Ilaria Mazzotta Psicologa

Ilaria Mazzotta Psicologa Psicologa | Offro uno spazio di ascolto e supporto psicologico per affrontare momenti di difficoltà, cambiamento o crisi.

Accompagno le persone nel percorso verso un maggiore benessere emotivo e una migliore qualità di vita. 🪷

09/06/2026

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐚𝐢 𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨?🤔
Finire le superiori è un traguardo, ma il giorno dopo l'esame può portare un disorientamento profondo. Crolla una routine e 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 "𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞" 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐭𝐢.

Se ti senti così, voglio dirti che è normale: è un lutto invisibile, la perdita delle tue vecchie certezze. Non devi avere tutte le risposte oggi.

📩 Se l'ansia per il futuro è diventata troppo pesante, io sono qui per aiutarti a fare chiarezza. Scrivimi un messaggio privato: ti aspetto nel mio studio o online.

𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞:
📍Centro medico Città di Nardò - Via A. Moro 21
📞0833 872107
📍Centro Medex - Via Campi 170, Squinzano
📞0832 781806
📧[email protected]
linktr.ee/ilariamazzotta.psicologa (link in bio)

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚. 🧭✨In queste settimane, per un maturando, la domanda più frequente è anche la più pesant...
06/06/2026

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚. 🧭✨
In queste settimane, per un maturando, la domanda più frequente è anche la più pesante: "𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖, 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑎𝑖 𝑙'𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜.ᐣ".

È una domanda che spesso si porta dietro un carico d'ansia enorme. Da un lato c'è l'euforia della fine della scuola, dall'altro una sensazione di smarrimento che si fatica a nominare. Se ti senti bloccato davanti alla scelta del tuo percorso, voglio che tu sappia che la tua indecisione è profondamente umana.

Clinicamente, 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨. Crolla la mappa del mondo che ti ha protetto e guidato per anni (la classe, i professori, gli orari fissi) e il futuro si presenta come una pagina totalmente bianca.
Questa transizione è, a tutti gli effetti, un 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞: si piange la fine di un'era e la perdita di quelle certezze. 💔

La pressione sociale ti chiede di essere lucido, determinato, proiettato al successo. Ma il tuo sistema nervoso, davanti a così tante possibilità e alla paura di sbagliare, può reagire bloccandosi. La paralisi non è mancanza di volontà: è un tentativo di protezione dal rischio di fallire.

Voglio dirti una cosa da psicologa: 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐚 𝟏𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚. È solo un inizio. Puoi darti il tempo di esplorare, di cambiare idea, di non sapere ancora tutto.

📩 Se senti che il peso di questa decisione è diventato troppo grande e l'ansia per il futuro ti blocca, io sono qui. Scrivimi un messaggio privato: troveremo insieme lo spazio per fare chiarezza, nel mio studio o online.

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"𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨?"Ti capita mai di sentirti costantemente nervosa, anche quando final...
03/06/2026

"𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐚𝐫𝐦𝐢 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨?"
Ti capita mai di sentirti costantemente nervosa, anche quando finalmente tutto intorno a te è tranquillo?

Spesso liquidiamo il carico mentale delle madri come un semplice problema di "organizzazione" o di giornate troppo piene. Ma la realtà psicologica e corporea è molto più profonda.

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐜𝐚. 𝐒𝐞𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚.❤️‍🩹
Il tuo sistema nervoso è costantemente orientato al controllo, alla previsione e all'anticipazione dei bisogni altrui: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞. Quando questa condizione dura per mesi o anni, il corpo perde la capacità di distinguere tra un momento di pace e una situazione di emergenza.

Ecco perché:
🔥Ti senti irritabile anche quando non ce ne sarebbe motivo.
🔥Fatichi a riposare anche se sei esausta e avresti il tempo per farlo.
🔥Senti una tensione interna che non accenna a spegnersi.

Non è una tua colpa. È il tuo organismo che si è incastrato nella modalità sopravvivenza e non sa più come uscirne.

❤Voglio dirti una cosa da psicologa: non si può chiedere a un corpo in costante allarme di rilassarsi a comando. Hai bisogno di ritrovare la strada verso la sicurezza, un passo alla volta, in uno spazio in cui nessuno ti chieda di performare o di gestire qualcosa.

Se senti che la tua mente non si spegne mai e vuoi riprenderti il diritto di riposare davvero, io sono qui per aiutarti.
📩 Scrivimi un messaggio privato per iniziare a parlarne, nel mio studio o online. Permetti al tuo sistema nervoso di posare questo peso.

𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞:
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"𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚" 👩‍🍼“𝑺𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒈𝒈𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐, 𝒎𝒂 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒆 𝒏𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒈𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐.”È...
29/05/2026

"𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚" 👩‍🍼
“𝑺𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒈𝒈𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐, 𝒎𝒂 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒆 𝒏𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒈𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐.”
È la frase che molte madri portano dentro come un segreto pesante. Una solitudine profonda che non nasce dall’assenza fisica di persone intorno, ma dalla mancanza di uno sguardo reale.

Ci sono donne che continuano a funzionare perfettamente ogni giorno: gestiscono, organizzano, curano. Eppure, sperimentano un isolamento interiore immenso, perché nessuno sembra accorgersi del costo emotivo che tutto questo comporta.

𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞. 𝐏𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚.

Voglio dirti una cosa da psicologa: il tuo sistema nervoso non cerca solo aiuto pratico. Non bastano le cose "fatte" a farti stare bene. Il nostro sistema biologico cerca co-regolazione, sicurezza, presenza emotiva.

❤️‍🩹Cerca qualcuno che ti guardi negli occhi e ti chieda: "𝑬 𝒕𝒖, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊.ᐣ", separandoti per un attimo dal tuo ruolo.

Dal punto di vista clinico, sentirsi emotivamente non riconosciute aumenta l'isolamento e amplifica la sensazione di non farcela, portando a un'attivazione costante e dolorosa.
Non sei sbagliata se ti senti sola in mezzo agli altri. Stai solo portando un carico invisibile che merita di essere condiviso.

Se ti riconosci in questo silenzio e senti il bisogno di uno spazio in cui non devi per forza "reggere tutto", io sono qui.

📩 Scrivimi un messaggio privato per un primo colloquio, nel mio studio o online. Permettiti il diritto di essere vista, prima di tutto come persona.

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"𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐢: 𝐢𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢" 💔“𝑶𝒓𝒎𝒂𝒊 𝒔𝒆𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆, 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒂𝒊.”È la frase che gl...
26/05/2026

"𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐢: 𝐢𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢" 💔
“𝑶𝒓𝒎𝒂𝒊 𝒔𝒆𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆, 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒂𝒊.”
È la frase che gli adolescenti si sentono ripetere più spesso quando i genitori si separano. Come se l’età fosse uno scudo, come se avere gli strumenti cognitivi per comprendere la fine di un amore bastasse a proteggere il cuore dal dolore.

Ma la verità è che, dal punto di vista psicologico, 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢.

Il dolore dei ragazzi in questa fase assume forme diverse, che gli adulti faticano a decifrare:
❤️‍🔥C'è la rabbia che esplode all'improvviso, o che viene trattenuta fino a diventare un peso sul petto.
❤️‍🔥C'è il tentativo di fare i "forti", di proteggere i genitori diventando improvvisamente troppo adulti.
❤️‍🔥C'è il silenzio di chi si ritira emotivamente per non sentire il vuoto.

Il messaggio implicito che spesso arriva a questi ragazzi è che il loro dolore debba fare meno rumore di quello degli adulti. Ma la mente e il corpo non funzionano a comando: registrano uno strappo profondo nella propria storia identitaria.

Se hai un figlio adolescente che sta attraversando in silenzio la fine della vostra configurazione familiare, o se sei tu quel ragazzo che si sente "fuori misura" nel suo dolore, voglio dirti che quello che provi è legittimo. 𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚. 🌿

📩 Esiste uno spazio dove questo dolore non deve essere nascosto o minimizzato, ma può essere finalmente accolto e integrato. Se senti il bisogno di una guida per attraversare questo cambiamento, io sono qui. Scrivimi un messaggio privato: ne parleremo insieme, nel mio studio o online.

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22/05/2026

❤️‍🩹"Quando una relazione finisce... senza una rottura"
Non sempre i legami si spezzano con un urlo, con un tradimento o con un litigio furioso.

A volte le relazioni sbiadiscono in silenzio. Cambiano le priorità, si spostano i confini e, quasi senza accorgertene, ti ritrovi dentro a un legame che non riconosci più.

Non c'è un evento preciso a fare da spartiacque, ma una progressiva distanza: meno risonanza quando vi parlate, meno presenza nei pensieri, meno senso di appartenenza.

🥀 Questo tipo di perdita è sottile e, quasi sempre, porta con sé un enorme senso di colpa. Ci si chiede: "Se non mi ha fatto niente di male, perché mi sento così distante?".
Voglio dirti una cosa da psicologa: non è necessariamente egoismo o evitamento. Spesso si chiama differenziazione.

🪷 Stai crescendo, stai cambiando, e la versione di te che teneva in piedi quel legame oggi non è più attuale. Lasciare andare una relazione, a volte, significa accettare di lasciare andare una vecchia parte di noi stessi. Riconoscerlo non ti rende una br**ta persona, ma una persona che sta evolvendo.

Attraversare questo passaggio fa paura, e farlo da soli può far sentire profondamente smarriti.
Ti è mai capitato di sentire che un legame importante si stava spegnendo, senza che ci fosse un vero "motivo"?

📩 Se stai vivendo questa transizione e il senso di colpa ti impedisce di capire cosa vuoi davvero, io sono qui. Scrivimi un messaggio privato: troveremo insieme uno spazio per fare chiarezza e dare una direzione al tuo cambiamento, nel mio studio o online.

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🤰"𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞" ❤️‍🩹“𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒, 𝑖𝑙 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝘩𝑒́ 𝑡...
19/05/2026

🤰"𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞" ❤️‍🩹
“𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒, 𝑖𝑙 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝘩𝑒́ 𝑡𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑖̀.ᐣ”
È la domanda, implicita o esplicita, che molte neomamme si sentono rivolgere. Una domanda che, invece di rassicurare, spesso scava un solco di solitudine e senso di colpa.

La verità è che ci sono corpi che, anche dopo settimane o mesi dal parto, non riescono a percepire che il pericolo è passato. Anche se dal punto di vista medico è andato tutto "bene".

Il 𝐭𝐫𝐚𝐮𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨 non dipende sempre da una complicazione clinica. Spesso nasce da una frattura profonda del senso di sicurezza:
🌱Non sentirsi ascoltate nel momento di massima vulnerabilità.
🌱Percepire una totale impotenza o perdita di controllo.
🌱Sentirsi invase, o profondamente sole.

Il sistema nervoso registra tutto questo come una minaccia. E così, anche se sei a casa e il pericolo è finito, il corpo continua a rispondere come se l'evento fosse ancora in corso.
C'è chi rivive continuamente quei momenti, chi evita persino di parlarne per non stare male, e chi convive con una tensione costante che non sa spiegarsi.

✨𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞: non tutto ciò che lascia una ferita sanguina. Alcune esperienze restano impresse direttamente nel corpo. E quella che provi non è un'esagerazione, è una risposta traumatica che merita ascolto e cura.
Non devi normalizzare questa costante sensazione di allarme. Si può ritrovare la sicurezza, un passo alla volta.

📩 Se senti che il ricordo del parto è un peso che non riesci a posare e desideri uno spazio protetto per rielaborarlo, io sono qui. Scrivimi un messaggio privato: possiamo iniziare a parlarne, nel mio studio o online.

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15/05/2026

"Dopo la diagnosi: il momento in cui tutto cambia" 🧭✨

C’è un "prima" e c’è un "dopo".
Il momento in cui una diagnosi riceve un nome è uno spartiacque netto. All'improvviso, il futuro che sembrava aperto e indeterminato assume una forma nuova, spesso difficile da accettare e ancora più complicata da comprendere.

Molte persone si stupiscono della propria reazione iniziale: "Perché resto lucido? Perché non riesco a piangere?".

Voglio dirti che è normale. All'inizio la mente si attiva, raccoglie informazioni, cerca di capire "cosa fare". È una risposta di sopravvivenza. Il vero lutto emotivo emerge più tardi, quando il significato di quel nome inizia a sedimentarsi:
🌱 Nelle piccole abitudini che devono cambiare.
🌱Nel modo in cui senti il tuo corpo.
🌱Nell'immagine che hai di te stessa/o nel mondo.

Sentirsi disorientati non è un segno di debolezza, ma la prova che stai cercando di integrare un cambiamento profondo. Non riguarda solo la tua salute, riguarda il modo in cui ti pensi d'ora in avanti.

Se hai ricevuto una diagnosi che ha riorganizzato il tuo mondo e senti il bisogno di uno spazio per elaborare questo nuovo "dopo", io sono qui.

📩 Non devi gestire questo cambiamento in solitudine. Scrivimi un messaggio privato: troveremo insieme il modo di dare un senso a questa nuova mappa della tua vita, nel mio studio o online.

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"𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 '𝐛𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞'"In occasione della 𝑓𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑚𝑚𝑎, ho sentito l'urgenza di fare una r...
09/05/2026

"𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 '𝐛𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞'"
In occasione della 𝑓𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑚𝑚𝑎, ho sentito l'urgenza di fare una riflessione su un tema di cui solo adesso si inizia a parlarne. Quante volte ci siamo sentite ripetere: “𝑫𝒐𝒗𝒓𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒆, 𝒏𝒐.ᐣ”

È la domanda silenziosa che molte madri sentono pesare sulle spalle ogni giorno. Una narrazione che ci vuole sempre grate, pazienti, appagate. Ma cosa succede quando la realtà è fatta di stanchezza estrema, rabbia o desiderio di fuga?

𝐒𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚.

Il trauma della maternità spesso non deriva solo dalla fatica, ma dal doverla nascondere. Quando non ti senti autorizzata a dire "Sto facendo una fatica enorme", inizi a separarti da ciò che provi davvero.

Voglio dirti una cosa da psicologa: il tuo sistema nervoso non risponde agli ideali della società. Risponde al carico, alla solitudine, alla mancanza di riposo. Sentire ambivalenza o esaurimento non ti rende una "cattiva madre", ti rende un essere umano.

Il dolore diventa un trauma solo quando deve restare invisibile. Ma non deve essere per forza così.
Non devi attraversare questa tempesta da sola per dimostrare quanto vali. Chiedere supporto non è un segno di cedimento, ma un atto di amore immenso verso te stessa e verso i tuoi figli.

📩 Se senti che il carico è diventato troppo pesante e hai bisogno di un luogo dove la tua fatica venga finalmente vista e accolta, io sono qui. Scrivimi in privato: troveremo insieme lo spazio per far tornare il tuo benessere una priorità, nel mio studio o online.

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📖“𝐔𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐨 𝐝’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚” non è un libro che si consuma in una sera. Chiede tempo, silenzio e distanza. ✨Ho concluso la lettur...
08/05/2026

📖“𝐔𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐨 𝐝’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚” non è un libro che si consuma in una sera. Chiede tempo, silenzio e distanza. ✨

Ho concluso la lettura del libro di con una parola che mi risuona dentro: 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐦𝐨𝐫𝐟𝐨𝐬𝐢. Non solo quella del corpo, ma quella silenziosa dell'identità.

Da psicologa, ciò che mi ha colpita è come l'autore porti il lettore oltre il comportamento visibile.
Il 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 non è un problema di cibo o peso: è un linguaggio. È il modo in cui il mondo interno tenta di organizzarsi quando non ha altre parole per dire rabbia, vergogna o bisogno di essere visti.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚?
🌿Il sintomo ha una funzione: non va giudicato, ma compreso.
🌿Il corpo è il luogo dove il dolore prende forma per cercare ascolto.
🌿L’amore è fondamentale, ma da solo non basta se non è accompagnato da ascolto e consapevolezza.

Dovremmo imparare a guardare meglio la storia che un corpo sta cercando di raccontare, prima ancora di provare a "correggerlo".

E voi, avete mai sentito che il vostro corpo stava provando a dire qualcosa che le parole non riuscivano a spiegare? Fatemelo sapere nei commenti. 👇

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