01/03/2018
🔺 L'individuo infatti deve cambiare costantemente se desidera sopravvivere. È proprio quando l'individuo diventa incapace di modificare le sue tecniche manipolative e interattive che insorge la nevrosi. Quando l'individuo si fissa in un modo di agire superato, è meno capace di soddisfare uno qualsiasi dei suoi bisogni di sopravvivenza, ivi inclusi i bisogni sociali. E il grandissimo numero di individui alienati, privi di senso d'identità e isolati che ci circonda costituisce ampia prova che questa incapacità può verificarsi facilmente.
Se osserviamo l'uomo nel suo ambiente, sia come individuo che come creatura sociale, come parte del campo organismo/ambiente, non possiamo dare la colpa di questa alienazione né all'individuo né all'ambiente. Nel primo capitolo, parlando del vecchio problema mente-corpo, abbiamo rilevato che non può esistere un rapporto causale tra gli elementi che contribuiscono a creare l'intero. E dal momento che l'individuo e l'ambiente sono semplicemente elementi di un intero, il campo, nessuno dei due può essere ritenuto responsabile dei mali dell'altro.
Ma ambedue sono malati. una società che contiene un gran numero di individui nevrotici deve essere una società nevrotica; tra gli individui che vivono in una società nevrotica, un gran numero deve essere nevrotico. Colui che riesce a instaurare un contatto di vivo interesse con la società, non permettendo a essa di inghiottirlo né ritirandosi completamente da essa, è l'uomo ben integrato. È autosufficiente perché comprende il rapporto tra sé e la società, come le parti del corpo sembrano comprendere istintivamente il loro rapporto con il suo corpo-nel-suo-insieme. È l'uomo che riconosce il confine del contatto tra se stesso e la società, che da a Cesare quel che è di Cesare e trattiene per sé ciò che è suo. La meta della psicoterapia è di creare appunto tali uomini.
F.Perls, L'approccio alla Gestalt, pp.34/35 👉 amzn.to/2FHb7Z0