Veronica Ferrari - Pedagogista

Veronica Ferrari - Pedagogista Piccoli spunti di pedagogia per educatori e genitori "Educare è mettere l'invisibile in condizioni di rendersi visibile. Ecco. che ti sono state affidate.

Il fine della vita è la bellezza: un seme di rosa o un bruco di farfalla lo dimostrano" A. D'Avenia

Hai mai provato a coltivare qualcosa, ad attendere che dal seme nel terriccio che innaffi ogni giorno fuoriesca un germoglio, che poi questo cresca e ti dia frutti? Credo che quella stessa pazienza, dedizione, attenzione e cura siano necessarie nel momento in cui parliamo di e

ne: occorre saper leggere e accogliere i tempi delle persone in ogni fase della propria vita, così come si rispetta la fragilità del seme che cresce ogni giorno un pezzettino di più rivelando ciò che è veramente. Che tu sia un genitore, un animatore, un educatore in formazione, qui troverai alcuni "spunti di pedagogia" per poter prenderti cura del seme di bellezza custodito nel cuore dei tuoi figli o delle persone (bambini, adolescenti, adulti, anziani...)

13/10/2025

L'educazione è un processo che richiede osservazione, attenzione, cura, monitoraggio...Me l'hanno ricordato i semi di gi...
14/08/2025

L'educazione è un processo che richiede osservazione, attenzione, cura, monitoraggio...

Me l'hanno ricordato i semi di girasole regalatimi da K., una bimba della Comunità.
L'anno scorso li avevo piantati con la speranza di vederli fiorire.

Non ne è cresciuto nemmeno uno.

Da una parte ho pensato che i semi non fossero "buoni".
Poi mi sono fermata a pensare...
Mi ero affidata al "buon senso" e a quelle poche conoscenze "botaniche" ereditate. Avevo fatto un bel buco e ne avevo messi 4 o 5 tutti insieme, sperando che ne nascesse almeno uno.
Sono passati i giorni, le settimane, i mesi ma di germogli nemmeno l'ombra.

Ne avrò messi troppi? Troppo interrati? Poca o troppa acqua? O forse la stagione non era quella adatta.

Ho atteso la primavera e ci ho riprovato, seminando quelli che mi erano rimasti.
Stavolta un buchino ciascuno, poca terra per coprirli.

Sono germogliati tutti!
Alcuni sono rimasti piccoli, altri sono appassiti nel frattempo, qualcun altro è cresciuto e sbocciato. Altri ancora, dopo essere stati tagliati hanno prodotto nuove gemme.
Sicuramente, anche stavolta, avrei potuto aggiustare il tiro ma ho ottenuto un risultato migliore del primo tentativo.

Ho pensato che è così che funziona per i processi educativi.
Spesso si ha la presunzione di ottenere cambiamenti nell'immediato, con metodi che riteniamo opportuni perché "studiati" e crediamo che portino a un risultato.

Invece, forse, i metodi sono poco adatti per quella determinata persona, in quella specifica stagione di vita, in quel contesto o situazione...e occorre mantenere alta l'asticella dell' osservazione e della riflessione.

Perché in fondo il processo pedagogico è proprio questo: osservazione della realtà di partenza, riflessione, attivazione di un intervento specifico, intelligente e rimodulabile.
Non l'applicazione acritica di conoscenze o l'imposizione del proprio punto di vista sull'altro/a.

Grazie girasoli 🌻 grazie K ❤️

La comunicazione di ciascun genitore nei confronti del figlio o della figlia, si traduce in uno stile educativo genitori...
16/05/2025

La comunicazione di ciascun genitore nei confronti del figlio o della figlia, si traduce in uno stile educativo genitoriale.
In relazione a come l'adulto gestisce la dimensione del controllo/potere e quella emozionale, si configura un determinato stile.

La più conosciuta e diffusa classificazione degli stili comunicativi è quella introdotta da K. Lewin, a partire dall'osservazione del comportamento di un leader all'interno di un gruppo.
Si notó che, in relazione all' atteggiamento educativo del leader, il comportamento dei minori cambiava, diventando più o meno collaborativo, produttivo, positivo emotivamente...

Egli identificò tre stili di leadership:
👮🏻‍♂️ autoritaria (o coercitiva)
🤹🏽 lassista (o permissiva)
🧘🏼‍♂️ autorevole (o democratica)

Tali studi sono poi stati adattati e applicati in diversi contesti relazionali (in classe, nei gruppi di lavoro, in famiglia) e replicati in varie fasi storico-sociali.

A questa classificazione, per esempio, si può aggiungere un quarto stile educativo, denominato

🧑‍🍼 iper-protettivo o affettivo-negativo.

Nei prossimi post, vedremo le caratteristiche di ciascun stile educativo a partire da alcuni spunti offerti dal piccolo e grande schermo e rifletteremo sugli aspetti positivi e su quelli critici, dell'uno e dell'altro.

Se ti è piaciuto il post, commenta con le tue riflessioni e lasciami un cuoricino ❤️

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