12/05/2020
Giornata internazionale dell'Infermiere.
Il 12 di maggio è l'anniversario delle nascita di Florence Nightingale, che è fiorentina come me, nata a Villa La Colombaia sulla collina di Marignolle, abitando poi in Piazza Pitti, difronte al Palazzo Reale, il davanti del Giardino di Boboli per intenderci.
Anzi mi verrebbe da dire -come si fosse a tavola a casa mia-che Florence " e gliè una di dilà d'Arno": vi ho scritto una sorta di sillabazione, giacché "dilàddarno" andrebbe pronunciato tutt'attaccato e con una certa enfasi verso i "sanfredianini", come facciamo noi nati e cresciuti dalla parte di palazzo della Signoria...in opposizione storicamente nobiliare al "popolino" di San Frediano, epicentro del "dilà dell'Arno".
Questa sanfredianina, venuta al mondo in una comunità britannica con vere radici culturali e artistiche fiorentine, il suo mondo di allora lo ha profondamente vissuto e anche cambiato, migliorandolo per sempre. Del XIX secolo ha attraversato guerre e battaglie, vivendone gli aspetti letteralmente più dolorosi e sanguinosi, con un impegno straordinario, capace non solo di osservarne gli aspetti sanitari dei conflitti in essere, ma da quegli eventi trarne elementi scientifici fondamentali per l'assistenza ospedaliera. Non fu solo positivismo, fu la nascita di una nuova disciplina medica. Avete letto bene, medica, di una medicina già nuova allora, rivoluzionaria in epoca vittoriana per le implicazioni di riforma e progresso culturale cui dette origine per mente e mano di una donna...roba da non credere nella fine '800.
La tradizionale collocazione della figura e del pensiero della Nightingale all'interno delle "scienze infermieristiche" è riduttiva per la ragazza di San Frediano e per i suoi eredi, gli infermieri del mondo.
Il nuovo coronavirus-19 ha precipitato tutti in scenari di guerra e in un tempo così breve e violento che, dopo lo stupore e l'impotente incredulità iniziale, si è giunti davvero a sperimentare il limite di resistenza dei sistemi sanitari; i primi dispacci dal fronte mondiale però sono chiari: la vittoria è degli infermieri, senza dubbio l'urto maggiore l'hanno sostenuto e respinto loro, con risorse che forse non sapevano nemmeno di possedere. Ma che le hanno impiegate eccome, dimostrando che la Medicina capace di vincere è quella più vicina al Paziente, meno teorica, più efficace.
Florence Nightingale è tornata allora con la sua lanterna, illuminando un nuovo cammino per coloro che curano, i quali impareranno sempre di più che l'arte del guarire ha solide basi in quel particolare rapporto che si crea tra chi chiede e chi offre aiuto.
In tanti, troppi, hanno pubblicato foto di infermieri stanchi, stravolti, segnati in volto e addosso dai DPI e dalla gravità dei compiti assegnati. Dei quali io non li ho mai sentiti discutere, ma solo visti portare a termine.
Li vorrei onorare tutti oggi non con una faccia stanca, ma con un'immagine che ho già proposto: senza scomodare prossemica ed ergonomia, basta guardarli per capire che sono bravi e che ce la faranno. Li aspettiamo tutti.