Dottor Samuele Vitali - Psicologo

Dottor Samuele Vitali - Psicologo Psicoterapeuta

Mi occupo di terapia sia individuale che di coppia con adulti, giovani adulti e adolescenti.

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🧠 CHI ERA FRANCO BASAGLIA?È stato lo psichiatra che ha cambiato per sempre l’Italia, ispirando la legge che nel 1978 ha ...
29/08/2026

🧠 CHI ERA FRANCO BASAGLIA?

È stato lo psichiatra che ha cambiato per sempre l’Italia, ispirando la legge che nel 1978 ha chiuso i manicomi.
Ha dimostrato che le persone con disturbi mentali vanno curate e ascoltate, non recluse e nascoste.

3 libri fondamentali e didattici per iniziare dalle basi:

📚 I. “Conferenze brasiliane”Il punto di partenza ideale. È una raccolta di discorsi semplici, diretti e appassionati in cui Basaglia spiega le sue idee direttamente a parole sue.

🏥 II. “L’istituzione negata”Il diario di bordo della rivoluzione. Racconta come a Gorizia un gruppo di medici ha scardinato le regole del manicomio per restituire dignità e voce ai malati.

📸 III. “Morire di classe”Un libro fotografico (con scatti di Gianni Berengo Gardin) che mostrava l’orrore dei manicomi prima della riforma. È il testo-denuncia che ha cambiato per sempre l’opinione pubblica italiana.

🧬 Perché lo stress non è “solo nella tua testa” (ma ha perfettamente senso)Lo stress negativo, o di-stress, non è un’inv...
10/07/2026

🧬 Perché lo stress non è “solo nella tua testa” (ma ha perfettamente senso)

Lo stress negativo, o di-stress, non è un’invenzione della mente, ma un vero e proprio circuito biologico d’emergenza. Quando percepisci un pericolo (scadenze lavorative, problemi personali, preoccupazioni per il futuro), il tuo corpo attiva una risposta biochimica immediata chiamata Asse HPA.

Ecco come funziona questo meccanismo perfetto, ma delicato:

🔴 La centralina dei comandi (Cervello): Tutto parte dall’Ipotalamo, l’area del cervello che rileva la minaccia. Questo invia un segnale chimico all’Ipofisi che, a sua volta, attiva le Ghiandole Surrenali (posizionate sopra i reni).

⚡ Gli ormoni dell’azione: Le surrenali rilasciano due sostanze chiave:

* Adrenalina: Ti mette in uno stato di allerta immediata.
* Cortisolo: Mobilita le riserve di energia del corpo.

🏃‍♂️ La risposta ‘Lotta o Fuga’:

In pochi istanti, la tua biologia cambia per salvarti la vita: il cuore accelera per pompare più sangue, la respirazione diventa rapida per incamerare ossigeno e i muscoli si tendono, pronti a scattare.

⚠️ Il problema moderno: Lo Stress Cronico

Questa reazione nasce per durare pochi minuti (giusto il tempo di sfuggire a un pericolo reale). Oggi, però, i nostri “pericoli” sono costanti e psicologici.

Quando il sistema rimane sempre acceso, il cortisolo alto nel tempo logora l’organismo, portando a:

* 📉 Un sistema immunitario indebolito.
* 🧠 Problemi di memoria e concentrazione.
* 🛌 Disturbi del sonno e stanchezza cronica.

*
🌱 Cosa c’entra la Psicoterapia?

La terapia non serve solo a “sfogarsi”. Lavorare sui propri pensieri, sulle emozioni e sul vissuto profondo permette di inviare un segnale chiaro all’ipotalamo: “Il pericolo è passato, siamo al sicuro”.
La psicoterapia aiuta a disattivare l’allarme biologico, restituendo al corpo e alla mente lo spazio per rigenerarsi e ritrovare l’equilibrio.

💬 Se senti che il tuo corpo è costantemente in modalità “emergenza”, parlarne può essere il primo passo per spegnere l’allarme.

Un colloquio può aiutarti a ritrovare la serenità.

Quando si parla di demenza, spesso si pensa solo alla perdita di memoria. In realtà esistono diverse forme, ognuna con c...
17/06/2026

Quando si parla di demenza, spesso si pensa solo alla perdita di memoria. In realtà esistono diverse forme, ognuna con caratteristiche specifiche che possono influenzare il modo di pensare, comunicare, muoversi e relazionarsi con gli altri.
Conoscerle aiuta a riconoscere i segnali e a cercare un supporto adeguato.
Alcune fra le varie forme esistenti 👇

🟣 Alzheimer

È la forma più frequente.

🔹 Difficoltà a ricordare eventi recenti
🔹 Disorientamento nel tempo e nello spazio
🔹 Problemi nel trovare le parole giuste
🔹 Cambiamenti dell’umore e della personalità
I sintomi tendono a comparire gradualmente e ad aumentare nel tempo.

🟢 Demenza vascolare

È legata a un ridotto afflusso di sangue al cervello, spesso dopo eventi come un ictus.

🔹 Rallentamento del pensiero
🔹 Difficoltà di organizzazione e pianificazione
🔹 Problemi di equilibrio e cammino
🔹 Maggiore rischio di cadute
🔹 Umore depresso

🔵 Demenza frontotemporale

Colpisce soprattutto comportamento, emozioni e linguaggio.

🔹 Cambiamenti della personalità
🔹 Riduzione dell’empatia
🔹 Comportamenti impulsivi o disinibiti
🔹 Difficoltà nel comprendere o usare le parole
Può comparire anche in età più giovane rispetto ad altre forme di demenza.

🟠 Demenza a corpi di Lewy

Una forma spesso difficile da riconoscere.

🔹 Allucinazioni visive ricorrenti
🔹 Attenzione e lucidità che variano durante la giornata
🔹 Disturbi del sonno
🔹 Rigidità e lentezza nei movimenti
I sintomi possono cambiare anche nell’arco di poche ore.

🧩 Demenza mista

In alcune persone coesistono più forme di demenza, come Alzheimer e demenza vascolare.
Per questo i sintomi possono essere più complessi e diversi da persona a persona.

👩‍⚕️ Perché riconoscere i segnali è importante?

Una valutazione precoce può aiutare a:

✅ Identificare la causa dei sintomi
✅ Pianificare trattamenti e supporti adeguati
✅ Migliorare la qualità della vita della persona e della famiglia
✅ Affrontare il percorso con maggiore consapevolezza

✨ La demenza non definisce una persona. Informarsi significa comprendere, rispettare e offrire il supporto più adatto a chi ne è coinvolto.

Quando si studia la storia dell’umanità, si tende a cercare il progresso nelle grandi scoperte materiali: le prime macin...
14/05/2026

Quando si studia la storia dell’umanità, si tende a cercare il progresso nelle grandi scoperte materiali: le prime macine di pietra, la nascita della scrittura, le tecnologie. Pensiamo che la civiltà sia definita dalla forza e dalla capacità di produrre strumenti.

Si racconta però che uno studente chiese alla celebre antropologa Margaret Mead quale fosse, secondo lei, il primo vero segno di civiltà in una cultura antica.
La sua risposta colse tutti di sorpresa.

Mead disse che il primo segno di civiltà è un femore rotto e poi guarito.
Nel mondo naturale e selvaggio, una frattura è una condanna, non puoi fuggire dal pericolo, non puoi scendere al fiume a bere, non puoi cercare cibo. Diventi vulnerabile, esposto ai predatori e alla solitudine. Nessun animale sopravvive a una ferita così profonda abbastanza a lungo da permettere all’osso di saldarsi da solo.

Trovare un femore antico guarito è la prova scientifica di un atto d’amore e di cura.
Significa che qualcuno ha scelto di fermarsi. Qualcuno ha protetto chi era caduto, ha vegliato su di lui nella notte, ha condiviso il pane e ha offerto il proprio tempo affinché quell’osso potesse ritrovare la sua solidità.

Questa storia parla profondamente del percorso che ognuno di noi compie in psicoterapia.

Le fratture non sono sempre visibili come quelle di un osso. A volte si rompe qualcosa dentro di noi: un legame, la fiducia nel futuro, l’equilibrio emotivo, la forza di andare avanti.

Il dolore mentale ed emotivo può farci sentire esattamente come quell’animale ferito nella foresta: isolati, indifesi, spaventati e convinti di non poter sopravvivere alla nostra stessa fragilità.

La psicoterapia è lo spazio in cui decidiamo di non restare soli con quella frattura, è il luogo in cui si può dare un nome al dolore e alla sua comprensione.

Guarire non è un processo immediato.
Richiede tempo, pazienza e la fatica di accettare la propria vulnerabilità.

Il percorso terapeutico è la dimostrazione che la fragilità non è la fine della vostra storia, ma l’inizio di una nuova consapevolezza, e per ricordare che chiedere aiuto non è un segno di debolezza,ma il primo, grandioso atto di civiltà verso voi stessi.

🟥 ProsopagnosiaLa prosopagnosia è un disturbo neuropsicologico che consiste nella difficoltà specifica a riconoscere i v...
23/02/2026

🟥 Prosopagnosia

La prosopagnosia è un disturbo neuropsicologico che consiste nella difficoltà specifica a riconoscere i volti familiari, pur in presenza di capacità visive di base e funzioni intellettive integre.

Può manifestarsi in seguito a un danno cerebrale (forma acquisita) oppure essere presente fin dall’infanzia, senza lesioni evidenti (forma congenita o evolutiva).

🔶 Questo disturbo ha conseguenze significative nella vita quotidiana. Non riuscire a identificare i volti rende ogni interazione sociale potenzialmente ambigua: persone care, amici o colleghi possono non essere riconosciuti, obbligando chi ne soffre a basarsi su elementi alternativi come il tono della voce, l’acconciatura, l’abbigliamento o il contesto situazionale.

👉 Dal punto di vista neuroanatomico, la prosopagnosia acquisita è frequentemente associata a lesioni nella regione occipitotemporale inferiore, in particolare a carico del giro fusiforme, più spesso nell’emisfero destro o in entrambi gli emisferi.
Questa area cerebrale è fondamentale per l’elaborazione e l’integrazione delle caratteristiche strutturali dei volti.

Sul piano cognitivo, il disturbo può derivare da un’alterazione nei processi di analisi configurale del volto oppure da una difficoltà nell’accesso alle rappresentazioni mnestiche delle identità personali. In molti casi restano intatte altre abilità percettive, come il riconoscimento delle emozioni, del sesso o dell’età, evidenziando una separazione funzionale tra l’identificazione dell’identità e altre componenti della percezione facciale.

❗È interessante osservare che talvolta il riconoscimento del proprio volto rimane relativamente conservato, suggerendo una parziale autonomia dei circuiti neurali coinvolti in questa specifica funzione.

L’esperimento di Rosenhan (1973), noto come “On Being Sane in Insane Places” (Sull’esser sani in luoghi folli) é stato u...
13/02/2026

L’esperimento di Rosenhan (1973), noto come “On Being Sane in Insane Places” (Sull’esser sani in luoghi folli) é stato uno degli esperimenti più discussi della storia della psichiatria.

Otto persone perfettamente sane — tra cui un pediatra, uno psichiatra e una casalinga — si presentarono in diversi ospedali psichiatrici degli Stati Uniti dichiarando di sentire una voce che sussurrava una sola parola: “vuoto”.
Nessun altro sintomo. Nessun comportamento anomalo.
Furono tutte ricoverate.

Una volta dentro, smisero immediatamente di fingere. Si comportavano in modo del tutto normale, spiegavano di stare bene, chiedevano di essere dimesse. Ma qualcosa era cambiato: la diagnosi iniziale aveva già costruito una cornice interpretativa. Ogni gesto veniva letto attraverso quella lente.

Prendere appunti diventava “scrittura compulsiva”.
Fare la fila in anticipo per il pranzo si trasformava in “condotta di acquisizione orale”.
La cortesia veniva registrata come “affettività inadeguata”.

I medici non sospettarono nulla.Paradossalmente, furono alcuni pazienti ricoverati a intuire l’inganno: più di 30 si avvicinarono agli infiltrati suggerendo che non fossero malati..

La degenza media durò diciannove giorni. Per essere dimessi, i partecipanti dovettero accettare formalmente la diagnosi di malattia mentale “in remissione”. Nel frattempo, furono prescritti migliaia di farmaci antipsicotici, che venivano discretamente eliminati.

Quando i risultati furono pubblicati sulla rivista Science, il dibattito esplose.
Un ospedale universitario, sentendosi chiamato in causa, lanciò una sfida: “Mandateci altri impostori, li individueremo”. Dopo alcuni mesi annunciò di averne smascherati quarantuno su 193 nuovi pazienti.
Rosenhan rivelò di non aver inviato nessuno.

L’esperimento non dimostrò la fallibilità diagnostica ma mise in luce qualcosa di più sottile e inquietante: una volta applicata, un’etichetta può plasmare la realtà.

Le aspettative influenzano l’osservazione, l’osservazione conferma l’aspettativa. E l’individuo finisce per scomparire dietro la categoria.

Non serve una cospirazione per costruire una gabbia.
A volte basta una diagnosi, e la difficoltà di guardare oltre.

🔴 **Fase terminale dell’Alzheimer**La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva e irreversibil...
07/02/2026

🔴 **Fase terminale dell’Alzheimer**

La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva e irreversibile. La fase terminale rappresenta l’ultimo stadio ed è caratterizzata da una grave compromissione cognitiva e dalla perdita completa dell’autonomia.

🔹 **Cosa accade in questa fase?**

➡️ perdita quasi totale delle funzioni cognitive
➡️ linguaggio assente o molto ridotto
➡️ incapacità di riconoscere familiari e ambiente
➡️ impossibilità a camminare autonomamente
➡️ incontinenza urinaria e fecale
➡️ difficoltà nella deglutizione e nell’alimentazione
➡️ rigidità muscolare e posture anomale

🔹 **Complicanze frequenti**

⚠️ polmonite da aspirazione
⚠️ infezioni urinarie
⚠️ piaghe da decubito
⚠️ malnutrizione

La mortalità è spesso legata a infezioni respiratorie o sepsi.

🧠 **Cosa succede al cervello?**

Si osserva una marcata atrofia cerebrale: riduzione del volume dell’encefalo, assottigliamento della corteccia, ampliamento dei solchi e dilatazione dei ventricoli. A livello microscopico persistono placche di beta-amiloide e grovigli di tau, con una massiva perdita neuronale.

🔹 **Gestione della fase terminale**

Non esistono terapie curative. L’assistenza è principalmente palliativa e mira a:

✔️ alleviare dolore e disagio
✔️ prevenire le complicanze
✔️ garantire nutrizione e idratazione adeguate
✔️ curare la cute
✔️ gestire le infezioni
✔️ sostenere i caregiver

📌 Il paziente è completamente dipendente per tutte le attività quotidiane.

⏳ **Durata:** variabile, generalmente da alcuni mesi fino a 1–2 anni.

👉 Parlare della fase terminale significa anche promuovere consapevolezza, dignità e cura.

Il sistema limbico è una regione chiave del nostro cervello, responsabile di una vasta gamma di funzioni emotive, compor...
02/12/2025

Il sistema limbico è una regione chiave del nostro cervello, responsabile di una vasta gamma di funzioni emotive, comportamentali e motivazionali.

Alcune fra le strutture principali coinvolte sono:

- Amigdala (responsabile della regolazione emotiva, fattispecie Paura);

- Ippocampo (formazione ricordi);

- Ipotalamo (fondamentale nella regolazione ormonale)

Il sistema limbico opera come ponte tra le funzioni cerebrali superiori e quelle primitive, coordinando le risposte emotive e influenzando i nostri comportamenti istintivi e razionali.

Il poligono di Willis è un cerchio di arterie interconnesse tra loro, situato a livello del nostro encefalo e deputato a...
25/11/2025

Il poligono di Willis è un cerchio di arterie interconnesse tra loro, situato a livello del nostro encefalo e deputato a ossigenare gli emisferi cerebrali, il cervelletto e il tronco encefalico.

La complessa rete di vasi che collega il sistema delle arterie carotidi interne e il sistema vertebro-basilare, ha il compito di garantire un’adeguata ossigenazione di tutto il tessuto cerebrale.

Un’alterazione in un punto del poligono può essere compensata dal circolo di altri vasi, ma questa compensazione può essere insufficiente in caso di patologie più severe, tra cui trombi o aneurismi.

È importante monitorare segnali neurologici come tremori,improvvisa mancanza coordinazione, intorpidimento, rigidità, difficoltà mnestiche o nel linguaggio.

Indirizzo

Via Piero Calamandrei 36
Montevarchi
52025

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