario per il gradimento attuale nel Paese, da oggi hanno iniziato il countdown e, dobbiamo saperlo tutti, non perdoneranno eventuali altri ritardi.

Maricarmen Abascal, non è riuscita a firmare il nuovo contratto, strappato lottando, non è riuscita a morire nella sua c...
07/10/2026



Maricarmen Abascal, non è riuscita a firmare il nuovo contratto, strappato lottando, non è riuscita a morire nella sua casa, che abitava da 70 anni.
Maricarmen, donna straordinaria e combattiva, simbolo della lotta per il diritto alla casa, per una esistenza dignitosa, contro i voraci fondi immobiliari espressione del capitalismo più avido e feroce.
El Pais dice che ha cambiato la Spagna. Sì, ha cambiato la Spagna e cambierà altri Paesi.
La terra ti sia lieve Maricarmen, straordinaria donna combattente e il tuo appello finale, "coraggio, lottate" diventerà il grido di ogni uomo o donna che si batte per il diritto alla casa, contro le ingiustizie



https://elpais.com/opinion/2026-10-07/maricarmen-cambio-espana.html

La Fondazione GIMBE ha pubblicato i dati del 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. E sono numeri pesantissimi.Tr...
07/10/2026

La Fondazione GIMBE ha pubblicato i dati del 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. E sono numeri pesantissimi.

Tra il 2023 e il 2026 la sanità pubblica ha perso 18,8 miliardi di euro rispetto a quanto avrebbe ricevuto mantenendo il livello di finanziamento sul PIL del 2022.

Nel frattempo, nel 2024, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami. Milioni di cittadine e cittadini che si trovano davanti a liste d’attesa interminabili o non possono permettersi di pagare di tasca propria.

Questa è la conseguenza concreta di una sanità pubblica sempre più sottofinanziata: quando il servizio pubblico arretra, a pagare sono le persone.

E in tutto questo, però, il Governo trova soldi per tutto il resto che non sia il nostro diritto alla salute. Per il SSN, invece, sembra che le risorse non bastino mai.

Sta a vedere che il Governo del “prima gli italiani” ha priorità diverse dalle italiane e dagli italiani.

Netafim è un’azienda israeliana di tecnologie per l’irrigazione con documentati rapporti con l’agricoltura degli insedia...
06/10/2026

Netafim è un’azienda israeliana di tecnologie per l’irrigazione con documentati rapporti con l’agricoltura degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Come AVS Emilia-Romagna abbiamo sostenuto e firmato l’interrogazione del consigliere Lorenzo Casadei, che chiedeva alla Giunta di intervenire, nell’ambito del proprio ruolo in BolognaFiere, sulla partecipazione di Netafim a EIMA 2026.

Le fonti disponibili documentano forniture e sperimentazioni di Netafim negli insediamenti della Valle del Giordano e collaborazioni con strutture legate agli insediamenti e al Ministero israeliano dell’Agricoltura. Le Nazioni Unite hanno inoltre evidenziato il ruolo delle sue tecnologie nello sfruttamento di terra e risorse idriche palestinesi e nell’espansione dell’agricoltura israeliana nei territori occupati.

In Aula, il vicepresidente Vincenzo Colla ha condiviso il senso e i valori alla base dell’interrogazione, precisando che la Regione non sceglie direttamente le aziende che partecipano alla fiera, ma che quanto emerso sarà trasmesso all’ente gestore.

Per noi il principio resta chiaro: nessuna complicità con chi trae beneficio dall’occupazione e dallo sfruttamento delle risorse palestinesi. Nessuna complicità in Emilia-Romagna.

Mi segnalano questo striscione, comparso nel parcheggio del Policlinico di Modena. Il gruppo che l'ha esposto, "Comunità...
04/10/2026

Mi segnalano questo striscione, comparso nel parcheggio del Policlinico di Modena. Il gruppo che l'ha esposto, "Comunità Militante-Sacrificio e Fedeltà", è un gruppo neonazista, pare, modenese. Sembra abbastanza chiaro che l'obiettivo di questa porcheria sia la legge regionale, a mia prima firma, sul suicidio medicalmente assistito (non eutanasia) che abbiamo approvato il 23 luglio scorso. Legge impugnata dal governo pochi giorni fa. Domani proverò ad avere info più accurate ma i segnali di aggressività, anche di natura minacciosa, della destra estremista e neonazista, si moltiplicano. E questo richiede sempre attenzione (vigilanza democratica, si sarebbe detto un tempo). Il Policlinico di Modena è "assediato" da finte preghiere anti-abortiste e da gruppi neonazisti. Spero che qualcuno, chi si occupa di Ordine Pubblico, se ne occupi: siamo nei pressi di un Ospedale, sede anche di un Hospice, dove pazienti già in difficoltà, donne, cittadini devono poter accedere serenamente, senza subire la violenza morale di manifestazioni politiche contro verità e buon senso.

Conad vuoi un consiglio? Il dentifricio non può più essere rimesso nel tubetto: fermati.Chiunque amministra o ha amminis...
03/10/2026

Conad vuoi un consiglio? Il dentifricio non può più essere rimesso nel tubetto: fermati.

Chiunque amministra o ha amministrato un Comune sa che ci sono situazioni in cui i regolamenti, il PRG, il POC, il RUE etc etc possono, ad un certo punto, virare in campi altri, di opinione pubblica, specie in epoca di social, politici in cui la regolarità urbanistica e di legge perde di valore. Chiunque è sul mercato sa che, anche se un TAR o un Consiglio di Stato ti dà ragione, può avere un serio danno reputazionale per delle scelte ritenute dai cittadini sbagliate, vissute come arroganti, proterve. Non capirlo per una cooperativa, sebbene peculiare come Conad, ma afferente alla nobile Lega delle Cooperative, può divenire un problema serio.
Questo è uno di quei classici casi, la vicenda di , in cui "è impossibile rimettere il dentifricio nel tubetto", ovvero, il clamore e la contrarietà si sta diffondendo talmente tanto che il danno reputazionale, e quindi di mercato, è praticamente certo.
Se io fossi un dirigente di Conad ritirerei le denunce ai manifestanti, fermerei le ruspe e, insieme al Comune, proverei a trovare altre soluzioni. Sarebbe un "regalo" alla comunità di Reggio Emilia e soprattutto, sic stantibus rebus, la scelta a minor rischio per Conad. E magari può divenire anche un vantaggio, perché la gente, specie la gente di Reggio Emilia, con la sua storia "caparbia e determinata", sa riconoscere chi si adopera per il "bene comune". E tra i beni comuni da difendere c'è anche la ritrovata concordia di una comunità.

Ci vediamo oggi, alle 11.00, al Parco Provinciale della Resistenza di Monte Santa Giulia di Palagano (MO), per ricordare...
03/10/2026

Ci vediamo oggi, alle 11.00, al Parco Provinciale della Resistenza di Monte Santa Giulia di Palagano (MO), per ricordare, con l'inaugurazione di un opera di restauro e recupero, i 136 morti civili trucidati dalla barbarie nazi-fascista, il 18 marzo 1944. Memoria, cultura e ambiente per ricordare la crudeltà delle ideologie autoritarie e della sopraffazione. A tra poco

Liste d’attesa: un problema serio ma non “il problema”Da molto tempo, quasi quotidianamente, si discute della lunghezza ...
02/10/2026

Liste d’attesa: un problema serio ma non “il problema”

Da molto tempo, quasi quotidianamente, si discute della lunghezza delle liste d’attesa per visite ed esami nel Servizio Sanitario Regionale (SSR). Questa discussione ha progressivamente fatto passare l’idea che l’efficacia del SSR, in termini di salute, sia quasi esclusivamente valutabile con questo indicatore. È un errore alimentato dalla pratica di alcune forze politiche, una in particolare che pare oramai essersi specializzata - Forza Italia - che in Emilia-Romagna, ma non in altre regioni, “messe peggio”, ottiene una eco mediatica consistente.

La lunghezza delle liste d’attesa per visite ed esami è sicuramente importante perché è causa di una crescente tendenza di “rinuncia alle cure” ed è fonte di aumento della spesa privata (out of pocket, assicurazioni e fondi) ma non descrive compiutamente la funzionalità del SSR.

Le liste d’attesa sono uno degli indicatori intermedi che non restituisce informazioni affidabili sull’efficacia clinica, di prevenzione, cura e assistenza, di salute dei cittadini. La ragione è intuibile: l’indicatore lunghezza liste d’attesa è influenzato da molte variabili, sì finanziarie e organizzative, ed è dove bisogna agire, ma anche di altra natura legate alla “domanda”, che sconta fenomeni come l’inappropriatezza, il consumismo sanitario o la medicina difensiva, tutti fenomeni noti in letteratura scientifica e nella pratica clinica.

Se si vuole valutare il funzionamento e l’organizzazione del nostro SSR sono altri gli indicatori di salute più solidi da prendere in considerazione. Quelli normalmente utilizzati dalla letteratura scientifica, suggeriti dall’OMS sono: indicatori di esito clinico, di appropriatezza e sicurezza e di salute pubblica a lungo termine.

1. Indicatori di Esito Clinico (Clinical Outcomes)
Misurano l'impatto reale delle cure sulla vita e sulla sopravvivenza dei pazienti:
• Mortalità a 30 giorni per acuti: la percentuale di pazienti che muore entro 30 giorni dal ricovero per patologie tempo-dipendenti (es. infarto miocardico acuto, ictus ischemico, frattura del femore). Un tasso basso dimostra l'efficacia della rete di emergenza-urgenza e della terapia intensiva.
• Tassi di sopravvivenza a 5 anni per tumori: Misura l'efficacia combinata dei programmi di screening (diagnosi precoce) e della qualità dei protocolli terapeutici (oncologia e chirurgia). AGENAS ci appena detto che siamo al primo posto per le reti oncologiche con i tassi di sopravvivenza a 5 anni più alti in Italia, anche perché i tempi di attesa dalla diagnosi al trattamento, medico o chirurgico, sono adeguati.
• Tassi di re-ospedalizzazione a 30 giorni: la percentuale di pazienti dimessi che viene nuovamente ricoverata per la stessa patologia entro un mese. Tassi elevati indicano dimissioni premature o una cattiva continuità assistenziale sul territorio.

2. Indicatori di Appropriatezza e Sicurezza
Valutano se le cure prestate sono corrette, sicure e basate sulle evidenze scientifiche.
• Ospedalizzazioni evitabili per condizioni croniche: Il numero di ricoveri per patologie che potrebbero essere gestite efficacemente dal medico di base o dalle strutture territoriali (es. diabete, asma, ipertensione, BPCO). Un alto numero di ricoveri per queste cause indica un fallimento della medicina territoriale.
• Tasso di infezioni correlate all'assistenza (ICA): la frequenza di infezioni contratte dai pazienti durante la permanenza in ospedale. È un indicatore fondamentale di sicurezza e igiene clinica.
• Soddisfacimento delle linee guida cliniche: la percentuale di pazienti che riceve il trattamento standard raccomandato (es. la somministrazione di beta-bloccanti dopo un infarto o l'intervento chirurgico per frattura del femore entro 48 ore).

3. Indicatori di Salute Pubblica a Lungo Termine
Riflettono lo stato di salute generale generato dalle politiche sanitarie e di prevenzione.
• Aspettativa di vita in buona salute (Healthy Life Years): non misura solo quanti anni vive in media una persona, ma quanti di questi anni vengono vissuti senza disabilità o limitazioni funzionali severe.
• Mortalità evitabile (Preventable and Treatable Mortality): divisa in mortalità "prevenibile" (attraverso stili di vita e vaccini) e "trattabile" (attraverso cure mediche tempestive ed efficaci). E’ l’indicatore principe per capire se un sistema sanitario nel suo complesso funziona.
Se valutiamo sulla base dei dati del Ministero della Salute e di Agenas scopriamo che su prevenzione, cure distrettuali e ospedali l’Emilia-Romagna è seconda in Italia. Dietro una Regione governata dal centro-destra, il Veneto, ma con un modello di organizzazione molto simile al nostro e lontano dal modello “privatistico e “ospedalocentrico” lombardo.

Le liste d’attesa per esami e visite, per gli effetti che ne discendono sull’accesso alle cure, sono sicuramente importanti, vanno affrontate e risolte sempre con l’obiettivo dell’utilizzo appropriato delle risorse economiche e organizzative. In un sistema Pubblico e Universale la soluzione è nota: adeguato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, oggi ancora di più in emergenza dopo l’approvazione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) di nuove 800 prestazioni e servizi senza adeguato finanziamento, e buona organizzazione.

La via non è quella seguita dal governo nel luglio 2024 con il “Decreto Liste d’Attesa senza un euro”, così sono solo grida propagandistiche, senza effetti, se non quelli di aumentare le aspettative e la delusione nei cittadini che non trovano risposte adeguate. Le forze politiche, tutte, che siano in maggioranza od opposizione, dovrebbero assumere la capacità di valutare il funzionamento del SSR attraverso l’analisi di tutti gli indicatori, a partire da quelli di esito che risultano più accurati e affidabili per una valutazione complessiva di funzionamento.

Il problema, ed è un problema di tutta la politica che ha contribuito non poco al suo discredito, è che guadagnare un titolo di giornale è decisamente più semplice, denunciando il pure reale problema della lunghezza di una lista d’attesa per una visita od esame, che fare proposte o chiedere al proprio governo, che investe in armamenti e bonus a questa o quella categoria di clientes, di metterci le risorse che servono come fanno in Francia, Germania e in tutti i Paesi OCSE, dove siamo ultimi per spesa sanitaria pubblica in rapporto al Prodotto Interno Lordo (PIL).

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