Dott.ssa Marta Del Giudice

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Ieri ho visto un fantasma. Si, proprio un fantasma. Mi è passato davanti all'improvviso, in un posto in cui non mi sarei...
12/07/2026

Ieri ho visto un fantasma. Si, proprio un fantasma. Mi è passato davanti all'improvviso, in un posto in cui non mi sarei aspettata di incontrarlo. Ma si sa, i fantasmi compaiono all'improvviso e quando meno te l'aspetti. E spesso compaiono quando li hai dimenticati o quando sarò così bene da aver abbassato le difese che tieni sempre alte. Ma, a differenza di quello che pensiamo, non ci vengono a trovare per spaventarci, non sono cattivi. Al contrario, vogliono solo essere visti ed ascoltati. Vogliono che ci sediamo accanto a loro, che li guardiamo davvero, senza scappare, per capire cosa hanno da dirci. Per vedere che, visti da vicino,sono molto meno spaventosi di quel che pensiamo. E per farci capire che non sono loro che ci perseguitano ma noi che non li lasciamo andare,che li manteniamo legati a noi. Possono essere persone, ricordi, emozioni, traumi...l'elemento che li caratterizza è che, spesso per paura o per incapacità di affrontarli,li abbiamo messi in un posto dove pensiamo di poterli nascondere e non vedere. Ma loro ci sono, sono vivi e vogliono uscire. Vogliono essere liberi di andare via. Sta a noi decidere se lasciarli li,come fantasmi, o vederli, conoscerli, ascoltarli, ringraziarli e poi lasciarli andare. Si, ho detto proprio ringraziarli: perchè i fantasmi non compaiono mai a caso, compaiono sempre al momento giusto. Spesso, come è accaduto a me ieri, attraversandoti la strada in apparenza senza vederti. In realtà, sapendo bene che quello era il momento giusto perché tu potessi vederli: nè prima nè dopo, ma in quel momento. Quando sei pronto.
Per cui, quando vediamo un fantasma, chiediamoci sempre se siamo disposti a lasciarlo andare e a ridargli la libertà. Sapendo che, lasciando liberi loro, ci liberiamo anche noi di pesi e siamo pronti ad evolvere.

Il mio ultimo articolo scritto per generiamo salute.Buona lettura e a presto
27/06/2026

Il mio ultimo articolo scritto per generiamo salute.
Buona lettura e a presto

Un aspetto che mi ha colpito molto, soprattutto negli ultimi anni della mia pratica clinica, è il tentativo – vano oltre che pericoloso – di eliminare il dolore e la sofferenza dalla nostra vita quotidiana. Come se il dolore fosse qualcosa di estraneo alla realtà umana che, quando si presenta,...

Oggi per seguire avevo bisogno di un forte sostegno... E il mio supereroe mi è venuto subito in soccorso
18/04/2026

Oggi per seguire avevo bisogno di un forte sostegno... E il mio supereroe mi è venuto subito in soccorso

Auguri a tutti si buona Pasqua
05/04/2026

Auguri a tutti si buona Pasqua

Mi rendo conto di essere vecchia o antica o boomer, come dice mia figlia. Insomma, di un'altra epoca, un'epoca nella qua...
25/03/2026

Mi rendo conto di essere vecchia o antica o boomer, come dice mia figlia. Insomma, di un'altra epoca, un'epoca nella quale ti insegnavano che il linguaggio scritto e quello parlato erano differenti; che bisognava leggere rispettando le pause e la punteggiatura. E la punteggiatura veniva insegnata. E corretta, nei temi.
Ricordo ancora le correzioni se si metteva un punto e virgola invece di un punto o una virgola invece di un punto e virgola. Non c'era whatsapp, meno che mai i messaggi vocali. Si scrivevano ancora cartoline e lettere.

Sono nostalgica? Forse, ma qui non sto parlando di nostalgia ma di punteggiatura.
Perché quando si cambia il modo di scrivere e di parlare si cambia tutto. Soprattutto il modo di pensare e quindi di vivere.

Io ancora penso - e vivo - come un tempo: con i punti, i punti e virgola ed i 2 punti. Con le pause diverse.
Me ne sono resa conto quando mia figlia, parlando del piu e del meno, mi ha detto che ora ha capito che il mio mettere un punto alla fine della frase in un messaggio non é segno di incazzatura. E perché mai hai interpretato un punto cosi? Perché il punto non si mette nei messaggi, si mette quando vuoi fatto capire che sei incazzata.
E se vuoi cambiare frase, se la frase é finita come fai, come scrivi? Semplice, scrivi un altro messaggio.
Mi ha spiegato perchè spesso mi mandano 10 messaggi per una comunicazione che si sarebbe potuta riassumere in un unico messaggio. Non solo. Mi ha fatto capire ancora di piu l'importanza del punto. E perche oggi si tenda a non usarlo.

Il punto indica una chiusura, mette un confine ed un limite tra una frase ed un'altra. Possono anche essere due frasi collegate per contesto ma non si fondono l'una con l'altra. Sono separate. Ognuna è una frase finita con un suo soggetto, un suo predicato, dei suoi complementi, una principale e delle secondarie. Ma é chiusa.
Quando si faceva l'analisi del periodo si doveva in primo luogo individuare una frase completa e poi analizzarla. L'analisi grammaticale, logica e del periodo andava fatta frase per frase, da un punto all'altro.

Oggi viviamo in un periodo nel quale si tende a non mettere punti, ossia a non mettere limiti o confini. Mettere un punto, ad una frase o ad una situazione, fa quasi paura: significa essere chiari, sapere dove inizia e dove finisce qualcosa - e non mi riferisco solo alle frasi. Significa sapere che, per poter mettere il famoso punto, la frase deve avere uno senso compiuto: il famoso soggetto, predicato e complemento.
Oggi questo non c'è piu. Abbiamo sostituito il punto coi puntini sospensivi. Tendiamo a non esprimere piu un pensiero in modo chiaro, compiuto ma a lasciare aperte tante possibilità, di fatto a non esprimerci davvero. A non esprimere un pensiero chiaro ma a lasciare sempre una porta aperta ad infinite possibilità.
Oppure sostituiamo il punto con la virgola, neanche col punto e virgola o i 2 punti. Con infinite virgole. Così facendo non abbiamo pause, non abbiamo separazione tra concetti diversi, non abbiamo quasi principali e secondarie. Non c'è gerarchia nei pensieri. Tutto é sullo stesso piano, tutto é fuso, non ci sono separazioni. E, come conseguenza, tutto diviene confuso, dannatamente confuso.

Ogni pensiero non espresso in modo chiaro può avere infinite interpretazioni. E si rinuncia ad esprimersi. Ossia si rinuncia ad essere. Perché la parola serve per esprimere noi stessi, ciò che siamo, ciò che desideriamo.

Il punto é la massima affermazione di noi stessi. Io sono, io penso, io credo, io voglio.
Quando mi esprimo in modo confuso, non chiaro significa che non ho, dentro di me, chiarezza di ciò che sono, che penso, che voglio. E questo fa sì che io, il mio pensiero, i miei desideri, possano essere invasi da quelli altrui. Perché non ho messo un limite ed un confine tra me ed il mondo esterno.

E quindi, il punto alla fine del mio messaggio viene interpretato come comunicazione aggressiva.
Oggi mettere un punto, mettere un confine, chiudere in modo chiaro fa paura. Fa paura essere se stessi ed affermarsi nella propria individualità.
Per cui, si, sono vecchia: ma sono altrettanto convinta che sia di fondamentale importanza riprendere lo studio della grammatica, a partire proprio dalla punteggiatura

Ho sempre detestato le persone che mi mettono fretta, soprattutto quando ci sono progetti nuovi da portare avanri. Perch...
21/03/2026

Ho sempre detestato le persone che mi mettono fretta, soprattutto quando ci sono progetti nuovi da portare avanri. Perché i progetti veri, quelli tuoi, non quelli prefabbricati, quelli che vengono da te, hanno bisogno di tempo. Tutto ciò che si crea ha bisogno di tempo e prende la luce solo quando è arrivato il suo tempo.
Come dicevano i saggi? Ogni cosa a suo tempo. Non si possono forzare le cose, nulla arriva se non quando tutto è pronto per accoglierlo.
Da giugno, quando ho iniziato a pensarci, ad oggi sono passati molti mesi, nei quali i famosi semi hanno avuto il tempo di diventare piante, dopo aver liberato il terreno da erbacce ed averlo rimosso e fertilizzato.
Ed oggi, con la primavera, come è giusto che sia, posso dire che il progetto è venuto alla luce, non è più solo un progetto.
E a conferma c'è stato lo splendido incontro di oggi.
A breve potrò condividere con voi quanto "partorito".
Per ora vi dico solo: datevi tempo, sempre. Le pause sono fondamentali per capire e fare sedimentare.
Ma, soprattutto, per trasformarci in ciò che siano destinati ad essere

Si riparte!
14/03/2026

Si riparte!

02/03/2026

Siamo all'apoteosi, al dramma che diventa farsa.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha appena annunciato che sta facendo rientro in Italia con un aereo militare lasciando la sua famiglia a Dubai.

E lo ha detto con un tono tra l’offeso e l’indignato verso chiunque abbia osato criticarlo:

“Sto rientrando in Italia con un aereo militare, lascio a Dubai la famiglia e mi pago il volo il triplo per togliere la possibilità di attaccarmi dicendo che ho usato un volo di Stato. Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica”.

Fa pure la vittima. Come e più della Presidente del Consiglio Meloni.

No, ministro Crosetto, non funziona così.

Nessuno l’ha mai attaccata per un volo di Stato.

L’abbiamo (legittimamente) criticata perché è incredibile, assurdo che il ministro della Difesa di un governo che si dichiara il principale “amico e alleato” di Trump e degli Stati Uniti si trovasse bloccato a Dubai nel pieno di un attacco militare di cui evidentemente nulla sapeva e nessuno lo aveva informato.

Ed è molto più grave di qualsiasi volo di Stato.

Perché significa che siamo nelle mani di gente che non conta nulla a livello internazionale e la sicurezza del Paese e in balia di qualcuno che ha le stesse informazioni di un qualsiasi turista in visita a Dubai.

E questo, se permette, indigna e mette i brividi.

A noi non ce ne frega una mazza se un ministro della Difesa torna con un volo di Stato durante uno stato di guerra, se gli costa o ci costa la metà, il doppio o il triplo.

Ci basterebbe solo AVERLO, un ministro.

Ho appena sentito la canzone del vincitore di san remo con attenzione al testo. Andrò controrrente ma, se qualcuno me la...
01/03/2026

Ho appena sentito la canzone del vincitore di san remo con attenzione al testo. Andrò controrrente ma, se qualcuno me la cantasse, mi chiederei cosa abbia fatto di così grave per meritare l'ergastolo!
M'ha fatto ve**re un'ansia che ho pensato a quanto sia meglio il no ad un si a queste condizioni

Il mio ultimo articolo per Generiamo Salute . Buona lettura
17/02/2026

Il mio ultimo articolo per Generiamo Salute . Buona lettura

Credete sia possibile curare davvero senza trasmettere speranza? Come Virgilio, ogni sanitario guida il paziente a ritrovare la propria forza interiore. Se non nutriamo prima la nostra sicurezza, come possiamo ispirare il cambiamento negli altri?
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