Luisa Zaccarelli psicoterapeuta

Luisa Zaccarelli psicoterapeuta Psicologa, psicoterapeuta, neurobiologa e formatrice. Accompagno genitori e adulti nel percorso di diagnosi della neurodivergenza
www.luisazaccarelli.it

Quando parliamo di regolazione emotiva pensiamo subito alle strategie per calmarsi. In realtà c’è un passaggio che viene...
28/07/2026

Quando parliamo di regolazione emotiva pensiamo subito alle strategie per calmarsi.
In realtà c’è un passaggio che viene prima: accorgersi di ciò che si prova e di quanto è intenso.
Il termometro delle emozioni è uno strumento semplice ma molto efficace perché rende visibile qualcosa che normalmente non si vede: non insegna a “non provare emozioni”, ma ad accorgersene prima che diventino ingestibili.
È uno strumento che utilizzo spesso con bambini, adolescenti e adulti, adattandolo all’età e alle caratteristiche della persona.
La regolazione emotiva inizia sempre dalla consapevolezza.

“Aspettiamo e vediamo se cresce” è purtroppo la frase che ricorre più spesso nei racconti di chi riceve una diagnosi tar...
25/07/2026

“Aspettiamo e vediamo se cresce” è purtroppo la frase che ricorre più spesso nei racconti di chi riceve una diagnosi tardiva.
Aspettare non è mai una scelta a costo zero: ogni anno trascorso senza comprensione e strumenti adeguati è un anno in cui il bambino deve costruire da solo strategie di adattamento, affrontando frustrazione, senso di inadeguatezza e spesso isolamento.

Chiedere una valutazione specialistica non significa “etichettare” un figlio, ma dare un nome e una chiave di lettura a ciò che vive.

Se la valutazione escluderà una neurodivergenza, avrete fugato un dubbio; se invece la confermerà, avrete aperto la strada a supporti, tutele scolastiche e soprattutto a un ambiente familiare consapevole in grado di far fiorire le sue unicità.

14/07/2026

È possibile confondere autismo e sindrome da stress post traumatico?
Ve lo spiego in questo video.

Il camouflaging non è una scelta consapevole o un “voler apparire diversi” per capriccio: è una strategia di sopravviven...
10/07/2026

Il camouflaging non è una scelta consapevole o un “voler apparire diversi” per capriccio: è una strategia di sopravvivenza appresa, un meccanismo di difesa automatico per navigare in contesti progettati per un funzionamento che non ti appartiene.
Il prezzo biologico che si paga per questo sforzo costante è invisibile agli altri, ma si traduce all’interno in esaurimento cronico, perdita di identità e difficoltà profonde a capire i propri reali bisogni.

Quando gli strumenti medici valutano solo il comportamento esterno e non il costo energetico che serve a produrlo, falliscono.

Ricevere una diagnosi in età adulta può essere un processo profondamente destabilizzante perché costringe a rileggere daccapo tutta la propria storia personale, i fallimenti percepiti e le fatiche della giovinezza. Eppure, per la stragrande maggioranza delle donne, quel pezzo di carta rappresenta un momento di liberazione immenso, la prima volta in cui smettono di sentirsi “sbagliate” e iniziano, finalmente, a sentirsi viste.

Riconoscere i propri schemi toglie di dosso il peso del “sono sbagliato io”, smonta i falsi miti e restituisce un enorme...
26/06/2026

Riconoscere i propri schemi toglie di dosso il peso del “sono sbagliato io”, smonta i falsi miti e restituisce un enorme senso di dignità e legittimità alla nostra esperienza. Ci permette di orientarci.

Tuttavia, mappare il territorio non equivale ancora a percorrerlo. La conoscenza strutturata accende la luce nella stanza, ci mostra dove sono gli ostacoli e come funzionano i nostri meccanismi, ma non scioglie da sola l’impatto emotivo di quella scoperta.

Il cambiamento profondo inizia quando si passa dal piano dell’informazione a quello dell’esperienza. Quando quel funzionamento smette di essere un concetto da comprendere e diventa una realtà da attraversare, integrare e trasformare all’interno di una relazione sicura.

Il dato sulla familiarità dell’ADHD ha una conseguenza pratica poco raccontata: quando un bambino riceve la diagnosi, cà...
23/06/2026

Il dato sulla familiarità dell’ADHD ha una conseguenza pratica poco raccontata: quando un bambino riceve la diagnosi, càpita spesso che un genitore, più frequentemente la madre, riconosca i propri pattern per la prima volta, magari dopo decenni passati a chiamarli in altro modo.
Questo non è un dettaglio aneddotico: è coerente con i dati di ereditabilità, che restano tra i più alti in tutta la neuropsichiatria.

I fattori ambientali esistono e contano, ma sono specifici (esposizioni prenatali, basso peso alla nascita), non le narrazioni generiche su stili educativi o tecnologia, che restano senza supporto scientifico solido.

Il passaggio dal termine “Asperger” a “spettro autistico livello 1” non è stato indolore. Molte persone che avevano cost...
19/06/2026

Il passaggio dal termine “Asperger” a “spettro autistico livello 1” non è stato indolore.
Molte persone che avevano costruito la propria identità intorno a quella diagnosi si sono sentite private di un’etichetta riconoscibile.

Il dibattito su come usare il linguaggio, clinico vs. identitario, è ancora aperto, e vale la pena tenerlo presente quando si parla con chi ha quella storia diagnostica.

Il Neurodiversity Pride Day nasce nel 2018 con un’intenzione precisa: spostare il centro del discorso dalle difficoltà a...
16/06/2026

Il Neurodiversity Pride Day nasce nel 2018 con un’intenzione precisa: spostare il centro del discorso dalle difficoltà alle identità. Le giornate di sensibilizzazione esistevano già, ma ruotavano intorno a deficit e diagnosi.
Questa parte da un punto diverso: la neurodivergenza non è una diagnosi clinica o un termine medico per indicare una patologia, è un concetto sociale. È una variazione naturale del funzionamento umano, non un problema da correggere.
I numeri raccontano un doppio movimento: da un lato, la crescita delle diagnosi segnala un sistema medico che impara finalmente a vedere ciò che c’era già, e non un’emergenza sanitaria come molti pensano. Dall’altro, il gap tra potenziale riconosciuto e opportunità reali rimane enorme: un tasso di disoccupazione sopra l’80% per gli adulti autistici non è una fatalità, è il risultato di ambienti progettati senza tenerli in considerazione.
I dati delle aziende che hanno cambiato i processi invece non le persone lo dimostrano in modo abbastanza netto.

Questo è un contenuto che volevo fare da tempo, perché il dato è lì, solido, replicato in più studi, e continua a essere...
12/06/2026

Questo è un contenuto che volevo fare da tempo, perché il dato è lì, solido, replicato in più studi, e continua a essere trattato come una nota a margine.

Le persone non-binary sono sovrarappresentate nelle diagnosi ASD adulte. E le persone autistiche hanno una probabilità significativamente più alta di identificarsi come non-binary rispetto alla popolazione generale.

Ci sono diverse ipotesi sul perché. Una di quelle che trovo più convincenti ha a che fare con il modo in cui i cervelli neurodivergenti elaborano le norme sociali implicite: non le assorbono automaticamente, le osservano, le analizzano e poi le mettono in discussione perché in loro non esiste il filtro che porta la maggior parte delle persone ad accettare certi assunti senza interrogarsi.

Le aspettative di genere sono tra le norme sociali più pervasive e meno esplicite che esistano.
Ha senso che chi ha quello sguardo analitico sulle convenzioni le metta in discussione con più frequenza.

Quello che mi preme dire, ai clinici, ai genitori, alle persone che si ritrovano in questo incrocio, è che non è “è non-binary perché è autistica/o”, ma nemmeno il contrario. Sono due dimensioni distinte di una persona che meritano entrambe ascolto, valutazione e rispetto.

Domani 10 giugno 2026 sarò alla biblioteca San Pellegrino - Marco Gerra a Reggio Emilia a presentare il mio libro La Sta...
09/06/2026

Domani 10 giugno 2026 sarò alla biblioteca San Pellegrino - Marco Gerra a Reggio Emilia a presentare il mio libro La Stanza delle differenze, edito da e disponibile in tutte le librerie.
Questa sarà la seconda presentazione che faccio dal vivo e a dialogare con me ci sarà la mia cara amica, nonché bravissima giornalista, .
Sono emozionata e non vedo l’ora 🙏

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