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Se in estate ti senti più gonfia, fai più fatica a digerire o il tuo intestino sembra "impazzire", non è sempre una ques...
28/07/2026

Se in estate ti senti più gonfia, fai più fatica a digerire o il tuo intestino sembra "impazzire", non è sempre una questione di alimentazione.

Le alte temperature influenzano direttamente il funzionamento dell'apparato digerente.

Quando fa molto caldo, il corpo concentra una parte delle sue risorse sulla regolazione della temperatura corporea. Questo adattamento può modificare anche alcuni processi digestivi, rendendo più frequenti sintomi come gonfiore, pesantezza, digestione lenta o alterazioni della regolarità intestinale.
Anche il sistema nervoso risente del caldo: sonno irregolare, disidratazione e stress termico possono rendere l'intestino più sensibile e reattivo agli stimoli.

C'è poi un altro fattore importante: la disidratazione.

Una lieve riduzione dell'apporto di liquidi può rallentare il transito intestinale e favorire stipsi e distensione addominale, soprattutto nelle persone già predisposte.

Inoltre, caldo, cambiamenti di routine, sonno meno regolare e pasti consumati fuori casa possono influenzare il microbiota intestinale, l'insieme di microrganismi che contribuisce alla digestione e al corretto funzionamento dell'intestino.

Per questo motivo sintomi che durante l'anno passano quasi inosservati possono diventare molto più evidenti nei mesi estivi.

Capire questi meccanismi aiuta a leggere meglio i segnali del corpo e a non attribuire automaticamente ogni episodio di gonfiore o disagio intestinale all'ultimo pasto consumato.

💬 Commenta se il caldo ti provoca più spesso gonfiore, digestione lenta o stitichezza.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Ci raccontiamo spesso che faremo quella visita quando avremo meno impegni.Quando finirà questo periodo intenso.Quando pa...
24/07/2026

Ci raccontiamo spesso che faremo quella visita quando avremo meno impegni.
Quando finirà questo periodo intenso.
Quando passerà l'estate.
Quando i bambini saranno più autonomi.
Quando il lavoro sarà meno impegnativo.

Il problema è che la vita raramente si ferma per lasciarci spazio.
E la prevenzione non può dipendere dall'arrivo di una settimana perfetta che, nella maggior parte dei casi, non arriverà mai.

Prendersi cura della propria salute non significa vivere nell'ansia di controllarsi continuamente.
Significa concedere alla salute lo stesso spazio che riserviamo a tutto ciò che consideriamo importante.

Nella Giornata Internazionale della Cura di Sé vogliamo ricordarvi una cosa semplice: dedicare tempo alla prevenzione non è tempo sottratto alla vita. È un modo per proteggerla.

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Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Per anni le tecniche di rilassamento sono state considerate strumenti complementari, utili per sentirsi meglio ma lontan...
14/07/2026

Per anni le tecniche di rilassamento sono state considerate strumenti complementari, utili per sentirsi meglio ma lontani dalla medicina vera e propria.

Oggi le neuroscienze raccontano una storia diversa.

Quando il dolore persiste per mesi o anni, il problema non riguarda esclusivamente il tessuto che ha generato il sintomo iniziale.
Con il tempo è il sistema nervoso stesso a modificare il proprio funzionamento: i circuiti che elaborano il dolore diventano più reattivi, più sensibili e più predisposti a mantenere acceso lo stato di allerta.

È uno dei motivi per cui molte persone continuano a soffrire anche quando gli esami mostrano miglioramenti o non evidenziano alterazioni importanti.

In questo contesto le tecniche di rilassamento assumono un significato completamente diverso.

Non si tratta di distrarsi dal dolore o di convincersi che il problema sia meno grave.
Si tratta di intervenire direttamente sui meccanismi biologici che regolano la risposta del sistema nervoso.

La ricerca scientifica dimostra che pratiche come la mindfulness e il rilassamento muscolare progressivo possono influenzare la produzione di cortisolo, migliorare l'attività del nervo vago e favorire la liberazione di sostanze coinvolte nella modulazione naturale del dolore.

Alcuni studi di neuroimaging hanno osservato cambiamenti nelle aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione della sofferenza fisica e dello stress. In altre parole, il cervello mantiene la propria capacità di adattarsi e riorganizzarsi anche quando il dolore è presente da molto tempo.

Questo concetto prende il nome di neuroplasticità.

Comprendere questo meccanismo cambia radicalmente il modo di affrontare la terapia.

L'obiettivo non è semplicemente ridurre un sintomo, ma aiutare il sistema nervoso a uscire progressivamente da una condizione di allerta permanente.

Naturalmente nessuna tecnica rappresenta una soluzione universale.

Per questo motivo in Sintonia integriamo il lavoro sul sistema nervoso con nutrizione clinica, osteopatia, supporto psicologico, riabilitazione e valutazione specialistica. Ogni professionista contribuisce a comprendere quali fattori continuano ad alimentare il dolore e come intervenire in modo coordinato.

La domanda che oggi la medicina si pone non è soltanto "dove fa male?", ma soprattutto "cosa mantiene acceso questo allarme?".
È da questa domanda che inizia un percorso terapeutico realmente personalizzato.

📖 Puoi leggere l'articolo completo al seguente link: https://centromedicosintonia.it/tecniche-di-rilassamento-per-il-dolore-cronico-cosa-dice-la-scienza/

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Dopo il parto esiste un momento che molte donne attendono con aspettative molto precise: la visita di controllo che conf...
07/07/2026

Dopo il parto esiste un momento che molte donne attendono con aspettative molto precise: la visita di controllo che conferma la corretta guarigione dei tessuti e segna la conclusione del puerperio.

Spesso questo passaggio viene interpretato come il punto in cui il corpo dovrebbe essere tornato alla normalità, compresa la sfera sessuale.
Eppure la realtà clinica racconta qualcosa di diverso.

Una cicatrice può essere guarita e continuare a risultare rigida o sensibile.
Una mucosa può apparire integra durante la visita ginecologica e allo stesso tempo essere influenzata dalla carenza di estrogeni legata all'allattamento.
Il pavimento pelvico può aver recuperato la sua funzione di sostegno ma conservare tensioni che rendono l'intimità poco confortevole.

Per questo molte donne rimangono spiazzate quando, pur avendo ricevuto il via libera medico, si trovano ad affrontare dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, calo del desiderio o una sensazione di estraneità verso il proprio corpo.

La sessualità nel post partum è influenzata da cambiamenti biologici profondi che coinvolgono tessuti, ormoni, sistema nervoso e pavimento pelvico.

Durante l'allattamento, ad esempio, l'aumento della prolattina e la riduzione degli estrogeni possono modificare la lubrificazione naturale e la qualità della mucosa vaginale. Questo rende i tessuti più delicati e più sensibili allo sfregamento, con conseguenze dirette sul comfort durante i rapporti.

Anche le cicatrici meritano attenzione.

Che si tratti di una lacerazione perineale, di un'episiotomia o di un taglio cesareo, il tessuto cicatriziale attraversa una lunga fase di rimodellamento. Quando perde elasticità o rimane particolarmente sensibile, può alterare il modo in cui il corpo vive il movimento, il contatto e l'intimità.

Esiste poi un meccanismo meno conosciuto ma molto importante.

Quando il dolore si ripresenta più volte, il cervello può iniziare ad anticiparlo. Il pavimento pelvico reagisce aumentando la tensione muscolare come forma di protezione. Questo irrigidimento può trasformare un fastidio iniziale in un problema che tende a mantenersi nel tempo.

Ecco perché aspettare semplicemente che passi non sempre rappresenta la soluzione migliore.

La salute sessuale dopo il parto merita la stessa attenzione che dedichiamo a qualsiasi altro aspetto del recupero fisico.
Valutare la qualità delle cicatrici, lo stato della mucosa, il funzionamento del pavimento pelvico e l'equilibrio ormonale permette di comprendere quali fattori stanno realmente influenzando il benessere intimo della donna.

Nel nuovo articolo approfondiamo il ruolo delle cicatrici, dell'allattamento, della riabilitazione pelvica e del supporto specialistico nel recupero della sessualità dopo il parto: https://centromedicosintonia.it/sessualita-dopo-il-parto-riscoprire-il-piacere-con-un-supporto-medico/

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Una perdita urinaria durante uno starnuto. Una corsa abbandonata perché crea disagio. Una sensazione di peso pelvico che...
23/06/2026

Una perdita urinaria durante uno starnuto.
Una corsa abbandonata perché crea disagio.
Una sensazione di peso pelvico che compare a fine giornata e che, col tempo, diventa sempre più presente.

Spesso questi segnali vengono normalizzati o rimandati. In realtà rappresentano condizioni che oggi possono essere comprese e affrontate con strumenti diagnostici sempre più precisi.

Con questo obiettivo il Dott. Stefano Manodoro e la Dott.ssa Marta Cicuti hanno partecipato a NEXT-U - New Experts eXploring Trends in Urogynecology, congresso dedicato alle più recenti evidenze nell'ambito del pavimento pelvico femminile.

Durante l'evento si è parlato di ecografia pelvica avanzata, prolasso genitale, incontinenza urinaria, anatomia funzionale del pavimento pelvico e delle più recenti evoluzioni chirurgiche e terapeutiche.

Il Dott. Stefano Manodoro ha inoltre ricoperto il ruolo di moderatore della sessione dedicata all'anatomia pelvica del prolasso genitale, contribuendo al confronto scientifico tra specialisti provenienti da diverse realtà cliniche.

Per noi la formazione continua ha un valore molto concreto: portare nella pratica clinica quotidiana conoscenze sempre più aggiornate per offrire alle pazienti valutazioni accurate, diagnosi tempestive e percorsi di cura personalizzati.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

“Gli esami sono a posto.”Eppure il dolore continua.E, col tempo, rischia di trasformarsi in qualcosa di ancora più pesan...
15/06/2026

“Gli esami sono a posto.”
Eppure il dolore continua.

E, col tempo, rischia di trasformarsi in qualcosa di ancora più pesante del sintomo stesso: la sensazione di non essere compresi.

In realtà, il dolore cronico è molto più complesso di quanto siamo abituati a pensare.

Quando persiste per mesi, il sistema nervoso cambia il proprio modo di funzionare. I circuiti coinvolti nella percezione del dolore diventano progressivamente più sensibili, fino a mantenere il corpo in uno stato di allerta continua anche in assenza di un danno evidente.

Per questo può succedere che il dolore sia reale, intenso e limitante pur in presenza di esami apparentemente “negativi”.

Le neuroscienze parlano di sensibilizzazione centrale: una condizione in cui cervello e midollo spinale amplificano segnali che normalmente non verrebbero percepiti come dolorosi.

A questo si aggiunge un altro aspetto spesso sottovalutato: l’infiammazione di basso grado.

Parliamo di uno stato infiammatorio persistente che non provoca necessariamente febbre o alterazioni evidenti negli esami di routine, ma che può contribuire a mantenere il sistema nervoso irritabile e reattivo. Alimentazione, qualità del sonno, stress cronico, assetto ormonale e salute intestinale influenzano direttamente questo equilibrio.

Anche il modo in cui il cervello vive il dolore modifica la sua intensità: ad esempio la paura del sintomo o l’ipervigilanza corporea possono amplificare il dolore attraverso meccanismi neurobiologici documentati.

Per questo ridurre tutto a un farmaco o a una singola terapia spesso non basta.

In Sintonia lavoriamo sul dolore cronico con un approccio multidisciplinare che integra ginecologia, osteopatia, nutrizione, riabilitazione del pavimento pelvico e supporto psicologico, perché il dolore persistente raramente riguarda un solo distretto del corpo.

Capire perché il sistema è rimasto in allarme è il primo passo per iniziare davvero a trattarlo.

Trovi qui il link all’articolo completo: https://centromedicosintonia.it/dolore-cronico-perche-il-corpo-manda-segnali-che-non-possiamo-ignorare/

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

“Succede dopo il parto.”È una delle frasi che sentiamo più spesso quando una donna racconta di avere perdite urinarie do...
08/06/2026

“Succede dopo il parto.”

È una delle frasi che sentiamo più spesso quando una donna racconta di avere perdite urinarie dopo aver tossito, riso o sollevato il proprio bambino.
Ma il fatto che sia frequente non significa che debba essere considerato normale.

L’incontinenza urinaria post partum è una condizione molto più complessa di quanto si pensi. Non riguarda soltanto un muscolo “indebolito”, ma un intero sistema che durante gravidanza e parto ha modificato profondamente il proprio equilibrio.

Il pavimento pelvico, infatti, lavora continuamente insieme al diaframma, alla postura e alla gestione della pressione addominale. Quando questa coordinazione si altera, il corpo può perdere la capacità di controllare correttamente la continenza, soprattutto durante gli sforzi quotidiani.

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda proprio il ruolo della gravidanza stessa. Molte donne pensano che il taglio cesareo protegga completamente il pavimento pelvico, ma la letteratura scientifica mostra che i nove mesi di pressione costante, i cambiamenti ormonali e le modifiche posturali rappresentano già un importante fattore di stress per tutta l’area uroginecologica.

Anche la cicatrice del cesareo può influenzare il recupero, alterando il movimento addominale e il rapporto tra respiro, bacino e muscolatura profonda.

Per questo motivo la riabilitazione non può ridursi a “fare esercizi”. Serve prima comprendere come il corpo si muove, come respira e come gestisce gli sforzi nella vita quotidiana.

In Sintonia lavoriamo proprio su questo: integriamo riabilitazione del pavimento pelvico, postura, osteopatia e valutazione funzionale per aiutare ogni donna a recuperare sicurezza e controllo del proprio corpo in modo realmente personalizzato.

Nel nuovo articolo approfondiamo:
- perché si verificano le perdite urinarie dopo il parto
- il legame tra respirazione e continenza
- cosa cambia tra parto naturale e cesareo
- perché alcuni esercizi fatti da sole possono peggiorare la situazione
- come funziona un percorso integrato di riabilitazione

📖 Trovi qui il link all’articolo completo: https://centromedicosintonia.it/incontinenza-urinaria-dopo-il-parto-prevenire-e-curare-con-un-approccio-integrato/

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“Sto esagerando.”“Posso gestirlo da sola.”“Non è abbastanza grave.”I disturbi alimentari spesso iniziano così: con pensi...
02/06/2026

“Sto esagerando.”
“Posso gestirlo da sola.”
“Non è abbastanza grave.”

I disturbi alimentari spesso iniziano così: con pensieri che diventano sempre più presenti, fino a occupare il rapporto con il cibo, con il corpo e con il proprio valore personale.

Non riguardano solo ciò che si mangia.
Riguardano il controllo, la paura, il giudizio verso sé stessi, il bisogno di sentirsi abbastanza.

E molte persone continuano a soffrire in silenzio proprio perché non si riconoscono nell’idea stereotipata del disturbo alimentare.

Nella Giornata dedicata ai DCA, vogliamo ricordare una cosa importante: non serve “toccare il fondo” per meritare ascolto.

In Sintonia crediamo in un approccio multidisciplinare che tenga insieme corpo, emozioni e storia personale, con uno spazio di cura rispettoso e privo di giudizio.

👩‍⚕️ Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

La digestione è un processo complesso che coinvolge non solo l’apparato gastrointestinale, ma anche il sistema nervoso.Q...
26/05/2026

La digestione è un processo complesso che coinvolge non solo l’apparato gastrointestinale, ma anche il sistema nervoso.

Quando proviamo emozioni diverse, il corpo non reagisce sempre allo stesso modo.

La gioia favorisce uno stato di rilassamento generale, in cui la digestione è più efficiente e il corpo si sente più leggero.
La paura attiva invece una risposta di allerta immediata: il corpo si prepara a reagire e la digestione viene temporaneamente rallentata.
L’ansia mantiene il sistema in uno stato di attivazione costante, che nel tempo può tradursi in gonfiore, tensione addominale o alterazioni intestinali.

Queste risposte non sono casuali né “psicologiche” in senso riduttivo: sono meccanismi fisiologici regolati dall’asse intestino–cervello, oggi ampiamente studiato in letteratura scientifica.

In Sintonia osserviamo spesso come i sintomi digestivi non siano mai isolati, ma parte di un equilibrio più ampio che coinvolge il sistema nervoso e lo stato emotivo della persona.

Per questo il trattamento non si concentra solo sull’intestino, ma sul contesto in cui il sintomo nasce e si mantiene.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Le cistiti ricorrenti sono tra le condizioni più frustranti da gestire, soprattutto quando sembrano ripresentarsi senza ...
21/05/2026

Le cistiti ricorrenti sono tra le condizioni più frustranti da gestire, soprattutto quando sembrano ripresentarsi senza una spiegazione chiara.

Spesso il focus resta solo sulla vescica e sull’infezione urinaria. Ma nella pratica clinica, non è raro osservare un collegamento con la funzione intestinale, in particolare con la stipsi.

Quando l’intestino è rallentato, può aumentare la pressione nell’area pelvica e interferire con il corretto svuotamento della vescica. Questo può contribuire a creare un ambiente più favorevole alle recidive.

👉 Anche il pavimento pelvico può avere un ruolo: se in tensione o poco coordinato, può influenzare sia intestino che vescica, amplificando il problema.

Il punto non è trattare sempre “l’episodio”, ma capire cosa lo mantiene nel tempo.

Per questo un approccio efficace guarda insieme:
– intestino
– vescica
– pavimento pelvico
Non come sistemi separati, ma come una rete che lavora insieme.

Se le cistiti si ripetono, vale la pena osservare anche l’intestino.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Indirizzo

Via Angelo Ramazzotti 20
Monza
20900

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