16/06/2026
Vedi questa posa e l’impulso è pensare a un traguardo estetico. Ma la rigidità non è un limite: è la biografia silenziosa delle nostre ore seduti, delle difese alzate, dello stress accumulato per restare in piedi ogni giorno. Il corpo si contrae solo per proteggerci.
Sul tappetino l’errore è credere di dover “costruire” da zero una flessibilità che ci manca, come se fossimo incompleti.
Ma La pratica è un atto di riscoperta. Quando respiri dentro una resistenza e la muscolatura cede, non stai conquistando un territorio straniero: stai solo riaprendo le stanze di una casa che avevi chiuso a chiave.
All’inizio quell’ampiezza improvvisa spiazza, sembra quasi aliena. Poi, però, il respiro ci si accomoda dentro e avverti una strana, profonda sensazione di familiarità. Capisci che quella libertà e quel senso di spazio non sono una novità. Ti sono sempre appartenuti. Erano solo rimasti sepolti sotto strati di controllo e stanchezza.
Ecco perché la cura del corpo è un percorso spirituale tanto quanto la meditazione in silenzio: muovere il corpo e l’energia significa riabitare se stessi e riprendersi lo spazio che ci è sempre appartenuto.
Lo yoga non è solo per chi è gia flessibile. È per tutti.