07/06/2026
Le minacce, gli insulti e l’ondata di odio social che in queste ore si stanno riversando sull’organizzazione del Modena Pride del prossimo 20 giugno sono gravi e inaccettabili. Non si tratta di semplici “eccessi” del dibattito pubblico, ma di un vero e proprio clima di intimidazione che colpisce persone, associazioni e un’intera comunità che rivendica visibilità, diritti e dignità.
Come già sottolineato da rappresentanti delle istituzioni locali, questo tipo di deriva non può essere normalizzata né derubricata a fenomeno marginale. È invece il segnale di un contesto culturale sempre più avvelenato, in cui l’odio trova terreno fertile e legittimazione.
È evidente che siamo di fronte agli effetti di una lunga stagione di sdoganamento del linguaggio d’odio e della contrapposizione identitaria, dentro una deriva culturale e comunicativa sempre più aggressiva, alimentata anche da una parte della destra politica, che invece di contrastare questi fenomeni contribuisce spesso a renderli socialmente accettabili attraverso narrazioni che mettono in discussione la piena legittimità delle soggettività LGBTQIA+.
Di fronte a tutto questo, non può esserci ambiguità: l’odio va respinto sempre, senza esitazioni.
Per questo motivo sarò presente al Modena Pride del 20 giugno. Sarò lì perché ogni lotta di liberazione riguarda tutte e tutti. Perché i diritti non sono concessioni, ma conquiste collettive. E perché una società più giusta si costruisce solo stando dalla parte di chi chiede uguaglianza, non di chi alimenta paura e discriminazione.
Paolo Trande, Consigliere Regionale Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna