20/12/2021
AUTOSTIMA
Non trovo altri modi per definire l'autostima se non la tranquillità con la quale riusciamo ad essere noi stessi liberamente e senza giudizio.
Spesso si finisce inconsciamente per imitare dei modelli precostituiti, e la nostra autostima diventa la misura di quanto siamo più o meno aderenti a quei modelli.
Inconsciamente pensiamo: "se sarò così e così, andrò bene."
Cerchiamo un voto, un giudizio, ed infatti la stima di sé implica sempre un punteggio: "quanto valgo?"
In ultima analisi, cerchiamo l'approvazione e l'accettazione da parte degli altri.
E se basassimo la nostra autostima su quanto siamo più o meno vicini a noi stessi?
Probabilmente, smetteremmo di dare voti a noi e agli altri, e inizieremmo semplicemente ad esplorare con serenità le nostre possibilità d’essere.
Avvicinarsi a sé stessi implica certamente la fatica e il coraggio di rischiare, mentre l'adesione a modelli precostituiti appresi dalla famiglia e dalla società è più rassicurante e implica meno rotture di scatole.
Seguendo i modelli, inconsciamente pensiamo: "faccio esattamente come vogliono gli altri, e sono apposto".
Il problema nasce quando non riusciamo a corrispondere nemmeno a quei modelli, ed ecco che scatta la paura del rifiuto, dell'esclusione e dell'abbandono.
Ad un certo punto, possiamo arrivare ad accorgerci che il più grande fallimento non è quello di non essere accettati, ma di aver mancato sé stessi.
Possiamo anche realizzare che nessuno può abbandonarci veramente, se non noi stessi. Che siamo tutti un po' soli nella propria unicità, e quindi: perché competere? Perché affannarsi?
Siamo già tutti perfetti così come siamo.