Dott.ssa Doriana Elia Psicologa

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Dott.ssa Doriana Elia Psicologa Psicologa iscritta all'ordine degli Psicologi della Campania (num.8983)
Direttrice SIT - Società I

Ci sono perdite che gli altri non vedono.Ma che, dentro, occupano uno spazio immenso.Perdere un bambino durante la gravi...
15/10/2026

Ci sono perdite che gli altri non vedono.

Ma che, dentro, occupano uno spazio immenso.
Perdere un bambino durante la gravidanza o dopo la nascita può significare salutare anche un futuro immaginato: un nome, un abbraccio atteso, una quotidianità che cominciava già a prendere forma.
E quando intorno tutto sembra continuare come prima, ci si può sentire profondamente soli.

«Almeno è successo presto.»
«Potrai riprovarci.»
«Devi guardare avanti.»
A volte, nel tentativo di consolare, si rischia di lasciare ancora meno spazio a ciò che una persona sta vivendo.
Il dolore, invece, non ha bisogno di essere ridimensionato.
Ha bisogno di riconoscimento.
Non esiste un unico modo di vivere questa perdita. Possono esserci tristezza, rabbia, senso di colpa, incredulità. Oppure un vuoto difficile da raccontare. Le emozioni possono cambiare da un giorno all’altro, e anche due persone che condividono la stessa perdita possono attraversarla in modi diversi.

A chi sta vivendo questo lutto:
non devi trovare subito le parole.
Non devi dimostrare quanto stai male perché il tuo dolore abbia valore.
Puoi desiderare di parlarne, oppure aver bisogno di silenzio. Meriti ascolto in entrambi i casi.
A chi è accanto:
non serve una frase che sistemi tutto.
A volte si può cominciare da qui:
«Mi dispiace. Sono qui. Vuoi che ti ascolti o preferisci un po’ di compagnia, senza parlare?»

Il 15 ottobre, giornata di sensibilizzazione sul lutto perinatale, ricordiamo che anche le storie interrotte meritano uno spazio, e che nessuno dovrebbe sentirsi costretto a custodirle in solitudine.

Non sempre possiamo togliere il dolore.
Possiamo, però, non lasciare sola la persona che lo porta.
Consapevolezza

Non sempre possiamo scegliere ciò che accade fuori di noi.Possiamo però imparare ad ascoltare ciò che accade dentro:le e...
06/10/2026

Non sempre possiamo scegliere ciò che accade fuori di noi.
Possiamo però imparare ad ascoltare ciò che accade dentro:
le emozioni che proviamo, i pensieri che ci attraversano
e il significato che scegliamo di dare a ciò che viviamo.
Perché non sono solo le situazioni a fare la differenza,
ma il modo in cui le guardiamo, le interpretiamo
e ci prendiamo cura di noi mentre le attraversiamo.

La parola ‘crisi’ viene dal greco krisis ed ha come significato principale quello di ‘separazione’, ‘scelta’ e ‘giudizio...
05/10/2026

La parola ‘crisi’ viene dal greco krisis ed ha come significato principale quello di ‘separazione’, ‘scelta’ e ‘giudizio’..ogni momento ‘critico’, è collegato con una decisione, con una svolta.

La crisi allora, pur essendo sempre associata alle difficoltà, può diventare anche una vera e propria opportunità. Questo nasce proprio dal fatto che in un momento critico siamo obbligati a riconsiderare la situazione da un’ottica diversa, ad operare delle scelte.

Ecco allora che la crisi può veramente diventare opportunità!

Il ruolo  dei nonni è un tesoro familiare preziosissimo per piccoli e grandi.🧓Ogni esperienza positiva che si vive nella...
02/10/2026

Il ruolo dei nonni è un tesoro familiare preziosissimo per piccoli e grandi.
🧓Ogni esperienza positiva che si vive nella propria famiglia, soprattutto durante l’infanzia, si trasforma in un filtro protettivo per facilitare lo sviluppo psicologico ed emotivo di un bambino.

📍Questo vuol dire che il ruolo dei nonni in psicologia è di primaria rilevanza, poiché un piccolo che cresce in un ambiente per lui rassicurante, sarà un bambino sicuro di sé e diventerà un adulto capace di amare, sviluppando quella che chiamiamo resilienza, ovvero la capacità di affrontare e resistere allo stress.

I nonni, in un certo senso, fanno da mediatori tra la necessità del bambino di gioco e leggerezza e il compito educativo del genitore, contravvenendo a qualche piccola regola e concedendo magari qualche vizio in più.👨‍🦳🤸‍♀️

🧠📚Il ruolo dei nonni, spesso, è educativo oltre che psicologico.

In una società fatta di lavori precari e poca liquidità, spesso sono proprio i nonni a prendere in carico i piccoli di casa, magari evitando di portarli all’asilo nido e alla scuola materna.

🧒👶Sono i più anziani, quindi, a occuparsi quotidianamente della cura dei bambini, soprattutto nei primissimi anni dell’infanzia. In questi casi i nonni sono meno permissivi di quello che si pensa e cercano, al contrario, di impostare un’educazione parallela o complementare rispetto a quella impartita dai genitori. Un ruolo non troppo legato a vincoli e regole prestabilite quindi, al contrario di quello che spesso succede per la mamma e il papà e che rientra a pieno titolo nel ciclo vitale familiare quotidiano.

🔹 Da un punto di vista psicologico, inoltre, il legame tra nonno e nipote corrisponde allo sviluppo di un grande senso di appartenenza reciproco, all’interno del quale ciascuno aiuta l’altro.
prendersicura psicologia psicologonapoli

Quando gli altri invadono il nostro spazio personaleLo spazio personale non riguarda soltanto la distanza fisica. Compre...
29/09/2026

Quando gli altri invadono il nostro spazio personale

Lo spazio personale non riguarda soltanto la distanza fisica. Comprende anche il nostro tempo, la privacy, le energie e il diritto di scegliere quando essere disponibili.

Può essere invaso in famiglia, quando qualcuno pretende di sapere tutto di noi, commenta continuamente le nostre scelte o ci fa sentire in colpa quando proviamo a prendere le distanze.
Può accadere in una relazione, quando l’interesse si trasforma in controllo, oppure sul lavoro, quando ci viene chiesto di essere sempre reperibili, di rispondere fuori orario o di occuparci di problemi che non ci appartengono.

Quando i nostri confini vengono superati continuamente, possiamo sentirci sotto pressione, irritabili, stanchi e in colpa ogni volta che proviamo a dire “no”.

Nel tempo possono comparire ansia, difficoltà a dormire, chiusura emotiva e risentimento verso gli altri.

Proteggere il proprio spazio non significa essere egoisti. Significa ascoltare i propri bisogni e riconoscere che anche il nostro tempo e le nostre energie hanno valore.

A volte è sufficiente iniziare da una frase semplice:
“In questo momento non riesco.”
“Ho bisogno di tempo per me.”
“Preferisco parlarne più tardi.”

Quale situazione ti fa sentire maggiormente invaso: la famiglia, la coppia o il lavoro?

Riconoscere ciò che provi è il primo passo per imparare a stabilire confini più sani.

La paura di separarsi può spingere una persona a nutrire legami non autentici?Si. Esiste tuttavia una differenza tra la ...
17/09/2026

La paura di separarsi può spingere una persona a nutrire legami non autentici?

Si. Esiste tuttavia una differenza tra la paura della perdita, che credo accompagni un essere umano per tutta la vita, e il terrore della perdita, per evitare il quale, una persona decide di subire le più orribili mortificazioni.

In questo caso ci troviamo davanti ad una situazione primaria così sintetizzabile: " Esisto perchè tu mi fai esistere con la tua attenzione su di me".

L' attenzione è un fascio di energia, non credo al masochismo quanto ad un bisogno di conferma ontologica, così riassumibile:" Se esisto soltanto perchè tu mi fai esistere non è importante la qualità della relazione, quanto la quantità dell' attenzione"





I primi giorni di scuola portano con sé un intreccio di emozioni diverse, soprattutto per bambini e adolescenti. Ci può ...
15/09/2026

I primi giorni di scuola portano con sé un intreccio di emozioni diverse, soprattutto per bambini e adolescenti. Ci può essere entusiasmo per le nuove esperienze, curiosità verso gli insegnanti e i compagni, ma anche paura, timidezza, agitazione e preoccupazione per ciò che ancora non si conosce.

Ogni emozione ha un significato e merita di essere ascoltata. Non esistono emozioni “giuste” o “sbagliate”: anche la tristezza, la rabbia o l’ansia possono comunicare un bisogno, una difficoltà o il desiderio di sentirsi più sicuri.

Accogliere ciò che bambini e ragazzi provano significa aiutarli a riconoscere le proprie emozioni, dare loro un nome e trovare strategie per affrontarle.

La scuola non è soltanto il luogo in cui si apprendono nozioni. È uno spazio di crescita formativa e psicologica, in cui si sviluppano autonomia, senso di responsabilità, capacità di relazionarsi e fiducia nelle proprie risorse.

Attraverso le esperienze quotidiane, bambini e adolescenti imparano a confrontarsi con gli altri, a gestire le frustrazioni, a scoprire i propri interessi e a costruire gradualmente la propria identità.
Per questo è importante accompagnarli con ascolto e pazienza, senza minimizzare ciò che sentono.

Un semplice “Capisco che possa farti paura” può diventare un messaggio prezioso: le tue emozioni hanno valore e non devi affrontarle da solo.

Riconoscere e accogliere le emozioni nei primi giorni di scuola significa porre le basi per un percorso di apprendimento più sereno, consapevole e significativo.

Perché stare bene a scuola non riguarda soltanto i risultati, ma anche la possibilità di sentirsi accolti, compresi e liberi di crescere.

“Mio fratello rincorre i dinosauri”: cosa ci insegna sulla disabilità e sui fratelliAvete visto il film Mio fratello rin...
13/09/2026

“Mio fratello rincorre i dinosauri”: cosa ci insegna sulla disabilità e sui fratelli

Avete visto il film Mio fratello rincorre i dinosauri?
🦕👬
Dietro la storia di Jack e del suo fratellino Gio c’è un ritratto molto vero di ciò che vivono molti siblings: i fratelli e le sorelle di persone con disabilità.💙

Nel film emergono alcuni vissuti psicologici che incontro spesso in studio:
Vergogna e imbarazzo in adolescenza, legati al timore del giudizio dei coetanei.
Senso di colpa per desiderare una vita “normale” o per non voler sempre “prendersi cura”.

Iper-responsabilizzazione: diventare troppo presto “il fratello bravo”, “quello che capisce”, “quello che aiuta”.

Bisogno di essere visti per sé stessi, non solo come “il fratello di…”.

Essere sibling non significa solo fatica: spesso sviluppa anche grande empatia, sensibilità e capacità di cura. Ma perché questo diventi una risorsa e non un peso, è importante che in famiglia ci sia:
Tempo dedicato esclusivamente al sibling, anche solo 15–20 minuti al giorno.
Spazio per tutte le emozioni, anche quelle “scomode” come rabbia, gelosia, tristezza.
Informazione chiara sulla disabilità, adeguata all’età, per ridurre paure e fantasie.
Confini chiari: aiutare è bello, ma i fratelli non devono diventare caregiver.

🔸Quanto dura una psicoterapia?Me lo chiedono in tanti.La verità? Non esiste un tempo uguale per tutti.Ci sono percorsi b...
08/09/2026

🔸Quanto dura una psicoterapia?
Me lo chiedono in tanti.

La verità? Non esiste un tempo uguale per tutti.
Ci sono percorsi brevi, utili per un momento preciso.
E percorsi più lunghi, quando si vuole lavorare su schemi, relazioni, modo di stare al mondo.
La durata dipende da te: da cosa vuoi cambiare, da quanto sei disposto/a a metterti in gioco, da come ti senti lungo il cammino.

🔸E se uno lascia prima?
Si chiama drop-out: succede quando la terapia si interrompe prima di arrivare dove si voleva.
Può accadere per tanti motivi: il problema sembra passato, momenti di crisi, stanchezza, o semplicemente la fatica del cambiamento.

I momenti difficili non sono un fallimento.
A volte sentirsi “peggio” per un po’ significa che si stanno toccando nodi importanti.

Un buon terapeuta ti accompagna ad attraversarli, non a evitarli.
Fare psicoterapia è un lavoro su di sé: richiede tempo, pazienza e coraggio.

Ma è proprio lì, in quel lavoro, che si costruisce un modo nuovo di stare con se stessi e con gli altri.

02/09/2026

A volte può essere evidente quando qualcuno sta facendo fatica.

Altre volte, invece, no.

La depressione non ha sempre il volto che immaginiamo: non significa necessariamente restare a letto, non riuscire a lavorare o smettere di uscire.

Può essere presente anche dietro un sorriso,
nella quotidianità di chi continua a fare tutto, a prendersi cura degli altri, a lavorare, ad allenarsi, a rispondere “bene” quando gli viene chiesto come sta.

Ci sono persone che ogni giorno portano avanti una lotta silenziosa: mantengono impegni, relazioni e responsabilità, ma dentro sentono fatica, vuoto, stanchezza, perdita di interesse o speranza.
Una sofferenza invisibile non è meno reale solo perché non si vede.💔

Per questo è importante ricordare che una persona non deve “sembrare depressa” per avere bisogno di aiuto.

La salute mentale non è sempre riconoscibile dall’esterno e non sempre chi soffre riesce a dirlo apertamente.🤍

Indirizzo

Via Agostino Depretis 19
Naples
80133

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