Nancy - Nunzia Citro Psicologa

Nancy - Nunzia Citro Psicologa Psicologa e pedagogista, insegnante di scuola primaria, con abilitazione all’insegnamento per alunni con disabilità.

Attrice e docente di teatro utilizzo strumenti teatrali nel lavoro con i gruppi. Scrittrice: uso le parole per guidare nell'elaborazione.

Ho sempre amato le storie, per anni le ho scritte(lo faccio ancora). Trame che s’intrecciano alla ricerca di un signific...
23/07/2026

Ho sempre amato le storie, per anni le ho scritte(lo faccio ancora). Trame che s’intrecciano alla ricerca di un significato che possa essere universale. Poi sono diventata psicologa e quelle trame, le storie di vita che ho iniziato a sfiorare e poi toccare sono diventate più forti di qualunque finzione creativa.
Così ho immaginato l’umanità: trame che si intrecciano, ognuna a modo suo, ognuno con il proprio colore, con la propria intensità in una grande, immensa tela che rimanda l’autenticità.
Quelle trame sono l’unica storia che vale la pena ascoltare, fatte di dolore, sofferenza, rinascita, verità. Fatte di vita.

Non ti indico la strada: ti accompagno mentre trovi la tua.

22/07/2026
Quando qualcuno tenta di farvi sentire sbagliati non cadete nella trappola. Siamo sbagliati? Sbagliati per chi? Per cosa...
17/07/2026

Quando qualcuno tenta di farvi sentire sbagliati non cadete nella trappola. Siamo sbagliati? Sbagliati per chi? Per cosa? Per quale situazione? Cosa significa essere sbagliati?
Chi riconosce l’errore, noi stessi o sono gli altri che giudicano il nostro modo di stare al mondo?
Rimanete fissi su di voi. Respirate e ascoltatevi profondamente. Se riuscite ad entrare in contatto con voi stessi in maniera autentica sentirete ciò che veramente vi ostacola, ciò che è importante e ha un peso per voi. Nessuno può sapere cosa veramente muove i vostri passi, cosa vi fa male e cosa vi limita. La risposta è dentro non fuori. Recuperate da qualche parte una torcia e iniziate a guardare.

“Non so nemmeno se ti ho volutoO eri solo una proiezioneDi ciò che avrei fatto al mio cuoreSe solo avessi avuto amore”Co...
30/06/2026

“Non so nemmeno se ti ho voluto
O eri solo una proiezione
Di ciò che avrei fatto al mio cuore
Se solo avessi avuto amore”

Cosa accade quando una relazione finisce?
Cosa perdiamo quando diciamo o ci vien detto “È finita!”.
A volte l’altro diviene lo specchio in cui proiettiamo i nostri desideri, guardandolo guardiamo noi stessi. Ecco perché è così difficile distaccarsene, perché dobbiamo lasciare andare il bisogno che soddisfava, dobbiamo lasciare andare la parte di noi che stava costruendo una relazione che ci avrebbe salvato da un vuoto che nulla a che fare con l’amore.
A volte quando una storia finisce è così doloroso perché di fatto perdiamo noi stessi.
“E mi ritrovo al buio senza contorni intorno”.
I confini si confondono, investiamo tutto nell’altro, mischiamo i colori in un’idea romantica di connessione che però rischia di privarci di parti di noi che senza l’altro non ritroviamo più.

Ti è mai successo di sentirti così?

P.s. Vi propongo questa canzone che secondo me ci spiega in alcuni passaggi molto bene ciò che accade. E poi io ho un debole per Pierdavide Carone.

Pierdavide Carone, Martina Attili - È finita (Official Video)Ascol...

Mi è sempre piaciuto andare incontro all’errore perché significava rischiare per qualcosa che ne valesse la pena(per me)...
27/06/2026

Mi è sempre piaciuto andare incontro all’errore perché significava rischiare per qualcosa che ne valesse la pena(per me). Ho visto l’errore come qualcosa che mi dava la possibilità di esplorare nuove strade per continuare a camminare. L’errore l’ho sempre visto come garanzia di libertà. Se posso sbagliare posso scegliere.
Ho sbagliato? Di sicuro.
L’errore mi ha fermata? Mai.
L’avevo calcolato? A volte. A volte è arrivato in maniera imprevista, altre volte l’ho addirittura cercato per capire come mi sarei sentita e come avrei potuto guardare in faccia il fallimento o la scomodità di sentirmi dalla parte sbagliata.
Ho scoperto che la parte sbagliata a volte è quella giusta. E solo abitandola te ne rendi conto.

“Ho provato. Ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio.” S. B.

Come combatto il caldo?Con la mente… e un caffè.
21/06/2026

Come combatto il caldo?
Con la mente… e un caffè.

17/06/2026
Ci sono diversi modi di occuparsi degli altri. Io ne conosco solo uno: vederli. Vederli sul serio, per ciò che sono, sen...
09/06/2026

Ci sono diversi modi di occuparsi degli altri. Io ne conosco solo uno: vederli. Vederli sul serio, per ciò che sono, senza giudizio; vederli con le loro ferite profonde, i loro demoni che attaccano gli ultimi lembi di anima rimasta. Ci sono sofferenze che sovrastano, che ti sbattono in faccia quanto la realtà possa essere a volte più terribile di qualunque film dell’orrore.
C’è chi dice che bisogna schermarsi, e forse è così. Io non so però cosa voglia dire, non sono mai riuscita a mettere l’off alle mie emozioni. Non so cosa significhi non farsi travolgere dalla vita, dalla mia e da quella degli altri. E anche nella cura cerco di sentire me stessa e l’altro, perché è in quella condivisione profonda e autentica che io sento di essere con il paziente. È in quel dolore condiviso che raggiungo l’altro per toccarlo veramente. Perché a volte basta solo una carezza, leggera, lì dove vi è stata una lacerazione. E per toccare certi dolori devi raggiungere i tuoi, riconoscerli e decidere di farti attraversare dalla vita che a volte sa essere così crudele. Nonostante il senso di vuoto e disperazione in cui mi rispecchio continuerò a pensare che prima o poi per tutti arriverà quella giornata di sole in cui uscire e fare una lunga, lunghissima passeggiata.

05/06/2026

“Samu sai cosa fanno gli psicologi?”
“Sì”
“Cosa?”
“Tranquillizzano le persone quando sono un pò in ansia”.

La semplicità con cui i bambini parlano di cose complesse è una ricchezza incredibile.
Dovremmo ascoltarli molto di più.

(Samuele sei anni e mezzo)

Quando sono in seduta con i miei pazienti mi capita di ripetere spesso di guardare verso noi stessi e non verso l’altro....
03/06/2026

Quando sono in seduta con i miei pazienti mi capita di ripetere spesso di guardare verso noi stessi e non verso l’altro.
E invece è un susseguirsi di:
“Dottoressa sono stata trattata malissimo”
“Non capisco come possa non accorgersi di me”
“Non è mai stato vicino alla mia sofferenza”
“Mi ha sempre chiesto ciò che non potevo darle”

Questo perché siamo abituati ad analizzare la nostra vita attraverso gli altri. Questo perché è più facile aspettarsi che l’altro cambi per agevolare noi stessi nella trasformazione.

Ed invece la vera trasformazione inizia quando gli occhi li volgiamo verso di noi. Quando non cerchiamo colpevoli ma ci sforziamo di capire perché le persone riescono a ferirci in una determinata maniera.
Cosa si attiva in noi quando qualcosa ci colpisce?

Ci sono cose che lasciano indifferenti alcuni mentre distruggono altri, le ferite non sono uguali per tutti; la pelle in alcuni punti è più sottile e per alcuni anche una leggera pressione rappresenta motivo di estremo dolore.
Stiamo su quella ferita e non su ciò che ce la risveglia. Cerchiamo di capire da dove ha origine quel dolore e occupiamoci poco di chi prova a ferirci o lo fa senza volerlo.
Dobbiamo rimanere su di noi se vogliamo veramente comprendere l’origine del nostro dolore.

Indirizzo

Via Torino 126
Nichelino

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Nancy - Nunzia Citro Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Nancy - Nunzia Citro Psicologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare