27/08/2026
I CASI IMPOSSIBILI DEL MESE | Una storia che mi riempie il cuore
Sono appena tornato dalle vacanze e, quasi senza avere il tempo di rientrare, eccomi già a riempire una delle rubriche a cui sono più affezionato: “I casi impossibili del mese”.
E voglio ricominciare da lei. Da questa dolce signora e dalla sua storia.
Era arrivata da me con una gravissima infezione di una protesi d’anca. Una situazione estremamente complessa, dolorosa, che aveva già richiesto ben cinque interventi chirurgici, nel tentativo di salvare l’arto e restituirle una prospettiva.
Una battaglia lunga. Difficile. Di quelle in cui bisogna avere competenza, pazienza e soprattutto non arrendersi.
Oggi posso finalmente condividere una notizia che mi rende profondamente felice: siamo riusciti a portare a guarigione quella terribile infezione.
Il percorso non è ancora terminato. Tra circa un anno, quando le condizioni saranno quelle giuste, procederemo con il reimpianto della protesi definitiva.
Ma oggi voglio fermarmi un momento e godermi il suo sorriso.
Perché, anche dopo tanti anni, continuo a pensare di fare il lavoro più bello del mondo.
Un lavoro che non significa soltanto operare un’anca, curare un’infezione o affrontare un caso complicato.
Significa restituire speranza. Rimettere in piedi una persona. Regalare gioia.
E quando davanti a me vedo nuovamente un sorriso dove per tanto tempo ci sono stati dolore e paura, ricordo esattamente perché ho scelto di fare questo mestiere.
Questo è il primo “caso impossibile” del mese.
E non potevo desiderare un rientro dalle vacanze più bello di questo.
Prof. Nicola Capuano