ASD Essere-Bene-Essere

ASD Essere-Bene-Essere diventa ciò che sei

15/08/2026

Musei aperti!!!!

14/08/2026

Questa è una piccola sequenza per le anche di circa 10-12 minuti.
Nel video ti mostro solo pochi secondi di ogni movimento: quando la fai da sola, concediti più tempo.
Cominciamo con gatto e mucca.
Puoi farlo a quattro zampe oppure in piedi, con le mani sulle cosce.
Inspirando apri il petto in avanti, espirando arrotonda la schiena.
Muoviti a partire dal bacino.
A quattro zampe, puoi portare il bacino avanti e indietro.
Non devi arrivare ai talloni: fermati dove l’anca si sente libera.
Ora sdraiati sulla schiena.
Fai scivolare lentamente un tallone verso il bacino e poi allontanalo.
Poi, con le ginocchia piegate e i piedi a terra, apri la gamba verso l’esterno e riportalo al centro.
Il movimento può essere molto piccolo.
Passiamo al ponte.
Per solleva inspirando il bacino senza inarcarti, torna a terra inspirando.
Infine, piedi un po’ più larghi, lascia oscillare le ginocchia a destra e a sinistra.
senza cercare di portarle a terra.
Nello yoga il corpo non è qualcosa di separato dal respiro e dalla nostra esperienza interiore.
Le tradizioni parlano anche di energia e dimensione sottile.
Possiamo accogliere questo linguaggio senza confonderlo con quello della medicina ma anche per la scienza corpo, respiro, emozioni ed esperienza si influenzano continuamente.
Quindi in presenza di artrosi non cerchiamo la massima apertura.
Cerchiamo un movimento che dia al corpo spazio, fiducia e possibilità.
E se compare un dolore pungente, un blocco o un netto aumento dei sintomi, riduci il movimento o fermati.

Alla fine resta una domanda, non una spiegazione.
L’anca ci porta, ci trattiene, ci permette di cambiare direzione. Quando perde libertà, il suo limite appartiene alla materia, ma l’esperienza di quel limite attraversa anche la nostra storia, il nostro modo di stare al mondo, ciò che sosteniamo e ciò verso cui proviamo ad andare.
Non c’è un significato nascosto da decifrare, né una colpa da cercare.
C’è, forse, la possibilità di ascoltare il sintomo anche come immagine: non per spiegare la malattia, ma per lasciare che il corpo apra una domanda che riguarda la persona intera.

⚠️ Questa pratica è proposta a scopo informativo e di benessere generale e non sostituisce il parere di medico o fisioterapista.
Se hai artrosi, protesi, dolore importante o hai subito un intervento, valuta con un professionista se questi movimenti sono adatti a te.
Muoviti senza forzare: se compaiono dolore acuto, blocco o un aumento marcato dei sintomi, riduci il movimento o interrompi la pratica.
Ascolta sempre il tuo corpo e adatta la sequenza alle tue possibilità. ASD Essere-Bene-Essere

Vi risparmio le immagini traumatiche provenienti dagli  allevamenti intensivi,  vi invito a difendere il coraggioso docu...
11/08/2026

Vi risparmio le immagini traumatiche provenienti dagli allevamenti intensivi, vi invito a difendere il coraggioso documentario Food for Profit e la scelta di Report di trasmetterlo.
E se non lo avete fatto vi invito a guardarlo.

e ’Ambrosi non attaccano la zootecnia italiana, conducono un’indagine europea su allevamenti intensivi, fondi pubblici, lobby e politica.
È una produzione indipendente, trasparente sulle modalità di finanziamento, senza contributi pubblici, basata su fonti scientifiche, documenti europei e internazionali.

È stato presentato in sedi istituzionali, distribuito all’estero e premiato in diversi festival.

Si può criticare un’inchiesta, certo. Ma nel merito, con dati e fatti.

Tentare di delegittimare chi pone domande scomode non rafforza il dibattito pubblico: lo impoverisce.

ha fatto il suo mestiere. E il servizio pubblico deve continuare a garantire spazio alle inchieste, soprattutto quando toccano interessi economici e politici.

Ci sono posizioni yoga che, nel tempo, cambiano con noi. Per me il Piccione è una di queste.Da qualche anno convivo con ...
30/07/2026

Ci sono posizioni yoga che, nel tempo, cambiano con noi.
Per me il Piccione è una di queste.

Da qualche anno convivo con l'artrosi alle anche.

Non è un limite, piuttosto, come tutto quello che succede nella vita, è un invito.
Ogni volta che entro in questa posizione, il mio corpo mi ricorda che non posso imporgli una forma. Posso, però, ascoltarlo. E, ogni volta, lui mi restituisce qualcosa.

È una delle lezioni più profonde che lo yoga mi abbia insegnato.

Nella tradizione, il Piccione è una postura che invita ad aprire le anche, a creare spazio dove spesso accumuliamo rigidità, fisica ed emotiva. Ma "aprire" non significa forzare. Significa creare le condizioni perché il corpo possa fidarsi.

La ricerca sul sistema miofasciale ci racconta qualcosa di molto simile.

Quando rimaniamo nella posizione qualche minuto, respirando con calma, non stiamo soltanto allungando i muscoli. Stiamo dialogando con la fascia, quel meraviglioso tessuto connettivo che avvolge e collega tutto il nostro corpo.
La fascia ha bisogno di tempo: non risponde agli strappi, ma alla presenza. Uno stimolo lento e costante favorisce l'idratazione dei tessuti, il rimodellamento del collagene e una maggiore scorrevolezza tra le strutture profonde.

È un lavoro silenzioso, quasi invisibile. Ma il corpo lo ricorda.

Forse è anche per questo che amo praticare il Piccione senza fretta.

Se il bacino resta sospeso, lo sostengo. Se oggi il mio corpo mi chiede una variante, la scelgo senza esitazione. A volte pratico il Piccione supino, altre volte uso un blocco sotto il gluteo o un bolster sotto il busto. Non sono scorciatoie. Sono strumenti di consapevolezza.

Per anni ho pensato che praticare bene significasse arrivare nella forma.

Oggi credo il contrario.

Praticare bene significa creare una relazione di fiducia con il proprio corpo, anche quando cambia, anche quando porta con sé qualche fragilità. Forse soprattutto allora.

L'artrosi non mi ha allontanata dallo yoga.

Mi ha insegnato uno yoga più vero.

Uno yoga in cui non misuro la profondità di una posizione, ma la qualità dell'ascolto.

E se c'è una cosa che vorrei trasmettervi ogni volta che pratichiamo insieme è proprio questa: il corpo non è un ostacolo da superare. È il maestro più sincero che abbiate.

Abbiate la pazienza di ascoltarlo. Lui la strada la sa già😊.

Finalmente il caso è risolto. Sabato 25 luglio, al Forte dei Borgia, è andata in scena una serata sospesa tra thriller e...
26/07/2026

Finalmente il caso è risolto.

Sabato 25 luglio, al Forte dei Borgia, è andata in scena una serata sospesa tra thriller e commedia: indizi, sospetti più o meno fondati, false piste e un ca****re nascosto in bella vista.

Grazie a tutti coloro che hanno scelto di entrare con noi ne “L’Antro di Borea” e di affrontare il mistero fino all’ultimo colpo di scena.

Un ringraziamento alla Pro Loco Nepi, a , al e al per la collaborazione.

Grazie agli attori di Ebe Koinè, al regista Stefano Sarra e all’autore Andrea Pergolari, per aver messo insieme questo rebus teatrale ispirato ad Asimov.

Alla prossima!

Corrado Guzzanti, prendendo in giro i sedicenti guru, affermava:'La risposta è dentro di te. Epperò è sbagliata'.Fa ride...
21/07/2026

Corrado Guzzanti, prendendo in giro i sedicenti guru, affermava:

'La risposta è dentro di te. Epperò è sbagliata'.

Fa ridere il guru de noantri ma fa anche riflettere, e se la risposta fosse davvero dentro di noi?

Possiamo affidare la nostra felicità all’amore perfetto, al lavoro dei sogni, alla casa ideale, al prossimo viaggio trasformativo o alla persona che finalmente ci “completerà”.

E possibilmente vista mare, grazie.

E così passiamo la vita a inseguire il prossimo traguardo, convinti che la pace arriverà appena avremo sistemato tutto.

Spoiler: non arriva.

Non perché l’amore, il lavoro o una bella casa non abbiano valore, ma perché nessuna cosa esterna può risolvere stabilmente il nostro rapporto con noi stessi.

Lo stesso accade con il sacro.

Lo cerchiamo in un tempio, in una chiesa, in un ashram, magari dall’altra parte del mondo. Perché, evidentemente, il divino deve abitare ovunque tranne che nella nostra complicatissima vita quotidiana.

Allora corriamo da un corso all’altro, da un libro all’altro, da un maestro illuminato all’altro, sperando che qualcuno ci consegni la chiave definitiva.

Con certificato, nome spirituale, mantra personalizzato e pagamento in tre rate.

Ma lo yoga non ci chiede di correre verso qualcosa.

Ci invita a fermarci.
E a tornare.

Il primo tempio non è un luogo esotico da raggiungere.

È questo corpo che respira.
È questa mente che può imparare a non credere a ogni pensiero.
È questa coscienza che osserva tutto senza bisogno di aggiungere continuamente commenti, drammi e sottotitoli.

Il viaggio più rivoluzionario non è attraversare il mondo.

È attraversare gli strati di rumore, aspettative e illusioni che ci separano da noi stessi.

Per questo, quando sali sul tappetino, non stai semplicemente facendo esercizio.

Non stai diventando una versione più flessibile, spirituale e fotogenica di te.

Stai tornando a casa.

17/07/2026
16/07/2026

Vrikshasana, la posizione dell’albero

Sulla spiaggia l’equilibrio non si cerca nello stesso modo.

La sabbia cede.
Il vento sposta.
Le onde bagnano.

Il corpo non può affidarsi a un appoggio stabile e, proprio per questo, diventa più presente. La pianta del piede si apre, esplora, ascolta. I suoi punti di contatto con il suolo si risvegliano, come se il radicamento non fosse qualcosa da trovare, ma qualcosa che era già lì e che ora appare.

L’equilibrio non è mai fissato. Si rinnova momento per momento: il corpo corregge, si adatta, lascia andare.

E quando la mente si distrae, il corpo vacilla.

Non è un errore, perché essere un albero non significa essere una statua.

Significa lasciare che il vento (e i pensieri) ci attraversino.

E poi oscillare, senza vergogna.

Divertite😁🥰

Indirizzo

Via Adolini 7
Nepi
01036

Orario di apertura

Martedì 10:40 - 12:00
19:00 - 22:30
Giovedì 10:40 - 12:00
19:00 - 20:00

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