28/05/2026
Chissà com'è che si forma il nostro specchio interiore.
Chissà se è la somma degli sguardi che ci hanno restituito, prima da bimbi, poi da adulti...
Se è a causa sua - di tale specchio, della somma degli sguardi ricevuti - che ci piacciamo o disprezziamo, ci prendiamo cura di noi stessi o svalutiamo, amiamo, odiamo, ci apriamo, ci chiudiamo...
Ciò che è certo è che la nostra interiorità è fragile come il vetro.
Talvolta si infrange sulla crosta della realtà.
Finiamo in schegge.
Ne restano i segni, laddove il vetro s'è spezzato.
Rimangono piccoli frantumi sparsi a terra.
Che fatica raccoglierli tutti.
Guardarne uno a uno.
Unirne i pezzi.
Non rimpiangere lo specchio intero.
Evitare di chiedersi "come sarebbe stato se..."
Se fosse rimasto intero se non l'avessero rotto se fossi stata più attenta...
Che fatica tenere insieme il caos.
Ricostruire uno specchio rotto richiede pazienza, cura, attenzione, dedizione, speranza, fiducia...
E se siamo davvero fortunati, troviamo chi si mette a raccogliere quei cocci rotti.
Accanto a noi.
Uno a uno.
Perché, forse, nei suoi occhi, l'Altro ha visto già la tua figura tutta intera.
Come se, non si fosse rotta mai.