23/08/2026
Per amare i figli, dobbiamo amare noi stessi.
Altrimenti quello che diamo a loro è un amore mentale, oppure materiale, oppure infantile se non manipolatorio, per soddisfare i nostri bisogni.
Perché ai figli arrivi il nostro amore, dobbiamo essere innamorati di noi e allora l'amore sgorga in abbondanza dentro e fuori e oltre ad appagare noi, appaga anche i figli.
Non ci sono compromessi: per essere un buon genitore, dobbiamo aver imparato l'amore per noi stessi, aver compreso il nostro passato e sciolto il karma dei nostri genitori.
Dobbiamo aver perdonato i nostri errori, accettato i nostri punti deboli, le nostre ombre e fatto pace con noi, amando ciò che siamo, pur nella dualità, dentro ad un’apertura spirituale di grande fede e fiducia.
Dobbiamo essere diventati una persona adulta da tutti i punti di vista, centrata su se stessa, collegata al proprio cuore, con una relazione solida con sé, di ascolto e dialogo, una persona che si conosce e si rispetta.
Tutto il resto sono surrogati di amore.
Il fatto di viziarli, di comprare cose, di portarli a destra e a manca, di accontentarli, di dire sempre di sì, di fargli tutto e di più, non sono forme d'amore.
Spesso poi pensiamo che l'amore sia dare ai figli quello che è mancato a noi, ma di nuovo non lo è, è solo un nostro bisogno che soggettivizza l'amore.
Ancora pensiamo che l'amore per i figli sia fare sacrifici. Ma nemmeno questo lo è.
La difficoltà più grande che io vedo nei genitori è di uscire dal ruolo energetico di figli e dal karma.
L'attaccamento energetico ai nostri genitori (dopo il patto di fedeltà) ci rende incapaci di amare noi stessi e conseguentemente i figli.
E allora dobbiamo interrogare il nostro cuore e chiederci se davvero abbiamo fatto un lavoro di pulizia su noi stessi, nel senso di esserci emancipati, di aver deciso di pensare e sentire con la nostra testa e il nostro cuore e non fare un copia e incolla della genitorialità di nostra madre e padre.
Perché se non ci siamo affrancati dai nostri genitori e dal karma, allora interpretiamo il ruolo di genitori in modo duro, arrogante, pieno di pretese, se i nostri genitori erano così, oppure facciamo l’opposto e siamo estremamente morbidi e accondiscendenti, incapaci di dare regole, se abbiamo bisogno di uscire dalle troppe regole ricevute.
Adotteremo cioè una genitorialità non filtrata dalla saggezza profonda, dalla luce, dalla verità e i figli manifesteranno problematicità perché sentiranno la mancanza di quell'amore puro e vero che non abbiamo acceso neanche per noi.
Scongeliamo il cuore, perché altrimenti trasmettiamo un corpo di dolore, non l'amore.