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AMARE UN ANIMALE È ANCHE UNA LEZIONE SULLA RELAZIONECi sono relazioni che non hanno bisogno di parole per dirci: “ci son...
26/09/2026

AMARE UN ANIMALE È ANCHE UNA LEZIONE SULLA RELAZIONE

Ci sono relazioni che non hanno bisogno di parole per dirci: “ci sono”.
E forse proprio per questo arrivano così profondamente.

Una gatta che si accoccola accanto a noi.

Un cane che ci aspetta dietro una porta.

Un pappagallo che riconosce la nostra voce e risponde alla nostra presenza.

Non parlano la nostra lingua.
Eppure, nel tempo, impariamo a comprenderli.

Impariamo i loro segnali, i loro rituali, le loro richieste di vicinanza e i loro bisogni di distanza.

Io amo i gatti.

Con me vive una gatta rossa: Sole

E desidero anche un cane.
E, forse, un giorno, persino un pappagallo.

Mi sono chiesta perché.

Da psicoterapeuta sistemico-relazionale, la domanda mi porta inevitabilmente verso una parola: relazione.

La ricerca sull'interazione uomo-animale suggerisce associazioni tra la relazione con gli animali e alcune dimensioni del benessere psicologico, come compagnia, connessione e vissuto emotivo positivo. Ma la letteratura scientifica invita a non trasformare queste associazioni in una formula semplicistica: avere un animale non significa automaticamente stare meglio.

Forse, allora, non è semplicemente l'animale a farci bene.

È ciò che accade dentro la relazione.

Perché anche con un animale costruiamo una forma di attaccamento.

Cerchiamo la sua presenza.

Riconosciamo i suoi segnali.

Costruiamo rituali.

Impariamo a prevedere alcune delle sue reazioni.

E, soprattutto, sperimentiamo una delle condizioni fondamentali di ogni relazione sicura: la possibilità di essere vicini senza perdere la propria individualità.

Il gatto lo rende particolarmente evidente.

Può cercare il contatto e poi allontanarsi.

Può ve**re da noi perché desidera una carezza e, poco dopo, comunicarci che ne ha abbastanza.

Se lo amiamo, impariamo ad ascoltare quel confine.

Non insistiamo.

Non interpretiamo necessariamente la distanza come un rifiuto.

Non trasformiamo il bisogno di autonomia dell'altro in una minaccia al legame.

Questa è una lezione relazionale straordinariamente importante.

Nelle relazioni umane, infatti, possiamo confondere facilmente l'amore con la disponibilità continua, la vicinanza con la fusione, la cura con il controllo.

Ma un legame sano non cancella i confini.

Al contrario, ha bisogno di confini per poter esistere.

L'attaccamento non significa trattenere l'altro.

Significa poter sperimentare vicinanza e separazione senza che la separazione distrugga il senso del legame.

È poter dire:

“Ti lascio andare, perché so che puoi tornare.”

Ed è forse questa una delle forme più mature dell'amore.

Gli animali possono offrirci, nella quotidianità, una straordinaria palestra di questa esperienza.

Ci chiedono di osservare invece di imporre.

Di comprendere invece di interpretare troppo velocemente.

Di prenderci cura senza possedere.

Di rispettare l'alterità.

Perché l'altro — anche quando è un animale — non è una parte di noi.

È un altro essere, con bisogni, tempi e modalità proprie.

Ed è proprio nell'incontro con questa alterità che nasce la relazione.

Forse è questo che amo dei gatti.

La loro libertà non cancella il legame.

Lo rende una scelta.

E forse è anche per questo che desidero un cane e un pappagallo.

Non per riempire un vuoto.

Ma per incontrare forme diverse di alterità, di comunicazione, di cura e di appartenenza.

Perché il nostro benessere psicologico non riguarda soltanto ciò che accade dentro di noi.

Riguarda anche la qualità dei legami che costruiamo.

Con le persone.

Con gli animali.

Con la natura.

E, prima ancora, con la nostra capacità di riconoscere che l'altro non è nostro.

Forse amare davvero significa proprio questo:
sentire profondamente il legame senza smettere di lasciare libero chi amiamo.

Stefania Pelosi
Psicoterapeuta sistemico-relazionale

E se la vera trasgressione non fosse fare sesso con qualcun altro, ma tornare a guardare la persona che abbiamo accanto?...
23/09/2026

E se la vera trasgressione non fosse fare sesso con qualcun altro, ma tornare a guardare la persona che abbiamo accanto?

Sono andata a vedere The Invite – Il piacere è tutto nostro e, da psicoterapeuta relazionale, sono uscita dal cinema pensando che il film racconti molto più della trasgressione.

Racconta cosa accade quando, dentro una coppia, il desiderio smette di essere curiosità e diventa abitudine.

Il sesso, nel film, è quasi un detonatore: fa emergere ciò che la coppia non riesce più a dirsi. La distanza, la noia, il bisogno di sentirsi desiderati e, soprattutto, il bisogno di sentirsi ancora scelti.

Ma c'è un dettaglio che ho trovato particolarmente interessante: anche la psicoterapeuta del film ha una relazione tutt'altro che perfetta.

E questo mi ha fatto pensare a una cosa che spesso dimentichiamo:

conoscere le relazioni non significa saperle vivere senza difficoltà.

Chi lavora con le coppie conosce le dinamiche, riconosce i copioni, sa quanto sia importante ascoltare, comunicare, differenziarsi.

Ma poi torna a casa e, come tutti, porta nella propria relazione la propria storia, le proprie ferite, i propri bisogni.

Forse è proprio questo a rendere il film interessante.

E poi arriva Oscar Wilde:

«Bisognerebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non ci si dovrebbe mai sposare.»

Una frase che potrebbe sembrare un elogio delle relazioni brevi.

Io la leggo diversamente.

Gli innamorati si guardano.

La coppia stabile rischia invece di dire: «Ti conosco.»

E lentamente quel ti conosco può diventare «So già chi sei».

Ma nessuno di noi rimane uguale.

La persona che amiamo cambia.
Noi cambiamo.
E la relazione deve trovare nuovi modi per incontrarci.

Per questo forse il problema non è quanto dura una relazione, ma cosa accade dentro quella durata.

Riusciamo ancora a essere curiosi?

A lasciarci sorprendere?

A vedere chi abbiamo davanti, invece dell'immagine che ci siamo costruiti di lui?

Una relazione lunga non è una relazione che non cambia.
È una relazione che cambia senza smettere di incontrarsi.

E forse il contrario dell'amore non è la fine del desiderio.

È smettere di guardare.

Vediamo davvero ciò che abbiamo davanti?Il nostro cervello non registra semplicemente la realtà: la interpreta.Per quest...
02/09/2026

Vediamo davvero ciò che abbiamo davanti?

Il nostro cervello non registra semplicemente la realtà: la interpreta.

Per questo due persone possono vivere la stessa situazione e raccontarla in modo completamente diverso.

Non vediamo solo con gli occhi. Vediamo anche attraverso la nostra storia.

Quando in una coppia manca il “noi”, cosa succede?A volte il conflitto sembra riguardare una scelta concreta. In realtà ...
28/08/2026

Quando in una coppia manca il “noi”, cosa succede?

A volte il conflitto sembra riguardare una scelta concreta. In realtà parla di qualcosa di molto più profondo: quanto spazio ha la relazione nella vita di entrambi.

E quando uno dei due sente di essere l’unico a costruire, può arrivare a smettere di investire.

È un ricatto o è il segnale di una relazione diventata troppo faticosa da sostenere da soli?

Ne parlo nel nuovo articolo sul blog.

👉 Leggi l’articolo

https://psicologastefaniapelosi.altervista.org/conflitti-di-coppia-quando-manca-il-noi/

e fammi sapere cosa ne pensi.

Conflitti di coppia: quando manca il “noi”. Scopri come bisogni, autonomia e reciprocità influenzano la relazione.

Le triangolazioni più potenti  sono quelle che viviamo come pensieri completamente nostri.Da questa riflessione nasce il...
23/08/2026

Le triangolazioni più potenti sono quelle che viviamo come pensieri completamente nostri.

Da questa riflessione nasce il mio nuovo articolo sulle alleanze tra genitori e figli e sulle dinamiche familiari che spesso passano inosservate.

📖 Leggi l'articolo:

Perché un figlio si schiera con un genitore? Scopri la differenza tra alleanza, triangolazione e coalizione familiare

A volte il problema non è quanto ci amiamo.È che non sappiamo più dove finisco io e dove inizi tu.Ne ho parlato nel nuov...
17/08/2026

A volte il problema non è quanto ci amiamo.

È che non sappiamo più dove finisco io e dove inizi tu.

Ne ho parlato nel nuovo articolo.

Confini familiari, ruoli e rispetto in famiglia: scopri come costruire relazioni più sane e proteggere la tua identità

Indirizzo

Piazzetta Mondragone
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80132

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 21:00
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