12/08/2026
𝑹𝒊𝒔𝒂𝒓𝒄𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 € 700.000 𝒂𝒊 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒛𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒖𝒕𝒐-𝒔𝒖𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒎𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒂 𝒂𝒊 𝒔𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊, 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒏 𝒐𝒔𝒑𝒆𝒅𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒂𝒅𝒆𝒈𝒖𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒂𝒅𝒆 𝒅𝒂𝒍 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒐𝒔𝒑𝒆𝒅𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒈𝒐𝒏𝒊𝒂
Siamo abituati a considerare errore medico un intervento sbagliato, una diagnosi errata, un’infezione contratta in ospedale, dimenticando che la malasanità purtroppo coinvolge molto aspetti: uno tra questi è quello dell’assistenza sanitaria.
Un paziente, ancor di più se anziano e fragile, ha il pieno e totale diritto di ricevere tutte le cure sanitarie necessarie, intese sia come medico-terapeutiche sia assistenziali, con rispetto, premura ed attenzione, preservando la propria dignità.
E’ ciò che, purtroppo, non è accaduto al povero sig. A. che, lasciato da solo in reparto in condizioni di non autosufficienza né di autocontrollo, in preda ad una forma di demenza ben nota ai sanitari, ha scavalcato la balaustra del balcone ed è precipitato al suolo, morendo dopo giorni di agonia.
Una giusta sentenza ottenuta dai consulenti di Dignità al Malato ha riconosciuto ai familiari un risarcimento di € 700.000,00.
A settembre 2017, il signor A. veniva accompagnato dal figlio al pronto soccorso in seguito ad un incidente domestico notturno, che gli causava una frattura costale multipla che ne condizionava il respiro. Il signor A era affetto da demenza con frequenti episodi di caduta, pertanto già all’ingresso in pronto soccorso era irrequieto e scarsamente collaborante. Tuttavia, al povero signor A. non fu data la necessaria attenzione e rimase confinato nel letto con due spondine quale unico presidio. Era agitato, irrequieto e in camera da solo. La mattina successiva, il paziente riusciva a scendere dal letto, usciva dalla stanza attraverso una porta finestra aperta, scavalcava la balaustra del balcone e precipitava al suolo. Dopo 10 giorni dalla rovinosa caduta, il sig. A. moriva.
Il Consulente Tecnico d’Ufficio stabiliva che l’assistenza ospedaliera erogata nei confronti del sig. A. fosse stata connotata da negligenza per non aver valutato adeguatamente un soggetto anziano multiproblematico (recente traumatismo, degenerazione cerebrovascolare, ipovedente, ipoacusico, con importanti difficoltà deambulatorie), confinato improvvisamente in un ambiente nuovo e diverso, condizione che ha ulteriormente compromesso lo stato cognitivo e non aver dunque correttamente ponderato il rischio cadute. A tale censurabile condotta è conseguita la mancata adozione di tutta una serie di misure precauzionali che avrebbero evitato che il soggetto potesse porre in atto comportamenti o azioni pericolose per la propria incolumità. Imprudentemente il sig. A. fu lasciato incustodito per un tempo sufficiente affinché potesse precipitarsi dal 5 piano dell’Ospedale.
I familiari, alla ricerca del giusto supporto, professionale ed umano, e con la speranza di riuscire a fare giustizia, si rivolgevano a Dignità al Malato. Mentre questi erano disponibili ad una transazione, la struttura sanitaria, non condividendo le risultanze del Consulente Tecnico d’Ufficio, rifiutava ogni possibilità di definizione della lite.
Il contenzioso arrivava davanti al Giudice che emetteva la sentenza a favore dei familiari con un risarcimento pari a € 700.000