15/07/2026
🌹 𝐋𝐀𝐃𝐘 𝐎𝐒𝐂𝐀𝐑: 𝐈𝐋 𝐃𝐄𝐒𝐈𝐃𝐄𝐑𝐈𝐎 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐑𝐔𝐎𝐋𝐎
Oscar François de Jarjayes nasce donna. Ma suo padre, il generale Jarjayes, decide che sarà cresciuta come l’erede maschio che la famiglia non ha avuto.
Le consegna un nome, un’educazione militare, un’uniforme, un destino: servire la Corona, portare avanti l’onore della famiglia, essere all’altezza di un ruolo già stabilito.
Per questo 𝘓𝘢𝘥𝘺 𝘖𝘴𝘤𝘢𝘳 non è soltanto una storia di travestimento.
𝗘̀’ 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗱𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶. 𝗘 𝗰𝗵𝗲, 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮, 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀.
Oscar non è una donna che deve liberarsi dell’uniforme per ritrovare una presunta identità “vera” nascosta sotto di essa.
Quell’uniforme l’ha formata. Le ha dato forza, disciplina, prestigio, un posto nel mondo.
Ma a un certo punto non basta più.
Perché Oscar comincia a vedere ciò che il suo ruolo le chiedeva di non vedere: la fame del popolo, la violenza del potere, l’ingiustizia della Corte, la distanza tra l’onore proclamato e la vita reale delle persone.
E comincia a sentire che non può più limitarsi a essere soltanto ciò che suo padre aveva deciso per lei.
𝗝𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲𝘀 𝗟𝗮𝗰𝗮𝗻, psichiatra e psicoanalista francese, ha mostrato che nessuno di noi comincia da zero. Prima ancora di scegliere, veniamo nominati, inseriti in una storia, raggiunti da parole e aspettative che ci precedono.
“Sei quello forte”
“Sei quella responsabile”
“Non devi deludere”
“Tu devi salvare la famiglia”
“Tu non puoi avere bisogno di nessuno”
Per Lacan, però, non si tratta solo di aspettative.
A un certo punto, ciascuno di noi si trova a fare i conti — spesso senza riuscire a dirlo con chiarezza — con una domanda più profonda:
𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗺𝗲 𝗹’𝗔𝗹𝘁𝗿𝗼?
Che cosa sono io nel desiderio di chi mi ha dato un nome, un posto, una storia?
Questo è il “𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘭𝘵𝘳𝘰”: non soltanto ciò che gli altri si aspettano da noi, ma il posto che cerchiamo di occupare per essere desiderati, riconosciuti, amati.
Per Oscar, quell’Altro ha anzitutto il volto del padre.
Il generale Jarjayes non le chiede solo di fare il soldato. La vuole come l’erede maschio che non ha avuto, come il nome della famiglia da difendere, come risposta vivente a una mancanza.
Oscar è stata, per anni, la risposta a quel desiderio.
Ma crescere, per lei, significa iniziare a domandarsi che cosa desidera lei, dentro quella storia.
Non contro la sua storia. Non fingendo che il padre, l’uniforme e il dovere non siano mai esistiti.
Ma senza lasciare che siano loro a dire tutto di lei.
𝗜𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶. 𝗠𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼.
André, allora, non è l’uomo che “la rende donna”.
È qualcuno davanti a cui Oscar può essere vista anche oltre la funzione ricevuta: non solo il comandante della guardia reale, non solo figlia del generale, non solo simbolo di una famiglia.
È nel rapporto con lui, ma anche nello scontro con il mondo che ha servito, che Oscar comincia a riconoscere una domanda diversa.
Non più soltanto: 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦?
Ma: 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦, 𝘪𝘰, 𝘢𝘥𝘦𝘴𝘴𝘰?
È una domanda che molti conoscono.
La figlia sempre forte, che non si concede di crollare. Il figlio affidabile, che non può deludere nessuno. La persona competente e disponibile che tutti cercano, ma a cui nessuno domanda davvero come sta. Chi ha imparato molto bene a occupare il proprio posto, ma non sa più se quel posto gli assomiglia.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝗿𝗹𝗼.
𝗔 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶.
𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 🌒