Tommaso Montini

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Tommaso Montini Uno spazio per "essere famiglia" con tutti i nostri bambini! Un divano per stare insieme, rilassati!

Ho 38 anni, e sono la mamma di una splendida e solare bambina di 4 anni nata dopo un vero Calvario durato sei anni.Non p...
16/10/2026

Ho 38 anni, e sono la mamma di una splendida e solare bambina di 4 anni nata dopo un vero Calvario durato sei anni.
Non potevamo avere figli e il percorso per riuscire ad averla è stato devastante: costosissimo e faticosissimo.
La nostra bambina è destinata a restare figlia unica ma è stupenda e ci siamo rassegnati ad avere solo lei. Io però cerco di non farla sentire sola: la coinvolgo in mille attività e nei miei giorni di riposo dal lavoro invito 2/3 amichette a casa oppure la porto in ludoteca, parco, sport ecc...
Improvvisamente ha iniziato a dirmi che vuole un fratellino o una sorellina...mi si è gelato il sangue!!!
È stata la prima volta che non ho saputo darle risposte. Ho provato a spiegarle che purtroppo non dipende da me ma lei con occhi dolcissimi e mi ha detto: "mamma chiedilo alla luna come hai fatto con me".
Sono terrorizzata dall'idea di dover cominciare tutto da capo...dalle notti in bianco....dal dover crescere un altro figlio....dai turni di lavoro...dagli aiuti che mancano...
Che devo fare? Come faccio a spiegare a mia figlia che il fratellino che tanto desidera non arriverà?
Sto male...sono notti che non dormo per pensare ...sono notti che cerco consiglio…

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Cara signora che bello leggere che nonostante le mille difficoltà lei ha una bellissima bambina sana e un marito che la ama e che ama da tanti anni!
Siete una splendida famiglia e avete condiviso immense difficoltà insieme!
Ora la sua piccina ha chiesto un fratellino e lei mi racconta questa “richiesta bambina”, come una scudisciata sul viso. Perché?

Perché la ferita che ha vissuto nel passato per l’impossibilità di avere figli sta ancora lì e continua a sanguinare.
Io non posso dare risposte perché le vere risposte giuste sono solo nel profondo del suo cuore. Faccio allora solo qualche riflessione senza nessuna pretesa che sia giusta.

Un bambino non dovrebbe mai nascere come funzione di qualcuno. Mai!

La sua piccina ha solo quattro anni e le sue richieste vengono dalla spontaneità di un cervello bambino che desidera solo giocare con altri bambini. Punto.

Un fratellino per lei è l’emozione di una parola. E' un ipotetico compagno di giochi sempre disponibile, ma alla sua età lei non può costruire davvero la reale complessità della parola “fratellino”.
Se nascesse davvero lei forse mi chiederebbe presto un aiuto per gestire la sua gelosia (che sarebbe del tutto fisiologica).

Il punto allora non è la sofferenza di una bambina che non può avere una sorellina o un fratellino, ma quella ferita aperta nel cuore di mamma che ancora non riesce rimarginarsi del tutto!

E' venuto il momento di guarirla definitivamente!
Il momento di far pace con la vita perdonandola e guardando invece le belle cose che le ha dato.

Si fermi e le gusti profondamente.
Si prenda tutto il piacere che viene dalla tenerezza di questa sua piccina e dall’abbraccio di suo marito. Godetevi! E godete ogni attimo di quello che avete.

Affannarsi per raggiungere una vetta più alta può far perdere il panorama che abbiamo davanti a quella dove siamo.

Vivere la pienezza del piacere dell’attimo presente, ricco e pieno di amore, significa riassestare tutto un sistema neuroendocrino: produrre endorfine, abbassare i livelli di tutti gli ormoni della tensione e aumentare quelli del benessere!

Qualche volta questo può far succedere cose inimmaginabili. Anche far nascere bambini quando sembra ormai davvero impossibile.

Ora nell’attimo presente lei ha un mare di meraviglie. 38 anni… lei è una ragazza! Chiuda gli occhi e lasci libero il cuore!

Viva serena e risponda alla sua piccina senza mostrare chissà quale sofferenza.
“Mamma mi regali un fratellino?”
“Cara piccina i bambini possono arrivare e possono non arrivare”. “Se arriverà anche un fratellino lo accoglieremo felici! Se non arriverà saremo felici lo stesso e giocheremo con tanti altri amici!”

“Ora vieni qua che ti mangio il pancino!!”

I bambini sono emozioni e comunicano con le emozioni. Le parole contano poco. Un volto sereno e sorridente può rassicurare un bambino più di qualsiasi discorso!

Ci siamo! Iniziata la scuola… Iniziata la tosse!  E io…Inizio a sognarla la notte! (che incubo!)“Dottore ho paura della ...
14/10/2026

Ci siamo! Iniziata la scuola… Iniziata la tosse! E io…Inizio a sognarla la notte! (che incubo!)

“Dottore ho paura della bronchite”

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La tosse è un potente meccanismo di difes… “Dottore ma può essere un segno di bronchite!!”
Ok, vero ma ragioniamo.

Tossire è una cosa complicata: tutti i muscoli respiratori si contraggono insieme con grande forza per provocare un potente flusso di aria.
Nelle vie respiratorie è un “vento” che arriva a circa 800-1000 km/ora!

Altro che tifone tropicale!
E’ un colpo di cannone che riesce a “sparare” le microscopiche goccioline infettive, di cui ci parlavano durante il Covid, a circa tre metri di distanza!

Chi coordina tutto e dà il comando è un centro specializzato che sta nel cervello, precisamente nel tronco encefalico.

E’ un centro fatto da una serie di nuclei interconnessi con la corteccia e con le zone emotive (si può tossire volontariamente ma anche come disturbo psicogeno) che devono organizzare una risposta molto complessa ad uno stimolo che arriva dalla periferia.

Tutto l’albero bronchiale, dalla trachea fino al polmone, è un terreno “minato” pieno di “interruttori”: terminazioni nervose che al minimo stimolo, mandano un impulso al centro della tosse per innescare quel “colpo di cannone”.

E’ uno dei migliori sistemi di difesa che abbiamo.

"Bella spiegazione inutile. Il bambino ha la tosse, può avere la bronchite! Dottore che dobbiamo fare?"

Ragioniamo insieme:
naso e gola non hanno recettori della tosse, e non li ha nemmeno la parte alveolare profonda del polmone.

Questo vuol dire che la tosse può orientarci! Se non c’è, le possibilità sono solo quattro:

1) Il problema è alto, tra naso e gola (il più frequente)
2) Il problema è polmonare ma l’infezione è arrivata dal sangue non dalle vie respiratorie (raro ma possibile)
3) Il bambino sta talmente male da non riuscire più a tossire (speriamo mai!!)
4) Il bambino ha assunto farmaci che hanno bloccato il centro della tosse (diciamolo al dottore!).

E allora escludendo la prima e la terza possibilità analizziamo le altre due per decidere se vale la pena di perdere mezza giornata dal dottore.

Se il problema è alto, tra naso e gola, il bambino potrà avere anche la febbre e tanti muchi, ma sta bene. E’ vispo, gioca, si abbatte solo con la febbre ma si riprende subito.

Vero, ha tanti muchi che otturano il naso e ha anche un po’ di tosse, ma la farà solo quando il muco scende in trachea.

In questo caso avremo anche una tosse e forse anche a crisi per muovere quel muco da lì, ma una volta espulso o ingoiato, la tosse scompare per un intervallo lungo (fino alla prossima discesa del muco).

Se il problema invece interessa le vie respiratorie più basse il muco (o qualsiasi irritazione) si muove su un “campo minato” ricchissimo di terminazioni nervose “sensori della tosse”.
Avremo quindi una tosse molto molto frequente e continua.

Quindi per decidere se preoccuparsi o no, piuttosto che avventurarsi per cercare di capire il tipo di tosse (cosa da dottori), una mamma può semplicemente valutarne la frequenza.

- Tosse che lascia lunghi intervalli tra gli episodi: se il bambino sta bene merita calma e attesa.
- Tosse continua, ogni tre cinque minuti o che disturba tutta la notte: merita sempre una visita del dottore.

“Si, ma hai detto che il polmone non ha recettori della tosse, quindi una polmonite potrebbe non tossire affatto!”
Si. E' il secondo caso di cui abbiamo detto.

Una vera polmonite senza tosse è una infezione importante che ha dei segni che non sfuggono:
- Pessime condizioni generali con bambini che stanno davvero male
- febbre molto alta
- Aumento della frequenza respiratoria

I primi due possono essere aspecifici e comunque meritano sempre una visita, ma Il terzo segno può aiutare molto il medico a fare una diagnosi.
Una mamma può valutarlo meglio del dottore perché la frequenza respiratoria si deve misurare solo quando il bambino dorme (ne abbiamo parlato tante volte).

Si fa in modo semplice, solo guardando il bambino e contando quante volte il pancino si muove in un minuto.
Non ha importanza sapere quanto dovrebbe, ma ci interessa solo il limite per decidere di non aspettare per andare subito dal dottore:

Nel primo anno 60 atti al minuto (ma oltre 50 serve una visita)
Fino a due anni 50 atti al minuto (ma oltre 40 utile una visita)
Dopo i due anni 40 atti al minuto (ma oltre 30 utile una visita)

E allora:

“Dottore il bambino da ieri ha tanti muchi, questa notte ha pure avuto la febbre… Ho paura della bronchite. Possiamo visitarlo?”

Tossisce? “Si ogni tanto…” Sta abbattuto? “No gioca…”
Ha misurato la frequenza respiratoria (ai miei pazienti lo chiedo)? “Si, 20-25, non sono riuscita a misurare bene, però russava!”

Certo che possiamo visitarlo.
Ma... Dopo quanto detto, la perdiamo mezza giornata per andare subito dal dottore o è meglio aspettare per valutare l'evoluzione?

C’era una volta… Il "buon lattuccio"!Ai miei tempi c’erano le buste triangolari. La scelta era tra due tre marche e al m...
10/10/2026

C’era una volta… Il "buon lattuccio"!

Ai miei tempi c’erano le buste triangolari. La scelta era tra due tre marche e al massimo c’era il latte scremato.
La mia colazione era la zuppa di latte con il pane del giorno prima e… via a scuola!

Oggi al supermercato lo trovo di soya, di riso, di avena, di capra, di asina, di mandorla (ne dimentico certamente qualcuno) e poi scremato, parzialmente scremato, ultrafiltrato, a lunga conservazione… E per bambini quello “speciale”: numero 3 e pure numero 4!

"Latte": è diventata una parola complicata!

Si diceva:
“Il latte di mucca è un alimento completo. “Ossa forti e crescita sicura!” “Se il bambino prende il latte siamo tranquilli!”
Oggi invece:
“Il latte di mucca fa male!” “E’ difficile da digerire!” “Contiene troppo colesterolo!” “Fa ingrassare!” “E’ cancerogeno!”

La domanda viene spontanea: Ma che è successo?
Parliamone:

Il latte è l’unica sostanza che esiste in natura pensata come cibo. Tutto il resto lo diventa, ma non sempre ne è contento!
Quindi…Certo che è un alimento completo! Ma lo è per i cuccioli.

Gli animali, terminato l’allattamento, non me mangiano più.
Noi invece…

Nella notte dei tempi quando mangiare era difficile, gli adulti rubavano il latte ai bambini.
Era più facile che andare a caccia! Tanto i bambini non contavano molto… Se morivano se ne potevano fare altri!

La natura allora per difendere i suoi piccoli inventò uno stratagemma: con la crescita si inattivava la lattasi cioè l’enzima per digerire il lattosio.
Quindi gli adulti che rubavano il latte ai bambini avevano poi un bel mal di pancia e la diarrea!

Per questo oggi tutti noi adulti abbiamo una soglia di tolleranza. Può essere variabile, ma oltre quella soglia tutti rischiamo un mal di pancia con un eccesso di latte fresco.

Il latte quindi è un alimento completo per i cuccioli!
Ma la natura fa le cose bene: ogni specie ha il latte specifico per i suoi bisogni! Più o meno grasso più o meno proteico ecc…
Per i nostri cuccioli abbiamo il latte di mamma che è perfetto per loro.

Ma… Noi siamo gli unici che rubiamo il latte degli altri e “ci piace” il latte di mucca. Ottimo! Ma per i vitelli! Il migliore possibile per loro!
Li fa crescere 400 grammi al giorno e ha un altissimo contenuto di grassi e proteine per costruire mucche.

Sostituisce un nostro pasto?
In verità ne sostituisce anche due, ma con un carico di colesterolo e proteine animali notevole (Se poi la mamma ci mette anche i biscotti e fa il “pappone…”).

Perciò è così buono e ci piace tanto!
Noi abbiamo infatti abbiamo scritta nei nostri geni una particolare attrazione per i grassi che rappresentano la riserva energetica e gli zuccheri che sono energia subito disponibile.
Quando eravamo nelle caverne questi elementi erano la possibilità di sopravvivere!

Il latte di mucca quindi ci piace, sazia tanto e per tanto tempo (il bambino non mangia più niente altro), ma sovraccarica e scompensa il carico di proteine e grassi animali che in tempo di epidemia di soprappeso non è proprio consigliato!

Recentemente si è visto che oltre al carico calorico il latte contiene anche dei fattori che stimolano la crescita cellulare! Insomma, è un "super pasto"!

Ma il latte di mucca ha un altro problema importante: non contiene ferro, fibre, acido folico e vitamina C.
Quindi sazia e gonfia ma toglie spazio ad altri input fondamentali!

E’ stato incredibile leggere report di casi clinici che raccontavano una malattia oggi ritenuta scomparsa: Lo Scorbuto!
Casi di bambini che non riuscivano nemmeno a camminare più per una grave carenza di vitamina C provocata da una dieta quasi esclusiva con latte e biscotti!!

Il latte vaccino non contiene ferro, interferisce anche con il suo assorbimento e lo fa anche perdere attraverso l’intestino (La sottiletta sull’hamburger è una stupidaggine!).
Quindi troppo latte spesso diventa anemia!

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“E allora perché per tanto tempo si è detto che il latte era importantissimo nella dieta dei bambini?”

Lo era, perché per tanti anni il problema dei bambini era la denutrizione, soprattutto proteica. Il latte, alimento a basso costo e ad altissimo valore nutrizionale era una "salvezza" per nutrire i bambini!

Oggi siamo tutti ipernutriti! Carni, prosciutti, formaggi, uova, insieme a mille prodotti dolci ricchissimi di grassi sono in tutti i supermercati tutti i mesi dell’anno!

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E allora, niente latte?

“Ma no! Noi che ci stiamo a fare? Siamo i professionisti dei bisogni di un mercato che muta! Siamo industriali. ”
“Abbiamo recepito i problemi e li abbiamo risolti!”
“Signore e signori ecco a voi “i latti di crescita” specifici per i bambini!”
“Abbiamo ridotto carico proteico, li abbiamo scremati, abbiamo aggiunto vitamine e per il problema ferro… Tranquilli, in tutti i latti di crescita ce ne è in abbondanza! Sono latti perfetti a misura di bambino!”

“Dottore sei contento? Li prescriverai?” NO.
“Come no?? E perché no?”

Non li consiglio perché il ferro che contengono li rendono schifosi (neri) e per farli diventare potabili è necessario edulcorarli molto (sanno di vaniglia cioccolata ecc…).

Questo abitua i bambini al troppo dolce e li induce a rifiutare tutti il resto. Inoltre il ferro nel latte non si assorbe e quindi è inutile.

Non li consiglio poi perchè penso che, piuttosto che prescrivere il “latte che non fa male” e che quindi si può continuare a prendere tranquillamente (magari con un eterno biberon!), sia meglio abituare i bambini a mangiare come i grandi, insieme a loro.

Quindi meno latte e dieta mediterranea corretta per tutti!
Con meno grassi e proteine animali e molte più verdure, pesci, legumi, frutta fresca e olio di oliva.
Quindi ok anche latte la mattina con una tazza tutti insieme e derivati del latte nella dieta senza eccedere.

“Ma allora da dopo l’anno fai dare anche il latte vaccino??”
“Non hai detto che fa male?”

Il troppo fa male. Di tutto.
Il latte resta un alimento ricco e importante come fonte di calcio, zuccheri, proteine e colesterolo (il cervello e gli ormoni sono fatti di colesterolo!).

Quindi solo la mattina, con la tazza (niente biberon!), condividendo una bella colazione con mamma e papà anche con frutta, cereali, marmellata e tanti sorrisi, è il bel momento ricco e piacevole che garantisce una copertura del fabbisogno di calcio e fornisce l’energia sufficiente a non aver bisogno di una merendina tossica a metà mattinata!

Ma questo è il mio punto di vista personale che non conta niente.
I pediatri che consigliano latti di crescita sono correttissimi!

Non esistono “mamme brave” che allattano e “mamme meno brave” che non allattano!“Mamme fortunate” perché hanno il latte ...
09/10/2026

Non esistono “mamme brave” che allattano e “mamme meno brave” che non allattano!
“Mamme fortunate” perché hanno il latte e “mamme sfortunate” perchè non ne hanno!

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Ci sono piuttosto mamme sostenute, aiutate, serene… E mamme sole, schiacciate da ansie, responsabilità, compiti, giudizi...

E ci sono anche le mamme che per i motivi più vari “scelgono” di non allattare: nessuno ha il diritto di giudicarle e soprattutto farle sentire giudicate (meno che mai il dottore!).

Tutte hanno lo stesso cuore innamorato del loro bambino, sempre! Anche quando questo amore è sopraffatto da problemi.

Esistono molte situazioni che hanno bisogno solo di aiuto perché le mamme non ne siano sopraffatte e vivano serenamente la bellezza della loro maternità, senza complessi.

Ma esistono anche i problemi veri e le mamme che non possono allattare.

Il punto è che se i problemi veri non ci sono… Una mamma privata del piacere della profonda esperienza di un allattamento al seno desiderato, spesso è una colpa.

Sua? Assolutamente no!
Forse di chi le ha fatto uno sgambetto piuttosto che darle un aiuto!

Quasi sempre gli sgambetti non si fanno per far male. Spesso si fanno addirittura per… “aiutare”!
…ma restano sgambetti!

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Tutte le mamme, anche quelle che non hanno potuto allattare, però hanno un seno morbido, caldo, liscio e sensibile fatto dalla natura per i loro bambini!

E allora non lasciamo che “una prescrizione” o un "consiglio esperto" glielo tolga!
Perché non esistono lattanti che non abbiano bisogno del caldo morbido dolce profumato di un abbraccio al seno della loro mamma!

Anche con un latte artificiale il seno resta il posto più bello dove passa ogni tensione e ogni paura. Quindi anche se l’allattamento è con una bottiglia, non priviamo il bambino del contatto pelle a pelle sul seno!

Non è sempre piacevole una bella “pennichella” dopo mangiato?
Regaliamoci un tempo. “Le mille cose da fare…” possono aspettare! Noi stiamo costruendo cervelli.

“HMO!”  (Human Milk Oligosaccharides)---“Dottore abbiamo isolato brevettato e inserito nel nostro latte per lattanti una...
06/10/2026

“HMO!” (Human Milk Oligosaccharides)

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“Dottore abbiamo isolato brevettato e inserito nel nostro latte per lattanti una miscela di ben 6 oligosaccaridi individuati nel latte materno!”
“E’ una formula innovativa!”

“Che bello! Bravi! Ma mi spieghi meglio”.
“Questi oligosaccaridi sono zuccheri non digeribili che arrivano intatti nell’intestino. Nutrono i batteri buoni (i bifidobatteri) e quindi favoriscono lo sviluppo del miglior microbiota intestinale. Sono i famosi “prebiotici” di cui parlano tutti!”.

“Il microbiota intestinale è fondamentale per lo sviluppo del cervello, del sistema immunitario, dei processi digestivi e del metabolismo di tutto l’organismo!”

“Ho capito. E’ Fantastico!”
“E quanti sono questi oligosaccaridi speciali che avete isolato e brevettato?”

“Dottore ben 6!! Abbiamo migliorato la nostra formula perché prima erano solo 4”
“Ora siamo davvero i più vicini alla composizione del latte materno!”

“Il latte materno??”

“Beh, Il latte materno di oligosaccaridi probiotici che favoriscono la crescita del miglior microbiota intestinale possibile, ne contiene oltre 200! (duecento!)”
“Ma avete fatto un ottimo lavoro, bravi!”

P.S.
Credo di aver azzeccato il titolo del mio libro sull’allattamento: “Che buono il latte di mamma!”

E’ LA SETTIMANA PER LA PROMOZIONE DELL'ALLATTAMENTO AL SENO!--A orario?  Ogni quante ore? A domanda? E quanto? E quanto ...
05/10/2026

E’ LA SETTIMANA PER LA PROMOZIONE DELL'ALLATTAMENTO AL SENO!

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A orario?
Ogni quante ore?
A domanda?
E quanto?
E quanto tempo lo tengo al seno?
E se si addormenta mentre succhia?
E se ne vuole dopo nemmeno un’ora?
E come calcolo i tempi? Dall’inizio o dalla fine della poppata?
E il seno è “moscio”…
E il seno è troppo piccolo…
E il seno è troppo grande, si affoga!
E a mia cugina il latte esce a spruzzi… A me solo gocce!
E a me hanno consigliato i paracapezzoli…!
E vuole stare sempre al seno non riesco a fare più niente!
E non si dorme più!

e… Che stress!

Rispondo:
L’orario? Serve per non far tardi in ufficio, non per allattare!
E per tutte le altre domande?
Una sola risposta: “E chi se ne frega!”

Lasciateci in pace! Abbracciati in un lettone… “Noi, abbiamo da fare!”

Anzi… Posso dare un consiglio? Care mamme smettete di “allattarlo”!
Ma con il pretesto dell’allattamento… cacciate tutti fuori e godetevelo!

Al seno, pelle a pelle, su un bel lettone, rilassate, per accarezzarlo, parlargli, cantare ninne nanna, sussurrargli tenerezze, sognare, pensare a quando vi dirà mamma per la prima volta….

Quanto tempo? Tutto quello che volete!
Datevi il permesso di prendervi un tempo di benessere e piacere!
Di godere ogni attimo e mandare “a quel paese” il mondo!

Senza compiti in classe!
Senza prestazioni!
Senza voti!
Non c’è niente da “saper fare”.

Un piccino morbido morbido... che sul seno si rilassa e chiude gli occhietti...
Wow! Non è uno spettacolo?

Non permettete a bilance, tiralatte e altri artifici vari, di turbare la vostra intimità!
Dimenticate orari, i "come si deve fare" e "come dovrebbe essere" e teneteli addosso, pelle a pelle.
N**e voi e nudi i vostri bambini.

Per allattare?
Macché! Per sentire come siete soffici!
Per sentire quanto è bello stare così senza far niente!
Per cantare ninna nanna in pace e accarezzarli!

Tutto il tempo che volete, senza misurare niente, e tuffandovi in questa esperienza intensa, bella e intima.

Così i bambini succhiano benissimo, il latte diventa tantissimo ma soprattutto… cambia il volto della mamma!
Non sarà più preoccupato di chissà cosa e teso, ma disteso e sorridente!

Il sorriso di mamma è una assoluta priorità. Perchè il sorriso di mamma ha il potere di cambiare tutto l'assetto neuroendocrino dei bambini e costruisce cervelli!

Per costruirli non servono "dita puntate" e "compiti in classe" da svolgere!
Serve dolcezza, intimità, tempo, serenità…
E poi carezze di papà (alla mamma!), presenze affettive, aiuti di familiari e amici, incoraggiamenti.

Questo è l'allattamento al seno che ci piace e quello di cui parlo ampiamente nel mio libro "che buono il latte di mamma!"

E i pediatri?
Lasciamo a loro il peso e il compito di essere sempre dei malpensanti! Li pagano per questo. Bilance grammi rigurgiti ansie... ci pensino loro!

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Ma... Sssss! Vi svelo un segreto.
Parlo e scrivo di allattamento: "Ok, che bravo che sono!"
Ma io... non ho mai allattato e di cosa è davvero l'esperienza di allattare al seno… non sapevo niente!
Tutte le cose che dico e scrivo me le avete insegnate voi!
E posso dire? Siete bravissime!
Quando alla prima visita dei neonati racconto le stupende emozioni che mi avete regalato in tanti anni poi quasi tutte le nuove mamme allattano al seno felici!
E a quelle che non vogliono o non possono (bravissime anche loro!) raccomando di non mandare in pensione il seno! Perchè l'abbraccio caldo e morbido pelle a pelle è bello e fa bene. (Post per latte artificiale in progress!)

Diventare mamma. Sembra tutta una favola…--“Mi guardo allo specchio… Misuro il pancione mese dopo mese…" "Tornerà come e...
04/10/2026

Diventare mamma. Sembra tutta una favola…

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“Mi guardo allo specchio… Misuro il pancione mese dopo mese…"
"Tornerà come era?”

La sensibilità diventa incredibile!
“Sento tutti gli odori, i gusti cambiano, mi viene da piangere facilmente…”

Che emozioni!
I calcetti della pancia… Il bisogno di carezze cresce, e cresce l’ansia e la paura del parto…
“Si, il parto… come farò? In acqua, con la musica, cesareo, con anestesia, in ipnosi?”
“Che paura”.
“Ma voglio farlo, si devo farlo! Voglio far nascere io il mio bambino…”
Emozioni ambivalenti e travolgenti che si alternano...

E poi?
E poi quel corpicino caldo caldo, tutto bagnato e scivoloso come una anguilla dopo un travaglio sconvolgente sulla pancia… cancella tutto!

“Sul mio seno, magicamente diventa tutta la mia vita!”

Che terremoto nella testa!
Si, una mamma è qualcosa che non c’era e che nasce e cresce insieme al suo bambino!
Anche lei ha i suoi tempi per costruirsi e anche lei ha bisogno di un “pancione” che la contenga!

Un pancione fatto dalle persone che la amano.
Il suo compagno che la abbraccia e la sostiene, la sua mamma, il suo papà, le persone care…
Tutte le nascite hanno bisogno di un abbraccio che le accolga!

Ogni ragazza ha bisogno, bisogno, bisogno di braccia che la stringano, insieme al suo bambino, per nascere come mamma!

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“Uhm… Bel discorso “romantico psico” al miele” ??
No. Non è solo “romantico psico al miele” perchè il cervello di una donna si modifica realmente quando diventa mamma!

Sappiamo tutti che nell’utero il bambino riceve tutto dalla sua mamma: nutrienti, calore, energia, protezione.
Non sappiamo tutti che anche il bambino dà qualcosa di suo alla sua mamma.

Durante la gravidanza attraverso la placenta le dà cellule staminali, le sue. Cellule che possono differenziarsi in qualsiasi altra cellula specializzata!

Nella mamma quelle cellule vanno nel fegato, nel midollo, nel rene… entrano nel sistema immunitario ma soprattutto vanno nel suo cervello e diventano suoi neuroni proprio nelle zone specializzate all’accudimento!

Cellule del bambino, con un altro DNA che colonizzano un altro corpo per sostenerlo e anche difenderlo!
E’ l’unico caso dove non c’è rigetto per cellule estranee.
Non è straordinario?

Nella mamma, e solo nella mamma, convivono due DNA… per tutta la vita!
Per sempre, restano in lei "pezzetti" del suo bambino.

E allora una mamma non è solo una donna che si affeziona e si prende cura di un bambino. Una mamma è plasmata dalla sua maternità e porta dentro il suo bambino per sempre!
E’ qualcosa che non c’era e che resta per sempre unica.

Una ragazza mi ha scritto: “Nessuno sa quanto ti cambi la nascita di un figlio finché la madre diventi tu…”
Si, credo che sia proprio così. Nessuno può davvero saperlo!

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Siamo nella settimana mondiale per la promozione dell'allattamento al seno.
Inizio a parlarne con questo post.
Non ho nemmeno nominato Il seno e il latte materno, ma attenzione: un allattamento al seno parte proprio da qui.

2 ottobre: festa dei nonni!! Allora ripubblico il capitolo dedicato a loro che c'è nel mio libro "meno male che ci sono ...
01/10/2026

2 ottobre: festa dei nonni!!
Allora ripubblico il capitolo dedicato a loro che c'è nel mio libro "meno male che ci sono le mamme!" (pag. 91-95)
Lunghissimo, lo so. Ma non ho saputo tagliarlo per farlo diventare un post. E' dedicato ai nonni. Forse lo leggeranno solo loro perchè loro non hanno fretta, ma va bene così!

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C’erano una volta…
I capelli bianchi delle nonne! C’erano una volta… Le loro favole, i loro giochi, la loro tenerezza!

Aiuto!
Oggi le nonne sono tutte bionde e i nonni, gli amici di ogni bambino, sembrano in via di estinzione!
Sempre di meno, sempre più soli, sempre più disorientati!
Ci si sposa tardi e sempre più tardi si hanno dei figli (uno?). Chi riesce a diventare nonno… è fortunato!

L’età avanzata sembra uno spettro da allontanare e la vecchiaia, negata e classificata come “malattia”, è affidata a specialisti geriatri o a strutture dedicate.
Gli anziani, che servono sempre meno, da risorsa e ricchezza sono diventati “problema”.

Un tempo i nonni erano la memoria storica e l’esperienza: le società li rispettavano e li ponevano al centro della loro struttura.
Oggi i computer ricordano tutto meglio di loro, il sapere viaggia troppo veloce e il valore della persona sembra legato tutto alla sua capacità di guadagno!

Gli anziani?
Tutti con un tesserino H, magari servono per far parcheggiare la macchina nei posti per disabili, ma poi… problemi da risolvere!

Ma… la Natura aveva pensato così? Ci “fa bene” tutto questo?
Riflettiamo…

I cuccioli di uomo, sono totalmente dipendenti. Più di qualsiasi altro animale.
Lo sviluppo dei bambini è lentissimo e l’autonomia è un traguardo lontano che richiede tanto, tanto lavoro!
Mamma e bambino per lunghissimo tempo sono un nucleo prezioso ma delicatissimo che richiede la protezione di un “sistema”.

La nonna esiste solo nel genere umano.
Tra gli animali le femmine terminano il loro ruolo biologico al termine della loro capacità riproduttiva.

Le donne invece vivono più a lungo degli uomini e gran parte della loro vita, spesso il tempo più lungo e importante, trascorre in menopausa.
Questa peculiarità è probabilmente il frutto di una selezione naturale vincente, originata in tempi remotissimi, per la migliore sopravvivenza dei nipoti.

Da sempre le nonne hanno rappresentato un supporto fortissimo per le mamme e anche una difesa forte per i nipotini!
Nel passato remoto e remotissimo la loro presenza significava spesso la sopravvivenza dei bambini.

Ancora oggi i pediatri lo sanno molto bene: se la nonna non si convince, la terapia è complicata!

I nonni sono una presenza importante per i bambini e la loro compagnia è molto più che un parcheggio “per fare almeno qualche servizio”!
Loro non hanno l’onere di educare e pertanto possono essere anche un po’ complici con i nipotini.

(Ma attenzione! Mi rivolgo ai colleghi nonni: complici, va bene, ma siamo nonni e quindi anche noi dobbiamo essere sottomessi alla autorità di mamma e papà. Quindi mai contraddire mamme o papà davanti ai bambini!).

I nonni viziano un pochino è vero, ma rappresentano spesso quella “zona franca” dove le tensioni si stemperano in giochi condivisi.

Sono dei “grandi” speciali: affidabili, disponibili, sempre presenti e prevedibili, non vanno via, non hanno fretta, non “hanno da fare”…
Spesso rappresentano il rifugio rassicurante dove sciogliere ogni ansia.

Il loro linguaggio e i loro comportamenti permettono una comunicazione speciale con i nipotini.
E' una cosa casuale? Niente affatto!
Anche questo ha un perchè biologico e lo spiego:

Rispetto a quello degli adulti il cervello dei bambini è prevalentemente emotivo, piuttosto che critico-cognitivo: la corteccia prefrontale, la zona logica, matura infatti a 21 anni, mentre la zona limbica, quella emotiva è già ben organizzata alla nascita.

Negli anziani il processo di invecchiamento cerebrale interessa per primo proprio le zone che nei bambini maturano più tardi, quelle corticali.
La memoria a breve termine viene meno, ma resta ben radicata quella a lungo termine, che alberga nelle zone profonde, limbiche.

Per questo processo, progressivamente, anche negli anziani le emozioni diventano prevalenti.
Aumenta la sensibilità alle carezze, al sorriso, alla tenerezza…

E allora…
Anche gli anziani, come i bambini, finiscono per avere un cervello emotivo che prevale su quello cognitivo!
Il “nonnese” confluisce nel “bambinese” e viceversa!

La sensibilità degli anziani trova una risonanza naturale in quella dei bambini ed è per questo che i nonni sono “grandi” speciali!
Giocano come i bambini, cercano i dolci come i bambini, si emozionano come i bambini…
Ma sono grandi! Affidabili, sicuri.

Il nonno che gioca, che sta con me, che si lascia fare, che qualche volta è complice e mi permette anche cose che forse non si dovrebbero fare… E’ una presenza emotiva, uno che riempie il vuoto di ogni solitudine, una sicurezza.
Uno che può aiutare a trovare una via di uscita in situazioni particolari.

Spesso nelle situazioni conflittuali coniugali la casa dei nonni, quella che c’è sempre, dove nessuno va via e dove ognuno ha un ruolo bene definito e stabile, rappresenta un rifugio importante.

I nonni raccontano storie, favole, leggono libri.
Anche i genitori dovrebbero farlo, ma i nonni sono avvantaggiati: hanno più tempo e i ricordi della loro vita, che danno continuità alla vita, fluiscono facilmente come storie fantastiche.

I loro racconti hanno un impatto emotivo fortissimo nei bambini che spesso vogliono sentire e risentire sempre le stesse storie in un rituale rassicurante.

Momenti intimi, durante i quali i piccoli, abbandonati nell’abbraccio dei nonni, entrano in un mondo fantastico. In uno spazio virtuale dove scaricare tensioni e sperimentare piacere.

Per tutto questo i nonni sono importanti per i bambini!
E saranno anche quelli che, prima o poi, dovranno insegnar loro il distacco definitivo. Quelli che li aiuteranno a scoprire il dolore che le mamme e i papà sapranno accompagnare.

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Ma quanto sono importanti i bambini per i nonni?

Sappiamo tutti che per ridurre il decadimento mentale è importante “tenere il cervello allenato”.
Ogni giorno, infatti, perdiamo neuroni poco utilizzati e ne perdiamo sempre di più con la progressione dell’età.
Sappiamo anche che lo stesso vale per il fisico: le masse muscolari non utilizzate tendono ad atrofizzarsi.
La pensione e il riposo, insomma, non sembrano elementi che allungano la vita!

Ma…

“L’ansia degli anni che passano”, vissuti come una malattia progressiva, però spesso mettono le scarpe da ginnastica e i jeans a molti anziani.
Molti affollano le palestre per “mantenersi tonici”, altri rischiano infarti correndo in improbabili “footing tonificanti” sotto al sole.

Qualcuno osa avventure sentimentali modello “adolescent-forever” e c’è anche chi resta aggrappato al suo lavoro “full time” o agli “affari” che diventano la ragione di vita.

Fanno bene tutte queste cose? Forse, Ma molti di questi atteggiamenti sono ansiogeni.
Alla fine la progressione inesorabile del tempo si traduce nella difficoltà a vivere serenamente la propria dimensione e logora più della vecchiaia stessa.

Alla fine, in modo sempre più minaccioso, si materializza la più pericolosa delle malattie: la solitudine!

Evidenze sperimentali dimostrano che per la salute, la solitudine è più temibile del colesterolo del fumo di sigaretta e della pressione alta messe insieme!

E allora combattiamo la solitudine degli anziani!
Non è indispensabile la presenza fisica per vincerla: è sufficiente anche quella emotiva.
Il “cervello allenato” che mantiene meglio le funzioni di tutto il corpo è infatti quello emotivo! Molto più di quello cognitivo (che anche è importante).

E allora il sentire che c’è un qualcuno che ci ama e che amiamo, un qualcosa da fare per un qualcuno che ci attende… Allena e allunga la vita!

E i muscoli?
Spesso i nipotini sono un impegno faticoso per un nonno, ma quella fatica per correr loro dietro, prenderli in braccio, chinarsi cento volte per raccogliere giocattoli, fare il cavalluccio (per chi ce la fa!)… Altro che palestra o footing!

E poi…

I bambini sono allegri e giocano, interagire con loro è un potente antidoto alla depressione. Meglio della pilloletta che prescrive il geriatra!

E allora concludo con consiglio per i colleghi geriatri: piuttosto che farmaci per la pressione o per il colesterolo prescrivessero nelle loro ricette… nipotini, nipotini e poi nipotini!

2 Ottobre: tanti auguri a tutti i nonni!

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P.S. Si è capito che sono un nonno?

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