28/08/2026
Un po' di tempo fa, su Facebook, sotto uno dei post con cui sto presentando il workshop sulla morte, una persona ha commentato più o meno così:
«𝐁𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐰𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞».
Ho trovato questo commento interessante, perché in un certo senso contiene proprio il cuore del lavoro che proponiamo.
𝐄̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐜𝐢. 𝐄𝐝 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞.
Il contatto con il fatto che la nostra vita avrà una fine ha infatti una straordinaria capacità di rimettere in discussione le gerarchie con cui viviamo: ciò a cui dedichiamo tempo, ciò che inseguiamo, ciò che evitiamo, ciò per cui siamo disposti a fare fatica o a rinunciare a qualcosa.
E può aiutarci a distinguere due cose che spesso confondiamo: ciò che ci dà 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞 e ciò che per noi ha 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞.
Per questo oggi voglio parlarti proprio di questa 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚.
Il 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞 ha spesso a che fare con la soddisfazione di un bisogno più immediato: stare bene, evitare una frustrazione, ottenere qualcosa che desideriamo, sottrarci a qualcosa che ci pesa, ridurre una tensione, concedersi una gioia ed altro ancora. Ed è importante. Non c’è nulla di sbagliato nel piacere.
Ma esiste un'altra 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 della nostra esistenza. Ci sono cose che sentiamo avere 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞, che percepiamo profondamente significative per noi, e che non necessariamente ci procurano piacere nell’immediato o nel perseguirle occorre attraversare territori che possono essere decisamente scomodi, tutt'altro che piacevoli.
A volte infatti, vivere ciò che per noi ha valore richiede di rinunciare a un piacere facilmente accessibile nell'immediato, tollerare una frustrazione, attraversare una paura, esporsi, fare fatica, correre un rischio. Esperienze che possono essere anche molto spiacevoli a volte.
𝐔𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐫𝐚̀.
Quando sviluppiamo la capacità di avere una consapevolezza serena del fatto che il nostro tempo non è infinito, diventa più facile non confondere ciò che ci dà sollievo nel momento con ciò che sentiamo profondamente degno di essere vissuto, ciò che per noi ha un valore profondo.
Possiamo allora scegliere di prenderci cura di qualcuno anche quando siamo stanchi.
Dire una verità anche quando sarebbe più comodo tacere.
Portare avanti qualcosa in cui crediamo anche quando sarebbe più facile rinunciare.
Amare, pur sapendo che amare ci rende vulnerabili alla perdita.
In questi casi stiamo frustrando, almeno temporaneamente, un bisogno di piacere, comodità o protezione.
Ma possiamo sperimentare contemporaneamente un senso di appagamento profondo: 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚.
Seguire solo ed esclusivamente il piacere, la gioia, senza aver chiara questa differenza, può invece portarci ad organizzare la nostra vita cercando soprattutto di evitare il disagio, la paura, la fatica e la frustrazione. E magari possiamo riuscire – almeno temporaneamente – a proteggerci da molte sofferenze.
Il problema è che rischiamo di ritrovarci, un giorno, davanti a un vuoto e un vuoto molto più grande e profondo:
𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞.
È qui che la 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 può diventare una straordinaria 𝐦𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚, perché quando entriamo davvero in contatto con il fatto che il nostro tempo è limitato, molte domande cambiano e così può emergere una dimensione di risposte che neanche immaginavamo.
Non soltanto:
𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐢 𝐟𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐛𝐞𝐧𝐞?
ma:
𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞?
Non soltanto:
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞?
ma:
𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞, 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚, 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐫𝐦𝐢?
E anche:
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐨̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞?
Il contatto con la morte non serve quindi a distoglierci dalla vita, o a non darle importanza.
Può aiutarci, al contrario, a distinguere ciò che semplicemente desideriamo da ciò che profondamente conta per noi.
E a scegliere, nel tempo che abbiamo, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞.
𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐭𝐞: 𝐆𝐞𝐬𝐭𝐚𝐥𝐭 & 𝐁𝐨𝐝𝐲𝐰𝐨𝐫𝐤
Workshop esperienziale | 26 e 27 settembre 2026 | Recanati
👉 Qui tutte le informazioni:
https://workshop-morte-2026.grwebsite.it/
𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: se vuoi iscriverti beneficiando della 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, hai tempo 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨.