Dr. Gerardo Serra - Terapista del Dolore

Dr. Gerardo Serra - Terapista del Dolore Dr. Gerardo Serra
Responsabile del Reparto di Fisiopatologia e Terapia del Dolore presso IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria

Dr. Gerardo Serra - SPECIALISTA IN FISIOPATOLOGIA E TERAPIA DEL DOLORE. Cos’è la terapia del dolore o terapia antalgica? Il termine più corretto è “algologia” o medicina del dolore. E’ una specialità medica che si occupa della diagnosi e della scelta terapeutica delle patologie dolorose. In Italia un elevato numero di persone soffre per la presenza di un dolore cronico che spesso non viene riconosciuto e adeguatamente trattato.

🔹Molti sportivi convivono con dolore causato da un’ernia del disco lombare senza dover ricorrere subito alla chirurgia.⚠...
17/08/2026

🔹Molti sportivi convivono con dolore causato da un’ernia del disco lombare senza dover ricorrere subito alla chirurgia.

⚠️L’intervento non dipende solo dalla presenza dell’ernia alla risonanza magnetica, ma soprattutto dai sintomi e dal loro impatto sull’attività sportiva e sulla vita quotidiana.

📝La chirurgia può essere presa in considerazione quando sono presenti:
>Dolore lombare o sciatico molto intenso che limita allenamenti e gare nonostante fisioterapia, farmaci e riposo adeguato.
>Debolezza muscolare (difficoltà a sollevare il piede, correre, saltare o eseguire gesti tecnici specifici).
>Perdita di sensibilità persistente a gamba o piede.
>Peggioramento neurologico progressivo documentato dal medico.
>Sintomi che persistono per settimane o mesi nonostante un corretto trattamento conservativo.
>Disturbi urinari o intestinali improvvisi, situazione rara ma che richiede una valutazione urgente.

🏋️‍♂️L'obiettivo, per un atleta, non è solo eliminare il dolore ma recuperare forza, controllo motorio e sicurezza nei movimenti sportivi.

📌In molti casi è possibile continuare l’attività con un programma personalizzato di:
>fisioterapia;
>rinforzo del core;
>correzione dei carichi di allenamento;
>gestione dei tempi di recupero.

🔍La decisione di operare deve essere sempre individuale, valutando tipo di sport, livello agonistico, età dell’atleta, esame clinico e risultati degli esami strumentali.

🔬Quando si opta per l'intervento chirurgico, l’obiettivo per un atleta è di ottenere:
✔️una decompressione completa della radice nervosa;
✔️un minimo danno muscolare;
✔️una riduzione del dolore post-operatorio;
✔️un ritorno più rapido e sicuro all’attività sportiva.

👉La valutazione con il chirurgo che lo ha operato, il fisiatra ed il fisioterapista sarà poi essenziale per stabilire il momento più sicuro per riprendere allenamenti e competizioni.

💿Rimuovere l'ernia discale con un approccio mininvasivo endoscopico (TESSYS) che permette di minimizzare il trauma muscolare, consentendo un recupero ed una ripresa dell'attività sportiva in tempi rapidi, è una valida alternativa alla microdiscectomia nell'atleta agonistico e non.

Ho il piacere di informarvi che ho aggiornato il mio canale YouTube.👇👇👇
06/08/2026

Ho il piacere di informarvi che ho aggiornato il mio canale YouTube.
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DOTT. GERARDO SERRA - FISIOPATOLOGIA E TERAPIA DEL DOLORE Sono responsabile del Reparto di Fisiopatologia e Terapia del Dolore presso IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria. HAI DOLORI AL VISO DI NATURA IGNOTA, INTENSI E IMPROVVISI? Potrebbe trattarsi della sindrome cronica definita come nevralgia....

💬Un'ernia è definita espulsa quando una porzione del disco intervertebrale fuoriesce completamente attraverso l'annulus ...
03/08/2026

💬Un'ernia è definita espulsa quando una porzione del disco intervertebrale fuoriesce completamente attraverso l'annulus fibroso. Tale condizione può essere completamente asintomatica o determinare una intensa sintomatologia dolorosa con compressione di una o più radici nervose.

📊Le conseguenze dipendono soprattutto dalla sede dell'ernia, dal volume e dalle dimensioni del canale o del forame.

📝In ogni caso, i sintomi possono includere:
>dolore lombare intenso;
>sciatica, con dolore che si irradia lungo gluteo, coscia, gamba e fino al piede;
>formicolio o perdita della sensibilità;
>debolezza muscolare della gamba o del piede, con difficoltà a camminare o a sollevare il piede;
>limitazione delle normali attività quotidiane e della qualità di vita.

👉È importante ricordare che un'ernia espulsa non significa necessariamente intervento chirurgico. Molti pazienti migliorano con un trattamento conservativo, mentre la chirurgia viene indicata quando il dolore persiste, sono presenti deficit neurologici significativi o si verificano situazioni di urgenza.

🔬L'intervento chirurgico viene pertanto preso in considerazione quando:
>il dolore è persistente e non risponde alle cure;
>sono presenti deficit neurologici progressivi;
>si verifica una rara urgenza neurologica, come la sindrome della cauda equina.

👨‍⚕️Una visita specialistica consente di valutare il quadro clinico e individuare il trattamento più appropriato per ogni paziente.

🎯Per confermare la diagnosi e definire con precisione la sede e le caratteristiche dell'ernia, l'esame di riferimento prescritto dallo specialista è la risonanza magnetica della colonna lombare, che permette di visualizzare il disco intervertebrale, le radici nervose e il grado di compressione.

🔹Nelle immagini, un caso di risoluzione spontanea di un'ernia lombare (L3-L4 di destra). La paziente, dopo 2 mesi di dolore - senza deficit neurologici , ha assistito ad una progressiva riduzione della sintomatologia algica.
La decisione terapeutica deve pertanto sempre basarsi essenzialmente sulla valutazione clinico-radiologica.

Nevralgia del TrigeminoMolto frequentemente visito pazienti che nel loro percorso terapeutico riferiscono di essersi sot...
19/07/2026

Nevralgia del Trigemino
Molto frequentemente visito pazienti che nel loro percorso terapeutico riferiscono di essersi sottoposti a trattamento di radiofrequenza pulsata (PRF) con risultati scadenti, confondendo questa procedura con la termorizotomia. Si tratta di procedure completamente differenti. La PRF, attraverso un elettrodo, fornisce una temperatura di max 42°C con l'obiettivo di modulare la trasmissione del dolore. Non esegue quindi una neurolesione come la termorizotomia. I risultati della PRF sono scarsi e poco duraturi.
Molto interessante questo recente studio che abbina alla PRF la termorizotomia a bassa temperatura.
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✍Premessa
Molto frequentemente visito pazienti che nel loro percorso terapeutico riferiscono di essersi sottoposti a trattamento di radiofrequenza pulsata (PRF) con risultati scadenti, confondendo questa procedura con la termorizotomia. Si tratta di procedure completamente differenti. La PRF, attraverso un elettrodo, fornisce una temperatura di max 42°C con l'obiettivo di modulare la trasmissione del dolore. Non esegue quindi una neurolesione come la termorizotomia. I risultati della PRF sono scarsi e poco duraturi.
Molto interessante questo recente studio che abbina alla PRF la termorizotomia a bassa temperatura.

📘Titolo dello studio
"L'efficacia della combinazione di radiofrequenza pulsata e radiofrequenza continua a bassa temperatura nel trattamento della nevralgia del trigemino primaria: uno studio randomizzato controllato."

🔹Contesto
La nevralgia del trigemino è una delle sindromi dolorose più intense.
Il trattamento di prima scelta è farmacologico, soprattutto con carbamazepina o oxcarbazepina. Tuttavia, oltre un quarto dei pazienti non ottiene un controllo soddisfacente del dolore oppure sviluppa effetti collaterali tali da rendere necessario un trattamento chirurgico o interventistico.

🔹Obiettivo
La combinazione di radiofrequenza pulsata (PRF) e radiofrequenza continua (CRF) a bassa temperatura potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica per il trattamento della nevralgia del trigemino (TN). Lo scopo di questo studio è stato quello di valutarne l'efficacia e la sicurezza della combinazione.

🔹Metodi
Lo studio, randomizzato e controllato, è stato condotto tra il 2 dicembre 2020 e il 26 ottobre 2022. I pazienti eleggibili sono stati assegnati casualmente (con rapporto 1:1) a uno dei due trattamenti:
>Gruppo PRF + CRF - radiofrequenza pulsata a 70 V, 42°C per 600 secondi, seguita da radiofrequenza continua a 60°C per 270 secondi.
>Gruppo PRF - sola radiofrequenza pulsata con gli stessi parametri (70 V, 42°C, 600 secondi).

🔹Risultati
Sono stati valutati 169 pazienti con nevralgia del trigemino; 146 sono stati randomizzati nei due gruppi di trattamento, che presentavano caratteristiche cliniche iniziali sovrapponibili.
>A 12 mesi, la percentuale di pazienti con un controllo soddisfacente del dolore è risultata significativamente superiore nel gruppo trattato con la combinazione PRF + CRF rispetto al gruppo trattato con la sola PRF (83,6% contro 67,1%; differenza assoluta 16,5%).
>Anche nei controlli eseguiti a 1 giorno, 1 settimana, 2 settimane, 1 mese, 2 mesi, 3 mesi e 6 mesi, il gruppo PRF + CRF ha mostrato una percentuale significativamente maggiore di responder.
>Inoltre, i pazienti sottoposti alla terapia combinata hanno riportato punteggi NRS (Scala Numerica del Dolore) significativamente inferiori in tutti i controlli eseguiti da 1 giorno fino a 12 mesi, indicando un migliore controllo del dolore.
>Per quanto riguarda gli effetti collaterali, il gruppo PRF + CRF ha presentato un maggiore grado di ipoestesia facciale nei primi due mesi dopo la procedura. Una debolezza del muscolo massetere (uno dei principali muscoli della masticazione) è stata osservata nel 5,5% dei pazienti trattati con la terapia combinata, mentre non è stata riscontrata nel gruppo PRF.
>In nessuno dei due gruppi sono state osservate problematiche gravi quali anestesia dolorosa o anestesia corneale, due delle complicanze più temute delle procedure di radiofrequenza per la nevralgia del trigemino, soprattutto quando viene utilizzata la radiofrequenza continua ad alte temperature.

🔹Conclusioni
La combinazione di radiofrequenza pulsata ad alto voltaggio con radiofrequenza continua a bassa temperatura (60°C) garantisce un controllo del dolore significativamente migliore rispetto alla sola radiofrequenza pulsata nei pazienti con nevralgia primaria del trigemino, mantenendo un profilo di sicurezza favorevole e con effetti collaterali generalmente modesti e transitori.
Questa strategia terapeutica potrebbe quindi rappresentare una valida opzione mini-invasiva per i pazienti che non ottengono un adeguato beneficio dalla terapia farmacologica conservativa.

🔹In questo studio si comparano 2 tecniche endoscopiche per la rimozione dell'ernia del disco:>La discectomia lombare end...
06/07/2026

🔹In questo studio si comparano 2 tecniche endoscopiche per la rimozione dell'ernia del disco:
>La discectomia lombare endoscopica transforaminale (TELD), che utilizza un accesso chirurgico postero laterale attraverso il forame.
>La discectomia lombare endoscopica interlaminare (IELD), che utilizza un accesso chirurgico attraverso lo spazio interlaminare.

🔹Sono stati analizzati i dati di 31 studi scientifici randomizzati controllati e studi di coorte che hanno coinvolto 5.873 pazienti.

🔹OBIETTIVO
Questa revisione sistematica ha mirato a confrontare gli esiti clinici, le complicanze e i parametri di QoL (qualità della vita) della TELD rispetto alla IELD, al fine di definire strategie di selezione chirurgica basate sulle evidenze.

🔹RISULTATI
Entrambe le procedure endoscopiche, TELD e IELD, hanno mostrato risultati superiori rispetto alla discectomia a cielo aperto. I tassi di recidiva dell'ernia erano significativamente inferiori nelle procedure endoscopiche (4-7%) rispetto alla chirurgia standard (5-15%). La maggior parte degli studi ha riportato esiti clinici comparabili tra TELD e IELD, con alcune evidenze che suggeriscono vantaggi marginali per la TELD nei punteggi di recupero funzionale. La TELD ha il vantaggio di poter essere eseguita in anestesia locale.
È stato osservato che i tassi di complicanze sono inferiori per le tecniche endoscopiche rispetto alla chirurgia a cielo aperto.
Le analisi economiche presenti nella letteratura esaminata hanno indicato che sia la TELD che la IELD sono procedure costo-efficaci, economicamente vantaggiose.
I parametri relativi alla qualità della vita (QoL) hanno indicato che la IELD potrebbe offrire un ritorno più rapido all'attività sessuale grazie al minimo scollamento muscolare.

🔹CONCLUSIONI
La TELD e la IELD sono altamente efficaci per l'ernia del disco lombare. Sebbene gli esiti clinici siano simili, la TELD offre vantaggi marginali nel recupero funzionale, mentre la IELD è preferibile per le ernie L5-S1 laddove il forame non sia facilmente raggiungibile. La selezione della tecnica dovrebbe essere personalizzata in base al livello dell'ernia e all'esperienza del chirurgo.

La sindrome SUNCT (Short-lasting Unilateral Neuralgiform headache attacks with Conjunctival injection and Tearing) è una...
29/06/2026

La sindrome SUNCT (Short-lasting Unilateral Neuralgiform headache attacks with Conjunctival injection and Tearing) è una sindrome dolorosa facciale molto rara che richiede una diagnosi differenziale con la Nevralgia del Trigemino.

Ne parlo in questo mio post pubblicato sulla pagina Nevralgia del Trigemino:
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✍Descriverò in questo post una sindrome dolorosa facciale molto rara che richiede una diagnosi differenziale con la nevralgia del trigemino: la sindrome SUNCT (Short-lasting Unilateral Neuralgiform headache attacks with Conjunctival injection and Tearing).

📝Queste le caratteristiche:
>coinvolge un solo lato del viso - occhio e tempia;
>le crisi dolorose sono di breve durata (massimo qualche minuto) con frequenza elevata (anche 200 attacchi al giorno);
>le crisi sono accompagnate da sintomi autonomici - arrossamento oculare con lacrimazione.

👉La sindrome SUNCT deve essere distinta dalla sindrome SUNA che si differenzia nel presentare congestione nasale e solo uno dei due sintomi autonomici oculari (arrossamento o lacrimazione).

👨‍⚕️DIAGNOSI
Come per la nevralgia del trigemino, la valutazione clinica è fondamentale. Eseguire sempre una Risonanza Magnetica encefalo per escludere lesioni secondarie.

1⃣TERAPIA
Profilassi: si utilizzano farmaci antiepilettici. La Lamotrigina è il farmaco di riferimento.

2⃣TERAPIA PER LE CRISI
Lidocaina endovena.

🔬TERAPIA CHIRURGICA
Si utilizza nei casi in cui si evidenzia un conflitto vasculo-nervoso, laddove la terapia farmacologica è inefficace o gravata da seri effetti collaterali.

La sindrome di Sluder (o nevralgia del ganglio sfeno-palatino), come nel caso della nevralgia del trigemino, può causare...
19/06/2026

La sindrome di Sluder (o nevralgia del ganglio sfeno-palatino), come nel caso della nevralgia del trigemino, può causare dolore facciale intenso - presentando però caratteristiche differenti.
Ne parlo in questo mio post pubblicato nella pagina Nevralgia del Trigemino.
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✍️In questo post descriverò la sindrome di Sluder (o nevralgia del ganglio sfeno-palatino). Come nel caso della nevralgia del trigemino, può causare dolore facciale intenso - presentando però caratteristiche differenti.

📝Se la nevralgia del trigemino provoca un dolore "a scossa elettrica" molto breve ma estremamente intenso - scatenato da stimoli banali (sfiorare la pelle, lavarsi i denti, mangiare...) - la sindrome di Sluder tende invece a presentare:
>un dolore più continuo o prolungato;
>una sensazione di pressione, bruciore o trafittura profonda;
>il coinvolgimento emifacciale di occhio e naso;
>sintomi vegetativi evidenti (occhio che lacrima, naso chiuso o che cola dal lato del dolore).

☑E’ importante specificare che la sindrome di Sluder è una condizione estremamente rara che rientra nel gruppo delle cefalee. Ma mentre alcuni esperti la classificano nel gruppo delle cefalee a grappolo, altri la considerano nell'insieme generico delle nevralgie cranio-facciali.

👉La diagnosi è principalmente clinica.
E' utile eseguire i seguenti accertamenti:
>la Risonanza Magnetica dell'encefalo e delle strutture craniche (per escludere lesioni che coinvolgono il trigemino o altre strutture nervose);
>la Tomografia Computerizzata dei seni paranasali (se si sospettano patologie sinusali);
>un’eventuale Endoscopia nasale (eseguita dall'otorinolaringoiatra).

🔹TRATTAMENTO
Non esistono terapie farmacologiche mirate per la sindrome di Sluder.
Si utilizza la terapia di profilassi e per le crisi utilizzate nella cefalea a grappolo:
>Blocco del ganglio sfeno-palatino con tampone nasale imbevuto di anestetico locale (bassa evidenza di efficacia).
>Radiofrequenza del ganglio sfeno-palatino (bassa evidenza di efficacia).

💬Lo stimolatore midollare (o neurostimolatore) è un dispositivo medico impiantabile che invia impulsi elettrici al midol...
17/06/2026

💬Lo stimolatore midollare (o neurostimolatore) è un dispositivo medico impiantabile che invia impulsi elettrici al midollo spinale inducendo una neuromodulazione del dolore.

⚡️Viene utilizzato per trattare alcuni tipi di dolore cronico (soprattutto neuropatico) che non rispondono adeguatamente alla terapia conservativa ottimizzata (farmacologica, chirurgica, fisioterapica).

✍️Il sistema è composto da:
>Elettrodi posizionati vicino al midollo spinale (nello spazio epidurale);
>Un generatore di impulsi (simile ad un pacemaker) impiantato sotto la pelle, di solito nella zona addominale;
>Un telecomando che permette di regolare la stimolazione.

🤔Funziona davvero?
👍Sì, è una terapia clinicamente provata (chiamata Spinal Cord Stimulation) e le evidenze scientifiche mostrano che può essere efficace soprattutto per:
➡Dolore neuropatico cronico post-chirurgico con componente radicolare.
➡Complex Regional Pain Syndrome (CRPS) - condizione di dolore neuropatico cronico e severo.
➡Alcuni casi di dolore da neuropatia periferica.
➡Dolore ischemico non chirurgico (arteriopatie periferiche, angina).

👉La SELEZIONE CORRETTA del paziente è fondamentale. Purtroppo è una terapia che spesso viene proposta senza una precisa indicazione, con risultati ovviamente fallimentari.

☑Come funziona l'impianto?
Viene eseguito in due fasi per garantire il successo della terapia:
1⃣ Fase di prova (esterna) - lo specialista inserisce degli elettrodi sottili nello spazio epidurale. Questi sono collegati ad un generatore esterno che il paziente porta con sé per circa 7-30 giorni, così da valutare se il dolore diminuisce in modo soddisfacente.
2⃣ Impianto definitivo - se il test ha esito positivo, gli elettrodi vengono fissati ed il generatore viene alloggiato sotto la cute. Il paziente può poi regolare l'intensità della stimolazione tramite un telecomando portatile.

11/06/2026

Caso clinico di una voluminosa ernia discale - intra-extra foraminale L4 L5 sinistra - rimossa con procedura endoscopica transforaminale, eseguita in anestesia locale con sedazione.
La tecnica TESSYS è la procedura di riferimento per la rimozione dell'ernia discale intra-extra foraminale.

Durata della procedura: 20 minuti
Dimissione del paziente: dopo 24 ore

👉FRATTURA VERTEBRALE NEL PAZIENTE GRANDE ANZIANO☑La frattura vertebrale "spontanea" causata da fragilità ossea (osteopor...
03/06/2026

👉FRATTURA VERTEBRALE NEL PAZIENTE GRANDE ANZIANO

☑La frattura vertebrale "spontanea" causata da fragilità ossea (osteoporosi) è una patologia molto frequente, coinvolgendo una persona su due dopo gli 80 anni.

☑La frattura vertebrale può generare un dolore tipicamente "meccanico" (da movimento) difficilmente gestibile con la terapia farmacologica, avendo un impatto DEVASTANTE nella vita del paziente grande anziano. E' molto frequente vedere pazienti che fino a prima della frattura vertebrale conducevano una vita attiva (camminate in montagna, attività sportive...) che si vedono rapidamente allettati e costretti alla sedia a rotelle.

☑Il dolore da frattura vertebrale nel paziente anziano è purtroppo ancora molto sottovalutato e richiede competenze specialistiche e multidisciplinari. E' importante trattarlo TEMPESTIVAMENTE prima che la cascata di eventi, determinata dalla forzata inattività, compromettano irreversibilmente il paziente.

☑La terapia conservativa, utilizzando farmaci e bustino ortopedico nel grande anziano, si rivela quasi sempre inefficace. Il busto non è tollerato e la terapia farmacologica non è efficace o è gravata da effetti collaterali importanti.

☑Il trattamento chirurgico mini invasivo con VERTEBROPLASTICA ed una rapida FISIOTERAPIA sono i trattamenti di prima scelta.

☑La vertebroplastica è una tecnica percutanea minimamente invasiva. Viene eseguita tramite una piccola incisione cutanea, che permette di raggiungere il corpo vertebrale fratturato sotto guida radioscopica - iniettando cemento osseo per stabilizzare la frattura, controllare il dolore e permettere una rapida mobilizzazione.

☑La mobilizzazione precoce e la fisioterapia sono cruciali per evitare l'atrofia muscolare e favorire il recupero completo dell'autonomia.

☑La vertebroplastica è una soluzione semplice di un problema complesso.

Indirizzo

Via Don A. Sempreboni, 5
Negrar
37024

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