www.psicoterapeutapaziente.com

www.psicoterapeutapaziente.com Blog psicologico

Non voglio parlarvi della insensatezza dell'astrologia, del fatto che i segni sono in realtá 13, che non corrispondono a...
23/08/2020

Non voglio parlarvi della insensatezza dell'astrologia, del fatto che i segni sono in realtá 13, che non corrispondono alle date che conoscete, che sono stelle lontanissime tra di loro ma che solo per noi sembrano vicine etc etc

Io voglio parlarvi del PERCHÈ ci crediamo anche se non ha nessun fondamento!

È incredibile quanto il cervello umano non funzioni per un principio di razionalitá come tutti credono ma per un principio di RISPARMIO dell'ANSIA.

In pratica l'uomo utilizza, in base alla sua capacitá di gestire l'ansia e in base al suo bisogno alto o basso di autostima, una quota maggiore o minore di schematizzazioni nel pensiero.

Quanto piú sei insicuro piú tenderai a usare le informazioni nuove dentro gli schemi che hai giá invece di metterle in dubbio per intenderci.

Forer, un professorone di Psicologia, diede a un gruppo di persone una analisi della loro personalitá e chiese di votare quanto si avvicinasse effettivamente alla realtá: la media fu di 4.7 su 5

Il problema è che il profilo psicologico era lo stesso per tutti 😂 e da allora questa tendenza naturale umana a immedesimarsi nelle categorie proposte viene chiamata appunto effetto Forer o Barnum (ce l'abbiamo TUTTI ma in quote differenti).

L'approccio "confermativo" della mente umana tende, per lo stesso meccanismo di risparmio d'ansia, a verificare le previsioni generiche degli oroscopi utilizzando meccanismi di attenzione e disattenzione selettiva, pur di ricevere il beneficio ansiolitico di sentirsi predetto.

L'ansia di sapersi non appartenenti ad una categoria di 12 personalitá o abbandonati al caso nel quotidiano sono i due motori che spengono i meccanismi razionali scientifici nel cervello e ci rendono preda dell'astrologia.

Perdonami Paolo Fox

La comunicazione con i pazienti: Piú grosso si fa il medico piú piccolo diventa il paziente!Ne parlo spesso con gli amic...
14/08/2020

La comunicazione con i pazienti: Piú grosso si fa il medico piú piccolo diventa il paziente!

Ne parlo spesso con gli amici medici piú illuminati, quelli che non sono cosi insicuri da rimanere attaccati al vecchio metodo di fare il medico dall'alto, con lo psicologo affianco muto da usare solo se il paziente piange 😂🤦🏻

La medicina dei nostri genitori era sciamanica, prevedeva una fede cieca nel medico che impartiva ordini e usava paroloni che non richiedessero comprensione ma accettazione.

La medicina evoluta punta invece all'autonomia del paziente, all'evoluzione da malato incosciente a paziente che interroga ed esplora, che richiede tempo ed ascolto da parte dei sanitari.

Il primo errore è cercare appunto di tenere il paziente, piccolo o vecchio che sia, all'oscuro della sua condizione di malattia, rendendolo di fatto un miserevole. Questo taboo in famiglia distrugge ogni possibilitá di intimitá relazionale, fa emergere conflitti spesso irrecuperabili tra il paziente reso minuscolo ed i parenti edotti resi appesantiti dal silenzio obbligato. Nel frattempo in stanza tutti parleranno senza accorgersene del taboo avanti al paziente che fingerá di non sentire 😉
Non vi parlo nemmeno dei sensi di colpa dopo quando il paziente muore senza sapere il perchè e senza un vero saluto...

Il secondo grande errore è coprire la propria ansia di contatto col dolore del paziente con la scusa dello scarso tempo. Un paziente arronzato torna dieci volte e vi farà perdere il triplo del tempo, un paziente che puó fare domande al medico coraggioso sicuramente guarisce anche prima.

Il terzo errore è proprio l'uso di noi "psico" usati principalmente per riparare i danni comunicativi invece che per prevenirli e per migliorare la relazione col paziente. Per questo noi andremmo usati PRIMA di parlare con i pazienti, inteso in tre vie:

1) Chi lavora con la malattia dovrebbe, se puó, fare terapia su se stesso per lavorarsi i motivi per cui fa medico e divenire un medico migliore.

2) Incontri con gli Psico in ospedale in cui si chiede a noi la strada migliore per comunicare col paziente prima di andare a fare danni.

3) Colmare l'ignoranza della psicosomatica.

Durante il COVID, tra le domandone che mi sono arrivate ripetutamente in privato il vero campione di incassi è stato il ...
10/06/2020

Durante il COVID, tra le domandone che mi sono arrivate ripetutamente in privato il vero campione di incassi è stato il quesito sul sesso ed i bambini🏆

Un caso!? 😉

Soprattutto considerando le poche alternative pratiche a nonne e tate in fase quarantena, diciamo che molti piú genitori del previsto sono stati colti nell'atto o ascoltati per sbaglio dai figli.

Molti genitori magari non se ne saranno nemmeno accorti eh ma quelli i figli, si sa, hanno l'orecchio fino ☺️

A quel punto la prole si è recata alla porta di mamma e papá ed il giorno dopo ha chiesto:
"Ma io come sono nato? Ma voi fate ancora l'amore? Ma mica volete altri figli?" e altre domande classiche...

Ci sono davvero tantissimi libri (la sezione della casa editrice Erickson in primis, la trovate sul loro sito) e mi fa piacere li leggiate se davvero vi manca il vocabolario adatto ai piccoli ma...

Che messaggio volete dare ai vostri figli sul sesso usando un libro come sostituto genitore su un argomento cosí invece intimo e personale?

Se vivete con amore, col sorriso e senza taboo la sessualitá, perché non lasciarvi guidare dalla loro curiositá sull'argomento? Domanda dopo domanda, alla scoperta di voi stessi tramite le loro domande.

Le metafore dell'apina, del cavolo, della cicogna e le varie metafore religiose di turno servono a tranquillizzare i grandi o i piccoli?

P.s. questa domanda è stata fatta un paio di settimane fa persino alla rubrica Dear Daddy dell'Internazionale e ho sorriso pensando al motivo dell'aumento delle richieste 😉 ma come al solito sono d'accordo con l'autore della rubrica su tutta la linea




Il razzismo andrebbe COMPRESO, mai respinto, perchè il razzismo altro non è che una PROIEZIONE sulla ALTRUI RAZZA, ORIGI...
02/06/2020

Il razzismo andrebbe COMPRESO, mai respinto, perchè il razzismo altro non è che una PROIEZIONE sulla ALTRUI RAZZA, ORIGINE o CLASSE di qualcosa di nostro con cui non vogliamo fare i conti.

È gratificante spostare nello zingaro la cattiveria, nel nero l'aggressivitá, nell'ebreo la cupidigia e nel napoletano la marijuolamma, in quanto CI PULISCE l'ANIMO, ci rende candidi, gli altri invece sono sporchi e cattivi.

Se sentiamo forte la paura della nostra stessa aggressivitá, della nostra cupidigia, dei nostri naturalissimi lati oscuri, ci verrá facile ed automatico puntare il dito verso l'ALTRO.

L'impotente ed il represso sono gli animi che maggiormente rifiutano il proprio stesso lato oscuro, sono quelli che (oso citare uno psicanalista come provocazione) per paura degli effetti della propria potenza ed aggressivitá si castrano inconsciamente!😉

Fingendo che la differenza non esista dipingiamo di bianco il nero e torniamo al punto di partenza, invece possiamo forse tentare altre strade:

1) Ricevere come ZEUS, detto Xenios il protettore di razze, che prevedeva una OSPITALITÁ intesa come SCAMBIO DI USANZE, scambio momentaneo di vite, usi alimentari, costumi e doni natii, per mettersi momentaneamente nei panni dell'altro durante l'obbligatoria accoglienza dei viaggiatori in casa propria.
Viaggiare come SIDDHARTA: Colui che non rende bianco il nero, che non usa l'hotel americano in terra africana, colui che diviene musulmano e si inginocchia in medio oriente, buddista vegano in Tibet, fervente carnivoro cattolico in sud america, che sappia spogliarsi temporaneamente dei propri usi, della propria lingua, delle proprie regole di vita, per far DECADERE le PROPRIE DIFESE con L'ESPERIENZA PRATICA dell'altro ma rimanendo disposto a far conoscere stesso quando trova uno ZEUS pronto ad accoglierlo 😉

2) La strada della PSICOTERAPIA Sociale: una psicoterapia pubblica e diffusa sul territorio con cui ogni cittadino possa sperimentare la DIVERSA COMPLESSITÁ DENTRO di SÈ, le ombre della propria anima viste come pienezza e complessitá e non come demoni , senza volerle per forza rigettare e proiettare quindi nel popolo vicino, rimettere i propri peccati "al paese loro"

La pratica piú pompata e fraintesa dai film quando si parla del nostro lavoro e purtroppo anche una delle cose che fa pi...
20/04/2020

La pratica piú pompata e fraintesa dai film quando si parla del nostro lavoro e purtroppo anche una delle cose che fa piú gola ai curiosi.
Piace l'IPNOTISMO come piace tutto ció che ci toglie responsabilitá, come ci piace l'oroscopo o la religione, come amiamo la magia e tutto ció che ci illude di essere sotto un disegno o una forza piú grande di noi, un genitore onnisciente che si prenda cura di noi senza il nostro sforzo attivo.

Provo a fare chiarezza senza dirvi tutta la storia dell'ipnotismo:

1) L'ipnosi NON AGISCE INCONSAPEVOLMENTE , anzi AFFILA la COSCIENZA del PAZIENTE VERSO UN OGGETTO INTERNO specifico, che sia un ricordo, una percezione, un emozione, un desiderio.

2) L'ipnosi CONTRO VOLONTA' LASCIAMOLA a GIUCAS CASELLA per favore 🤦🏻
I terapeuti lavorano sempre seguendo la volontá dei pazienti, senza la quale non puó esistere nessun lavoro terapeutico!

3) La regressione a VITE PASSATE o altre cose che avete visto in televisione, è priva di alcun fondamento e le vite passate che vengono fuori cosí come gran parte dei ricordi in stato di ipnosi si basano su COSTRUZIONI INQUINATE dai desideri e pensieri del terapeuta con frammenti dell'inconscio del paziente.

Ma allora a che serve questa ipnosi, mi chiederete!?

Si puó utilizzare lo stato di trance ipnotica ad esempio come antidolorifico, concentrando la coscienza del paziente in un "luogo sicuro", allontanando la concentrazione ad esempio dai denti prima di un intervento odontoiatrico.

Si puó utilizzare per associare ad un gesto, quale la suzione della sigaretta, il sapore acre e terribile dell'aceto, nella speranza che l'associazione abbassi la quota di vizio. Questo funzionerá solo se la dipendenza non ha radici psicologiche ma solo fisiche, cosa molto rara.

La si puó utilizzare per aiutare un paziente ad entrare in contatto con una parte di Sè trascurata e magari infantile che vuole dirci qualcosa di importante e necessita di amprevoli cure o cambiamenti di vita dal paziente stesso.

Possiamo utilizzarla, come avrete capito, per aiutare i pazienti con compiti introspettivi difficili in cui necessitiamo di tutta l'attenzione possibile, non di trucchi magici e deresponsabilizzanti 😉

Sto leggendo, su Ig e persino al Tg, milioni di consigli parapsicologici sul come passare la quarantena  incentrati sul ...
20/03/2020

Sto leggendo, su Ig e persino al Tg, milioni di consigli parapsicologici sul come passare la quarantena incentrati sul distrarsi, sull'uscire fuori da Sè e dalle proprie sensazioni spiacevoli.

In un momento in cui non si puó uscire di casa volevo invece "sfrocoliarvi" con una parte di quello che noi terapeuti sistemici chiamiamo in terapia "il ritorno a casa" 😁
Alcune domande le avrete giá fatte ma rifatele MEGLIO e con dolce curiositá.

Se vivete a casa con i vostri genitori siete a cavallo (se non ci parlate mai ancora meglio, i genitori amano queste domande se fatte bene) altrimenti usate il telefono, se sono morti entrambi usate altri parenti, se non avete parenti tirate fuori amici di famiglia, gli album etc. pronti!?

1) Da dove viene il mio nome? Avevate in mente altri nomi? Chi vi ha spinto a decidere?

Se vi giocate bene questa domanda ad es. potrete sapere: se siete gli eredi e quindi capire le aspettative che vi sentite addosso se hanno margini di manovra; se le famiglie hanno lottato tra di loro per il vostro nome; se siete figli "sostitutivi" di altri figli o parenti morti etc.

Pensate che in base ai nomi che avrei dovuto avere io stesso, non solo posso capire meglio la mia personalitá (e relativi margini di cambiamento) ed il mio specifico ruolo in famiglia, ma posso anche capire come ho modificato la mia vita in risposta al "figlio" che avevano in mente i miei genitori!!!

2) Mi avete immaginato e voluto prima che nascessi? Come vi aspettavate che fossi?

3) Che cosa del mio carattere riconoscete come vostra ereditá? Cosa ho preso dall'uno e dall'altro e cosa invece da altri parenti o amici?

4) Credete che rispetto alla famiglia io sia
A) l'erede B) il mediatore C) il cucciolo D) quello che sbatte le porte?

5) Se smettessi di fare A,B,C o D , come cambierebbe secondo voi la famiglia?

Sono domande apparentemente semplici ma se vi sale l'ansia anche solo al pensiero di farle...ALLORA FATELE, non esiste migliore bussola dell'ansia!
Vi serviranno per gli esercizi successivi, per acquisire maggiore intimitá con le radici e quindi migliorare i frutti (le relazioni attuali), per la terapia 😉

Questo argomento avrá varie puntate, cominciamo con il caso che capita piú spesso e che in sud Italia è quasi prassi: La...
07/03/2020

Questo argomento avrá varie puntate, cominciamo con il caso che capita piú spesso e che in sud Italia è quasi prassi: La MOGLIE che È DIVENTATA MAMMA del MARITO!

Arrivano di solito da me in terapia quando i figli fanno un annetto o ancora peggio quando ne fanno 4, quando la bomba è scoppiata perchè la coppia non ha svolto il suo ruolo psicologico piú importante per i due individui: quello di farli differenziare, evolvere rispetto alle loro famiglie d'origine.

Mi portano il figlio perchè ha qualche sintomo (pipí a letto o ancora meglio come simbolo incollante la "Pupú") affinchè io lo curi e glielo restituisca 😅

Il problema è che i terapeuti sistemico relazionali non accettano "pacchi", restituiscono il figlio e fanno entrare la famiglia, sapendo bene che il problema non ce l'ha il figlio.

Il figlio stará provando a tenere insieme una coppia che ha non ha saputo modificare il patto coniugale con l'arrivo del terzo.
Il marito aveva scelto proprio questa donna perchè nella sua famiglia non si sentiva visto, ha scelto proprio lei perchè la famiglia materna lo adottasse, perchè questa moglie e tutta la sua famiglia lo facesse sentire finalmente accudito ed importante.

La moglie invece non si è mai staccata dalla propria famiglia invischiante, magari vive nello stesso palazzo, e gioca a fare la figlia che non cresce, per cui si è scelta un uomo da far entrare in casa e che non rischiasse di tirarla fuori.

Nasce il pupo ed improvvisamente il marito deve lottare col figlio per ricevere attenzioni, come due fratelli...

Non riceve piú quello per cui l'aveva scelta, probabilmente si allontanerá, cercherá altre donne materne che gli carezzino la testa come non ha mai fatto la madre.

E il bambino prova ad incollare i genitori 😉

N.B. andate in terapia PRIMA di sposarvi se potete 🙏🏻💪🏻







La selettivitá alimentare nei bambini.Forzarli a mangiare, minacciarli, dirgli che altrimenti arriva l'uomo nero, dargli...
01/03/2020

La selettivitá alimentare nei bambini.

Forzarli a mangiare, minacciarli, dirgli che altrimenti arriva l'uomo nero, dargli dei premi se mangiano, usare la tv o il cellulare per distrarli, dirgli che sennó mamma e papá piangono...NESSUNO di questi TRUCCHETTI migliora le cose, anzi le PEGGIORA perchè rende la tavola il luogo di grandi battaglie psicologiche e non piú luogo di scoperta e sperimentazione alimentare.

Gli unici trucchi che funzionano sono quelli faticosi:

1) La tecnica dei 15: i bambini, soprattutto attorno ai due anni ma anche molto molto dopo, vanno in sciopero fobico sui cibi sconosciuti e l'unico modo per vincerla è di presentare lo stesso alimento, in forme, percentuali e abbinamenti diversi, per almeno 15 volte al bambino prima che possa piacergli.

2) L'Esempio: se nemmeno i genitori mangiano sperimentando vari alimenti con piacere vero e se nemmeno loro amano mangiare seduti a tavola senza tv ma godendosi davvero i pasti, difficilmente un figlio fará del pranzo un momento di gioia ed esplorazione.

3) Condividere spesa e preparazione, durante i quali, tramite il gioco, i bambini possono appassionarsi alla trasformazione del cibo, alla gioia di chi ama cucinare ed assaggiare.

Detto ció... tutto quello che ho appena detto diventa assolutamente inutile se i vostri figli percepiscono inconsciamente qualche problema, ad esempio che non siete pronti a farli crescere (succede la stragrande maggioranza delle volte), oppure che c'è una crisi in atto nella famiglia e debbono tradurla in un sintomo alimentare per non farla esplodere nella coppia, oppure stanno esteriorizzando la gelosia verso il nuovo nato e tentano una regressione alimentare, oppure la sfida dinanzi al tavolo è il terreno di guerra di questioni irrisolte per cui il figlio comportandosi da tiranno sta testando il terreno per capire la famiglia come sta messa su altri aspetti.
Persino la disposizione dei posti a tavola, la capacitá di una famiglia di mangiare gli stessi alimenti o meno, il mangiare tutti alla stessa ora... tutto ci racconta di come sta la famiglia.

Dopotutto il letto e la tavola sono i due piú grandi indizi per capire le famiglie velocemente

La paura della malattia, soprattutto nell'epoca del   , la conoscete più o meno tutti, per cui evito di dilungarmi tropp...
27/02/2020

La paura della malattia, soprattutto nell'epoca del , la conoscete più o meno tutti, per cui evito di dilungarmi troppo sulla descrizione di una patologia fin troppo diffusa.

Carlo Verdone è stato forse il simbolo degli ipocondriaci, l'esperto per eccellenza di malattie ed il primo a scambiare un dolore al petto di tipo ansioso per un principio di infarto.

L'ipocondriaco spesso nasce in famiglie che gli confermano la FRAGILITÁ, sua e propria dei genitori, genitori che parlano di malattie piú che di emozioni, che SANNO MEDICARE ma NON PRENDERSI CURA.
Spesso sono famiglie in cui si è VISTI SOLO NEI MOMENTI DI MALATTIA e che abbraccia un figlio solo quando ha una febbre.
È proprio qui la chiave per comprendere gli ipocondriaci e per salvare la generazione futura da una nuova isteria di massa come quella attuale:

1) INSEGNARE le EMOZIONI ai nostri figli! Parlare delle emozioni che sentiamo e degli effetti che le emozioni hanno sul nostro corpo crea un vaccino naturale all'ipocondria.

2) Imparate a leggere i SEGNI del dolore emotivo e a reagire sulle emozioni e non sugli effetti somatici.

Vi parlo di prevenzione e non di cura perchè gli ipocondriaci sono quelli piú restii ad andare in psicoterapia, in quanto andare in terapia vorrebbe dire (nella loro lingua) che i loro sintomi non sono "veri", vorrebbe dire che loro non sono buoni esperti del dolore, sarebbe un tradimento alla loro educazione familiare.




Parliamo di una contrazione involontaria, di un riflesso condizionato che crea quasi la percezione di un "muro invalicab...
22/02/2020

Parliamo di una contrazione involontaria, di un riflesso condizionato che crea quasi la percezione di un "muro invalicabile", accompagnato da una dispercezione (spesso le donne con il vaginismo immaginano di avere una va**na molto differente da com'è in realtá) e imbarazzi angoscianti.

Il vaginismo colpisce molte piú donne di quante pensiate ed è troppo spesso visto come un sintomo dovuto a cause organiche irrisolvibili.
In realtá i vaginismi di origine puramente organica sono abbastanza rari (struttura dell'imene peculiare, infibulazioni, sindromi rare etc) ma per questi casi abbiamo il miglior ginecologo al mondo ,che per puro caso è anche mio fratello 😁

Per tutti gli altri casi, invece, si tratta di sintomi legati all'anima, curabili con la psicoterapia ovviamente e divisibili in due macro categorie: vaginismo solo con un partner, vaginismo con tutti.

Nel primo caso c'è da riflettere sulla possibilitá di intraprendere un percorso di coppia, per comprendere cosa questo sintomo ci stia dicendo della nostra relazione e della scelta del partner (ebbene si, la terapia di coppia si fa spesso per lasciarsi e non per stare insieme).

Nel secondo caso invece il sintomo ci sta parlando di storie piú "antiche" (cause anche molto diverse tra loro come ad esempio: forti dipendenze dalla figura materna, sindromi abbandoniche, violenze sessuali, educazione fortemente religiosa, omosessualitá latenti etc) da andare a comprendere ed affrontare in una psicoterapia fatta come si deve.

Spesso la donna che soffre di vaginismo ha una predilezione per partner che non intacchino la situazione (ad esempio uomini percepiti come deboli dalla donna, spesso squalificati se non addirittura non amati) il che può rendere la relazione funzionale al sintomo, alimentarlo e farlo evolvere in matrimoni bianchi veri e propri.

Forse è uno dei problemi psicosomatici piú incompresi e spesso viene trattato con rimedi solo temporanei e parziali verso il sintomo, ma ho speranza per il futuro❤️🙏🏻





La fortuna in amore."Ma li trovo tutti io cosí? Ma che ho: il LANTERNINO in amore"?Se soltanto esistesse il LANTERNINO a...
19/02/2020

La fortuna in amore.

"Ma li trovo tutti io cosí?
Ma che ho: il LANTERNINO in amore"?

Se soltanto esistesse il LANTERNINO amoroso, e cioè la sfortuna nella scelta dei partner, avrebbe la forma delle nostre radici.

Questo non vuol dire, come molti credono, che se il vostro partner NON SOMIGLIA in niente ai VOSTRI GENITORI, allora siete salvi dal lanternino!

La SCELTA (cosí come i comportamenti amorosi volti inconsciamente a trasformare il partner) NON è una semplice COPIA dei vostri copioni familiari ma puo avvenire per motivi piú complessi del tipo:

La ragazza anoressica potrebbe scegliersi, per mortificare e controllare il proprio desiderio, un uomo meno attratto dalla sessualitá se non magari un omosessuale latente che rifiuta la sua omosessualitá e viceversa.

Un uomo con propensione al narcisismo potrá cercarsi una donna Eco, una donna i cui genitori hanmo trattato con affetto e stima fortemente ambivalenti (madre che squalifica e padre che non la difende ad esempio).

La donna proveniente da una famiglia troppo invischiata, in cui crescere e abbandonare il nido significa uccidere i genitori, potrebbe ad esempio trovarsi uomini molto immaturi o incapaci a creare unioni intime che la porterebbero via dal ruolo di figlia oppure solo uomini da far adottare alla propria famiglia.

Un figlio di MALdivorziati, che ha sofferto molto per la fine dell'amore dei genitori, potrebbe portare dentro un grande debito nei confronti dell'amore al punto da scegliersi una donna difficile, magari portarla all'infedeltá e non lasciarla mai.

Sono mille gli incastri possibili e vanno sempre letti come se si avessero due alberi genealogici alla mano, in quegli incastri si trova la possibilitá o meno di farsi guidare dalle radici (lanternino) o cominciare a sfidare i propri copioni

Indirizzo

Via Tito Livio 26
Naples

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Telefono

3314342889

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando www.psicoterapeutapaziente.com pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare