25/12/2024
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Non capitava da anni che io passassi la Viglia in compagnia di alcuni bambini né eccessivamente grandi, tanto da non credere più a Babbo Natale, né eccessivamente piccoli, tanto da non avere ancora una vera consapevolezza di ciò che accade intorno.
Li ho osservati molto durante tutta la serata e ho apprezzato tantissimo due aspetti:
Il primo è che se ne fregano dell'ordine delle pietanze, del fatto che è la Viglia e quindi del messaggio più o meno esplicito che bisogna/è il caso di assaggiare e mangiare tutto e più del solito, tant'è che uno di loro si sarebbe saziato solo con le olive denocciolate che c'erano in mezzo al ricco antipasto, se non fosse per la mamma che gli ha ricordato della pasta che l'avrebbe atteso dopo.
A loro non importa che quei cibi hanno richiesto ore di preparazione e tanta organizzazione o che la nonna e lo zio si offendono se non assaggi almeno un pezzetto di carne, perché loro sono profondamente molto più connessi di noi con il senso di sazietà e una volta che arriva, tendenzialmente sanno dire "no, non mi va" senza troppi fronzoli o giri di parole.
La trovo una cosa estremamente genuina.
Il secondo è l'attesa trepidante e l'energia che c'era nei loro visi e nei loro movimenti eccitati mentre hanno sentito i fatidici rumori dei passi di Babbo Natale oppure hanno visto le impronte lasciate e i biscotti smangiucchiati sul tavolino. Forse me li ero dimenticati o in passato c'avevo fatto meno caso, ma è stato veramente emozionante.
Mi hanno fatto pensare a tutte quelle attese belle, ricche di entusiasmo, di balletti e movimenti frenetici per scaricare l'adrenalina, di ansia, ma stavolta quella "buona" che rende tutto piú frizzante.
La trovo una cosa estremamente vitale.
Ho pensato a quante volte l'età adulta viene dipinta come eccessivamente pesante e grigia. Certo, è vero...molte volte è dura! Però che bello sarebbe imparare di nuovo a sentire così...almeno un po', almeno ogni tanto.❤️
Un Buon Natale, che sia genuino e vitale ✨