03/09/2026
"Dottoressa non sto bene possiamo spostare la seduta alla settimana prossima?"
In terapia, la resistenza al cambiamento non si presenta quasi mai con un rifiuto aperto, ma con la trappola del rinvio sistematico.
Si inizia un percorso psicoterapico spinti da un momento di crisi, ma quando la spinta iniziale cala e si inizia a scavare dove fa male, la motivazione vacilla.
Spostare l'appuntamento diventa la scusa perfetta per evitare il lavoro su di sé senza ammettere di voler smettere.
Rinviare ti convince di "stare ancora facendo terapia", mentre stai solo congelando il processo.
Ogni seduta rimandata genera un sottofondo di senso di colpa ed evitamento.
Quel tempo bloccato in agenda potrebbe servire a chi ha la motivazione per lavorarci oggi.
La psicoterapia richiede energia, mettersi in discussione e tollerare la frustrazione. Non essere pronti a farlo è umano e del tutto legittimo. Ammetterlo non è un fallimento: è un atto di consapevolezza.
Riconoscere di non avere la motivazione necessaria e dirlo chiaramente al proprio terapeuta permette di chiudere il percorso con rispetto verso se stessi e verso il professionista. La porta rimarrà sempre aperta per quando si sarà davvero pronti ad affrontare il viaggio con la giusta motivazione 🧠 🤍