16/01/2026
Negli Stati Uniti è stata presentata una nuova piramide alimentare che sta facendo molto rumore.
La verità?
Per me non è una novità.
Sono anni che nel mio studio questi principi vengono già applicati e consigliati, da tempo, ovviamente sempre all’interno di un percorso personalizzato, costruito sulla singola persona e non sulle mode del momento.
✔ qualità prima della quantità
✔ alimenti prima delle calorie
✔ proteine adeguate al contesto
✔ grassi scelti con criterio
✔ niente schemi rigidi “buoni per tutti”
E per chi chiede “ok, ma concretamente cosa significa questa nuova piramide?”
In pratica:
🥩 Proteine al centro di ogni pasto
Non per moda, ma per fisiologia.
Proteine presenti ad ogni pasto, scelte e dosate in base alla persona, al suo metabolismo, all’età, allo stile di vita e agli obiettivi.
Scegliere la giusta fonte di proteine, che deve essere prima di tutto di qualità.
🥦 Cibo vero, non teoria nutrizionale
Il messaggio è semplice: meno industria, più cibo riconoscibile.
Nel mio lavoro questo significa ridurre davvero (non a parole) ultra-processati, zuccheri nascosti e prodotti pronti, tornare a verdura, frutta, carne, pesce, uova, legumi, frutta secca e grassi naturali.
Cose che il corpo sa gestire. Il resto no.
🧈 Grassi e latticini: fine delle paure ideologiche
I grassi presenti negli alimenti naturali non sono il nemico.
Olio extravergine, frutta secca, avocado, b***o o latticini interi non vengono demonizzati a prescindere, ma inseriti o esclusi in base alla persona, non ai titoli dei giornali.
🌾 Carboidrati: contesto prima delle regole
I carboidrati non spariscono, ma smettono di essere il pilastro obbligatorio di ogni pasto.
Si dà priorità a qualità, fibre e timing, riducendo raffinati e zuccheri aggiunti.
Non “zero carbo”, non “tanti carbo”: carboidrati sensati.
🍷 Alcol: meno dogmi, più responsabilità
Niente quantità “magiche” o soglie rassicuranti.
Il messaggio è chiaro: meno è, meglio è.
E la decisione va sempre contestualizzata sullo stile di vita reale della persona.
Questa nuova piramide non cambia il mio approccio.
Lo conferma.