Anna Biancardi - Psicologa

Anna Biancardi - Psicologa Supporto Psicologico Online / Esperto in Tecniche per la Gestione dell'ansia ® / Coaching Relazionale Percorsi Online

Il journaling non è un modo in cui smettiamo, per qualche minuto, di tenere tutto dentro. Ma non esiste un solo modo di ...
19/08/2026

Il journaling non è un modo in cui smettiamo, per qualche minuto, di tenere tutto dentro.

Ma non esiste un solo modo di farlo.

Puoi scrivere per svuotarti.
Per capire.
Per sentire.
Per ascoltare il corpo.
Per mettere in discussione un pensiero.
Per riconoscere ciò che sta funzionando.
O per guardare con più chiarezza la direzione verso cui vuoi andare.

E forse è proprio questo il punto: non devi sempre chiederti “cosa devo scrivere?”.

Puoi iniziare chiedendoti:

“Di cosa ho bisogno, oggi?”

A volte hai bisogno di fare silenzio nella testa.
Altre volte di dare un nome a qualcosa che senti.
Altre ancora di fermarti abbastanza da accorgerti che, sotto una reazione che non capivi, c'era un bisogno.

La scrittura non risolve tutto, ma può creare quello spazio intermedio tra ciò che accade dentro di noi e il modo in cui scegliamo di rispondergli.

Salva questo post per la prossima volta in cui senti il bisogno di scrivere, ma non sai da dove cominciare 🌿

Viaggiare da sola non mi ha insegnato a non fidarmi degli altri. Mi ha insegnato a fidarmi di me.A partire anche quando ...
05/08/2026

Viaggiare da sola non mi ha insegnato a non fidarmi degli altri. Mi ha insegnato a fidarmi di me.

A partire anche quando non so esattamente cosa troverò.
A sedermi a un tavolo con persone incontrate poche ore prima.
A perdermi per una strada nuova e scoprire che spesso proprio lì nascono i ricordi più belli.

Ma mi ha anche insegnato che la libertà non significa fare finta che tutto sia sempre perfetto.

Significa conoscersi abbastanza da sapere di cosa abbiamo bisogno.
Ascoltare quella sensazione che ci dice “questa cosa non fa per me”.
Mettere un confine senza sentirci in colpa.
Prenderci cura di noi mentre continuiamo ad aprirci al mondo.

Le piccole attenzioni che ho imparato negli anni non sono nate dalla paura, ma dall’amore per la possibilità di continuare a viaggiare.

Per me è stato importante scoprire che posso contare su me stessa, e proprio per questo posso incontrare gli altri con più curiosità, leggerezza e apertura.

Se hai sempre desiderato partire da sola ma qualcosa ti ha fermata, forse non ti manca il coraggio: forse ti serve solo iniziare a costruire fiducia in te! 🤍





29/07/2026

E c'è anche un'altra cosa che spesso succede quando l'ansia entra nelle decisioni: non è detto che il dubbio finisca nel momento in cui finalmente hai scelto.

Anzi, a volte comincia proprio lì!

Hai scelto quella maglia, ordinato quel piatto, accettato quell'invito… e dopo un po' arriva il pensiero:

"Sì, però… e se avessi scelto l'altra opzione?"

E ricominci a confrontare.

Questo ha a che fare anche con due meccanismi che nell'ansia possono intrecciarsi: l'intolleranza all'incertezza, che ci porta a cercare di sentirci sicuri prima di decidere, e il pensiero controfattuale, cioè la tendenza a immaginare come sarebbero potute andare le cose se avessimo fatto una scelta diversa.

Il risultato?

Che magari hai scelto A, ma inizi a pensare che B fosse migliore.

E se avessi scelto B, probabilmente avresti iniziato a chiederti cosa avresti perso scegliendo A 🙃

E così rischi di non essere mai davvero soddisfatto/a della tua scelta, perché continui a confrontare quello che è successo con tutte le possibilità che hai lasciato indietro.

Il problema è che una scelta non può competere con un'alternativa immaginaria: quella la puoi costruire perfetta, senza inconvenienti, senza conseguenze, senza momenti difficili.

La realtà, invece, è sempre più complicata.

Forse, allora, il lavoro non è arrivare finalmente a essere sicuri di aver fatto la scelta giusta.

È imparare a stare dentro a quel margine di incertezza che, volenti o nolenti, accompagna ogni scelta.
Perché non possiamo sapere in anticipo se qualcosa andrà esattamente come speriamo.
Possiamo però costruire, piano piano, la fiducia nel fatto che anche se non andrà così, saremo in grado di affrontarlo.

E forse è proprio questa la sensazione di sicurezza che vale la pena cercare.

La rabbia che può arrivare durante un percorso di cambiamento non è un passo indietro.A volte arriva proprio quando iniz...
27/07/2026

La rabbia che può arrivare durante un percorso di cambiamento non è un passo indietro.

A volte arriva proprio quando inizi a guardare la tua storia con occhi diversi. Quando ti rendi conto che alcuni tratti che hai sempre pensato fossero semplicemente "il tuo carattere" forse sono anche il risultato di ciò che hai dovuto attraversare.

L'ipercontrollo.
Il bisogno di compiacere.
La difficoltà a fidarti.
A dire di no.
A lasciarti andare.

Per tanto tempo, magari, queste cose ti sono servite. Ti hanno aiutato a proteggerti, a stare in piedi, a trovare un modo per andare avanti.

Ma quello che ci protegge in un momento della nostra vita non è detto che ci serva per sempre.

E allora può arrivare la rabbia.

Per il tempo che hai perso.
Per quello che hai dovuto imparare troppo presto.
Per la parte di te che ha dovuto adattarsi per sentirsi al sicuro.

E quella rabbia merita di essere ascoltata.

Ma ascoltarla non significa necessariamente agirla. Non tutto ciò che proviamo deve diventare una decisione, né tutto ciò che comprendiamo deve trasformarsi in una condanna. A volte significa semplicemente riuscire, finalmente, a guardare la propria storia per quella che è stata. E distinguere, piano piano, ciò che appartiene davvero a chi siamo da ciò che abbiamo imparato per riuscire a sopravvivere.

Guarire non significa diventare qualcun altro.

Significa avere abbastanza spazio dentro di sé per scegliere chi essere, senza doverlo fare sempre per sentirsi al sicuro.

-emotiva

La rabbia che può arrivare durante un percorso di cambiamento non è un passo indietro.A volte arriva proprio quando iniz...
27/07/2026

La rabbia che può arrivare durante un percorso di cambiamento non è un passo indietro.

A volte arriva proprio quando inizi a guardare la tua storia con occhi diversi. Quando ti rendi conto che alcuni tratti che hai sempre pensato fossero semplicemente "il tuo carattere" forse sono anche il risultato di ciò che hai dovuto attraversare.

L'ipercontrollo.
Il bisogno di compiacere.
La difficoltà a fidarti.
A dire di no.
A lasciarti andare.

Per tanto tempo, magari, queste cose ti sono servite. Ti hanno aiutato a proteggerti, a stare in piedi, a trovare un modo per andare avanti. Ma quello che ci protegge in un momento della nostra vita non è detto che ci serva per sempre.

E allora può arrivare la rabbia.

Per il tempo che hai perso.
Per quello che hai dovuto imparare troppo presto.
Per la parte di te che ha dovuto adattarsi per sentirsi al sicuro.

E quella rabbia merita di essere ascoltata.

Ma ascoltarla non significa necessariamente agirla. Non tutto ciò che proviamo deve diventare una decisione, né tutto ciò che comprendiamo deve trasformarsi in una condanna. A volte significa semplicemente riuscire, finalmente, a guardare la propria storia per quella che è stata.

E distinguere, piano piano, ciò che appartiene davvero a chi siamo da ciò che abbiamo imparato per riuscire a sopravvivere.

Guarire non significa diventare qualcun altro. Significa avere abbastanza spazio dentro di sé per scegliere chi essere, senza doverlo fare sempre per sentirsi al sicuro.

-emotiva

24/07/2026

A volte pensiamo alla salute mentale come a una stanza in cui entriamo quando qualcosa non va.

Ci andiamo, ne parliamo, proviamo a capire cosa è successo. E spesso è proprio quello di cui abbiamo bisogno. Poi però usciamo da quella stanza e torniamo a vivere.

Torniamo nel corpo che magari abbiamo ignorato per mesi. Nelle relazioni che ci fanno bene e in quelle che ci consumano. Nelle notti in cui dormiamo quattro ore. Nei pasti che saltiamo, nelle giornate passate seduti, nelle cose che continuiamo a fare anche quando non ne abbiamo più le forze. Torniamo al modo in cui ci parliamo quando sbagliamo.

A quanto spazio ci diamo.
A quanto spesso ci sentiamo davvero al sicuro.

E forse è proprio qui che la salute mentale smette di essere qualcosa di cui ci occupiamo soltanto quando stiamo male e diventa qualcosa di cui prenderci cura mentre viviamo.

Non c'è una pratica che possa fare tutto.
Così come non c'è una singola abitudine che possa rimettere insieme ogni pezzo.

Però ci sono tante piccole cose che, messe una accanto all'altra, possono cambiare il modo in cui stiamo al mondo.

E forse non dobbiamo aspettare di stare male per iniziare a prenderci cura di noi.

Possiamo cominciare anche prima.

salutementale

Credo che una delle cose che facciamo più fatica ad accettare sia il fatto che possiamo provare due cose completamente d...
22/07/2026

Credo che una delle cose che facciamo più fatica ad accettare sia il fatto che possiamo provare due cose completamente diverse nello stesso momento.

Possiamo essere felici e avere paura. Possiamo desiderare qualcosa e, allo stesso tempo, sentirci spaventati all'idea che succeda davvero. Possiamo sapere che una scelta è quella giusta e avere comunque dei momenti in cui ci chiediamo se abbiamo fatto bene.

Non per questo significa che siamo confusi.

Significa che dentro di noi possono esserci più parti, più bisogni, più emozioni. E che non sempre dobbiamo decidere quale ascoltare e quale mettere a tacere.
A volte possiamo semplicemente riconoscere che ci sono entrambe.

Che sì, una cosa può essere bella e farci paura.
Che possiamo amare qualcosa e avere bisogno di allontanarci.
Che possiamo sentire la mancanza di ciò che abbiamo scelto di lasciare.

Forse è anche questo che significa imparare a conoscerci: smettere di pensare che dobbiamo essere una cosa sola per volta.

Scegliere uno psicologo è una cosa molto personale.Non stiamo scegliendo semplicemente qualcuno che conosca la psicologi...
17/07/2026

Scegliere uno psicologo è una cosa molto personale.

Non stiamo scegliendo semplicemente qualcuno che conosca la psicologia, ma qualcuno a cui affideremo parti di noi che spesso teniamo nascoste anche alle persone più vicine.

Ed è per questo questo che, oltre alla preparazione, conta tanto anche il modo in cui quella persona sa stare nella relazione.

Negli anni mi sono resa conto che molte persone arrivano con dubbi, paure o aspettative su questo percorso: “Come capisco se è la persona giusta?”, “Se non mi trovo bene significa che sto sbagliando?”, “Cosa dovrei aspettarmi?”

Non esiste uno psicologo perfetto per tutti.

Esiste la persona che, in quel momento della tua vita, senti possa accompagnarti nel modo più adatto a te.

E tu, qual è la cosa che ti farebbe pensare: “con questa persona mi sento nel posto giusto”?




Indirizzo

Naples

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 15:00

Telefono

+393313092801

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Anna Biancardi - Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Anna Biancardi - Psicologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare