01/06/2026
𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐢𝐚𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬
In occasione della Giornata Internazionale della Miastenia Gravis e dell’avvio del mese dedicato alla sensibilizzazione, la facciata del Cardarelli si illumina di verde per richiamare l’attenzione su una malattia neuromuscolare autoimmune rara, spesso ancora poco conosciuta.
La Miastenia Gravis si manifesta con sintomi come palpebre cadenti, visione doppia, facile affaticamento dei muscoli di braccia e gambe e difficoltà nel parlare, masticare, deglutire o respirare. Colpisce più frequentemente donne tra i 20 e i 40 anni e uomini sopra i 60, con un impatto importante sulla qualità di vita se non riconosciuta precocemente. In Campania si stima una prevalenza tra 1.200 e 1.800 persone affette.
La diagnosi si basa su un insieme di esami mirati: ricerca degli autoanticorpi nel sangue, test neurofisiologici e indagini radiologiche del torace (TC o risonanza) per lo studio del timo. Una diagnosi tempestiva consente di avviare terapie efficaci, controllare i sintomi e ridurre il rischio di complicanze.
Il Centro per la Miastenia Gravis e le Malattie Neuromuscolari, presso la Neurofisiopatologia, diretta da Francesco Habetswallner, segue attualmente circa 1.000 pazienti, un dato che lo colloca tra i principali in Italia per casistica. Circa 2.300 le visite effettuate in un anno, è centro di riferimento regionale e ha un ruolo centrale a livello nazionale nella presa in carico di questa patologia.
Presso il Cardarelli è attiva la sede regionale dell’Associazione Italiana Miastenia (AIM), con referente Roberta Annunziata, che offre ai pazienti affetti da miastenia supporto tramite gruppi di auto mutuo aiuto, counseling e sostegno psicologico, sportelli di ascolto in presenza e online per l’accettazione della diagnosi e l’adattamento alla malattia, oltre a incontri periodici tra pazienti e medici finalizzati ad aumentare la consapevolezza e favorire il dialogo con gli specialisti.
Le terapie oggi disponibili, pur non essendo risolutive, permettono un controllo efficace della malattia: anticolinesterasici, corticosteroidi, immunosoppressori e, nei casi più complessi, trattamenti biologici o immunologici e intervento di timectomia.
Riconoscere i sintomi e rivolgersi tempestivamente agli specialisti può fare la differenza nel percorso di cura e nella qualità di vita dei pazienti.
Per informazioni: [email protected]