Dott.ssa Laura Koelliker - Psicologa

Dott.ssa Laura Koelliker - Psicologa Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt in formazione www.laurakoelliker.com

05/08/2024

LA FELICITA' E' FATTA DI ATTIMI DI DIMENTICANZA
«Io sono un uomo molto logico, vede. Sono un ragionatore. Non per nulla vengo da una città di avvocati, credo anzi che sarei stato un meraviglioso avvocato. E secondo logica, dico: stabilito che le disgrazie sono fatte per gli uomini, perché arrabbiarsi contro le disgrazie? Sarebbe come arrabbiarsi perché piove, o perché c’ è il sole, o perché si muore. La morte esiste, la pioggia esiste, la cecità esiste: e ciò che esiste va accettato. Disperarsi a che serve? A vederci meglio? Bisogna adattarsi: prima per esempio scrivevo a mano, ora detto al magnetofono. Prima leggevo molto. Ora mi faccio leggere. E poi proprio cieco non sono: da un occhio, sì, non vedo quasi nulla, ma dall’altro vedo la periferia. Cioè, se mi metto di profilo, io frego l’occhio e la vedo come se stessi di faccia. Posso anche recitare e, infatti, vede: continuo a lavorare, lavoro. Né questo mi rende infelice. Signorina mia, ciascuno ha da portare una croce e la felicità, creda a me, non esiste. L’ho scritto anche in una poesia: «Felicità: vurria sapé che d’è / chesta parola. Vurria sapé che vvo’ significà». Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte.
La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.»

-- Dall’intervista di Oriana Fallaci a Totò

“Mio marito mi fa fare una vita impossibile...”, “Guarda mia madre come mi ha ridotto...”È una consuetudine attribuire l...
31/05/2024

“Mio marito mi fa fare una vita impossibile...”, “Guarda mia madre come mi ha ridotto...”
È una consuetudine attribuire la colpa della nostra vita infelice a qualcun altro ma, oltre a non essere utile, non è vero.
Tutte le persone che incontriamo nella nostra vita hanno un compito ben preciso nella nostra evoluzione, anche se doloroso per noi. Anche le persone più care danno questo contributo, anzi spesso sono quelle che ci fanno più male.
Infatti, il loro comportamento va in contraddizione con le nostre aspettative di affetto ma è simbolicamente la rappresentazione di quello che noi facciamo a noi stesse nel nostro campo morfico, a livello energetico.
Quindi, le accuse che rivolgiamo agli altri, le possiamo girare a noi, cambiando il soggetto della frase. Se proviamo a fare questo giochetto di evidenziare cosa ci ha fatto l’altro e mettere il nostro nome al suo posto, si apriranno dei portali.
Scendendo nel profondo del nostro campo morfico, vedremo proprio ciò che stiamo facendo a noi stesse. Non deve essere un lavoro mentale, ma di sincera osservazione della relazione che abbiamo creato con noi dopo la scissione da noi.
Vedendo certi nostri atteggiamenti verso di noi, possiamo modificarli e allora anche l’esterno cambierà.
Non nego che gli altri possano essere la causa del nostro stare male, e dobbiamo sicuramente fare qualcosa sul piano materiale per la nostra serenità, ma se diamo a loro la colpa della nostra infelicità, ecco che deleghiamo un potere che in realtà non hanno.
Per quanto una madre o un partner ci trattino o ci abbiano trattato male, loro sono sempre una conseguenza del nostro maltrattamento interiore, corrispondono alle nostre vibrazioni interiori, non sono mai la causa ma un effetto.
La scelta di uscire dalla sofferenza e dalle dinamiche del vittimismo sta solo a noi e solo noi possiamo farlo, chiedendoci che cosa quella situazione ci vuole mostrare di noi, del nostro campo energetico, che cosa ci vuole dire la legge di vibrazione in merito al rapporto con noi stesse.
È tutta una catena perché, meno fermiamo queste dinamiche interiori di sofferenza (dovute prima di tutto, ripeto, al maltrattamento di noi stesse da parte nostra, è il lato oscuro che dobbiamo vedere e trasformare) e più la nostra infelicità si rifletterà nelle situazioni esterne, che a loro volta ci creeranno ulteriori problemi e infelicità, a specchio.
Tiriamoci su le maniche e facciamo la nostra parte, smettendola di dare la colpa all'esterno, perché siamo noi i creatori dell’esterno, viene cronologicamente dopo, prima avvengono le dinamiche del campo morfico e lì non ci riserviamo un grande affetto...
Modificare la relazione con noi sul piano sottile e quindi creare un piano materiale diverso è l’apprendimento che la nostra anima è venuta a fare.

“Ho capito che dove non c’è certezza del futuro, serve vivere con più intensità il presente. Ho strappato alla mia fine ...
08/02/2024

“Ho capito che dove non c’è certezza del futuro, serve vivere con più intensità il presente. Ho strappato alla mia fine una manciata di anni e li voglio vivere come un presente allargato.
Cosa darei oggi per suonare davanti a 15 persone.
I numeri non contano. Perché ogni individuo è unico, irripetibile e a suo modo infinito.
Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più.
Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo.
Come è liberatorio essere se stessi.”

Giovanni Allevi
🙏maestro GRAZIE

28/11/2023

"E' la cosa più importante in assoluto, trasformare tutto in un incontro, invece di chiacchierare su qualcosa o qualcuno. ...

Se non parli direttamente a qualcuno, stai facendo scena e basta."

Fritz Perls

19/11/2023

IDENTIFICA LA FERITA DELLA TUA INFANZIA

1. - FERITA DEL RIFIUTO
Nella mia infanzia:
Non mi hanno accettato così com'ero

Cosa faccio per proteggermi da adulto?
Scappando. Quando qualcuno o qualcosa mi fa sentire così, mi nascondo, mi isolo, non voglio vedere nessuno, nemmeno le persone che mi vogliono bene. Sento che tutti mi respingono, e che non gli appartengo.

2. - FERITA DELL'ABBANDONO
Nella mia infanzia:
Ho avuto genitori assenti emotivamente o fisicamente.

Cosa faccio per proteggermi da adulto?
Sto facendo tutto il possibile perché l'altro non mi lasci. Attiro problemi per attirare l'attenzione degli altri. Preferisco sopportare le relazioni difficili che metterle fine.
Ho troppa paura di rimanere solo.

3. - FERITA DA UMILIAZIONE
Nella mia infanzia:
Mi hanno ridicolizzato e si sono vergognati di me.

Cosa faccio per proteggermi da adulto?
Annullando i miei bisogni e concentrandomi su quelli degli altri. Il senso di colpa e la vergogna che trascino mi impediscono di accettarmi e prendermi cura di me stesso. Per questo mi è più facile prendermi cura degli altri che di me.

4. - FERITA DA TRADIMENTO
Nella mia infanzia:
Non hanno mantenuto quello che mi avevano promesso

Cosa faccio per proteggermi da adulto?
Essere in costante ipervigilanza. Devo controllare quello che succede intorno a me per antepormi al pericolo e evitare sorprese. Sono molto esigente nelle mie relazioni perché ho paura che mi dicano bugie.

5. - FERITA DELL'INGIUSTIZIA
Nella mia infanzia
Erano freddi e autoritari.

Cosa faccio per proteggermi da adulto?
Nascondendo quello che sento. Sono molto sensibile ma non lo dimostro.
Pretendo molto da me stesso perché credo di essere apprezzato per quello che faccio e non per quello che sono. Faccio fatica a impegnarmi per paura di sbagliare.

È tempo di guarire...

28/10/2023

Di nessun sentimento o sensazione devi vergognarti: sei responsabile solo di ciò che ne farai.

E se qualcosa che senti dentro ti dà fastidio, cerca piuttosto di capire cosa vuole dirti.

Riascoltati dopo qualsiasi esperienza significativa, per vedere cosa hai appreso sulla vita e su te stesso, al di là del successo o del fallimento.

27/10/2023

- Ciao
- Ciao! Buongiorno, dimmi.
- ...
- Dimmi pure, di cosa hai bisogno?

Mi servirebbero un padre e una madre ancora da conoscere, da non perdere, da non dover perdonare.
Che poi, chissà cosa avranno fatto mai.
Poi, se ce l'hai, mi servirebbe la verità, quella dammela tutta per favore, non starla neanche a pesare, tanto le vedo a occhio n**o quanto pesano certe parole.
O bugie.
Dammi poi, l'illusione di poter ricominciare tutto da capo, di rivedere tutti, di sbagliare ancora, ma di farlo meglio.
Almeno.
Tre chili di errori migliori quanto costano? Chiedo, perché sai, non so se posso ancora permettermeli.
Per questa sera, una notte senza buio e se vuoi fare cifra tonda, lasciaci pure uno spicchio di sole e una fessura di luna, grazie.
Stelle nuove e fortunate ne hai?
Anche non fortunate, basta siano nuove.
Le costellazioni dei miei desideri le conosco a memoria, sogni nuovi, mi servono nuovi sogni. Li hai? Dimmi di sì, per favore.
Aggiungi anche una passione e il suo ritorno, l'amore da grandi é ancora di stagione?
Ah, non è stata annata?
Non importa, passerà.
La certezza che qualsiasi cosa in cui credi poi cambierà forma e ti sentirai (ingiustamente) tradita, puoi darmela?
Bene, credo di essere a posto così; aspetta, no, prenderei ancora un'emozione, piccola per ca**tà, piccola che si faccia tenere per mano.
Piccola che non si perda.
Ecco, sì, per oggi mi basta questo, grazie.

- Cosa ti è rimasto?
- Un po' di tutto
- Allora due mazzi di bieta e una zucca.

Finisce sempre così.
Quello di cui abbiamo davvero bisogno, non lo diciamo mai.

24/10/2023

Alla radice di ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa che vorremmo fare o l’ordine di fare qualcosa che non vorremmo.
Qualsiasi guarigione richiede la disobbedienza a tale divieto o a tale ordine.
E per disobbedire occorre perdere il timore infantile di non essere amati; vale a dire, di essere abbandonati.

Alejandro Jodorowsky

Grazie ❤️ Chiara Francesca Francesco Annarita Regina Salvatore Lorenzo Michela Carmela Cattafi Francesco

E' deceduta la dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra aggredita da un suo ex paziente! Stavi facendo solo il tuo lav...
24/04/2023

E' deceduta la dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra aggredita da un suo ex paziente!

Stavi facendo solo il tuo lavoro.😔
Anche se non ti conoscevo, ti immagino tra le tue sudate e complesse carte a fare del tuo meglio, con passione e amore, per aiutare i tuoi pazienti.

Non doveva andar così e non dovrebbe mai accadere una cosa del genere!

Questo è un lavoro che si sceglie per passione e questa passione non ti può far morire!

Questa passione che alimenti ogni giorno per il tuo lavoro, è risultato dell'amore per il prossimo, affinché lo aiuti a fargli vedere la luce in fondo al tunnel, donandogli una speranza.
E' un lavoro che sa di amore e l' è vita e non morte. . . 💔

Riposa in pace dottoressa

"Se non reagiamo alla situazione contingente ... ma piuttosto arrestiamo la nostra reazione, falsifichiamo il nostro mod...
13/03/2023

"Se non reagiamo alla situazione contingente ... ma piuttosto arrestiamo la nostra reazione, falsifichiamo il nostro modo di essere.
Molti proverbi dicono: 'Pensa prima di agire' o 'Guarda prima di saltare'. Essere immediati è troppo rischioso. Se il rischio è reale oppure è immaginario al 99% e nasce dalla nostra insicurezza: fa lo stesso.

Perdiamo sempre di più il nostro centro, sempre di più la nostra abilità di reagire immediatamente col nostro spirito e il nostro potenziale.
Ritardiamo verbalmente le nostre risposte, le ripetiamo, le misuriamo e così ci rassicurano.
È un circolo vizioso e comincia quando l'eccitamento che si suppone debba andare verso un'azione immediata (come l'ansia) è interpretato come paura e viene replicato fino a che non rimangono che previsioni catastrofiche.
Così ci rassicuriamo con un comportamento coercitivo in una situazione che ha 400 possibilità.
Tu cerchi di coprire 399 possibilità e ti perdi quella reale.
Questa è la tragedia di voler essere sicuri.
Quando si vagliano tutte le possibilità, si lascia sempre fuori ciò che è veramente importante.
Quando vagliamo tutte le possibilità, non vediamo le cose vere.
Questo è un paradosso veramente interessante: l'unica cosa vera è l'immediatezza.
Abbiamo un organo chiamato intuito al quale abbiamo imparato a non dare importanza. Questo intuito è la sola vera capacità direttiva che abbiamo.
Direi questo sulla tristissima condizione dell'uomo: per essere sicuro di questo e quello, perde quello che è ovvio."

Marco Mengoni ha iniziato 7 anni fa un percorso di psicoterapia."Dedico una o due ore a settimana ai miei pensieri, con ...
09/02/2023

Marco Mengoni ha iniziato 7 anni fa un percorso di psicoterapia.

"Dedico una o due ore a settimana ai miei pensieri, con una professionista dall'altra parte della poltrona.
Sto capendo che il mio inconscio mi dà degli input molto più realistici di quanto la mia mente nella vita quotidiana mi dia.
Nel mio brano di Sanremo ho raccontato la doppia vita che si vive: quella della notte, dei sogni, più onirica, che diventa più reale di quanto sembri nei sogni stessi. Ovviamente alternata a delle fotografie prese da quello che vivo nella vita di tutti i giorni e riflettendo su tante cose, sul fatto che sono anche uno che sbaglia e sì, esistono gli schiaffi nella vita e si deve andare avanti.
Si può pensare di avere dei momenti di noia, di down, dei momenti inutili che però servono, l'uomo e la vita ne hanno bisogno e quindi per me "Due vite" è questo [...].
La terapia con uno psicologo muove delle cose affinché tu le trovi. Sicuramente è un bel percorso e tanto dipende da quanto tu voglia conoscerti e scoprire cose di te".

Marco Mengoni ha iniziato 7 anni fa un percorso di psicoterapia."Dedico una o due ore a settimana ai miei pensieri, con ...
09/02/2023

Marco Mengoni ha iniziato 7 anni fa un percorso di psicoterapia.

"Dedico una o due ore a settimana ai miei pensieri, con una professionista dall'altra parte della poltrona.
Sto capendo che il mio inconscio mi dà degli input molto più realistici di quanto la mia mente nella vita quotidiana mi dia.
Nel mio brano di Sanremo ho raccontato la doppia vita che si vive: quella della notte, dei sogni, più onirica, che diventa più reale di quanto sembri nei sogni stessi. Ovviamente alternata a delle fotografie prese da quello che vivo nella vita di tutti i giorni e riflettendo su tante cose, sul fatto che sono anche uno che sbaglia e sì, esistono gli schiaffi nella vita e si deve andare avanti.
Si può pensare di avere dei momenti di noia, di down, dei momenti inutili che però servono, l'uomo e la vita ne hanno bisogno e quindi per me "Due vite" è questo [...].
La terapia con uno psicologo muove delle cose affinché tu le trovi. Sicuramente è un bel percorso e tanto dipende da quanto tu voglia conoscerti e scoprire cose di te".

Indirizzo

Via Della Croce Rossa, 38
Naples
80125

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00

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