Dott.ssa Nicoletta Pisanò - Psicologa Psicoterapeuta -

Dott.ssa Nicoletta Pisanò - Psicologa Psicoterapeuta - Colloquio psicologico adulti, Psicoterapia, Colloquio psicologico per la terza età, Consulenza Tifl

02/03/2024
08/03/2023

CELEBRIAMO LE DONNE TUTTI I GIORNI DELL'ANNO PER RIBADIRE L'IMPORTANZA DELLA PARITÀ DI GENERE

👉 Oggi, ma non solo oggi, è giusto evidenziare il ruolo fondamentale che psicologhe e psicologi svolgono nella nostra società a sostegno delle donne, in tutte le fasi del percorso di vita e nella lotta al superamento dei più diffusi stereotipi di genere.

La psicologia può contribuire al percorso di affermazione di una parità di genere, contro ogni discriminazione e violenza verso le donne.

🗨 La celebrazione della autodeterminazione della donna non può limitarsi a un solo giorno dell'anno, dovrebbe essere una pratica quotidiana a cui tutti, uomini e donne, si dedicano per costruire una società più giusta ed equa.

Auguriamo a tutte le donne una felice Giornata Internazionale della Donna, oggi, e ogni giorno dell'anno.

CONDIVIDO
31/10/2021

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  : Ho scritto la Prefazione al libro HO IL LES MA SORRIDO di Patrizia Macario, fresco di stampa. Compratelo  “Strada fa...
24/11/2020

:
Ho scritto la Prefazione al libro HO IL LES MA SORRIDO di Patrizia Macario, fresco di stampa. Compratelo

“Strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo ...”.
Quando Patrizia mi ha chiesto di scrivere la prefazione del suo libro, questa canzone di Baglioni ha iniziato a girarmi nella testa.
“Un gancio in mezzo al cielo” questo è stato lei per me.
La mia vita, così come la conoscevo, è cambiata con la stessa imprevedibilità dei temporali d’alta quota quando al sole si sostituiscono improvvisi nuvoloni densi, grigi, che lasciano cadere grosse gocce di pioggia e non hai scampo mentre la pioggia entra ovunque: nell’attrezzatura adeguata, negli scarponi impermeabili e nelle pieghe dello zaino che hai fatto con meticolosa cura. Ti ritrovi così, sola, bagnata fradicia a combattere contro il vento gelido che peggiora la situazione, in un luogo che perde il suo fascino iniziale e quello che vedi attorno a te sono solo fredde rocce, impervi sentieri, cime indifferenti alla tua sofferenza e al tuo disagio. Sopravvivere diventa un mantra: sopravvivere perché “fin che c’è vita, c’è speranza”, perché “venderò cara la pelle”, perché “maledetto temporale non mi avrai mai viva”.
In quel caos emotivo, mi è capitato tra le mani un libro di poche pagine: ho mandato un messaggio di complimenti all’autrice e scritto una breve e sentita recensione sul suo blog. E tutto è cominciato.
In mezzo alla peggiore tempesta della mia vita, in lontananza ho visto un rifugio: uno di quelli gestiti dalle guide del CAI. In quel casino di vento, pioggia gelida, disperazione il rifugio rappresenta la salvezza e così raccogli le forze e vai verso la tua nuova vita, consapevole che in quel posto troverai persone che sapranno come aiutarti. Loro la montagna la conoscono. Loro si sono già trovati in quella situazione per te nuova. Loro sanno cosa ti sta capitando... Patrizia. Il mio gancio in mezzo al cielo, la guida CAI, il rifugio asciutto, colei che mi ha aiutato nei primi momenti dopo la diagnosi, quelli più importanti, quelli dove devi decidere se vivere o morire dentro.
Un gancio in mezzo al cielo è quello che ognuna e ognuno degli autori di questi pezzi di vita narrata ha trovato, e usato, per riprendersi la propria esistenza e rimettere insieme quello che resta dopo la tempesta. Ognuno ha trovato il suo e imparato a cercarne sempre di nuovi, perché è questa la cronicità: sapersi organizzare con quello che si ha a disposizione. Reinventarsi una vita che non si era immaginata, sviluppare empatia e comprensione per gli altri, quelli che non vivono dentro il tuo corpo e faticano a capire. Empatia come strumento di protezione del proprio equilibrio psichico. Comprendere il mondo che ci circonda, capire, perdonare e lasciarsi scivolare addosso le incomprensioni, anche quando vengono da persone affettivamente vicine è parte del processo di convivenza con la cronicità reumatica, e non solo. Ecco così che un senso si fa strada nel no-sense delle emozioni scatenate da una diagnosi sopraggiunta nel momento meno opportuno. Dare un significato, un senso personale, ma un senso al dolore cronico è l’unica via percorribile per trasformare il dolore psichico e fisico in qualcosa che si può gestire e non subire.
E’ il battesimo del fuoco, è quello che ti consacra definitivamente allo status di guerriera.
“La vita ti toglie e la vita ti dà…” queste parole del libro di Patrizia Macario “Io convivo con un Lupus” sono state il punto di svolta per me: ho scelto consapevolmente di guardare oltre l’ostacolo. Così hanno fatto anche le autrici e gli autori di questa raccolta, ognuno seguendo il proprio tempo di elaborazione. Abbiamo accettato senza retorica di vivere una vita che non volevamo, consapevoli che non ci sono colpe, né proprie né di altri. E’ stata una lotteria: è uscito il nostro nome. Parlare di accettazione della propria condizione è una semplificazione nella quale si cade spesso. Ma come si può accettare qualcosa che non si è scelto? E’ più realistico parlare di convivenza, più o meno pacifica, con la malattia. Questo processo di convivenza, sempre in progress, è influenzato dalle proprie caratteristiche personali, dal contesto sociale nel quale si vive, dalla disponibilità economica che si ha, perché, diciamolo, la disabilità che accompagna le patologie reumatiche è un lusso che ognuno gestisce come può, e non solo come dovrebbe. In questa complessità di fattori che contribuiscono alla gestione della patologia, ogni forma di colpevolizzazione o auto-colpevolizzazione perde ogni valore, semplicemente non ha motivo d’essere.
Negli ultimi anni la medicina e la farmacologia hanno fatto passi da gigante nella cura delle patologie reumatiche, lo possiamo capire dalle storie delle malate senior presenti in questa raccolta, benefici di cui godono oggi le nuove malate e malati. I nuovi farmaci sono in grado di migliorare le condizioni di vita nella cronicità, riuscendo a regalare anni di remissione della malattia in cui “quasi” ci si dimentica di averla.
Si sente parlare sempre di più, anche fuori dalle discussioni degli addetti ai lavori, di medicina narrativa per la cura del corpo attraverso il racconto della propria storia di malattia. Strumento poco noto e utilizzato nel passato della reumatologia, si è rivelato utile per migliorare la collaborazione tra medico e paziente, aumentando il senso di auto efficacia attraverso la comprensione di come si sono superati con successo gli ostacoli e quali strategie hanno miseramente fallito e vanno abbandonate. Patrizia io l’ho conosciuta così. Attraverso la sua narrazione ho curato le mie ferite, invisibili alla medicina tradizionale. Lo stesso uso che spero riusciranno a farne le lettrici e i lettori di questa raccolta di racconti. Piccoli e personali frammenti di una narrazione comune che segue l’idea che “da soli si va più veloci, ma in tanti si va più lontano”.
Sono una privilegiata, lo so, i miei studi e il mio lavoro ventennale nella disabilità cronica mi hanno attrezzato meglio di altre persone per il passaggio dalla vita desiderata a quella possibile, ma dalla lettura di questa raccolta si può provare ad immaginare un futuro realistico per quelle persone che sono in attesa della diagnosi definitiva; per quelle che l’hanno ricevuta da poco e ancora non hanno trovato un assetto mentale stabile nella tempesta delle emozioni che si scatena dopo; per quelle donne e uomini che hanno superato le crisi peggiori sentendosi soli al mondo.
Un giorno ho chiesto a Patrizia:
- Che significato ha per te il libro “Io convivo con un Lupus?
- E’ quello di non far sentire più nessuna, sola.
Questa raccolta è l’upgrade di quel primo libro scritto in solitaria.
Ora le voci che parlano sono tante, sono diverse, ma tutte dicono la stessa cosa: noi ci siamo, queste sono le nostre storie.
Ora non sei più da sola.


https://pavedizioni.it/prodotto/ho-il-les-ma-sorrido?fbclid=IwAR39D79KXaz8upddp161XZrYUE736uWXj9KQJ0UTVgmvrM8gVgoPyjCHrtcla

PROGETTARE IL FUTURO DEL BENESSERE PSICOLOGICO - questionario rivolto agli operatori socio sanitari Università di Padova...
28/04/2020

PROGETTARE IL FUTURO DEL BENESSERE PSICOLOGICO - questionario rivolto agli operatori socio sanitari

Università di Padova : stiamo svolgendo una ricerca sul vissuto degli operatori sanitari ai tempi del Coronavirus.
Se sei un operatore sanitario (oss, infermiere, medico, ecc.) e lavori presso una struttura ospedaliera o una casa di riposo per anziani, ti chiediamo di compilare il seguente questionario e, se puoi, condividerlo con altri tuoi colleghi.
Grazie per la tua preziosa collaborazione!

Gentile partecipante, stai per compilare un questionario, totalmente anonimo, sull’impatto psicologico del nuovo Coronavirus sul personale sanitario e socio-sanitario. Il questionario è rivolto a operatori socio-sanitari, infermieri, medici e altri professionisti della salute che lavorano in stru...

I lutti, siano essi di persone fisiche o di chi non rivedremo inevitabilmente mai più, hanno la stessa funzione: ci trag...
16/04/2020

I lutti, siano essi di persone fisiche o di chi non rivedremo inevitabilmente mai più, hanno la stessa funzione: ci traghettano, senza che lo abbiamo chiesto o voluto, altrove...
".... e bella / e santa fanno al peregrin la terra / che le ricetta..." Ugo Foscolo - I Sepolcri - Le tombe servono ai vivi, non ai morti (U.Foscolo). Per loro poco conta dove si trovano. Ma il rito. Il rito funebre collettivo, con la sua funzione di unire la comunità, ci toglie dal nostro individualismo, dove nella vita di tutti i giorni ognuno pensa solo a se stesso. Il funerale collega il presente al passato e il privato diventa pubblico.
La cerimonia del funerale sancisce la separazione, il cambio di status : ciò che era non sarà più, per nessuno. E' uno spartiacque netto e con le sue forti componenti simboliche, richiede di essere collettivo per essere efficace, per permettere a tutti i suoi partecipanti di traghettare oltre il dolore della separazione. Non si può andare avanti bene, se non si fanno i lutti di ciò che è stato.
La morte riavvolge il nastro di ogni storia, di ogni persona. Da senso e significato anche a ciò che sembrava non averne, consegna alla Storia la nobiltà di ogni uomo. Tacendone , con pudicizia, le inevitabili miserie.

SAVE THE DATE!
🏠 A casa ma vicini con OPPV

Il Covid-19 ci mette quotidianamente di fronte ad un bilancio in perdita di vite. Un conteggio freddo e un dolore vissuto in solitudine da chi è colpito personalmente.
I riti funebri sono ridotti al minimo a causa delle restrizioni imposte a tutte le manifestazioni pubbliche per prevenire il dilagare del contagio.
In assenza di funerali, è possibile pensare a momenti di "lutto collettivo" per elaborare le perdite? Riti a distanza ma codificati e definiti?

👇 Il Presidente Luca Pezzullo ne parlerà con le dr.sse Nicole Adami e Rossella Dartizio, psicologhe e psicoterapeute, in collegamento dalle zone "rosse" delle prov. di Bergamo e Como.
❗️❗️ Diretta Facebook sulla questa pagina.
❗️ Lunedì 20 Aprile ore 17.30.
Ti aspettiamo!

I centri di Consulenza Tiflodidattica offrono supporto a insegnanti, educatori, genitori e ragazzi con disabilità visiva...
26/03/2020

I centri di Consulenza Tiflodidattica offrono supporto a insegnanti, educatori, genitori e ragazzi con disabilità visiva. Questo è il nostro lavoro durante tutto l'anno e questo è quello che stiamo facendo anche ora, in modalità online.
In questa pagina verrà pubblicato tutto quello che i centri fanno in giro per l'Italia.
Stay turnerd.

20/03/2020

PER LA GESTIONE DELLO STRESS EMERGENZIALE DEDICATE AD OPERATORI SANITARI IMPEGNATI NELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA DA SARS COV-2

n emergenza e sotto stress l’aumento di reazioni emotive quali ansia, paura e rabbia è una risposta normale ad eventi straordinari: è importante riconoscerlo ed accettarlo.

Cerchiamo di mantenere i livelli di stress su valori adeguati. Nel caso di stress eccessivo, potremmo sentirci meno lucidi/e, il che può intaccare la nostra capacità di prendere decisioni e risolvere problemi, ad esempio perché troppo presi dall’onda emotiva o dal sovraccarico di compiti da svolgere.

Per abbassare lo stress nei momenti in cui si sperimentano confusione, insicurezza e ansia di fronte ad una situazione possiamo mettere in atto alcune strategie:

cerchiamo di riconoscere i segni dello stress e accettarli, dicendoci ad esempio: “Ecco, ora sento il respiro più veloce, il cuore che batte forte, le gambe che mi tremano, lo stomaco che mi si stringe”; riconoscere e comprendere come il nostro corpo si muove ci aiuta a riprendere il controllo di noi stessi e quindi della situazione

se ci sentiamo presi dall’ansia, come ad esempio: “Mi sento sopraffatto/a, non so se reggo i ritmi, ho paura di ammalarmi”, diciamoci: “Questi pensieri sono normali e dell’ansia che provo mi occupo dopo e ora cerco di concentrarmi sul da farsi”

facciamo attenzione allo stato di attivazione psico-emotiva che abbiamo durante il lavoro e nei momenti di riposo: siamo rilassati, in attenzione rilassata, in allarme? Cerchiamo di regolare l’attivazione in base alla situazione che dobbiamo affrontare e cerchiamo di attivare lo stato di rilassamento quando siamo a riposo: se la situazione lavorativa è tesa, potremmo portare con noi lo stato di allarme anche a casa, senza accorgercene

quando vi è un’attivazione eccessiva del sistema simpatico a causa dello stress, è un’ottima idea attivare il sistema parasimpatico: l’attivazione parasimpatica aiuta a riacquistare la calma, attraverso la modulazione del respiro. Ad esempio, esercizi di respirazione consapevole (in fondo all'articolo) possono essere efficaci e richiedono pochi secondi.

Lo stress nei momenti di lavoro in emergenza, se ben usato e modulato, garantisce un aumento della reattività e dell’attenzione, ma richiede molte energie psicofisiche. E’ importante perciò recuperare le energie, ma con un’accortezza: se l’adrenalina prodotta dal nostro corpo non è stata del tutto esaurita durante l’attività lavorativa, si potrebbe faticare a dormire o rilassarsi. In questo caso, è fondamentale smaltirne l’eccesso, ad esempio con un po’ di attività fisica. Quando il sistema simpatico si disattiva, allora possiamo iniziare a ricaricare le batterie. A questo fine, può essere utile:

mantenere un’alimentazione sana e regolare, anche durante il lavoro, facendo brevi spuntini e bevendo molta acqua, riducendo complessivamente alcolici e caffeina

trovare il tempo per sé e per dedicarsi alla famiglia, telefonare agli amici, coltivare le proprie passioni, riadattandole al nuovo contesto, ad esempio ascoltando musica, meditando, cucinando, etc.

fare esercizio fisico, anche se si è chiusi in casa: ad esempio stretching o cyclette

parlare delle esperienze lavorative vissute in questo periodo con una persona di fiducia, ad esempio un/a collega da cui ci sentiamo ascoltati o con un professionista.

Se nella tua Azienda Ulss sono presenti un’équipe psico-sociale dell’emergenza o un servizio di psicologia ospedaliera, non esitare a contattarli: parlare dei propri vissuti aiuta la mente a riorganizzare l’esperienza, scaricando lo stress e proteggendo da conseguenze psicologiche future

se siamo in quarantena sul luogo di lavoro, ricordiamoci di mantenere contatti telefonici o on-line regolari con le persone care

se in famiglia ci sono figli/e in crescita o anziani con demenza e si desidera qualche suggerimento per seguirli al meglio, è possibile usufruire dei materiali prodotti dall’Ordine Psicologi Veneto, consultabili sul sito https://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/risorse-emergenza-coronavirus-1

RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE

Si tratta di un ciclo respiratorio addominale ripetuto, di derivazione yogica, che consiste in quattro fasi di circa 4 secondi ciascuna, realizzato come segue:

inspirazione attraverso il naso, in cui si espande l’addome;

pausa di ritenzione del respiro a pieno;

espirazione attraverso la bocca;

pausa di ritenzione del respiro a vuoto.

Ogni ciclo respiratorio consiste in un totale di 16 secondi. Si può ripetere il ciclo più volte.

A Cura della dr.ssa Barbara Mazzardis, Psicologa Psicoterapeuta, Consigliera dell'Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto

         PSICOLOGI DELL'EMERGENZA SI DIVENTA , NON CI SI IMPROVVISA.
12/03/2020


PSICOLOGI DELL'EMERGENZA SI DIVENTA , NON CI SI IMPROVVISA.

📢 Care Colleghe, Cari Colleghi...
si moltiplicano (e ci state segnalando) da più parti iniziative improvvisate ed estemporanee di volontariato professionale privato (consulenze telefoniche/video/chat gratuite...), sviluppate in modo a volte molto eterogeneo.
Il desiderio di mettersi a disposizione della Comunità è ottima dimostrazione di responsabilità sociale, ma può presentare, in questo momento e in questo modo, diverse criticità se non correttamente implementato.

📌 Il sostegno clinico nelle emergenze richiede un setting, una preparazione specifica adeguata e la conoscenza della cornice istituzionale entro cui muoversi, per ridurre le confusività, sovrapposizioni o eterogeneità degli interventi anche rispetto a quelli istituzionali.
📌 L'intervento "privatistico" non coordinato in emergenza presenta quindi diversi rischi. Richiamiamo anche prudenzialmente al rischio di potenziali superficialità dal punto di vista deontologico, o assunzioni di responsabilità rispetto a eventuali indicazioni scorrette sul piano sanitario.

▶️ L'Ordine Psicologhe e Psicologi Veneto - che a sua volta deve rispettare le normative che delimitano chiaramente il ruolo degli Ordini in emergenze di protezione civile - ha già avviato contatti diretti con le associazioni riconosciute dal DPC di psicologia delle emergenza attive sul territorio regionale, fornendo la propria disponibilità a fare da raccordo tra elementi del sistema di protezione civile e le associazioni accreditate, per definire eventuali forme di intervento socialmente utile;
▶️ Chiediamo alla comunità delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto di essere comunità unita e responsabile, come si è fino ad ora dimostrata.
▶️ Ci sarà molto lavoro da fare nei prossimi giorni, settimane, mesi; approfittiamo quindi di questi giorni per pensare nuove modalità e servizi per la popolazione.

CORONAVIRUS FORMAZIONE A DISTANZA     #E' stato appena reso disponibile per tutti i professionisti sanitari  un interess...
05/03/2020

CORONAVIRUS
FORMAZIONE A DISTANZA
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E' stato appena reso disponibile per tutti i professionisti sanitari un interessante percorso di Formazione a Distanza sull'"Emergenza Sanitaria da Coronavirus", predisposto dall'Istituto Superiore di Sanità.
E' gratuito, fornisce 20 ECM, ed è frequentabile da casa. Potete accedervi da qui: https://www.eduiss.it (sezione Catalogo Formativo).

Indirizzo

Naples
35125

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00

Telefono

+393292136731

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