04/05/2026
𝚃𝚛𝚊𝚒𝚗𝚒𝚗𝚐 𝙰𝚞𝚝𝚘𝚐𝚎𝚗𝚘 𝚎 𝙾𝚗𝚌𝚘𝚕𝚘𝚐𝚒𝚊
In letteratura sono stati riportati gli effetti positivi del Training Autogeno nel trattamento di numerosi disturbi, in particolare nell’emicrania, asma, ipertensione, disturbi somatoformi, insonnia, ansia, depressione e dolore cronico (Varvogli & Darviri, 2011).
Rilevante, inoltre, l’applicazione di tale tecnica nel campo oncologico in quanto influisce sulla riduzione del dolore e sul miglioramento generale della qualità di vita percepita. Generalmente la diagnosi di malattia neoplastica genera nel pazienti sentimenti di incertezza, paura, rabbia, insonnia e stress (Campolmi et al., 2019; Williams et al., 2016) che spesso persistono durante l’iter oncologico, riverberandosi su numerosi aspetti del paziente e del familiare, rendendo necessari e auspicabili interventi complementari che siano volti a supportare il paziente nel suo percorso e garantirgli una qualità di vita soddisfacente.
Uno studio (wright et al., 2002) ha preso in esame l’effetto del Training Autogeno su un gruppo di pazienti oncologici, dopo aver somministrato il questionario HADS (Hospital Anxiety Depression Scale) prima e dopo il trattamento, analizzando i dati sia quantitativamente che qualitativamente.
I principali risultati dopo 10 settimane di training hanno sottolineato una riduzione dell’ansia, minore rabbia e tensione percepita, una maggiore facilità nell’addormentamento, un effetto calmante e distensivo oltre che una maggiore focalizzazione su se stessi e sui propri pensieri ed una migliore espressione degli stessi, favorendo un incremento del benessere percepito.