Dr.ssa Orietta de Sarno Prignano Avena Psicologa Psicoterapeuta e Sociologa

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Dr.ssa Orietta de Sarno Prignano Avena Psicologa Psicoterapeuta e Sociologa Psicoterapia individuale, di coppia e familiare. Esperta EMDR - Pratictioner accreditata EMDR Europa

Ci sono sere in cui l’ultima persona è andata via e io rimango qualche minuto nello studio. Non faccio nulla. È come se ...
17/09/2026

Ci sono sere in cui l’ultima persona è andata via e io rimango qualche minuto nello studio. Non faccio nulla. È come se avessi bisogno di un tempo di passaggio per accorgermi che sono di nuovo sola. La stanza è vuota, eppure sembra conservare ciò che è appena accaduto. Frasi, silenzi, emozioni sembrano ancora presenti. Per un’ora sono stata lo spazio nel quale qualcuno ha potuto raccontarsi senza difese. Poi la seduta finisce e devo tornare a me stessa, raccogliendo anche ciò che si è mosso dentro di me.
A questo nessuna formazione prepara davvero.
Si studiano tecniche, teorie, confini, alleanze terapeutiche, ma nessun manuale spiega cosa accade quando qualcuno pronuncia davanti a te parole che non aveva mai affidato a nessuno, e soprattutto nessuno ti dice che certe parole, dopo averle ascoltate, non se ne vanno insieme a chi le ha pronunciate. Alcune finiscono con la seduta, altre continuano a risuonare.
La fatica più grande di questo lavoro è invisibile: riguarda la disponibilità interiore. Bisogna saper sostenere uno sguardo e anche la sua fuga, lasciare che un silenzio faccia il proprio lavoro senza affrettarsi a coprirlo di parole; accogliere rabbia, paura, vergogna, disperazione senza trasformarle in qualcosa da cui proteggersi. Con gli anni ho imparato che essere forti significa anche accettare di non avere sempre una risposta. Mi sono affezionata alle persone che ho incontrato, alla loro ostinazione, ai tentativi spesso incerti di fare pace con se stesse, e ascoltandole ho scoperto una verità poco raccontata: chi cura non è al riparo dalla vita. Le storie degli altri possono sfiorare le nostre ferite, risvegliare ricordi, porci domande; il compito è riconoscere ciò che accade dentro di noi senza trasformarlo in un peso per chi abbiamo davanti.
Questo lavoro a volte mi ha fatta crescere, altre mi ha svuotata, poi ho capito qualcosa di essenziale: non mi chiede di essere invulnerabile, ma autentica. La mia umanità, con le sue fragilità e contraddizioni, non è un difetto da nascondere: è parte di ciò che porto nella relazione.
Oggi, quando qualcuno si siede davanti a me, non penso di doverlo salvare. Penso che possiamo guardare insieme ciò che fa male, senza scorciatoie e senza finzioni.
A volte, alla fine di una seduta, qualcuno mi dice: «Grazie». Sorrido, sapendo che quel grazie vale anche per me. Io non sono una donna senza ferite che insegna agli altri come guarire, sono una persona che ha imparato a conoscere le proprie cicatrici e ad accogliere quelle degli altri senza distogliere lo sguardo, e forse il senso più profondo di questo lavoro è proprio qui: per il tempo di una seduta, nessuno è costretto ad affrontare da solo ciò che fa male.

Quando una persona ha sofferto molto, spesso non “sceglie” di chiudersi. Impara a farlo.La fortezza nasce così: un confi...
13/06/2026

Quando una persona ha sofferto molto, spesso non “sceglie” di chiudersi. Impara a farlo.
La fortezza nasce così: un confine che all’inizio serve a non crollare. Si smette di chiedere, di esporsi, di aspettarsi qualcosa dagli altri. Si diventa efficienti, controllati, apparentemente autonomi. Da fuori può sembrare forza, dentro, però, spesso c’è una parte ferita che ha deciso: “Se non faccio entrare nessuno, nessuno potrà farmi male”.

In psicoterapia quel muro non va demolito a colpi di martello. Va rispettato, perché è stato costruito per proteggere qualcosa. Il lavoro comincia quando la persona può chiedersi: questa difesa mi sta ancora salvando o mi sta impedendo di vivere? La cura non è diventare indifesi, ma imparare ad aprire una porta senza sentirsi in pericolo, scegliere chi può avvicinarsi, e riconoscere il dolore senza lasciargli governare tutta la casa. A volte guarire non significa abbattere la fortezza, ma scoprire che, dentro quelle mura, non siamo più obbligati a restare soli.

I terapeuti della famiglia hanno una regola: la famiglia cercherà di fare a noi quello che i suoi membri fanno tra loro....
07/06/2026

I terapeuti della famiglia hanno una regola: la famiglia cercherà di fare a noi quello che i suoi membri fanno tra loro. Per neutralizzare l'intervento esterno del terapeuta la famiglia cerca involontariamente di inglobarci nel suo sistema.

da "Il crogiolo della famiglia" - Whitaker, Napier

LO PSICOTERAPEUTA É COME UN FARO IN UN MARE IN TEMPESTA: non calma le onde, non spegne il vento, non cambia la rotta al ...
05/05/2026

LO PSICOTERAPEUTA É COME UN FARO IN UN MARE IN TEMPESTA: non calma le onde, non spegne il vento, non cambia la rotta al posto tuo. Ma resta acceso. Mentre tutto si muove e sembra perdere forma, quella luce fissa ti ricorda che una direzione esiste, anche quando non la vedi. Non ti prende per mano, ma ti aiuta a non smarrirti. Non naviga al tuo posto, ma rende possibile continuare a navigare.
E a volte basta proprio questo: sapere che, da qualche parte, c’è una luce che non vacilla, mentre tu impari a reggere il mare.

Dott. Orietta De Sarno Prignano Avena – Psicologa Psicoterapeuta
Terapeuta Esperta EMDR - Pratictioner certificata per l’elaborazione dei traumi
Studio: Via Andrea Vaccaro 20 Napoli – Vomero
Cell.3388781808
Consulenze in studio e online

Coloro che saranno feriti, saranno curati e impareranno a curare. E si prenderanno cura delle ferite altrui usando le pr...
13/01/2026

Coloro che saranno feriti, saranno curati e impareranno a curare. E si prenderanno cura delle ferite altrui usando le proprie.
Ecco il destino dei terapeuti.
Carl Gustav Jung

24/12/2025
Questa è una foto potente della fotografa Cassandra Jones, che parla di traumi transgenerazionali: come il dolore non el...
14/10/2025

Questa è una foto potente della fotografa Cassandra Jones, che parla di traumi transgenerazionali: come il dolore non elaborato delle madri passa attraverso la cura delle loro figlie.
Il trauma viaggia attraverso generazioni finché qualcuno non è abbastanza forte da sopportare tutto quel dolore e guarirlo.
Portiamo le nostre mamme e i loro dolori sulla schiena, così come loro portavano la loro mamma e il loro dolore non guarito, proprio come le nostre figlie, se smettiamo di fare il nostro lavoro, ci portano sulle spalle.
Il dolore e il trauma si trasmettono come un salto transgenerazionale: una madre ferita e sofferente, traumatizzata, non collegata è incapace di connettersi al bambino.
Un bambino senza mamma presente, connesso, sarà un bambino che assorbe tutto il dolore e lo porta avanti.
Molte di noi sono donne " forti".
Una donna forte doveva diventare così perché ha sofferto molto.
Buona festa della mamma a tutte quelle donne, con o senza figli, che essendo figlie, lottano ogni giorno per guarire queste ferite che arrivano da molto lontano e onorano il principio materno che è in ognuna di loro portando il loro prezioso e creativo contributo alla collettività per il tramite della loro splendente presenza.
E auguri a tutte quelle madri che lavorano quotidianamente per guarire le loro ferite, testimoni di un amore infinito, grazia e liberazione per le loro figlie e i loro figli
(Fonte: Psypedia Net)

Dott. Orietta De Sarno Prignano Avena – Psicologa Psicoterapeuta
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SEPARAZIONE E FIGLI" Il cielo cade" quando il papà e la mamma non si amano più, decidono di lasciarsi, si separano, divo...
14/10/2025

SEPARAZIONE E FIGLI
" Il cielo cade" quando il papà e la mamma non si amano più, decidono di lasciarsi, si separano, divorziano. Per i bambini, soprattutto i più piccoli, i genitori sono il sole e la luna. Sono la bussola: il Sud e il Nord, l' Ovest e l'Est della loro anima. L'orientamento quotidiano dei loro pensieri, il punto alto di riferimento, le stelle che li guidano nei boschi e nei deserti, nelle pianure e nelle montagne della vita che iniziano ad attraversare. Per gli adolescenti, poi, i genitori che si separano, magari dopo liti e tradimenti, sono l'esempio di un "male d'amore” che verrà. Rappresentano un oscuro, negativo presagio, un'ombra che grava sulla loro ricerca d'amore, sul loro andare incontro all'altro, sul loro desiderio dell'altro che inizia a farsi prepotente esigenza del corpo e della mente. Individuare professionisti competenti e fare un percorso di terapia di coppia consente ai genitori di essere in grado di separarsi "insieme", evitando di utilizzare i figli e il loro "sacrificio" come armi improprie per colpirsi a vicenda, per punire o per punirsi l'un l'altra; in questo caso allora la ferita dei bambini e degli adolescenti, anche se dolorosa e drammatica, potrà rappresentare comunque un'esperienza, una prova, un attraversamento duro ma significativo e utile ad una crescita relazionale sana e armonica, perché nel lasciarsi “insieme” dei genitori, rispettoso e forte, quei figli avranno sentito che un amore "per sempre" è stato, comunque, rispettato: quello per i figli. Quello che, "per sempre", lega due persone che "insieme" li hanno avuti. Comunque.

Dott. Orietta De Sarno Prignano Avena – Psicologa Psicoterapeuta
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Non caricarti inutilmente del peso del passato.Avanza chiudendo i capitoli che hai già letto, non devi rileggerli contin...
26/05/2025

Non caricarti inutilmente del peso del passato.
Avanza chiudendo i capitoli che hai già letto, non devi rileggerli continuamente.
E non giudicare mai qualcosa del tuo passato in base alla nuova prospettiva del presente: il vecchio era giusto nel suo contesto, e il nuovo è giusto nel suo.

Osho

Un percorso psicoterapeutico è un movimento costante e creativo verso il benessere e la crescita personale. È un process...
23/04/2025

Un percorso psicoterapeutico è un movimento costante e creativo verso il benessere e la crescita personale. È un processo dinamico, non lineare, e può essere visto come una danza, o meglio una danza a due.
Quando si intraprende, paziente e terapeuta entrano in relazione, costruendo un legame che sia il più possibile rassicurante e contenitivo. Questo legame, chiamato alleanza terapeutica, è basato sulla fiducia e comporta un coinvolgimento emotivo tra il/la terapeuta e i pazienti, ciascuno con una propria storia ed esperienze specifiche che contribuiscono alla connotazione di tale legame ed al buon esito della terapia. Proprio come una danza, la relazione richiede armonia, sincronia e un dialogo continuo per evitare il disordine.

Dott. Orietta De Sarno Prignano Avena – Psicologa Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR certificata per l’elaborazione dei traumi
Studio: Via Andrea Vaccaro 20 Napoli – Vomero
Cell.3388781808
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Indirizzo

Via Andrea Vaccaro 20
Naples
80127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

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