Dott.ssa Mariassunta Pugliese - Psicologa, Psicoterapeuta

Dott.ssa Mariassunta Pugliese - Psicologa, Psicoterapeuta Psicoterapia - Psicogenealogia - 5 leggi biologiche- Meditazione Ciao!

Sono una psicologa, una psicoterapeuta, una mamma e una persona piena di curiosità e di passioni. Svolgo la professione dal 2011 e nel tempo mi sono formata a vari livelli, a seconda dell’interesse del momento. Nel lavoro utilizzo tutto quello che ho appreso, ma ciò che più mi appassiona oggi è lo studio dell’essere umano nel profondo, a livello animico, a livello biologico e a livello genealogico

. Siamo esseri in relazione, tutti collegati e interconnessi, dalle interazioni attuali, a quelle con la nostra famiglia di appartenenza, fino a quelle più sottili e universali. Se dovessi definire oggi che tipo di psicoterapia utilizzo in studio direi che si tratta di “Psicoterapia Creativa”, perché il mio lavoro non è solo verbale, anzi! Ritengo che per bypassare la mente e scendere nel profondo di se stessi è necessario lavorare col corpo, con la musica e con l’uso di strumenti immaginali, in modo eclettico.

28/08/2026

La prosperità non riguarda soltanto il denaro: è la capacità di ricevere dalla vita, sentirsi sostenuti e permettersi di crescere.

Nelle costellazioni familiari, il suo flusso è profondamente legato al modo in cui accogliamo la vita ricevuta dai nostri genitori. Riconoscere ciò che è stato, senza negare le difficoltà, può riaprire lo spazio alla realizzazione, alla creatività e all’abbondanza.

24/08/2026

Nella coppia non incontriamo mai soltanto l’altro: portiamo con noi anche la nostra storia.

Nel metodo fluviale,l’acqua rende visibili quelle dinamiche profonde che spesso affondano le radici nel legame con i nostri genitori e continuano ad agire nelle relazioni adulte.

Riconoscerle significa distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che appartiene al presente,per poter incontrare l’altro da una posizione più libera,adulta e consapevole

❤️ Quando vediamo ciò che ci muove, possiamo finalmente scegliere.

23/08/2026

Per amare i figli, dobbiamo amare noi stessi.
Altrimenti quello che diamo a loro è un amore mentale, oppure materiale, oppure infantile se non manipolatorio, per soddisfare i nostri bisogni.
Perché ai figli arrivi il nostro amore, dobbiamo essere innamorati di noi e allora l'amore sgorga in abbondanza dentro e fuori e oltre ad appagare noi, appaga anche i figli.
Non ci sono compromessi: per essere un buon genitore, dobbiamo aver imparato l'amore per noi stessi, aver compreso il nostro passato e sciolto il karma dei nostri genitori.
Dobbiamo aver perdonato i nostri errori, accettato i nostri punti deboli, le nostre ombre e fatto pace con noi, amando ciò che siamo, pur nella dualità, dentro ad un’apertura spirituale di grande fede e fiducia.
Dobbiamo essere diventati una persona adulta da tutti i punti di vista, centrata su se stessa, collegata al proprio cuore, con una relazione solida con sé, di ascolto e dialogo, una persona che si conosce e si rispetta.
Tutto il resto sono surrogati di amore.
Il fatto di viziarli, di comprare cose, di portarli a destra e a manca, di accontentarli, di dire sempre di sì, di fargli tutto e di più, non sono forme d'amore.
Spesso poi pensiamo che l'amore sia dare ai figli quello che è mancato a noi, ma di nuovo non lo è, è solo un nostro bisogno che soggettivizza l'amore.
Ancora pensiamo che l'amore per i figli sia fare sacrifici. Ma nemmeno questo lo è.
La difficoltà più grande che io vedo nei genitori è di uscire dal ruolo energetico di figli e dal karma.
L'attaccamento energetico ai nostri genitori (dopo il patto di fedeltà) ci rende incapaci di amare noi stessi e conseguentemente i figli.
E allora dobbiamo interrogare il nostro cuore e chiederci se davvero abbiamo fatto un lavoro di pulizia su noi stessi, nel senso di esserci emancipati, di aver deciso di pensare e sentire con la nostra testa e il nostro cuore e non fare un copia e incolla della genitorialità di nostra madre e padre.
Perché se non ci siamo affrancati dai nostri genitori e dal karma, allora interpretiamo il ruolo di genitori in modo duro, arrogante, pieno di pretese, se i nostri genitori erano così, oppure facciamo l’opposto e siamo estremamente morbidi e accondiscendenti, incapaci di dare regole, se abbiamo bisogno di uscire dalle troppe regole ricevute.
Adotteremo cioè una genitorialità non filtrata dalla saggezza profonda, dalla luce, dalla verità e i figli manifesteranno problematicità perché sentiranno la mancanza di quell'amore puro e vero che non abbiamo acceso neanche per noi.
Scongeliamo il cuore, perché altrimenti trasmettiamo un corpo di dolore, non l'amore.

18/08/2026

L’amore autentico ti fa sentire al sicuro.Il legame che nasce da un trauma infantile e che si confonde con l’amore invece crea dipendenza, si prova e si riprova nella speranza che quell’antico copione possa trovare una soluzione migliore e tanto sperata. L’altro è visto per un sostituito del genitore e non per ciò che è veramente, ossia un partner.
Chiediti se la tua è una relazione autentica o un legame da trauma.Da qui inizia un cammino verso l’amore libero ❤️

IL CORTOCIRCUITO DEL TRAUMA: PERCHÉ RESPINGERE IL DOLORE LO ALIMENTA E COME LE NEUROSCIENZE CI INSEGNANO A GUARIREVi è m...
18/08/2026

IL CORTOCIRCUITO DEL TRAUMA: PERCHÉ RESPINGERE IL DOLORE LO ALIMENTA E COME LE NEUROSCIENZE CI INSEGNANO A GUARIRE

Vi è mai capitato di reagire in modo esagerato a una costrizione, a una parola di troppo o a un imprevisto, per poi ritrovarvi travolti dall'ansia, bloccati nell'apatia o a caccia di cibo e sonno per non pensare?
A livello neurobiologico, non siete impazziti! State solo subendo il sequestro emotivo di un vero e proprio cortocircuito bioelettrico. Quando subiamo un forte stress o un evento doloroso del passato che non è stato elaborato, quel ricordo non si cancella: resta intrappolato nel corpo sotto forma di carica elettrica latente.
Non appena la vita quotidiana tocca quel "gr*****to" (trigger), accade questo:
- l'amigdala (la centralina del panico) lancia l'allarme e il cervello si incastra in un circuito chiuso chiamato Default Mode Network (DMN). Il DMN è la rete neurale del rimuginio, del senso di colpa e del loop emotivo. In questo stato, il cervello è letteralmente prigioniero del passato;
- per difendersi da questo dolore, spinge il Nucleo Accumbens (il centro della ricompensa) a cercare anestetici immediati: cibo, distrazioni (scrolling, si*****te), letargia o dipendenze affettive (controllare lo stato di attività del partner o i suoi post/storie) e tossiche. Cercare di "combattere" o cancellare questi blocchi con la forza della mente razionale è inutile: invia solo altra energia elettrica all'allarme dell'amigdala.

La chiave biologica della guarigione non è combattere, ma OSSERVARE!!!!!
Tutte le pratiche di consapevolezza profonda — che si chiamino Meditazione, Stato del Testimone o Io Consapevole — compiono un'operazione biologica rivoluzionaria: spengono il circuito del trauma attraverso la DISIDENTIFICAZIONE!
Quando smettiamo di essere il problema e diventiamo lo spazio che lo osserva in modo neutrale, accade un miracolo nel cervello:
- Il circuito del rimuginio si disattiva istantaneamente;
- si accende la Corteccia Cingolata Anteriore (ACC), la sede del Testimone, insieme alla Corteccia Prefrontale Mediale;
- queste due strutture superiori inviano una scarica inibitoria all'amigdala, ordinandole letteralmente di spegnere l'allarme;
- il corpo risponde subito inviando i segnali biologici della guarigione interna: il diaframma si sblocca con un respiro profondo, le spalle si abbassano, la mandibola si rilassa;
-il sistema nervoso passa dal panico alla quiete.

Ovviamente non è una pratica semplice e va insegnata e allenata. Si apre tutto un lavoro interiore in cui ciò che sta accadendo fuori è l'esatta corrispondenza delle immagini interiori contenute nell'inconscio, quindi con l'aiuto di un professionista che sa leggere la psiche come un contenitore di immagini archetipiche e gli eventi come sfide evolutive, il processo diventa estremamente affascinante!

La coscienza che osserva guarisce perché toglie l'elettricità al trauma e riprogramma i circuiti cerebrali tramite la neuroplasticità. Quando la coscienza osserva, la psiche si riassesta compiendo un vero e proprio cablaggio di nuovi circuiti neurali, che permette alla voce del tuo Sé Adulto di insediarsi stabilmente come il vero regista della tua vita.

Non dobbiamo diventare perfetti per stare bene, non dobbiamo cambiare, migliorare. "Non c'è nulla da guarire", come diceva James Hillman.

Dobbiamo solo imparare a rimanere presenti davanti alle nostre tempeste, con la calma di chi sa di essere l'Oceano e non l'onda che si agita in superficie.

14/08/2026

L’acqua che ci abita può diventare uno specchio delle nostre esperienze interiori💧
Nelle Costellazioni Fluviali si esplora proprio questa dimensione: attraverso il contatto con l’acqua, si osservano risonanze, emozioni e dinamiche relazionali che possono emergere dal campo del consultante.

Un approccio simbolico ed esperienziale che invita ad ascoltare ciò che,a volte,le parole non riescono ancora a raccontare.

14/08/2026

Avete presente quei giorni in cui vi sentite una via di mezzo tra un supereroe pronto a spaccare il mondo e un blocco di ghiaccio che vorrebbe solo nascondersi sotto le coperte?

O quando un momento prima desiderate la libertà assoluta e un momento dopo vi assale la paura di restare soli?

Niente panico: non siete impazziti. State solo facendo i conti con quello che la psicologia chiama "l’abbraccio degli archetipi".

Gli archetipi sono grandi forze, come dei personaggi interiori che abitano dentro di noi (il Guerriero, il Cercatore, il Custode e tanti altri). Quando impariamo a usarli, sono i nostri più grandi talenti. Ma il problema nasce quando ci "identifichiamo" troppo con loro. In parole povere: quando diventiamo il personaggio!
In quel momento perdiamo l'equilibrio e la nostra mente si spacca in due. Diventiamo come un’altalena che oscilla tra due estremi:

* Da un lato facciamo le cose in modo esagerato, corriamo a mille all'ora, riempiamo le giornate di impegni per non pensare.
* Dall'altro, all'improvviso, l'elastico si spezza e ci ritroviamo completamente bloccati, spenti, inibiti, nelle paure

Come si scende da questa altalena che fa girare la testa?
Il segreto è fare un passo indietro, disidentificarsi e smettere di dire "Io sono questa rabbia" o "Io sono questo blocco". Cambiamo le parole! Iniziamo a dirci: "Vedo che dentro di me c'è una parte arrabbiata" o "Vedo che in questo momento c'è un blocco".
Voi non siete la vostra ansia, non siete la vostra paura e non siete le vostre reazioni esagerate.

Voi siete lo spazio sicuro che le ospita. Siete il Sè, il testimone che osserva entrambi i poli.

Quando smettiamo di combattere contro i nostri opposti e accettiamo che dentro di noi possa convivere sia la parte forte che quella fragile, l'altalena finalmente si ferma.
E l'acqua torna calma. 🌸

11/08/2026

La ferita dell’ingiustizia: quando l’altro ci restituisce un’immagine di noi che non riconosciamo.

A volte la ferita più profonda di una relazione non è la sua fine, ma l’immagine di noi che l’altro porta via con sé.

Essere visti come egoisti, manipolatori, inaffidabili, quando dentro di noi sentiamo di essere altro, può generare una profonda ferita di ingiustizia.

E allora nasce il bisogno di spiegare, dimostrare, convincere l’altro della nostra verità.

Lascia andare tutto questo! Non serve!

La trasformazione inizia proprio quando smettiamo di affidare la nostra identità allo sguardo altrui.

Non abbiamo bisogno che l’altro ci riconosca per sapere chi siamo.
La guarigione è tornare a riconoscerci noi, a darci valore e ad accettarci così come siamo.

10/08/2026

Solo chi non ha bisogno dell’altro è capace di amare veramente l’altro.

C. G. Jung

06/08/2026

Nelle Costellazioni Fluviali,la cristalloterapia può diventare un prezioso strumento di accompagnamento al processo trasformativo.Ogni pietra,attraverso la sua specifica qualità energetica e simbolica,sostiene l’emersione di risorse interiori,favorisce la centratura e accompagna il movimento delle emozioni.Il cristallo non sostituisce il lavoro esperienziale,ma ne amplifica l’intenzione,diventando un alleato nel percorso di consapevolezza,integrazione e riequilibrio!

Indirizzo

Via Roma 80
Monopoli
70043

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 15:30 - 19:30
Mercoledì 15:30 - 19:30
Giovedì 15:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+393408917117

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