Dottoressa Martina Baldi Psicologa

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Dottoressa Martina Baldi Psicologa Diagnosi
Consulenza e supporto psicologico
Tutor Disturbi specifici dell'Apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia)
Terapista ABA

Sono una Psicologa clinica. Mi sono laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università Federico II di Napoli ed ho svolto attività di tirocinio post lauream presso l’Unità operativa di Neuropsichiatria del AORN Santobono Pausilipon. Ho arricchito la mia formazione specializzandomi nei Disturbi Specifici dell’ Apprendimento e nei Disturbi dello Spettro Autistico. Ho inoltre conseguito la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità e lavoro come insegnante di sostegno alla scuola secondaria di II grado. Fornisco consulenze e supporto psicologico ad adulti e bambini, mi occupo di fornire sostegno didattico e supporto psicologico a bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche, realizzando percorsi educativi individualizzati mirati a far acquisire un metodo di studio personale ed efficace, utilizzare al meglio gli strumenti compensativi, accrescere la loro autonomia, l’autostima ed il senso di autoefficacia e realizzo terapie con bambini e/o ragazzi affetti da disturbo dello spettro autistico utilizzando la metodologia ABA mirata all’ acquisizione di specifiche abilità e alla riduzione di comportamenti problema. Essere una psicologa, per me , significa cogliere le risorse di chi ho di fronte e favorirne la loro massima espressione. Siamo tutti portatori di grandi potenzialità, basta trovare la chiave di volta per farle emergere. “Ho sempre cercato fuori di me forza e fiducia, ma esse vengono dall’interno. Sono sempre lì’ Anna Freud

29/08/2026

La mente può trasformare un possibile problema in una sofferenza già cominciata.

Basta una telefonata che non arriva, una risposta rimandata o una frase detta a metà. Il fatto è piccolo, ma nella testa parte un film: e se fosse successo qualcosa? E se andasse tutto storto? E se non riuscissi a gestirlo?

Quando arriva alla scena peggiore, il corpo spesso reagisce come se quella scena fosse già reale. Sale la tensione, si perde concentrazione, si dorme peggio. Eppure, in quel momento, il pericolo potrebbe esistere soltanto nella nostra previsione.

Seneca aveva osservato proprio questo meccanismo molti secoli fa. Nella Lettera 13 sulle paure infondate, invitava a distinguere tra ciò che sta accadendo davvero e ciò che la mente aggiunge, anticipa o ingigantisce. Non diceva che i problemi non esistono. Diceva qualcosa di più utile: una paura immaginata può farci soffrire prima ancora che il problema si presenti, e a volte può farlo senza che si presenti mai.

Qui però serve una precisazione. Dire che Seneca aveva già scoperto l’“overthinking” è comodo, ma non del tutto corretto. Quella parola è moderna e non appartiene al linguaggio della filosofia stoica. Oggi, in psicologia, si parla più spesso di rimuginio o preoccupazione: pensieri ripetitivi che tornano sugli stessi problemi, sulle possibili conseguenze e sugli scenari negativi.

La somiglianza, però, è sorprendente. Cambiano le parole, non l’esperienza: la mente prova a proteggerci immaginando in anticipo ciò che potrebbe andare male. Il guaio è che, invece di prepararci davvero, può tenerci bloccati dentro una possibilità.

E non bisogna trasformare l’idea in un’altra regola assoluta. Non tutte le paure sono infondate e non tutti gli scenari difficili sono immaginari. Alcuni pericoli sono reali, alcuni problemi arrivano davvero. La lezione non è ignorare i segnali, ma chiedersi dove finisce il fatto e dove comincia la storia che ci stiamo raccontando sopra.

A volte non stiamo affrontando un evento: stiamo affrontando dieci versioni possibili dello stesso evento. E la prima, quella che ci fa più paura, non è per forza quella che accadrà.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Lettera 13 — Seneca sulle paure non ancora realizzate
👉 2 termini moderni — rimuginio e preoccupazione
📚 Fonti: non disponibili

Hai mai notato quanto sia più facile parlare di un mal di testa che di un periodo di ansia o tristezza? Abbiamo normaliz...
10/10/2025

Hai mai notato quanto sia più facile parlare di un mal di testa che di un periodo di ansia o tristezza?

Abbiamo normalizzato il dolore mentale come se fosse un difetto, non una ferita.

Quante volte, di fronte a una persona che sta attraversando un periodo difficile, sentiamo dire: Devi solo distrarti! Pensa a chi ha una malattia vera! Esci, e ti passerà…

Frasi dette con buone intenzioni…
…ma che finiscono per sminuire il dolore di chi soffre davvero.

Eppure, se qualcuno si rompe una gamba, nessuno gli direbbe “Cammina un po’, vedrai che passa.”

Allo stesso modo, chi vive ansia, depressione o stress cronico non ha bisogno di sentirsi giudicato o sminuito, ma ascoltato, accolto e sostenuto.

La sofferenza psicologica è reale e non è meno importante di quella fisica: incide sul corpo, sul sistema immunitario, sul sonno e sulla capacità di concentrazione.

Non serve dire ‘reagisci’. Serve dire ‘ti ascolto’.

La mente merita la stessa cura del corpo

Oggi, 10 ottobre, ricordiamo una verità semplice ma spesso dimenticata: non può esserci salute fisica senza salute mentale. 🍀 🧘🏻‍♀️ 🧠

18/09/2025

Una delle difficoltà più comuni per chi ha l’ADHD riguarda le funzioni esecutive, ovvero quei processi mentali che servono per organizzare, pianificare e portare a termine un compito.

Ecco perché una persona con ADHD può riuscire a pulire la casa di qualcun altro senza problemi, ma rimanere bloccata per ore davanti alla propria stanza senza riuscire a iniziare.

Il motivo è semplice: quando l’attività riguarda gli altri, c’è una struttura esterna, un bisogno chiaro e immediato, spesso anche un rinforzo sociale. Questo attiva la motivazione e permette di agire. Quando invece si tratta di compiti personali, senza scadenze o stimoli esterni, il cervello fa più fatica ad attivarsi.

Non è pigrizia, né mancanza di volontà: è una caratteristica legata al funzionamento neurobiologico dell’ADHD.

Riconoscere questa dinamica è il primo passo per trovare strategie pratiche che aiutino a gestire meglio le attività quotidiane.

09/02/2025
⚠️Ti sei mai chiesto come il tuo atteggiamento emotivo possa influenzare l'approccio di tuo figlio alla scuola? Sei cons...
08/02/2025

⚠️Ti sei mai chiesto come il tuo atteggiamento emotivo possa influenzare l'approccio di tuo figlio alla scuola? Sei consapevole che il supporto emotivo può fare la differenza nella sua motivazione❓

▶️Ecco alcune azioni che la famiglia può mettere in atto per promuovere un’esperienza di apprendimento più favorevole per il proprio bambino .

❗️Incoraggiare e ascoltare il bambino, lodando gli sforzi più che i risultati

❗️Stabilire una routine strutturata: creare orari fissi per lo studio e per le attività quotidiane aiuta a ridurre l'ansia e a migliorare la concentrazione.

❗️Includere pause regolari per evitare il sovraccarico.

❗️Monitorare il benessere psicologico: Prestare attenzione al benessere emotivo del bambino, cercando di identificare segni di stress o ansia legati alla scuola, e intervenire tempestivamente

❗️Essere flessibili e pazienti: Comprendere che i progressi possono essere più lenti

❗️Valutare le risorse aggiuntive: Considerare l’uso di tutoraggi, supporto psicopedagogico o altre risorse specialistiche che possano supportare in modo più mirato l’apprendimento del bambino

E tu come supporti tuo figlio nello studio?

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