Morbo di Crohn e RCU - un via di uscita

Morbo di Crohn e RCU - un via di uscita Tecnologia Naturopatica e malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa

La Tecnologia Naturopatica Avanzata utilizza nuovi metodi e nuove tecnologia per assistere la persona a migliorare la propria salute. Il nostro approccio rappresenta l'unione e la sinergia ideale tra medicina ufficiale ortodossa e naturopatia. Il nostro Studio è specializzato in: Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali come il Morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, malattie autoimmuni, prevenz

ione cardiovascolare, disintossicazione, artrite, artrosi ecc. Un nuovo metodo ad oggi utilizzato da alcune centinaia di persone sta dando risultati superiori a quanto ottenibile per via farmacologia ed in molti casi i risultati sono stati sorprendenti. www.naturopatiaprofessionale.it Iscrivendosi al gruppo "Morbo di Crohn - una via di uscita" è possibile entrare in contatto diretto con chi segue o ha seguito questi protocolli e leggere le loro esperienze. Se avete il Crohn o la RCU l'augurio è che da oggi possa iniziare per voi una vita veramente nuova e migliore.

ACIDO PANTOTENICO vitamina B5Vorrei iniziare a condividere con voi, a puntate, uno degli articoli più importanti per i p...
02/08/2026

ACIDO PANTOTENICO vitamina B5

Vorrei iniziare a condividere con voi, a puntate, uno degli articoli più importanti per i programmi naturopatici per le MICI e al quale sono più affezionato. L'ho scritto molti anni fa, ma i meccanismi biochimici di cui parla sono gli stessi oggi come allora.

Lo scopo è di indurre una riflessione su un aspetto di cui, a mio parere, si parla ancora troppo poco:

come possiamo aiutare il nostro organismo a svolgere meglio il suo naturale lavoro di controllo dell'infiammazione?

Ecco la prima parte in cui parleremo della vitamina B5, del cortisolo e del ruolo che questi elementi svolgono nella normale risposta allo stress e ai processi infiammatori.
Spero che questa lettura possa offrirvi qualche spunto di riflessione utile. Buona lettura, ecco l'articolo:

B5 (Acido Pantotenico), stress e malattie infiammatorie intestinali
L'acido pantotenico, conosciuto anche come vitamina B5, è una vitamina del gruppo B coinvolta in numerosi processi fondamentali dell'organismo. In particolare, contribuisce alla produzione di energia e alla sintesi di importanti ormoni come il cortisolo e il DHEA (deidroepiandrosterone), entrambi indispensabili nella risposta allo stress.

In questo articolo vedremo perché la vitamina B5 riveste un ruolo così importante, quale legame esiste tra stress e infiammazione intestinale e per quale motivo un adeguato apporto di questa vitamina può risultare particolarmente utile nelle persone affette da morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa.

La medicina moderna dispone di farmaci molto efficaci nel controllo dell'infiammazione. In genere, però, il suo obiettivo principale è il trattamento farmacologico del processo infiammatorio.

Questo articolo prende in esame un aspetto diverso e complementare: il possibile sostegno dei fisiologici meccanismi con cui l'organismo contribuisce naturalmente al controllo dell'infiammazione.

In questo articolo scoprirai
che cos'è l'acido pantotenico (vitamina B5);
perché è fondamentale per la produzione di energia;
quale ruolo svolge nella sintesi del cortisolo e del DHEA;
il rapporto tra stress e infiammazione intestinale;
perché la vitamina B5 può rappresentare un nutriente di particolare interesse nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.

Che cos'è l'acido pantotenico (vitamina B5)?
L'acido pantotenico, o vitamina B5, svolge un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell'organismo.

È infatti il precursore del Coenzima A, una molecola indispensabile sia per la produzione di energia a livello cellulare sia per la sintesi degli ormoni steroidei, in particolare cortisolo e DHEA (deidroepiandrosterone).

Questi due ormoni rivestono un'importanza fondamentale nella risposta dell'organismo allo stress.

B5 - ACIDO PANTOTENICO e STRESS Questa vitamina viene considerata antistress in quanto facilità la produzioni di ormoni steroidei e quindi sia di cor

Nel trattare diversi disturbi negli ultimi 18 anni, la parassitosi intestinale è risultata essere uno dei fattori spesso...
24/07/2026

Nel trattare diversi disturbi negli ultimi 18 anni, la parassitosi intestinale è risultata essere uno dei fattori spesso coinvolti nel peggioramento della salute. Di recente abbiamo aggiornato un articolo a riguardo. Per chi desidera approfondire questo è l'indice:

1) Metodo Clark contro i parassiti intestinali: principi di base
2) Perché oggi le parassitosi intestinali sono spesso sottovalutate
3) Sintomi della parassitosi intestinale
4) Come si prendono i parassiti intestinali: cause, contagio e danni
5) Come eliminare i parassiti intestinali: approccio naturopatico
6) Perché questo programma antiparassitario ha dato prova della sua efficacia
7) Cosa fare se il farmaco antiparassitario non funziona?
8) Perché i farmaci antiparassitari possono non funzionare?

PARASSITOSI E PARASSITI INTESTINALIEsistono due libri della Dott.ssa Clark ( La cura di tutte le malattie e La cura di tutti i cancri avanzati) che

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -11Siamo giunti all'ultima puntata di questa serie in qui:1) Vengo...
13/06/2026

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -11

Siamo giunti all'ultima puntata di questa serie in qui:

1) Vengono esposti i principi cardine di questo regime alimentare per il Crohn e la RCU

2) Troverete un link per visionare l'intero piano alimentare

Fondamenti scientifici di questo piano - Indice infiammatorio degli alimenti

Uno dei principi considerati nella costruzione di questo schema alimentare è il cosiddetto Indice Infiammatorio della Dieta o Dietary Inflammatory Index o DII, un parametro sviluppato per valutare la capacità complessiva di un'alimentazione di favorire oppure contrastare la produzione di molecole coinvolte nei processi infiammatori dell'organismo e che è basato su numerose ricerche e studi scientifici.

Numerosi studi hanno evidenziato come le alimentazioni caratterizzate da un elevato indice infiammatorio risultino associate ad un maggior rischio di diverse patologie croniche e degenerative, mentre gli schemi alimentari ricchi di verdure, frutti di bosco, pesce e altri alimenti naturalmente ricchi di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie tendono generalmente ad ottenere punteggi più favorevoli.

L'Indice Infiammatorio della Dieta non rappresenta l'unico criterio utilizzato nella costruzione di un programma alimentare per il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa. Questo schema alimentare prende infatti in considerazione anche altri aspetti importanti, tra cui:

l'Indice Infiammatorio della Dieta (Dietary Inflammatory Index - DII), utilizzato nella ricerca scientifica per valutare il potenziale effetto pro-infiammatorio o antinfiammatorio di uno schema alimentare;
-
l'esperienza maturata seguendo numerosi casi clinici nel corso degli anni;
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la tollerabilità e intolleranza individuale degli alimenti tramite test autorevole;
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l'importanza della rotazione alimentare;
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L'obiettivo non è quindi quello di applicare rigidamente un singolo modello teorico, ma integrare le conoscenze scientifiche disponibili con l'esperienza pratica maturata sul campo per costruire un'alimentazione il più possibile favorevole al benessere intestinale.

L'alimentazione può influenzare significativamente il benessere digestivo, la tolleranza intestinale e la qualità della vita quotidiana. E' importante s

30/05/2026

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -9

Premessa importante:
quando si parla di alimentazione nel Morbo di Crohn e nella Rettocolite Ulcerosa, è bene ricordare che non sempre l’effetto irritante o infiammatorio di un alimento risulta immediatamente evidente a chi lo assume.

In molti casi un alimento può contribuire a mantenere un’infiammazione di fondo anche senza provocare sintomi evidenti nel breve termine.

È vero che ogni persona presenta caratteristiche individuali e che il miglior approccio resta sempre quello personalizzato.

Tuttavia, questo non significa che non esistano principi alimentari generali che, nella pratica clinica, risultano utili per una grande parte dei malati di MICI.

I consigli che condivido nel gruppo non vogliono sostituire un programma individuale, ma rappresentano indicazioni generali basate sull’esperienza maturata in anni di lavoro con persone affette da Crohn e Rettocolite Ulcerosa.

Fatta questa premessa, ecco alcune considerazioni sui prodotti da panificio molli:

Questo è uno dei più importanti: i prodotti da panificio molli come il pane, la pizza, le brioche, le focacce ecc. vanno eliminati per qualsiasi tipo di cereali e grani. In effetti l'ideale sarebbe (soprattutto in caso di disturbi digestivi ma anche per moltissime malattie non direttamente connesse all'intestino) un'astensione da tali alimenti per almeno 3 mesi mentre in parallelo si segue un programma di integrazione per risolvere l'infiammazione.

Il problema dei prodotti lievitati molli è dovuto alla presenza di agenti lievitanti vivi come il lievito di birra (funghi) e lievito pasta madre (batteri), ne consegue che un tipo di pane consentito è quello fatto con una farina alternativa rispetto al frumento e lievitato con:

· bicarbonato di sodio
· bitartrato di potassio
· “pane degli angeli”

Segue una ricetta per la preparazione del pane fatto in casa e consentito nei programmi alimentari antinfiammatori:

1. 1 Kg. farina farro o altra farina che non sia frumento o kamut
2. 1 cucchiaino colmo di bicarbonato
3. succo di un limone
4. 600 gr di acqua
5. facoltativo un pizzico di sale
6. Mescolare bene la farina con il bicarbonato ed eventuale sale
7. Miscelare l'acqua con il succo di limone e poi impastare VELOCEMENTE
8. Dare la forma desiderata (una pagnotta oppure varie pagnottelle alte circa 3 cm)
9. Forno già caldo a 180 gradi se ventilato o a 200 gradi se statico.
10. Appoggiare su carta forno.
11. Cuocere per 30 minuti da una parte e 15 minuti dall'altra.
12. Meglio ancora se poi viene fatto abbrustolire senza che diventi scuro

Sono invece consentiti i prodotti da panificio secchi come crackers (ottimi i crackers wasa), grissini ecc. purché non di frumento. Quindi sì a prodotti secchi di farro (il migliore è il monococco), di segale, riso, sorgo, grano saraceno ed in quantità limitate il mais.

Il motivo per cui i prodotti secchi sono consentiti è dovuto ad una quantità più limitata di lieviti ma soprattutto all'elevata temperatura di cottura a cui sono sottoposti i prodotti secchi che altera i lieviti rendendoli molto meno dannosi.

Non è salutare ne consigliabile eliminare del tutto i carboidrati che devono, nelle giuste proporzioni, far parte della nostra alimentazione.

La vitamina A, che è parte integrante dei protocolli naturopatici per il Crohn e la RCU, ha proprietà fondamentali per q...
07/04/2026

La vitamina A, che è parte integrante dei protocolli naturopatici per il Crohn e la RCU, ha proprietà fondamentali per queste malattie in quanto, riporto in parte l'articolo dell'Humanitas, "La vitamina A mantiene l’integrità di pelle e mucose, essenziali per le vie digestive e respiratorie, contribuendo così alla difesa dalle infezioni grazie alla produzione di muco che cattura microrganismi e favorisce la rigenerazione dei tessuti danneggiati. " tradotto: aiuta a risanare le ulcere, le erosioni e le afte soprattutto in combinazione con lo zinco.

La vitamina A è una delle sostanze nutritive più importanti, spesso al centro di discussioni su vista, pelle e sistema immunitario.

Una delle domande più frequenti tra i pazienti riguarda quale sia il farmaco biologico più efficace nel trattamento del ...
24/03/2026

Una delle domande più frequenti tra i pazienti riguarda quale sia il farmaco biologico più efficace nel trattamento del Morbo di Crohn e della Rettocolite Ulcerosa.

La risposta non è univoca, perché l’efficacia può variare da paziente a paziente in base a diversi fattori (gravità della malattia, storia clinica, risposta individuale). Tuttavia, sulla base degli studi clinici e dell’esperienza pratica, è possibile individuare alcune differenze tra le principali classi di farmaci.

In generale, i farmaci biologici più “potenti” sono quelli che agiscono in modo più profondo sul sistema immunitario, ma proprio per questo motivo possono essere associati anche a un rischio maggiore di effetti collaterali.

Classifica dell’efficacia dei farmaci biologici (dal più efficace al meno efficace)

1️⃣ Anti-TNF (Infliximab, Adalimumab, Golimumab)
Rappresentano ancora oggi i farmaci con la maggiore capacità di indurre una remissione rapida, soprattutto nelle forme più aggressive di malattia. Infliximab in particolare è considerato il più efficace anche per la chiusura delle fistole.

2️⃣ JAK-inibitori (Tofacitinib, Upadacitinib)
Hanno un’azione molto rapida e agiscono su più vie infiammatorie contemporaneamente. Possono risultare molto efficaci anche nei pazienti che non rispondono ad altri biologici.

3️⃣ Anti-IL-12/23 e Anti-IL-23 (Ustekinumab, Mirikizumab, Risankizumab)
Offrono una buona efficacia, soprattutto nel mantenimento della remissione, con una risposta più graduale ma spesso più stabile nel tempo.

4️⃣ Anti-integrine (Vedolizumab)
Agiscono in modo più selettivo a livello intestinale. L’efficacia è buona, ma generalmente più lenta e meno marcata nelle forme più aggressive.

5️⃣ Modulatori S1P (Ozanimod)
Rappresentano una opzione più recente con efficacia moderata, spesso utilizzata in contesti specifici o quando altre terapie non sono indicate.

Infezioni, TBC, tumori cutanei: quali sono i reali effetti collaterali dei farmaci biologici per Crohn e Rettocolite? Analisi aggiornata 2026.

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -8 Sul seguente link trovate l'intero articolo riguardante il caff...
20/03/2026

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -8

Sul seguente link trovate l'intero articolo riguardante il caffè dal titolo: IL CAFFE' PEGGIORA IL MORBO DI CROHN E LA RETTOCOLITE ULCEROSA? buona lettura a tutti:

Il caffè peggiora il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa? Scopri gli effetti sull’intestino infiammato, la motilità intestinale e quando è meglio evitarlo.

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -8Siamo arrivati alla ottava puntata sull'alimentazione e questa v...
16/03/2026

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -8

Siamo arrivati alla ottava puntata sull'alimentazione e questa volta l'argomento è molto particolare in quanto tocca uno dei piaceri più tipici di noi italiani e che purtroppo non è molto salutare soprattutto per chi ha le nostre malattie. Essendo un testo lungo lo suddivido in due parti, ecco la prima:

Il caffè fa male all’intestino? Il caffè peggiora il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa?

In base a molte centinaia di test effettuati, la stragrande maggioranza delle persone — sia sane sia malate — risulta fortemente intollerante al caffè. Se per una persona in buona salute un solo caffè al giorno non rappresenta generalmente un problema significativo, per chi soffre di morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa o altre M.I.C.I. il caffè può comportarsi come un vero e proprio fattore aggravante della malattia.

La caffeina contenuta nel caffè è infatti una causa diretta di squilibri ormonali per la sua azione sulle ghiandole surrenali, in quanto stimola la produzione di adrenalina e cortisolo. Nel tempo questa stimolazione continua può contribuire a portare più facilmente all’esaurimento funzionale delle ghiandole surrenali (responsabili della produzione di tali ormoni), riducendo la capacità dell’organismo di spegnere autonomamente i processi infiammatori e aumentando quindi la necessità di ricorrere a cortisonici o ad altri farmaci antinfiammatori.

Questi ormoni provocano inoltre un aumento della glicemia nel sangue e nel cervello, determinando quella sensazione di maggiore vigilanza mentale e prontezza che molte persone associano al consumo di caffè.

Tuttavia questo effetto avviene a un prezzo spesso poco considerato: il progressivo contributo a uno squilibrio ormonale generale e, nelle donne, un possibile peggioramento dei sintomi della sindrome premestruale, in particolare della tensione e del dolore al seno.

È importante sottolineare che i problemi associati al caffè non dipendono esclusivamente dalla caffeina. Anche altri composti presenti nel chicco, come acidi clorogenici, tannini e prodotti della torrefazione, possono contribuire agli effetti irritativi sul tratto gastroenterico.

Il normale processo di torrefazione altera alcune delle sostanze contenute nel caffè, rendendole potenzialmente più tossiche e pro-infiammatorie. Un fenomeno in parte paragonabile a quello che avviene quando oli normalmente salutari, come l’olio extravergine di oliva, vengono sottoposti a fritture a temperature troppo elevate e subiscono trasformazioni chimiche sfavorevoli.

Il caffè è inoltre una bevanda fortemente acidificante: può accelerare i processi di invecchiamento, favorire l’attivazione di processi infiammatori già presenti nell’organismo (anche quelli non gravemente patologici, come la cellulite) e facilitare l’insorgenza di gastrite.

Per chi desidera approfondire l'alimentazione per il Crohn e la RCU suggerisco:

DIETA PER IL MORBO DI CROHN E RETTOCOLITE ULCEROSA: indicazioni facili da seguire per evitare tutti gli alimenti infiammatori

06/03/2026

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER IL MORBO DI CROHN E LA RCU -7

Siamo giunti alla settima puntata del manuale per una corretta alimentazione e l'argomento di oggi è la necessità o meno di utilizzare integratori con riferimento a vitamine e minerali:

Integratori

11) Fare uso di integratori bilanciati allo scopo di sopperire alle mancanze di tali elementi vitali nei cibi di oggi. Vitamine e minerali contribuiscono al corretto funzionamento di migliaia di enzimi, processi metabolici, sintesi di enzimi digestivi, riparazione delle mucose, sostegno al sistema immunitario ecc. per cui quando presi nelle giuste quantità, contribuiscono direttamente contribuiscono direttamente al benessere ed energia dell’organismo. Alcuni medici nutrizionisti affermano che gli integratori normalmente non sono necessari in quando con un adeguata alimentazione "abbiamo tutto il necessario".

Tale affermazione purtroppo è inccorretta in quanto non tiene conto della realtà dei fatti. O meglio, sarebbe vera solo nel caso in cui potessimo mangiare tutto biologico con zero conservanti zero additivi, tutto fresco appena coltivato e soprattutto senza stress eccessivo nello stile di vita, senza inquinanti ambientali ecc, ecc. In pratica una realtà virtuale che non sarà mai realizzabile. Secondo gli studi condotti dal nutrizionista Patrick Holford la frutta e la verdura non contengono più le vitamine ed i minerali che dovrebbero contenere, ad esempio nelle arance coltivate oggi è stata trovata solo il 20% della vitamina C che una volta vi si trovava.

Ciò a causa dei ritmi accelerati e spinti di coltivazione con terreni sempre più carichi di inquinanti e sempre meno nutriti dai minerali ed humus naturali. Quindi da un lato abbiamo un'alimentazione molto più povera di nutrienti essenziali rispetto a quel 100% di cui avremmo bisogno in condizioni normali e dall'altro abbiamo molti fattori che richiedono più del 100% come ad esempio tutte le sostanze tossiche (conservanti, additivi, ecc,) ed inquinanti chimici ambientali i quali per essere detossificati dal nostro organismo richiedono una quantità extra di nutrienti essenziali (che sono omega 3 e 6, vitamine, minerali e aminoacidi che noi non siamo in grado da soli di sintetizzare).

Inoltre lo stress sia fisico che mentale di tutti i giorni richiede quantità extra di determinati nutrienti come ad esempio vitamina C, il complesso B, in particolare l'acido pantotenico, il magnesio, il potassio ed altri. Semplificando: in condizioni normali avremmo bisogno di 100 ma con l'attuale stile di vita e tossicità ambientale l'organismo ne richiede da 150 a 300 mentre dall'alimentazione siamo fortunati se ne otteniamo 60.

Ecco dunque che la necessità di integrare non è applicabile solo ad alcune specifiche situazioni ma alla stragrande maggior parte delle persone. Questa non è solo teoria, lo si vede tutti i giorni nelle persone che migliorano la loro energia grazie ai giusti integratori. Tutto ciò per le persone sane, chi ha una malattia come il Crohn o la RCU necessita di molti più nutrienti rispetto ad un'altra persona per
1) Riparare i tessuti danneggiati,
2) Sostenere il lavoro extra del sistema immunitario e
3) A compensazione di uno scarso assorbimento.

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