Dott.ssa Giorgia Schina

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Dott.ssa Giorgia Schina Tu hai tutto ciò che ti serve per stare bene!

Lavorando con le emozioni scopriamo quanto è ricco il nostro mondo interiore e quante risorse abbiamo per godere pienamente della vita!Senza ansie, paure e senza riserve!

24/09/2026

A volte pensiamo che per stare bene dobbiamo bastare a noi stessi.
Chiuderci, proteggerci, fare da soli.
Ma noi esistiamo in relazione.
È nel contatto con l’esterno, con le persone, con la vita, che scopriamo parti di noi che da soli non riusciremmo a vedere.
Il dialogo ci permette di conoscerci.
Ogni volta che ci raccontiamo a qualcuno e ci sentiamo ascoltati, qualcosa dentro di noi prende forma, trova parole, diventa più chiaro.
E il dialogo ci permette anche di riconoscerci.
Nello sguardo dell’altro ritroviamo ciò che siamo, ciò che sentiamo, ciò che desideriamo.
Aprirsi fa paura, lo so.
Significa esporsi, rischiare di non essere capiti.
Ma è proprio lì, in quello spazio di incontro, che la vita torna a scorrere.
Non serve farlo tutto e subito.
Basta un passo: una parola detta, una domanda fatta, una mano tesa.
E tu, con chi ti senti davvero te stesso?

23/09/2026

C’è un momento, in questo lavoro, che non si insegna in nessun libro: è quando ti accorgi che la persona seduta davanti a te non è più quella che è entrata la prima volta.
Non lo dico per mestiere, lo dico perché mi emoziona davvero. Vedere crescere chi accompagno nel percorso terapeutico è uno dei privilegi più grandi che questo lavoro mi regala. Non sono solo spettatrice: sono partecipe. Faccio quel viaggio insieme a loro, passo dopo passo, e ogni volta mi lascio toccare da tutto quello che portano: i loro colori, le loro forme, ogni piega del loro mondo interiore.
Non esiste un paziente uguale a un altro. Ognuno arriva con la sua storia, le sue paure, i suoi silenzi, e piano piano, seduta dopo seduta, li vedo aprirsi, riconoscersi, a volte persino sorprendersi di quanto sono diventati capaci di guardarsi con più gentilezza.
Ed è lì che capisco perché faccio questo lavoro. Non per guarire qualcuno dall’esterno, ma per essere testimone e compagna di un cambiamento che nasce da dentro.
Grazie a chi si fida e si lascia accompagnare. Ogni vostro passo, anche quello che vi sembra piccolo, per me è enorme

23/09/2026

L’intimità non comincia quando due corpi si spogliano.
Comincia molto prima.
Comincia nel modo in cui mi guardi mentre parlo.
Nel gesto con cui mi cerchi senza chiedermi nulla in cambio.
Nella mano che si avvicina, nel messaggio che dice “come stai davvero?”, nel sentirsi scelti anche nelle giornate in cui non siamo al meglio.
Perché desiderare qualcuno non significa soltanto desiderarne il corpo.
Significa fargli sentire: ti vedo, ti cerco, per me ci sei.
Quando, dentro una coppia, questa parte manca a lungo, non è raro che qualcosa inizi a spegnersi lentamente. Non solo il desiderio sessuale, ma la fiducia nel proprio valore, la spontaneità, la libertà di sentirsi desiderabili senza dover continuamente chiedere conferme.
E così, a volte, ci si ammala dentro in silenzio.
Si inizia a pensare di non essere più abbastanza: abbastanza belli, interessanti, sensuali, importanti. Ma il dolore di non sentirsi desiderati non dice automaticamente qualcosa sul nostro valore. Dice, spesso, qualcosa che sta accadendo nella relazione e che merita di essere guardato, nominato, accolto.
L’intimità è fatta di corpi, certo.
Ma prima ancora è fatta di presenza, cura, attenzione, complicità e piccoli gesti che dicono:
“Non sei solo accanto a me. Sei ancora qualcuno che desidero incontrare.”

22/09/2026

L’altro è uno specchio, ci permette di leggerci e di comprendere in quale fase della vita ci troviamo. Attraverso l’esterno facciamo esperienza di noi. Ogni persona che incontriamo tira fuori una parte di noi che non conosciamo e che proprio per questo ci aiuta a crescere e a diventare chi dobbiamo essere.

27/07/2026

Stare qui oggi con tutto ciò che ci accade. Abbiamo solo questo momento, osserviamo cosa accade, conteniamolo. Ieri è passato, domani non è ancora qui. Oggi è tutto ciò che abbiamo e qui riponiamo tutto ciò che sentiamo

04/06/2026

Le scelte che abbiamo fatto in passato non erano sbagliate: erano semplicemente vere per la persona che eravamo in quel momento.
Crescere significa anche questo: accorgersi che oggi desideriamo altro, senza dover rinnegare ciò che ci ha portati fin qui.
Non tutto ciò che non ci appartiene più va attaccato o giudicato.
A volte si cambia semplicemente perché si è cresciuti.

22/05/2026

Le emozioni dei bambini non vanno corrette: vanno accolte, ascoltate e riconosciute.
Quando un bambino sente che ciò che prova ha spazio e dignità, sviluppa fiducia in sé, sicurezza emotiva e capacità di regolarsi meglio nel tempo.
Secondo la psicologia umanistica, davanti a un’emozione è importante:
1. Riconoscerla senza giudizio.
Evita frasi come “non è niente” o “non piangere”. Meglio dire: “Vedo che sei arrabbiato” oppure “Capisco che per te è difficile”.
2. Validarla.
Dare un nome a ciò che il bambino prova lo aiuta a sentirsi compreso: “È normale sentirsi così quando succede qualcosa che fa male o spaventa”.
3. Restare presenti e contenitivi.
Non serve risolvere subito tutto: a volte il bambino ha bisogno prima di essere accompagnato nell’emozione, non portato via da essa.
Accogliere un’emozione non significa assecondarla. Significa insegnare al bambino che ciò che sente ha senso, e che può attraversarlo con un adulto capace di restare vicino.

16/05/2026

Quando chiedi aiuto sei già nel cambiamento che cerchi !

14/04/2026

Quante volte ti scontri con i tuoi genitori? Quante volte non vedi riconosciuta la tua indipendenza e il tuo essere adulto? L’ultima fase della vita di una persona si porta dietro tante emozioni e spesso queste non coincidono con i bisogni dei figli e viceversa… ma cosa c’è dietro questo comportamento?

02/04/2026

Ti sei mai chiesto perché “aiuti tutti” e poi crolli sfinito? 😴
È la Sindrome Generale di Adattamento di Hans Selye, in 3 fasi che ti svuotano:
1️⃣ ALLARME → Surrenali pompano adrenalina: “Ce la faccio, risolvo tutto!”
2️⃣ RESISTENZA → Cortisolo costante: “Aiuto tutti, tengo duro, non mollo”
3️⃣ ESAURIMENTO → Surrenali a secco → “Non ce la faccio più, sono vuota”
Esattamente quello che succede quando:
✅ Dici sempre “sì” agli altri
✅ Metti i loro bisogni prima dei tuoi
✅ Risvegli alle 2 di notte con il cuore che batte
Le surrenali non sono infinite. Prima sei “superwoman”, poi svieni.

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Monte Compatri

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